Se qualcuno di voi ha avuto la sbadatezza di essersi dimenticato di cestinare quel prezioso opuscolo formato "Tv sorrisi e canzoni" denominato La vera storia italiana, lo invito ad andare a leggersi alle pgg. 94 e 95 il riquadro Totalitarismi intitolato "... e mio cugino sparì" dove viene riportata la testimonianza della signora Andra Bucci ad Auschwitz.
Il nipote di Andra Bucci ha scritto a me come a molti altri per denunciare l'abuso che si é commesso nello sfruttare a fini propagandistici e senza autorizzazione (né mai l'avrebbero concessa) una terribile tragedia familiare legata al periodo nazi-fascista.
Ieri é stata pubblicata la notizia da La Stampa http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_blog=25&ID_articolo=792&tp=C
Oggi su Il Manifesto
http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/06-Aprile-2006/art38.html
Berlusconi «sfrutta» i ricordi del lager
Il librone di Berlusconi dedicava un piccolo spazio anche a due deportate sopravvissute ad Auschwitz. Le quali, tutt'altro che contente per la trovata hanno scritto una lettera aperta spiegando che loro con la campagna elettorale di Silvio non c'entrano proprio nulla. «Scopriamo con sconcerto nell'opuscolo - scrivono Andra e Tatiana Bucci, le due italiane più giovani scampate al lager e la cui storia è stata raccontata dal libro "Meglio non sapere" pubblicato da Laterza - una testimonianza di Andra Bucci sulla nostra esperienza di bambine prigioniere dei nazisti nel campo di Auschwitz. Vorremmo far sapere a quanti hanno ricevuto l'opuscolo che Andra Bucci non è mai stata intervistata né interpellata dagli autori o dai mandanti della pubblicazione. Aggiunge dolore al nostro dolore il fatto che l'appropriazione abusiva del nostro cognome e delle nostre sofferenze sia stata fatta a vantaggio di un governo dove siede un ex brigatista di Salò ed una coalizione che vede raccolti tutti gli epigoni del fascismo e del nazismo italiani».
Questa pubblicazione é stata realizzata a cura del Movimento politico di Forza Italia, e i risultati prodotti da codesto gruppo con questo opuscolo la dice lunga sulla qualità dei suoi componenti: un affastellamento di articoli impregnati di qualunquismo, pressapochismo e falsità. Con quest'ultima chicca aggiungiamo l'appropriazione indebita con le aggravanti del caso.
Ma questa volta ne dovranno rispondere e spero che la famiglia Bucci sia determinata, come credo che lo sia, ad andare a fondo a questa triste e squallida vicenda.




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