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    Predefinito «Scoperto» il Vangelo di Giuda: è l’ennesima volta.

    Maurizio Blondet
    08/04/2006

    Tanti lettori mi scrivono allarmati, e mi tocca rispondere.
    Il Corriere dice che hanno scoperto il Vangelo di Giuda, che «ristabilisce la verità», finalmente. Ovviamente contraria a quello che i fedeli credono da duemila anni.
    «Gesù volle essere consegnato ai romani».
    Tutto con gran clamore mediatico perfettamente concertato.
    Lo stesso giorno, l'Herald Tribune dà la «scoperta» in prima pagina: «un antico testo corregge la storia Gesù-Giuda» (sic).
    Sento l'angoscia nei messaggi di tanti lettori.
    Che ne dice Blondet?
    Beh, che volete ne dica. Non sono il «defensor fidei».
    Altri avrebbero più numeri di me per parlare di questo argomento.
    Dirò le poche cose che so: a memoria.
    Non mandatemi a fare ricerche sui testi, porterebbe via troppo tempo.
    Il Vangelo di Giuda è una scoperta alquanto vecchia.
    Di fatto, quella annunciata con tanto clamore dai media a conduzione ebraica è la copia in lingua copta, databile verso il III secolo, del testo greco di un secolo prima.



    Testo ampiamente noto da secoli: Ireneo di Lione ne parla nell'Adversus Haereses, che è del 180.
    Il cosiddetto Vangelo di Giuda deve essere quindi anteriore.
    Si ritiene, scritto tra il 130 e il 170 dopo Cristo.
    La stessa copia copta è in circolazione da anni: è stata ripetutamente «scoperta» a cominciare almeno dalla Biblical Review (ebraico-massonica) nel numero di giugno 2002.
    Come aveva «scoperto» già Ireneo, il vangelo di Giuda non è solo un apocrifo, ma un testo ideologico.
    E' un documento gnostico: e gnostico in modo addirittura disarmante.
    Già dalle prime righe, l'apocrifo si presenta come una dottrina occulta: «resoconto segreto della rivelazione che Gesù pronunciò in conversazione con Giuda per una settimana, tre giorni prima della Pasqua».
    Questo è tipico della gnosi: c'è una dottrina segreta (esoterica) che gli uomini «carnali» ignorano, e che solo gli spirituali possono comprendere.
    E che cos'è questo segreto?



    Gesù chiede a Giuda di consegnarlo ai romani: così, gli dice, «sarai superiore a tutti loro» (gli altri discepoli), perchè «sacrificherai l'uomo che mi riveste».
    Insomma, gli chiede di liberarlo dalla carne, per liberare l'ente divino che è in lui, lo pneuma, lo spirito, il vero io.
    Insomma, la solita vecchia zuppa gnostica.
    Gli gnostici infatti disprezzavano la materia e il corpo, proclamavano una «super-spiritualità», e insegnavano la metodologia per liberare il pneuma dalla sua prigione carnale.
    Ovviamente ciò è il contrario esatto di quel che dice Gesù: egli promette la resurrezione della carne, risorge con il corpo.
    Lui stesso, dà da mangiare «il Mio corpo, il Mio sangue».
    Cristo era spirituale - brutalmente spirituale, possiamo dire - che è il contrario di spiritualista.
    Il disprezzo del corpo degli gnostici implicava, come si intuisce, il disprezzo della creazione: un dio maligno aveva creato questo mondo materiale, radicalmente imperfetto (1); e il loro Gesù era venuto a liberare gli uomini dall'imperio del dio malvagio.
    Il messaggio «autentico» e segreto di Gesù era una rivolta contro l'ordine creato: il che, guarda caso, fa del Gesù gnostico il «liberatore» che parlò nell'Eden ai primi uomini («voi sarete come dei»).



    Leon Bloy, uno gnostico del nostro tempo (che molti cardinali, ahimé, venerano come super-cattolico) non esitò a trarre le conseguenze ultime di questa ideologia: per lui Gesù è un liberatore imperfetto; dobbiamo attendere il Paracleto sconosciuto, di cui Bloy sa il nome: «il Paracleto è il Nemico» (dell'ordine sociale esistente), «identico a Lucifero». Anzi, proprio lui.
    Colui che già ci liberò nell'Eden, tornerà.
    La Chiesa, con la sua dottrina per tutti, carnale, non fa che ritardarne la venuta: conclusione, questa, di Massimo Cacciari.
    Ma come ormai dovrebbe essere noto, il sottofondo gnostico traluce in molte delle ideologie della modernità, rivoluzionarie, psicanalitiche e marxiane.
    Il materialismo di Marx non contraddice l'antimaterialismo degli antichi gnostici: è un materialismo «dialettico» hegeliano, ossia «idealismo».
    E come l'antica gnosi era una rivolta contro il creato, il marxismo implica la rivolta contro «l'ordine di cose presente», guidata dai pochi che conoscono la verità segreta (il partito), e promette la fine della storia in una palingenesi di felicità tutta terrestre, dove non ci saranno più doveri ma solo piaceri: in ciò consiste la «liberazione» radicale, nella più perfetta «anomia», abolizione di ogni legge anche morale.



    Ci si può divertire a cercare il sottofondo gnostico anche nelle correnti ideologiche più diffuse: radicali, liberisti-libertari, capitalisti ideologici...
    Lo smilzo Vangelo di Giuda si inserisce perfettamente in questo percorso.
    E' infatti ritenuto un testo cainita, ossia di una setta che onorava Caino e, ovviamente, aspettava Lucifero come Paraclito.
    Ma come mai viene «scoperto» proprio ora per l'ennesima volta?
    Abbiamo qualche indizio.
    La «scoperta» è strillata dal National Geographic - una delle riviste più ideologiche che si possano immaginare.
    Sotto le mentite spoglie della «scientificità», dello studio della «natura» e dei vari ecologismi, la rivista diffonde e divulga tutti gli evoluzionismi possibili.
    E' organo della National Geographic Society, entità di sicuro stampo massonico.
    Ed è anche la rivista che anni fa annunciò la «scoperta» dell'anello di congiunzione fra i rettili e gli uccelli: scoperta che poco dopo si appurò essere un falso, confezionato in Cina incollando due diversi scisti contenenti due fossili.



    L'uccellosauro è stato messo da parte.
    Ma ora già annunciano il pescio-sauro, hanno scoperto un pesce fossile di 370 milioni di anni fa, le cui pinne stavano diventando zampe.
    Anche questa scoperta è ricorrente: il Celacantus - creduto estinto - fu annunciato come anello di congiunzione, pesce che stava per salire a riva e camminare.
    Poi si trovò un celecantus vivo nelle reti di un peschereccio, e si vide che era un pesce assolutamente pesce.
    Ma non demordono: scoprono e riscoprono sempre le stesse cose.
    Per finire: dei Vangeli gnostici è infaticabile ri-scopritrice ed editrice instancabile la professoressa Elaine Pagels, di Harvard.
    «La massima autorità» ecc,. ecc., come direbbe Il Corriere.
    Il suo scopo, proclamato dai risvolti di copertina di ogni suo studio, è «mostrare che la Chiesa originaria, lungi dall'essere l'entità unita che siamo stati condotti a credere, era profondamente divisa fin dall'inizio, e che molti seguaci di Cristo erano in disaccordo sui fatti della sua vita, il significato del suo insegnamento, e la forma che la Chiesa doveva assumere».



    Insomma un'apologia del luteranesimo e delle gnosi massoniche sub specie di scientificità.
    E' una lunga fatica, quella di Elaine Pagels la ripetuta scopritrice di tanti Vangeli gnostici.
    Ed anche costosa.
    Al punto che ha bisogno di un finanziatore.
    Chi la finanzia?
    Risposta: la Rockefeller Foundation.
    Ecco perché anche Il Corriere batte la stessa grancassa: l'ordine viene dai poteri forti.

    Maurizio Blondet




    --------------------------------------------------------------------------------
    Note
    1) Le varie gnosi sono state a lungo credute un segno d'influenza platonica in amiente cristiano: già i greci dicevano «soma-sema», il corpo è una tomba. Invece, come ormai è appurato, la radice sta nell'ebraismo, e specificamente nella gnosi ebraica. C'è tutta un'elucubrazione kabbalistica sulla misteriosa «rottura dei vasi» avvenuta durante la creazione; da allora, la Luce traboccata dai vasi è caduta nell'oscura materia. Il compito degli ebrei è, con le loro pratiche e con il loro stesso errare nel mondo tra i goym (uomini carnali), calpestando la terra, di far risalire le scintille di luce. La psicanalisi, da loro inventata, può ben spiegare questa pseudo-teologia come una religione «di compensazione» una volta che - non riconosciuto il Messia - la loro antica, fondata sul Tempio e sull'attesa del Cristo, aveva perso senso. Difatti, la dottrina ebraica suddetta, ma in senso più profondo tutto l'ebraismo come oggi lo conosciamo, nasce verso il secondo secolo dopo Cristo. Non sono i nostri fratelli maggiori, ma dei falsi gemelli. O dei fratelli minori, più giovani di 200 anni.




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    Exclamation Re: «Scoperto» il Vangelo di Giuda: è l’ennesima volta.

    «Scoperto il Vangelo di Giuda» (o meglio: il "VANGELO" della "GNOSI" SPURIA GIUDAICA!!) - già noto fin dall'antichità a Sant'Ireneo autore di "Contro le eresie" e a chissà quanti altri in realtà - dalla "Biblical Review" (ebraico-massonica) e su finanziamento della "Rockefeller Foundation" come appunto scrissero già Maurizio Blondet nel suo articolo del 08/04/2006 e Domenico Savino nel suo articolo del 28/05/2006 su "EFFEDIEFFE"...
    Il "Vangelo di Giuda" è una sciocchezza pazzesca nonché un’operazione economica ed ideologica; come ben sintetizzato anche da Vittorio Messori, quelle invenzioni furono già confutate da vari Padri della Chiesa e da Sant'Ireneo in "Contro le eresie".
    Il "Vangelo secondo Giuda" ("NUOVO VANGELO", da anatemizzare secondo gli insegnamenti di San Paolo stesso, della "GNOSI SPURIA", FALSO ed APOCRIFO, esaltato dalla massonica "National Geographic Society" e dai laicisti come ALBERTO FLORES D'ARCAIS, non a caso) purtroppo però in pratica è quasi identico al "Vangelo secondo Bergoglio" e soci usurpatori della setta vaticano-secondista!!
    Anche loro sostengono che Giuda Iscariota in fondo non era un traditore o che si è sarebbe successivamente pentito (ma quando?! si è suicidato per disperazione!!) e che in ogni caso magari si sarebbe salvato ugualmente l'anima!!
    Ed i "nuovi teologi" modernisti più spregiudicati dal "Vaticano II" in poi - neanche scomunicati, anzi alcuni promossi all'"episcopato" ed al "cardinalato"!! - hanno messo in dubbio anche crocifissione e resurrezione, sia pure a volte con raffinati sofismi e senza essere troppo espliciti come i loro ispiratori "protestanti liberali", atei, massoni, ecc.
    Lo provo in questa lunga e dettagliata ricerca che ho svolto e vi riporto a seguire...

    NOSTRO SIGNORE GESU' CRISTO l’ha detto chiaramente, come si legge in noti passi dei Vangeli, che Giuda Iscariota NON si è salvato!!


    «Filius quidem hominis vadit, sicut scriptum est de illo; vae autem homini illi, per quem Filius hominis traditur: bonum erat ei si natus non fuisset homo ille». (Mt XXVI, 24) che tradotto in italiano equivale a «Il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!»

    Jorge Mario Bergoglio invece cerca di far credere che N.S.G.C. magari abbia salvato Giuda in extremis per “misericordia”, od almeno prova ad insinuare il “dubbio” dicendo che la sua sorte ultraterrena sarebbe un “mistero” e “non so”, mentre invece purtroppo si sa con certezza che è sicuramente dannato.
    Bergoglio anche oggi 8 APRILE 2020, il giorno del Mercoledì Santo, pur descrivendo l’abietta figura di Giuda Iscariota e denunciando giustamente i “tanti Giuda istituzionalizzati di questo mondo” evidenziando che “ognuno di noi può essere un piccolo Giuda”, “attaccati ai soldi, come Giuda, pronti ad ammantarsi di sdegno giustificato da fini apparentemente nobili, come Giuda che si scandalizza per l’unguento di Cristo, ma in realtà Giovanni ci dice che era un ladro ed il passo dal rubare al tradire è un passo piccolino” (e fin qui nulla da obiettare, si può essere completamente d’accordo), ha però osato “rivalutare” nuovamente il traditore per eccellenza - ovviamente con l’ambiguità solita tipica dei modernisti, nello stile dei suoi degni compari predecessori Ratzinger e Wojtyla che fecero la stessa cosa in passato - insinuando che in ogni caso vi sarebbe “il mistero di Giuda”: “Ciò vuol dire che Giuda è all'inferno? Non lo so. La parola usata è 'amico'”; insomma ci ha messo dentro la dose mortale di veleno ereticale smentendo i Vangeli spacciando per cosa dubbia quel che è divinamente rivelato, confermando così per l’ennesima volta e definitivamente di essere ciò che è realmente: il vicario, o almeno un precursore, dell’anticristo!!
    Altro che “vero e legittimo successore di San Pietro”, altro che “papa” e “vicario di Cristo” in terra: è un usurpatore del Soglio Petrino, della “Roma” divenuta modernista ed apostata!!
    Bergoglio è senza il minimo dubbio ben peggiore di Giuda: almeno l’Iscariota è rimasto sconvolto e si è suicidato per il dolore a causa di quanto aveva fatto di male, Bergoglio invece continua imperterrito a tradire e falsificare la dottrina cattolica della quale dovrebbe esser garante supremo!!
    Non solo non ha oggettivamente la vera fede, evidenza che si può constatare dal suo foro esterno senza entrare in quello interno che solo Dio conosce, ma si sforza di farla perdere a chi ce l’ha ancora almeno un po’!!
    Il fatto che gran parte del suo discorso sia a tratti bello, vero e condivisibile lo rende ancora più pericoloso e micidiale perché l’enorme falsità finale rischia di passare quasi inosservata!! Ed invece la fregatura e l’inganno è proprio là!!

    Bergoglio oltre a dire “sfruttatori, mafiosi e usurai si convertano” e così via (giustamente eh), dovrebbe pensare a convertirsi lui per primo rinnegando le sue blasfemie!!
    Sotto riporto le sue scandalose dichiarazioni odierne e passate - analizzate e confutate in buoni articoli come quelli presenti su "RADIO SPADA" nonché quelli di autori come MARIAN HORVAT, DANILO QUINTO, MAURIZIO BLONDET E DON CURZIO NITOGLIA che CITO con favore PUR DISSOCIANDOMI DAL LORO "SEDEPLENISMO", leggersi il mio P.S. - comunque per riepilogarle ne faccio un riassunto.
    Svolgo un'analisi anche sul libro “PATI' SOTTO PONZIO PILATO?” di VITTORIO MESSORI dove si sostiene una cosa simile, cioè che forse Giuda Iscariota si sarebbe salvato, l'unica nota stonata in un'opera eccellente sulla storicità dei Vangeli che narrano la passione di N.S.G.C. ...
    Ma partiamo dall’articolo “Cosa c’è dietro la riabilitazione di Giuda da parte di Francesco?” di Marian T. Horvat (pubblicato sul sito americano “Tradition in action” e tradotto da “UnaVox”), sotto da me segnalato, ove si riportano le frasi precedenti di Bergoglio sulla figura di Giuda Iscariota e le si commentano validamente.
    Il più recente tentativo bergogliano di riabilitare Giuda Iscariota lo si trova nel libro “Padre Nostro”, un’intervista concessa a “don” Marco Pozza. In un estratto pubblicato da “Il Corriere della Sera” del 23 novembre 2017 appare chiara la negazione del tradizionale insegnamento cattolico che Giuda Iscariota è stato condannato all’inferno.
    Bergoglio affermava che delle tre persone coinvolte nella Passione di Cristo - San Pietro, il buon ladrone e Giuda Iscariota - “quella che mi commuove di più è la vergogna di Giuda”.
    Già un’intervista con la rivista tedesca “Zeit” dell’8 marzo 2017, utilizzandola sempre per una presunta lezione di insegnamento della teologia medievale sulla misericordia di Cristo e la possibile salvezza di Giuda, disse subdolamente:


    «Non dico che Giuda sia in Paradiso e salvato, ma non sostengo il contrario. Posso solo dire, guardate questo capitello e a quello che pensavano i monaci del Medioevo, che hanno insegnato il catechismo con le loro sculture. E guardate la Bibbia in cui è detto: Quando Giuda prende coscienza della sua azione, va dai sommi sacerdoti. La Bibbia usa la parola pentimento, forse non ha chiesto perdono, ma si è pentito»

    Infine, nell’omelia del 6 dicembre 2016 sulla tenerezza di Dio, Bergoglio descrisse Giuda Iscariota simpaticamente come una “pecorella smarrita” che si era pentita. “Credo che il Signore prenderà quella parola [pentimento] e la porterà con Lui (…) Questo pentimento ci dice che fino alla fine l’amore di Dio ha operato nell’anima di Giuda”.
    Qualche giorno dopo:



    « (…) a me piace pensare a Giuda. (…) Giuda è stato un traditore, ha peccato di brutto, ha peccato forte (…) poi il Vangelo dice che, pentito, è andato da loro a ridare le monete (…) Il povero Giuda traditore e pentito non è stato accolto dai pastori, perché questi avevano dimenticato cosa fosse un pastore (...) erano gli intellettuali della religione, quelli che avevano il potere, che portavano avanti la catechesi del popolo con una morale fatta dalla loro intelligenza e non dalla rivelazione di Dio» (Omelia, Casa Santa Marta, 13 dicembre 2016)


    Dicendo che Giuda si è pentito ha raccontato una falsità. Se si fosse pentito, Giuda sarebbe tornato da Cristo e avrebbe chiesto perdono, come fece Pietro, che pianse per il suo peccato ai piedi di Maria e degli Apostoli. Invece NON lo fece!!
    Eppure a Bergoglio piace pensare al “povero Giuda”, infatti ne ha parlato più volte (cfr. pure il discorso su “Giuda, povero uomo pentito” nell’Omelia a Casa Santa Marta dell’11 aprile 2016), e soprattutto falsificare il Vangelo a suo piacimento per giustificarlo!!
    Evidentemente si riconosce in lui, le affinità tra Giuda e Bergoglio sono tali da indurre Bergoglio a pensare spesso al “Traditore” per eccellenza.
    I “sommi sacerdoti”, i giudei deicidi, in realtà non erano più l’“autorità”; anche se apparivano come tali, per Dio Padre non erano più i “pastori” del suo gregge, bensì i “vignaioli omicidi” descritti nella parabola di Gesù.
    Lo stesso vale per Bergoglio che parlando dei falsi “pastori” di allora non fa altro che smascherarsi come un loro erede ideologico!!

    Come ha giustamente dimostrato Atila Guimarães, nel suo libro “Animus Injuriandi I” (“Voglia di offendere”), il “nuovo teologo” eretico svizzero von Balthasar fu uno dei primi difensori del tradimento di Giuda inventandosi una “teologia” apposta per salvare Giuda Iscariota dalla condanna eterna.
    Secondo lui sarebbe stato Dio Padre a tradire Cristo, abbandonandolo ad una morte crudele; quindi, il Padre avrebbe fatto per primo quello che Giuda fece dopo. Ciò che insinuava von Balthasar era che o entrambi sarebbero traditori - Dio Padre e Giuda - o nessuno dei due sarebbe colpevole!!
    Guimarães continua: “Secondo von Balthasar, quindi, Giuda fu scelto da Dio per interpretare il ruolo di Suo rappresentante”. Con ciò, egli assolveva Giuda, presentandolo come un ministro di Dio, che eseguì la sentenza del Padre (Animus Injuriandi I, pp. 48-50).
    In un’altra opera, von Balthasar appoggiava la teoria blasfema del poeta francese Charles Péguy, sulla base della quale egli immaginava che l’amore di Cristo per Giuda, mentre si trovava appeso alla croce, fosse così grande che gridò come “un pazzo” per esprimere la Sua mancanza di condivisione sulla dannazione del traditore.
    Von Balthasar dipingeva insomma un’immagine di Giuda edulcorata per suscitare simpatia allo scopo di diminuire il giusto orrore che dovremmo avere per il suo tradimento (ibid., Pp. 51-53).
    Questo era l’insegnamento romanzesco di von Balthasar, elogiato e sostenuto da “Giovanni Paolo II” e da “Benedetto XVI” e da “Francesco” ancor oggi.

    Aggiungo adesso a tal proposito varie mie analisi.
    Anche se il tradimento di Giuda Iscariota si è rivelato indirettamente “benefico” (dato che Dio sa trarre il bene dal male) nell’ottica della condanna, della morte e della Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo – e quindi nell’economia e nella teologia della Salvezza – resta comunque un’infamia alla luce del libero arbitrio.
    Sennò pure coloro che ammazzano i fedeli cristiani in odio alla Fede facendone dei Martiri che vanno in Paradiso dovrebbero essere ringraziati!!
    Eh no, troppo semplice, così si giustificherebbe qualunque aberrazione con la scusa che era “necessaria” e che in fin dei conti si è rivelata “benefica”, malgrado l’intenzione malvagia da parte del traditore o dell’assassino in questione.
    Pur considerando che il tradimento di Giuda Iscariota del Mercoledì Santo era in un certo modo necessario affinché si consumassero i fatti della Passione e della Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, resta il fatto che egli è condannabile non solo per il suo tradimento – che in sé sarebbe stato perdonabile - ma soprattutto e definitivamente per il suo mancato pentimento con successivo suicidio in preda all’estrema disperazione, quindi ciò è stato davvero inescusabile anche da quanto si legge nei Vangeli.
    Come ben scrisse il forumista “Sùrsum corda!” qui:



    Giuda Iscariota
    “Abbracciare Gesù Misericordioso che ci solleva dalle cadute del peccato

    Ti sei risposto da te:
    - l'unica vera colpa di Giuda sia stato il comportamento da lui assunto DOPO i fatti del tradimento, non tanto il tradimento in sè. Se infatti gli ebrei DOVEVANO uccidere il Cristo (senza "sapere quel che facevano"), ciò non toglie che dopo la resurrezione essi erano nell'incombenza di riconoscerlo; analogamente penso che se Giuda DOVEVA tradire Cristo, ciò non toglie che dopo questo fatto egli avrebbe dovuto redimersi e rimanere comunque uno degli apostoli chiamati a organizzare la nascente Chiesa e ad evangelizzare il mondo –
    Aggiungo che il peccato va comunque sempre evitato e che Giuda è certamente dannato. Se ne parlo in un'altro thread tempo fa. Giuda odia Cristo e si dispera nell'infelicità all'inferno, insieme ai demoni. Tutti siamo peccatori, non scordiamoci che ad esempio Pietro ha rinnegato Gesù per tre volte...però non si è sconfortato fino a pensare di non poter essere aiutato dal Misericordioso. Perché Gesù Cristo non ci dovrebbe aiutare? forse Egli non ne ha la forza? questa sarebbe una bestemmia, sarebbe ritenersi così tanta cosa da pensare che Dio non comprenda e possieda la forza per aiutarci...”


    Per il resto, va sottolineato che persino Vittorio Messori ha sostenuto che ci sarebbe comunque un pur minimo dubbio sulla sorte ultraterrena di Giuda Iscariota in una sua pur validissima opera…
    Sto rileggendo con maggiore attenzione, anni fa l’avevo solo sfogliato e leggiucchiato un po’ qua e là, in questo periodo “PATI' SOTTO PONZIO PILATO?” che è un documentatissimo e famoso libro di Vittorio Messori sulla storicità e veridicità dei racconti evangelici a proposito della condanna e morte in Croce di Nostro Signore Gesù Cristo (cfr. Vittorio Messori, Patì sotto Ponzio Pilato? Un'indagine sulla passione e morte di Gesù, S.E.I., Torino 1992, ho questa prima edizione, v. qui le varie edizioni, copertine, traduzioni e recensioni sul sito ufficiale dell’autore: Patì sotto Ponzio Pilato? ? Vittorio Messori http://www.vittoriomessori.it/pati-sotto-ponzio-pilato/ ) e tra i vari capitoli interessantissimi (sulla Passione di Cristo, su Ponzio Pilato, su Barabba, sulla distruzione di Gerusalemme, ecc.) c’è a tal proposito quello (capitolo V, “Ma l’Iscariota è esistito?”, pag. 42-51) dedicato alla vicenda di Giuda Iscariota, l’apostolo ladro e traditore che vendette ai nemici Nostro Signore Gesù Cristo e poi si suicidò per disperazione senza vero pentimento (viene analizzata in dettaglio la possibile modalità del suo suicidio e si fa notare che la contraddizione tra le fonti degli Evangelisti è solo apparente perché in sostanza c’è una relativa concordanza); malgrado Messori riporti i vari passi evangelici che paiono dimostrare inequivocabilmente l’esatto contrario ossia che sia finito all’inferno come dannato - frasi assai eloquenti come “Satana entrò in Giuda”(Lc 22, 3; cfr. Gv 13, 27), “il figlio della perdizione” (Gv 17,12) che “è andato perduto”, “Sarebbe meglio per quell’uomo che non fosse mai nato” (cfr. Mt 26, 24; Mc 14, 21), ecc. eppure al tempo stesso lascia aperto un piccolo spiraglio nel senso che ci sono però alcuni riferimenti che potrebbero far pensare ad una sua ipotetica salvezza…
    Messori sottolinea il fatto che “L’Antico Testamento non si pronuncia in modo esplicito sulla immoralità del suicidio” e poi cita Santa Caterina da Genova (XV secolo) che avrebbe lasciato intendere in base ad una rivelazione privata che forse persino Giuda Iscariota si sarebbe salvato per un eccesso divino di “misericordia” affermando di aver ascoltato in visione un Cristo sorridente dirle: «Se tu sapessi quel che io ho fatto per Giuda...!»…
    Ma la fonte precisa non viene menzionata. Provando a fare qualche ricerca anche su internet non ho trovato nulla di convincente.
    Anche sul sito “sedeplenista” degli “Amici Dominicani” si mette in dubbio il valore di tale presunta “rivelazione privata”; probabilmente si fa riferimento a Messori stesso scrivendo un “illustre autore”:



    https://www.amicidomenicani.it/sul-d...one-dell-uomo/
    «Sul destino eterno di Giuda e sul motivo della creazione dell’uomo

    (…) La Chiesa non canonizza i dannati, ma i santi. Di questi con certezza sappiamo che sono in paradiso.
    Non conosciamo invece l’identità di chi si sia dannato.
    Meglio tralasciare le rivelazioni private, che talvolta vengono riferite anche malamente. Sull’asserita affermazione di S. Caterina da Genova ho letto che un illustre autore scrive così: “Si narra che…”. Che credito può avere un’affermazione del genere? Nessuna.
    Gesù invece ha detto di Giuda: “Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato” (Mt 26,24). Quest’affermazione ci lascia senza fiato ed è in assoluto più credibile di tutte le rivelazioni private (…)».


    Esatto, su questo hanno ragione gli “Amici Dominicani”! E Messori no, direi.
    Tra l’altro quella medesima frase, in sé ambigua, la si potrebbe meglio intendere piuttosto come una sorta di triste esclamazione del Signore sul fatto che Gesù ha fatto davvero di tutto per salvarlo ma senza che Giuda accettasse la Misericordia di Dio chiedendo sinceramente perdono!
    A dire il vero mi hanno lasciato perplesso questi suoi accenni in un libro per il resto quasi eccellente, la vedo assai dura, è a dir poco improbabile dato che nessun giudizio così severo è stato mai espresso nei confronti di qualcun altro. L’eccesso di “perdonismo”, il voler concedere a tutti i costi persino a Giuda Iscariota il beneficio del dubbio circa la sua sorte eterna, è ingiustificato.
    La tesi classica dell’impossibilità di affermare l’avvenuta dannazione di qualsiasi anima non vale però per Giuda, l’unico di cui sia praticamente impossibile sperare nella salvezza dato che la sentenza di condanna è stata espressa nei Vangeli a chiare lettere.
    Pare certo che la frase di Gesù NON possa venire intesa, neanche volendosi arrampicare disperatamente sugli specchi, come designante la condizione paradisiaca…
    Santa Caterina da Siena infatti disse che le era stato rivelato da Gesù Cristo che:


    “Questo è quello peccato che non è perdonato né di qua né di là, perché il peccatore non ha voluto, spregiando la mia misericordia; perciò mi è più grave questo che tutti gli altri peccati che ha commessi. Unde la disperazione di Giuda mi spiacque più e fu più grave al mio Figliolo che non fu il tradimento che egli mi fece. Così sono condannati per questo falso giudizio d’aver posto maggiore il peccato loro che la misericordia mia; e perciò sono puniti con le dimonia e cruciati eternamente con loro” (S. Caterina da siena, Dialogo della Divina Provvidenza, c. 37).

    Pure la Santa Veronica Giuliani in una visione dell’inferno del 17 gennaio 1716 vide Giuda come cuscino sulla sedia formata dai capi dell’abisso sopra i quali sedeva Lucifero che poteva vedere tutto l’Inferno e portare così orrore e disperazione a tutti i dannati.
    Quindi l’essenza imperdonabile del peccato di Giuda Iscariota è appunto quella di NON aver chiesto di venire perdonato per disperazione della salvezza, il che si configura come il peccato per il quale non c’è perdono, la “BESTEMMIA CONTRO LO SPIRITO SANTO” o il“peccato contro lo Spirito Santo” (lo conferma il “Catechismo di san Pio X”).
    Ma già la colpa di Giuda Iscariota nel tradimento è senza dubbio più grave di quella di Pietro: egli non si è limitato ad abbandonare il maestro rinnegandolo per debolezza e paura nel pericolo, ma per bieca avidità e con estremo inganno ha attivamente contribuito a farlo catturare e condannare a morte. Giuda Iscariota il tradimento lo ha premeditato a mente fredda e con lucida perfidia.
    Pietro tradì Gesù per eccesso di debolezza e paura, per un istinto umano di autoconservazione fece finta di non conoscerlo.
    Pietro però ha chiesto perdono al Signore e scegliendo di morire anche lui in Croce ha successivamente ampiamente riscattato il triplice tradimento fatto la prima volta!
    Nel caso di Giuda Iscariota poi la situazione si complica per il fatto che il peccatore, a differenza di Pietro, per ottenere il perdono non si rivolge a quel Gesù che, oltre – e prima ancora – che essere vittima del traditore, è proprio colui che col suo sacrificio redentivo propizia, per tutti gli uomini, la remissione dei peccati.
    Quello di Giuda Iscariota il rimorso è solo quello generico di aver causato la morte di un innocente (v. Mt 27, 3-4), ma andò a suicidarsi (riguardo alla modalità del gesto disperato, Messori, in “Patì sotto Ponzio Pilato?”, dava una spiegazione compatibile all’impiccagione riportata nel Vangelo di Matteo, riportando la fisiologia della morte per impiccagione e comparandola con At 1,18. Anche Ricciotti, in “Vita di Gesù”, conciliava le due interpretazioni, asserendo che, probabilmente, Giuda prima si impiccò, poi, per i movimenti convulsi, precipitò verso il basso) invece di recarsi da Gesù Cristo a chiedere direttamente il perdono.
    Si potrebbe dire che Giuda Iscariota non ha pregato, non ha invocato direttamente quella misericordia divina che “ha sì gran braccia / che prende ciò che si rivolge a lei” (Pg III, 122-23); anzi, spinto dalla disperazione, si è addirittura tolto la vita con violenza.
    Giuda Iscariota ha sbattuto i trenta denari d’argento contro i “sommi sacerdoti” non per un vero pentimento ma per disperazione, perchè a quel punto ormai era diventato non solo una nullità per gli apostoli ( non si era rivolto a Gesù per esprimere il suo presunto pentimento) ed anche nella società civile, nonché presso i “sommi sacerdoti” che lo avevano usato per i loro scopi.

    DANILO QUINTO E MAURIZIO BLONDET hanno ben scritto A PROPOSITO DELLA “RIVALUTAZIONE” DI GIUDA ISCARIOTA (CHE SI SAREBBE “PENTITO” DEL TRADIMENTO E SAREBBE “SALVO”) DA PARTE DI “PAPA” BERGOGLIO E “MONS.” PAGLIA…
    Wojtyla/”Giovanni Paolo II” stesso (in “Varcare la soglia della speranza” del 1994, pp. 201-202, scritto proprio come intervista concessa a Vittorio Messori) disse del resto che neppure per Giuda Iscariota possiamo considerare certa la dannazione…
    Ratzinger idem, infatti disse (“Benedetto XVI”, Udienza Generale del 18.10.2006):


    «Ancora di più si infittisce il mistero circa la sua sorte eterna, sapendo che Giuda "si pentì e riportò le trenta monete d'argento ai sommi sacerdoti e agli anziani, dicendo “Ho peccato perché ho tradito sangue innocente!” (Mt 27.3-4). Benché egli si sia poi allontanato per andare a impiccarsi, non spetta noi misurare il suo gesto, sostituendoci a Dio infinitamente buono e misericordioso».

    Ed anche don Primo Mazzolari, citato da Bergoglio stesso, in un’omelia pasquale parlava del “nostro povero fratello Giuda”.
    Se ne potrebbero citare pure altri, ma la sostanza è quella.
    Non potendo operare una negazione esplicita, essendo agli impostori necessaria l’ambiguità per non esporsi troppo e non farsi scoprire facilmente, si nega implicitamente il Vangelo dicendo: “non possiamo sapere se…”…
    Chissà come si fa a conciliare tali ipotesi o dubbio con la frase lapidaria: «guai a colui dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!» (Mt 26, 23-24)!!
    Già Israel Shamir (cfr. «The Secon Coming», 17 ottobre 2004), Don Curzio Nitoglia (in vari suoi articoli e libri) e Maurizio Blondet in un suo vecchio libro - Maurizio Blondet, Cronache dell'Anticristo (1666-1999), Effedieffe, Milano 2001, ristampato nel 2011 – avevano accennato al fatto che la “nuova letteratura” su Giuda Iscariota corrisponde ad UNA FALSIFICAZIONE DEL VANGELO E AD UNA “GIUSTIFICAZIONE” DEL TRADITORE IMPENITENTE E DISPERATO TIPICA DELLA GNOSI SPURIA LUCIFERINA, DEL GIUDAISMO TALMUDICO-CABALISTICO E DELLE LOGGE MASSONICHE…
    Ed essa di fatto ormai è stata sdoganata e riproposta, sia pure con furbi e perfidi sofismi, anche dai rappresentanti di vertice della setta vaticano-secondista eh…
    Leggere per credere, ho effettuato una selezione delle fonti principali e riporto le parti essenziali:






    https://www.radiospada.org/tag/giuda-iscariota/
    https://www.radiospada.org/2020/04/s...ompagno-giuda/
    https://www.radiospada.org/2019/04/g...-disperazione/
    «Mons. Paglia (pres. Pontificia Acc. per la Vita) senza freni: “Eretico chi dice che Giuda è dannato”. Confutazione»
    https://www.radiospada.org/2019/12/m...-confutazione/



    https://www.agerecontra.it/2016/12/b...a-anche-giuda/


    Cosa c’è dietro la riabilitazione di Giuda da parte di Francesco? - Articolo di Marian T. Horvat
    http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV2...one_Giuda.html



    https://forum.termometropolitico.it/...romemoria.html
    https://forum.termometropolitico.it/...romemoria.html
    “L’Anticristo: un promemoria Maurizio Blondet 7 aprile 2008.

    (…) accelerare con azioni la venuta dell’Anticristo e del disordine mondiale per accelerare la Seconda Venuta «equivale a ripetere la parte di Giuda», che tradisce Cristo - forse - per accelerare la redenzione.
    C’è tutta una letteratura (satanica) che ambiguamente dipinge Giuda come il collaboratore volontario della salvezza, da ultimo la pubblicazione del cosiddetto «Vangelo di Giuda», opera degli ambienti americani del massonico National Geographic. Anche questo è un segno dei tempi.
    Ma per un cristiano, vale la parola di Gesù in Matteo (26:24): «Il Figlio dell’Uomo andrà dove è stato decretato, ma guai all’uomo da cui il figlio dell’Uomo è tradito».
    La fonte di questa rivalutazione di Giuda, ricorda Shamir, è il libro «Toledoth Yeshu», opera talmudica, che fa di Giuda un eroe nazionale (2).
    (…) 2) E’ il famoso testo talmudico dove si asserisce che Maria fu messa incinta da un soldato romano di nome Pandera, e Gesù è dipinto come uno stregone. Il potere di Gesù di fare miracoli viene attribuito al fatto che Egli avrebbe rubato il «vero nome di Dio» dal Tempio: l’eroe del racconto è Giuda Iscariota, che s’impossessa del Nome di Dio per combattere Gesù in un combattimento che avviene nell’aria; Giuda vince e Ges, ormai impotente, è arrestato e impiccato, poi sepolto.
    I Discepoli sottraggono il cadavere e ne proclamano l’ascensione, ma il corpo viene trovato e trascinato a Gerusalemme.
    (…) V’è qui l’idea, che percorre l’ebraismo, della possibilità di raggiungere «la salvezza attraverso il peccato»: è la corrente «antinomica», che nutre la Kabbalah di Luria, e gli pseudo-messia degli ultimi secoli. Sabbatai Zevi, che nel ‘600 si convertì falsamente coi seguaci all’Islam, predicando che il messia (ossia lui) doveva «scendere oltre le porte dell’iniquità».
    Secondo i suoi avversari, egli «sodomizzava un ragazzo indossando i filatterii e cantando inni sacri».
    Jacob Frank, il messia galiziano del ‘700, si convertì falsamente al cattolicesimo, mantenendo culti perversi come dottrina interna della sua setta: dall’orgia (cerimonia dello «spegnimento delle luci») dalla omosessualità all’incesto (il messia non è tenuto ad osservare la Legge e i suoi interdetti, e nemmeno i suoi seguaci, l’era messianica essendo interpretata come era di «liberazione» da ogni legge).
    La trasgressione come erotismo pervertito (omosessuale, «in vase innaturali», in ogni caso sterile) è infatti - come ben vide Georges Bataille, l’apostolo del mondo nero sub-naturale, ben consapevole del valore anticristico di questo eros - ben più che lussuria.
    Essa è «profanazione», che desidera la bellezza umana «al fine di corromperla».(…)”


    https://www.maurizioblondet.it/ipote...rcoledi-santo/
    «Ipotesi sul “666” e mercoledì santo 16 aprile 2019

    Egli è stato omicida fin dal principio e non si è attenuto alla verità, perché non c’è verità in lui. Quando dice il falso, parla di quel che è suo perché è bugiardo e padre della menzogna (Gv 8,44)
    Gesù associa la menzogna con la morte e la verità con la vita…Ovviamente..ne scrivemmo
    מת met significa morte
    אמת significa Verità
    Il demonio che rifiuta la Alef di Dio è non soltanto bugiardo, ma morto…ed è omicida, perché della menzogna fa progenie.
    (…) Il mercoledì santo è il giorno della menzogna…quello nel quale Giuda si accorda per vendere il Maestro..
    Tradisce la verità del Messia…per questo il mercoledì è giorno di digiuno..per ricondurre il cuore alla verità del nostro essere, che vive non di solo pane, ma di ogni Parola che esce dalla bocca di Dio.
    È curioso che proprio di mercoledì santo, il pensiero unico voglia portare la propria menzogna al Soglio di Pietro…»


    https://www.maurizioblondet.it/i-figli-di-perdizione/
    «I FIGLI DI PERDIZIONE 16 Dicembre 2019 di Danilo Quinto

    Sarà stato lo “spirito di Pannella” – come lui lo chiamò – ad ispirare mons. Vincenzo Paglia, Presidente della Pontifica Accademia per la vita”, che ha dichiarato: “Eretico chi dice che Giuda è dannato”. Già il suo mentore – il cardinale Bergoglio – più volte, ha definito Giuda “povero uomo pentito”. Così si espresse, ad esempio, durante un’omelia del 10 aprile 2016, riportata nel resoconto che ne diede “L’Osservatore Romano” in un articolo dal titolo significativo, “Aggrappati alla lettera”. Di quale “lettera” intendesse dire il giornale della Santa Sede non è dato sapere.
    Forse alla “lettera” che s’inventa chi non tiene conto – in questo ed in altri casi – della Sacra Scrittura, dei Padri della Chiesa e del Magistero perenne.
    Bergoglio disse in quell’occasione:
    “Mi fa male quando leggo quel passo piccolo del Vangelo di Matteo, quando Giuda pentito va dai sacerdoti e dice: ‘ho peccato”, e vuol dare… e dà le monete. Ma loro gli rispondono: ‘Che ci importa! Te la vedrai tu!’. Hanno un cuore chiuso davanti a questo povero uomo pentito che non sapeva cosa fare. Gli dicono: ‘Te la vedrai tu’. E così Giuda andò ad impiccarsi”. Ma “cosa fanno loro quando Giuda va ad impiccarsi? Parlano e dicono: ‘ma povero uomo…’. E quelle monete poi, aggiungono riferendosi ai trenta denari, ‘sono a prezzo di sangue, non possono entrare nel tempio’. In buona sostanza sono i dottori della lettera e così seguono la regola tale, tale, tale, tale…”. A loro, ha ribadito il papa, “non importa la vita di una persona, non importa il pentimento di Giuda: il Vangelo dice che è tornato pentito”. A loro “importa soltanto il loro schema di leggi e tante parole e tante cose che hanno costruito”.
    Dicevamo della Sacra Scrittura. Matteo cita i nomi dei dodici apostoli, tra i quali, per ultimo Giuda l’Iscariota, «che poi lo tradì» (Mt 10, 2-4). Luca (22, 21-23) non nomina Giuda, ma riporta le parole di Gesù: «Ma ecco, la mano di chi mi tradisce è con me, sulla tavola. Il Figlio dell’uomo se ne va, secondo quanto è stabilito; ma guai a quell’uomo dal quale è tradito!». Anche Giovanni parla di tradimento, ma riporta anche le parole di Gesù, che definisce Giuda un diavolo (6, 64-70):
    «Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E continuò: “Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre mio“. Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: “Forse anche voi volete andarvene?”. Gli rispose Simon Pietro: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio”. Rispose Gesù: “Non ho forse scelto io voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!“. Egli parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: questi infatti stava per tradirlo, uno dei Dodici». In Gv 13, 2, Giuda viene indicato come colui che è nelle mani del diavolo: «Mentre cenavano, quando già il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo (…)». Giuda – racconta Giovanni (12, 1-8) – è presente in occasione della visita che Gesù compie nella casa di Lazzaro, che era stato da Lui resuscitato. Mentre Marta serve la cena, Maria cosparge i piedi di Gesù con una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso e li asciuga con I suoi capelli. «Allora», scrive Giovanni, «Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che doveva poi tradirlo, disse: “Perchè quest’olio profumato non si è venduto per trecento denari per poi darli ai poveri?”. Questo egli disse perchè era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro». Da questo passo e da Gv 13, 29 apprendiamo che Giuda era incaricato di amministrare il denaro. Attraverso piccoli furti continuati – l’esigua borsa di Gesù e dei Dodici non avrebbe potuto offrirgli di più – erano venute maturando in Giuda le disposizioni d’animo che concorsero al tradimento; la sua lagnanza per la generosità di Maria costituisce un atto d’ipocrisia. Dice San Paolo: «Spesso i servitori di satana si mascherano da servitori della giustizia» (2 Cor 11, 14-15).
    Abbiamo indicato solo alcuni passi del Vangelo. Ve ne sono molti altri, soprattutto quelli relativi all’Ultima Cena – in particolare nel Vangelo di Matteo e in quello di Luca – nei quali si scopre come Giuda non abbia mai accolto i delicatissimi e ripetuti inviti di Gesù al pentimento, che è la sola strada attraverso la quale si può accedere alla Sua Misericordia. Davanti a Gesù, al Maestro che lo aveva scelto, Giuda non si è mai pentito. Che si sia pentito per il solo fatto che abbia restituito il frutto del suo tradimento ai sacerdoti del Tempio o si sia impiccato dopo il tradimento che aveva consumato è, quindi, una pura illazione. La restituzione della somma ricevuta per il tradimento di Gesù, peraltro a coloro che furono i carnefici di Nostro Signore e il suicidio per impiccagione, che Giuda scelse di compiere, sono forse ragioni di rimorso, non di pentimento, che presuppone l’abbandono completo alla Misericordia di Dio. Che debba essere definito eretico chi dice che Giuda è dannato – ed io sono eretico, caro mons. Paglia, perchè credo nell’Inferno e affermo che Giuda è certamente dannato per l’eternità – è cosa che può inventarsi solo una gerarchia che dice “parole al vento” senza considerare la Parola di Nostro Signore, il quale dice (Mt 26, 24): «Il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». E ancora: «Quand’ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si adempisse la Scrittura» (Gv. 17, 12).

    Vediamo ora cosa dicono i Padri della Chiesa. Per tutti, Sant’Agostino, con il Commento al salmo 108. (...)
    Per comprendere meglio di quanto possa dire io, che non sono un teologo, della figura di Giuda e non solo, dal punto di vista del Magistero perenne della Chiesa, segnalo l’articolo di Don Curzio Nitoglia intitolato “Giuda, apostolo e diavolo. Bergolio, papa e diavolo? INTER MULTIPLICES UNA VOX.
    In conclusione, è bene sottolineare che chi dice di Giuda il “povero uomo pentito” (Bergoglio) e chi accusa di eresia coloro che pensano che Giuda sia dannato (mons. Paglia), ha un sottile e diverso obiettivo: la difesa di una posizione – questa sì – anticristica. Vuole negare l’esistenza del peccato e quella dell’Inferno. Una posizione indifendibile per chi crede nella Chiesa, Una, Santa, Cattolica e Apostolica. Gesù è sceso sulla terra per salvarci dai nostri peccati, se li riconosciamo e se ci pentiamo. Altrimenti, il nostro destino sarà inesorabilmente quello toccato a Giuda. Usare arbitrariamente la Parola di Dio, senza attribuirle il giusto significato, è un fatto che non è permesso al Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, nè tanto meno a chi dovrebbe custodire e tramandare la fede.
    I “figli della perdizione” – tale è Giuda – sono sempre esistiti, perchè l’angelo ribelle opera nei nostri cuori e nelle nostre menti con perseveranza, momento dopo momento. C’è chi ha sostenuto – ed ha forse ragione – che quando Gesù scelse Giuda come apostolo, questi stesse dalla parte del bene e che in seguito fu corrotto dal demonio. E’ possibile. Primo perchè la scelta di Gesù non toglieva a Giuda la sua libertà, anche la libertà di tradire e quindi di ripudiare il bene e di schierarsi con il male; secondo perchè l’opera dell’angelo ribelle è quella di sedurre e richiamare a sè le anime, per sottrarle a Dio, essendo egli invidioso e geloso del nostro rapporto con Dio. Questo è il combattimento che devono fare gli amici di Gesù, i cristiani, testimoni della Verità e avversari della menzogna.
    ACQUISTA IL MIO ULTIMO LIBRO, “MARIA E IL SERPENTE. Chiesa, Politica, societa’ immersi nel ministero dell’iniquità”»


    https://www.maurizioblondet.it/bergo...a-rivelazione/
    «BERGOGLIO, UNA NUOVA RIVELAZIONE Maurizio Blondet 22 Dicembre 2019.

    (…) Danilo Quinto ha richiamato l’attenzione sull’appassionata difesa che Bergoglio ha fatto di Giuda, quello che tradì il Maestro. Più volte ha chiamato Giuda “povero uomo pentito”.
    Per esempio “un’omelia del 10 aprile 2016, riportata nel resoconto che ne diede “L’Osservatore Romano” in un articolo dal titolo significativo, “Aggrappati alla lettera“. Bergoglio disse in quell’occasione: “Mi fa male quando leggo quel passo piccolo del Vangelo di Matteo, quando Giuda pentito va dai sacerdoti e dice: ‘ho peccato”, e vuol dare… e dà le monete. Ma loro gli rispondono: ‘Che ci importa!
    Te la vedrai tu!’. Hanno un cuore chiuso davanti a questo povero uomo pentito che non sapeva cosa fare. Gli dicono: ‘Te la vedrai tu’. E così Giuda andò ad impiccarsi”. Ma “cosa fanno loro quando Giuda va ad impiccarsi? Parlano e dicono: ‘ma povero uomo…’. […] A loro, ha ribadito il papa, “non importa la vita di una persona, non importa il pentimento di Giuda: il Vangelo dice che è tornato pentito”. A loro “importa soltanto il loro schema di leggi e tante parole e tante cose che hanno costruito”.
    Giuda è salvo, si è pentito
    Con questo, Bergoglio corregge financo Gesù e i Vangeli: Giovanni 17,12 che nell’evocare la preghiera di Gesù al padre: “Quand’ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si adempisse la Scrittura» . O Matteo 26, 24: …” ma guai a colui dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Con questa addolorata esclamazione, s’è sempre ritenuto che Gesù di Nazaret alludesse alla dannazione eterna del personaggio. Il solo, coi insegnavano al catechismo, di cui possiamo dire con ragionevole certezza che egli sta “nelle tenebre esteriori”.
    Ma evidentemente Gesù non era ancora buono quanto Bergoglio e i suoi discepoli.
    “Eretico chi dice che Giuda è dannato”, ha dichiarato mons. Vincenzo Paglia, Presidente della Pontifica Accademia per la vita”. Si porta sempre un po’ avanti nella teologia papalina, il Paglia.
    Addirittura eretico..Dunque Gesù è eretico. Buono a sapersi.
    Come ben nota Danilo Quinto, la riabilitazione di Giuda ha uno scopo: “ che chi dice di Giuda il “povero uomo pentito” (Bergoglio) e chi accusa di eresia coloro che pensano che Giuda sia dannato (mons. Paglia), ha un sottile e diverso obiettivo: la difesa di una posizione – questa sì – anticristica. Vuole negare l’esistenza del peccato e quella dell’Inferno. Una posizione indifendibile per chi crede nella Chiesa, Una, Santa, Cattolica e Apostolica. Gesù è sceso sulla terra per salvarci dai nostri peccati, se li riconosciamo e se ci pentiamo. Altrimenti, il nostro destino sarà inesorabilmente quello toccato a Giuda. Usare arbitrariamente la Parola di Dio, senza attribuirle il giusto significato, è un fatto che non è permesso al Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, né tanto meno a chi dovrebbe custodire e tramandare la fede”.
    Attenzione perché la riabilitazione di Giuda è non solo la più grave delle espettorazioni ereticali dette da El Papa. E’ palesemente la sua intenzione negare l’inferno, e coerente con la sua stravolta “lettura” delle cose ultime che ha confidato al suo vero evangelista, Eugenio Scalfari:
    “Lei mi ha parlato di anime buone e ammesse alla contemplazione di Dio. Ma le anime cattive? Dove vengono punite?
    Risposta: Non vengono punite, quelle che si pentono ottengono il perdono di Dio e vanno tra le fila delle anime che lo contemplano, ma quelle che non si pentono e non possono quindi essere perdonate scompaiono. Non esiste un inferno, esiste la scomparsa delle anime peccatrici”.
    (28 marzo 2018).
    https://rep.repubblica.it/pwa/esclus...-C4-P1-S1.4-T1
    Ora, tutto ciò configura una “nuova rivelazione” di cui Bergoglio è al corrente, lui solo, e che confida a pezzi e bocconi agli amici suoi come Scalfari e Paglia. Ci limitiamo a chiosare che questa nuova rivelazione, che si pretende amica del mondo,buona, buonista,ecologica ed eurpeista, non sta eliminando i peccati: li sta sotituendo con altri. Oggi sono “sodomiti”, poniamo, Salvini e quelli che lo votano perché perplessi di fronte all’invasione di clandestini africani, l’incenerimento che colpì l’antica città. Mentre i salvati sono coloro che si macchiano della lussuria contro natura, a cui va la simpatia della rivelazione bergogliana.(…)»


    https://cristianesimocattolico.wordp...-si-e-dannato/
    “Vorrei proporre una mia riflessione sulla vicenda di Giuda".

    https://cristianesimocattolico.files...3b25d5245c.jpg
    https://cristianesimocattolico.files...02838726_o.jpg




    Giuda apostolo e diavolo - Bergoglio papa e diavolo? - Articolo di Don Curzio Nitoglia
    “GIUDA APOSTOLO E DIAVOLO di Don Curzio Nitoglia

    (…) La natura del peccato di Giuda
    Il tradimento di Giuda fu ispirato anche dal fatto che era ladro (Giov., XII, 6), ma non soltanto. Infatti quando Giuda capì che Gesù si presentava come Messia spirituale venuto per la salvezza di tutte le anime di tutti i popoli tramite la sofferenza e la morte, in netta opposizione alle sue ambiziose speranze (attinte all’Apocalittica e al Messianismo giudaico (2)) di un Messia militante, glorioso e trionfante per sé e per i Giudei senza alcun riguardo ai gojim e portatore di ogni prosperità materiale al solo Israele, concepì in cuor suo una profonda delusione mista ad una grande avversione per il Messia sofferente ed entrò, pertanto, in cuor suo l’idea del tradimento.
    Si vede che il motivo principale del peccato di Giuda fu la sua falsa fede nel Messia trionfante e la sua mancanza di fede nel Messia sofferente. Non si tratta solo di vizi privati, che accompagnano quasi sempre la fede deviata, ma il cuore della rivolta di Giuda fu la mancanza di fede o la fede deviata, in breve la “perfidia giudaica” (3).
    Il professor Fedele Pasquero scrive: “La crisi di Giuda cominciò nella sinagoga di Cafarnao, ove la risposta di Gesù a Pietro (Giov., VI, 70 ss.) lascia capire che Giuda non condivideva la Fede del capo degli Apostoli. Giuda dovette essere scandalizzato dalle reiterate predizioni della Passione di Gesù. […]. Dopo l’entrata gloriosa di Gesù in Gerusalemme, quando il Maestro accennò alla propria crocifissione (Giov., XII, 32), allora la crisi scoppiò. E Giuda andò dai Sacerdoti a domandare quanto gli avrebbero dato perché consegnasse loro il Maestro” (in Enciclopedia Cattolica, Città del Vaticano, 1951, vol. VI, col. 689, voce Giuda Iscariota). (…)
    2 - Monsignor Antonino Romeo spiega : «L’Apocalittica ha falsificato il Vecchio Testamento e, abbassando l’ideale messianico dei Profeti, ha ostruito le vie al Vangelo, ha predisposto i Giudei a respingere Gesù. Presentando un Messia che ridona a Israele l’indipendenza politica e gli procura il dominio universale, l’Apocalittica accentuò il particolarismo nazionalistico e spinse Israele alla ribellione contro Cristo» (in Enciclopedia Cattolica, Città del Vaticano, 1948, vol. I, col. 1615).
    3 - Cfr. F. SPADAFORA, Dizionario biblico, cit., pp. 299-301, voce Giuda; M. J. LAGRANGE, L’Evangelo di Gesù Cristo, Brescia, II ed., 1935, pp. 417 ss., 483 ss., 494-499, 525 ss., 538 ss.; F. SPADAFORA, Gesù e l’istituzione dell’Eucarestia, Rovigo, 1953, pp. 383-391; S. TOMMASO D’AQUINO, S. Th., II-II, q. 33, a. 7; q. 118, a. 8; G. RICCIOTTI, Vita di Cristo, Milano, 1941,II vol., pp. 613-619; F. PRAT, Gesù Cristo, Firenze, 1945, II vol., pp. 270-273; D. BERGAMASCHI, Giuda Iscariota nella leggenda, nella Tradizione e nella Bibbia, in “Scuola cattolica”, n. 15, 1909, pp. 292-580. (…)”





    P.S. Ovviamente ho l'obbligo morale di precisare che prendo nettamente e radicalmente le distanze dal "sedeplenismo" di certi articoli, in particolare da chi osa fare un paragone blasfemo tra il Romano Pontefice e l'apostolo traditore e fedifrago Giuda Iscariota scrivendo che un vero e legittimo Vicario di Cristo può essere al tempo stesso un "diavolo", quindi comunque Bergoglio in tale ottica sarebbe "papa", pazzesco!! Ovvio che come persona privata ed uomo un Papa potrebbe essere persino un "Giuda" e "diabolico", in quanto "peccatore" incallito ed impenitente, ma assolutamente NON nel senso che possano esserlo i suoi insegnamenti pubblici ed ufficiali di Magistero!!
    Sia ben chiaro che è impossibile che falsità ed eresie vengano abitualmente insegnate e divulgate da UN VERO E LEGITTIMO VICARIO DI NOSTRO SIGNORE GESU' CRISTO!!!

    Lodato sempre sia il Santissimo nome di Gesù, Giuseppe e Maria!!!
    CHRISTUS VINCIT, CHRISTUS REGNAT, CHRISTUS IMPERAT!!!
    Luca, SURSUM CORDA – HABEMUS AD DOMINUM!!!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

 

 

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