LA POLITICA DEL PALLARO, VEDI ROMA E POI VOTI
Come la pensa il neo senatore "indipendente" dell'America latina
di Giulia Panciera - corrispondente da New York

Queste ultime elezioni politiche saranno ricordate a lungo per le intense emozioni che ci hanno fatto provare, sia durante la campagna elettorale che durante lo spoglio dei voti. Una campagna elettorale dai toni fortissimi, spesso esagerati, che e’ stata pero’ ripagata da una altissima affluenza alle urne. Quando l’ago della bilancia al Senato si e’, ahinoi, spostato verso il centrosinistra con l’arrivo dei risultati delle circoscrizioni estere - ribaltando completamente la situazione e facendo passare in minoranza la coalizione di centrodestra - in molti hanno puntato il dito verso il Ministro Tremaglia. “Votate per chi vi pare ma votate” aveva ripetuto il Ministro per gli italiani nel mondo durante tutta la campagna elettorale e cosi’ e’ stato, sottolineando poi, che le polemiche sullo spoglio dei voti all’estero sia stato percepito maggiormente solo perche’ “nel conteggio sono arrivati per ultimi, altrimenti nessuno gli avrebbe notati”. Effettivamente se gli ultimi dati pervenuti fossero relativi ad un collegio all’interno della Penisola, l’unico disappunto per il risultato del voto estero sarebbe stato relativo alla constatazione che la presentazione di liste separate, ha portato ad una inevitabile frammentazione e dispersione del voto, a danno della Cdl. Ma la questione “voto estero” sarebbe riemersa comunque, a distanza di poco tempo, dato il fragile equilibrio numerico presente al Senato. Com’e’ ormai noto, gli italiani all’estero hanno assegnato quattro seggi per il centrosinistra, uno per la Cdl e un indipendente, Luigi Pallaro creando una situazione che non ha precedenti nella storia italiana.
Il neo Senatore Luigi Pallaro, padovano, presidente delle Associazioni italiane in Sud America, raccogliendo una numero esorbitante di preferenze, quasi 100.000, si inserisce pesantemente nel contesto numerico necessario per governare il Senato.
Qui, a destra.it, l’idea di politico indipendente alla Luigi Pallaro non piace proprio per niente e in un sistema che possiamo definire bipolare che si presenta in modo distinto con due schieramenti, di centrodestra e centrosinistra, appare quasi anacronistica. In un paese, che verra’ governato seguendo le linee di programmi ben determinati e distinti tra loro, sottoscritti precendentemente da partiti politici e sui quali ci sono stati due mesi di campagna elettorale, affermazioni come “mi siedero” , “guardero’ i programmi” e poi “decidero’” fanno trasparire solo una vecchissima e odiatissima concezione di politica e una pesantissima sensazione di instabilita’. Nessuno mette in dubbio, e ci mancherebbe, che l’impegno politico del neo senatore si concentrera’ soprattutto sugli interessi dei suoi elettori, l’aspetto non chiaro e’ con chi voglia fare tutto questo e a quali condizioni.
Nella notte di lunedi’, quando la CdL sembrava essere in vantaggio dichiarava al giornale argentino Clarin «credo che l'Italia abbia avuto timore delle riforme di Prodi». A preferenze contate, cominciava a cambiare idea e in una intervista radiofonica alla BBC Mundo, rimarcando il suo essere indipendente e slegato dai partiti sosteneva di “non potersi permettere il lusso di andare all’opposizione perche’ chi vive fuori dall’Italia necessita una relazione di dialogo costante con la realta’ italiana, con il mondo politico ed il governo”. Ma a La Stampa dice “ io non sono ne’ di centro ne’ di sinistra. Sono sempre stato un democristiano. Andro’ a Roma, mi siedero’ con tutti e decidero’ quale sara’ l’opzione migliore, affinche’ possa essere utile all’Italia”. L’ambigua posizione del neo senatore ha suscitato immediate critiche, soprattutto nella sua terra natia, il Veneto, “Grazie alla Regione Veneto – spiega l’assessore regionale di Alleanza Nazionale Elena Donazzan- i nostri emigranti nel mondo, come ben sa il Signor Pallaro, hanno goduto di interventi da cui egli stesso ha tratto vantaggi guadagnandosi una posizione di interlocuzione e di preminenza che ha sicuramente giovato alla sua elezione in termine di visibilita', di credibilita' e di fiducia in un legame che la regione Veneto ha ritenuto di instaurare. Piu’ esplicito Raffaele Zanon, consigliere regionale di AN, “molti degli eletti, che hanno osannato Tremaglia in ogni sua visita, sono subito saltati sul carro dei vincitori, come il prode padovano Luigi Pallaro, il quale per molto tempo si e' 'spacciato' per amico di Tremaglia, di Giancarlo Galan e di altri autorevoli esponenti del centrodestra che ora lo vedono schierato con l'Unione”. Da notare che, Pallaro, il cui voto potrebbe essere fondamentale per gli equilibri al Senato in favore della coalizione guidata da Romano Prodi, era stato oggetto di ironia proprio da parte dell'Unione per il fatto che la sua campagna elettorale è stata sostenuta indirettamente dalla Banca di Treviso. La Fondazione Cassamarca che fa capo all'istituto di credito, ha finanziato mille borse di studio offerte dall'Istituto Dante Alighieri a italo-argentini che volessero studiare l'italiano ed e’ proprio Pallaro a presiedere l'organismo che assegna le borse.
Ora pero’, a schede contate e a maggioranza risicata, il coordinamento dell'Unione sembra essere pronto ad offrire a Pallaro un incarico nel ministero per gli Italiani nel Mondo.
Una curiosita? Tra tutti i siti internet dei canditati, quello di Luigi Pallaro sembra essere l’unico che di italiano ha solo il logo delle associazioni italiane in sudamerica, speriamo, diciamo cosi’, a onor di Patria, che spunti presto anche una versione italiana. http://www.pallarosenador.com Cliccare per credere!



www.destra.it