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Risultati da 1 a 10 di 18
  1. #1
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito Metropoli, il giornale dell'Italia multietnica (sic)

    Avendolo già in precedenza segnalato proprio su questo forum, vorrei porre all'attenzione generale l'inserto di Republica, Metropoli, il giornale dell'Italia multietnica (sic).

    Il sito è questo: http://metropoli.repubblica.it/ e vi consiglio di farci una capatina perché ci troverete del materiale interessante.



    (povera Italia... )

  2. #2
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito

    Da una rubbrica su Repubblica:


    Quei 90.000 elettori
    esclusi dalle urne


    In qualunque modo vada a finire, saranno mancati almeno 90.000 voti. Non tanti rispetto al totale degli elettori, un bel po' se si considera che si tratta di persone che hanno manifestato in modo inequivocabile la loro volontà di partecipare al processo democratico dell'Italia. Gli esclusi sono i 90.000 immigrati che (secondo le stime degli organizzatori) lo scorso 16 ottobre presero parte alle primarie dell'Unione e contribuirono alle scelta di Romano Prodi come candidato premier. Naturalmente - se il centrodestra avesse svolto le primarie e se le avesse aperte agli immigrati - lo stesso discorso varrebbe per gli stranieri schierati con Berlusconi, con Fini o con Casini.

    L'Unione stabilì modalità precise per la partecipazione, in particolare era necessario avere da almeno tre anni il permesso di soggiorno e iscriversi ad un'apposita lista. Considerando la complessità della procedura (agli italiani era sufficiente presentare la tessera elettorale) e il fatto che si trattava di un atto del tutto virtuale, quei 90.000 non furono meno, in proporzione agli aventi diritto, dei quattro milioni di italiani che lo scorso 16 ottobre si misero in fila per scegliere il candidato premier del centrosinistra.

    La Costituzione stabilisce, all'articolo 48, che il diritto di voto spetta a "tutti i cittadini". Esistono delle interpretazioni secondo le quali la norma costituzionale non impedirebbe di estenderlo anche a "non cittadini", ma la naturalizzazione resta la via più diretta e semplice per l'acquisizione del diritto di voto.

    Nel suo primo numero, "Metropoli" raccontò alcune storie emblematiche. Come quella del marocchino Mohammad, residente in Italia da trent'anni ma non ancora naturalizzato perché, qualche anno dopo l'arrivo, era stato fermato mentre vendeva per strada senza licenza. O come quella di Isidora, cilena, in Italia dall'età di sette anni, che si è vista rifiutare la naturalizzazione perché il suo reddito era troppo basso (lavorava in nero). Esistono poi regole particolarmente vessatorie che producono effetti surreali. Come quella secondo cui il figlio di un immigrato acquisisce la cittadinanza in modo automatico solo se è ancora minorenne nel momento in cui il genitore diventa cittadino italiano. Così, a volte, basta un ritardo di pochi mesi perché, nella stessa casa, ci siano padri e madri italiani con figli stranieri.

    In fatto di cittadinanza siamo, contemporaneamente, tra i più tirchi e tra i più generosi del mondo. A un immigrato occorrono dieci anni di residenza (contro i tre della Germania e i cinque dell'Inghilterra e della Francia) e, soprattutto, la vigenza del principio dello jus sanguinis, fa sì che i figli di stranieri nati in Italia non siano italiani. Invece - e qua siamo generosissimi - il pronipote, nato all'estero, di un bisnonno italiano emigrato può diventare cittadino.

    Così, in base allo jus sanguinis, abbiamo degli "stranieri" che sono nati in Italia, parlano l'italiano, pagano le tasse, ma non possono votare, e abbiamo degli "italiani" che non hanno mai visto l'Italia, non parlano la lingua, non pagano le tasse e possono votare. Il principio "no taxation without representation" (che non fu coniato dalle anime belle buoniste ma dai coloni inglesi che fondarono gli Stati Uniti d'America) risulta totalmente ribaltato. Un ulteriore elemento di divaricazione tra il paese reale e il paese legale. Ed è forse questo il dato da cui partire: la semplificazione delle procedure per l'acquisizione della cittadinanza e l'estensione del voto agli immigrati non sono problemi ideologici ma aspetti costitutivi della nostra democrazia.
    (glialtrinoi@repubblica.it)

    (9 aprile 2006)

  3. #3
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito

    Riporto da Metropoli:


    Vaticano: le migrazioni aiutano l'economia

    L'immigrazione ha un effetto generalmente positivo sull'economia delle nazioni, perché "produce occupazione e determina guadagni fiscali" in particolare per le generazioni future. Lo ha affermato monsignor Celestino Migliore, osservatore permanente della Santa Sede alle Nazioni Unite, parlando alla 39esima sessione della Commissione sulla popolazione e lo sviluppo

    CITTA' DEL VATICANO - L'immigrazione può avere, sull'economia delle nazioni, un effetto "generalmente positivo", fino a "produrre occupazione e determinare guadagni fiscali" in particolare per le generazioni future. Lo ha affermato monsignor Celestino Migliore, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, parlando alla 39/ma sessione della Commissione sulla Popolazione e lo Sviluppo.

    "Per le nazioni d'arrivo - ha detto monsignor Migliore - l'impatto economico netto delle migrazioni internazionali è generalmente positivo. Sebbene la presenza di immigrati possa avere lievi conseguenze avverse sui redditi dei cittadini residenti o possa far crescere la disoccupazione quando i salari sono rigidi, tali conseguenze sono di solito poco influenti al livello nazionale".

    "Sul medio e lungo periodo - ha aggiunto il rappresentante vaticano all'Onu - la migrazione può persino generare occupazione e produrre guadagni fiscali netti. Gli studi sull'invecchiamento della popolazione indicano che i migranti possono contribuire sostanzialmente ad alleviare il peso fiscale sulle generazioni future".

    Per le nazioni d'origine, invece, secondo monsignor Migliore, l'emigrazione di personale specializzato "può essere nociva alle prospettive di sviluppo. Tuttavia - ha proseguito - i migranti che mantengono legami con i loro paesi possono favorire il trasferimento di tecnologie e capitali".

    Migliore ha sottolineato come il fenomeno "inevitabile e inarrestabile" delle migrazioni sia visto spesso, nel quadro politico di breve termine, come un problema e una minaccia. "Si spera - ha concluso con riferimento al documento del World Summit Outcome - che la risoluzione espressa da tutti i leader mondiali a prendere misure per assicurare il rispetto e la difesa dei diritti umani dei migranti, dei lavoratori e delle loro famiglie venga effettivamente attuata, a beneficio di tutti i popoli senza distinzioni".

    (ANSA)

    (7 aprile 2006)





    As usual CLORO AL CLERO! Il cristianesimo è la rovina dell'Europa!

  4. #4
    Forumista senior
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    'il soldato tedesco ha stupito il mondo, il bersagliere italiano ha stupito il soldato tedesco' E. Rommel
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Orazio Coclite
    Riporto da Metropoli:


    Vaticano: le migrazioni aiutano l'economia

    L'immigrazione ha un effetto generalmente positivo sull'economia delle nazioni, perché "produce occupazione e determina guadagni fiscali" in particolare per le generazioni future. Lo ha affermato monsignor Celestino Migliore, osservatore permanente della Santa Sede alle Nazioni Unite, parlando alla 39esima sessione della Commissione sulla popolazione e lo sviluppo

    CITTA' DEL VATICANO - L'immigrazione può avere, sull'economia delle nazioni, un effetto "generalmente positivo", fino a "produrre occupazione e determinare guadagni fiscali" in particolare per le generazioni future. Lo ha affermato monsignor Celestino Migliore, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, parlando alla 39/ma sessione della Commissione sulla Popolazione e lo Sviluppo.

    "Per le nazioni d'arrivo - ha detto monsignor Migliore - l'impatto economico netto delle migrazioni internazionali è generalmente positivo. Sebbene la presenza di immigrati possa avere lievi conseguenze avverse sui redditi dei cittadini residenti o possa far crescere la disoccupazione quando i salari sono rigidi, tali conseguenze sono di solito poco influenti al livello nazionale".

    "Sul medio e lungo periodo - ha aggiunto il rappresentante vaticano all'Onu - la migrazione può persino generare occupazione e produrre guadagni fiscali netti. Gli studi sull'invecchiamento della popolazione indicano che i migranti possono contribuire sostanzialmente ad alleviare il peso fiscale sulle generazioni future".

    Per le nazioni d'origine, invece, secondo monsignor Migliore, l'emigrazione di personale specializzato "può essere nociva alle prospettive di sviluppo. Tuttavia - ha proseguito - i migranti che mantengono legami con i loro paesi possono favorire il trasferimento di tecnologie e capitali".

    Migliore ha sottolineato come il fenomeno "inevitabile e inarrestabile" delle migrazioni sia visto spesso, nel quadro politico di breve termine, come un problema e una minaccia. "Si spera - ha concluso con riferimento al documento del World Summit Outcome - che la risoluzione espressa da tutti i leader mondiali a prendere misure per assicurare il rispetto e la difesa dei diritti umani dei migranti, dei lavoratori e delle loro famiglie venga effettivamente attuata, a beneficio di tutti i popoli senza distinzioni".

    (ANSA)

    (7 aprile 2006)





    As usual CLORO AL CLERO! Il cristianesimo è la rovina dell'Europa!
    immigrati come forza lavoro a basso costo e come nuovi fedeli da convertire ...
    il materialismo semita è sempre quello

  5. #5
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    E portiamolo in alto, che nella marea di minchiate le poche cose serie si perdono in fretta.

    PS. Orazio, carissimi auguri anche se posticipati

  6. #6
    ulfenor
    Ospite

    Predefinito

    In rilievo

  7. #7
    Alvise
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Orazio Coclite
    Riporto da Metropoli:


    Vaticano: le migrazioni aiutano l'economia

    L'immigrazione ha un effetto generalmente positivo sull'economia delle nazioni, perché "produce occupazione e determina guadagni fiscali" in particolare per le generazioni future. Lo ha affermato monsignor Celestino Migliore, osservatore permanente della Santa Sede alle Nazioni Unite, parlando alla 39esima sessione della Commissione sulla popolazione e lo sviluppo

    [omissis]

    As usual CLORO AL CLERO! Il cristianesimo è la rovina dell'Europa!
    Mi conoscete, io sono una persona tollerante e conciliante in materia religiosa... ma quando leggo queste cose mi vien voglia di diventare un feroce anticlericale...

  8. #8
    ulfenor
    Ospite

    Predefinito

    Fuoco alle chiese cloro al clero

  9. #9
    Alvise
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Orazio Coclite

    Ma quella chi è? La modella candidata da Pecoraro Scanio?

    Notate anche qui l'ipocrisia... se fosse stata Maddalena Corvaglia o Luisa Corna tutti avrebbero polemizzato dicendo che è stupido candidare un personaggio del mondo dello spettacolo alle elezioni politiche

    Invece per Aminata Fofana nessuno ha fiatato

  10. #10
    schwarzewolf
    Ospite

    Talking

    Citazione Originariamente Scritto da Fenriz
    immigrati come forza lavoro a basso costo e come nuovi fedeli da convertire ...
    il materialismo semita è sempre quello
    Questa brutta ghigna di miliardario

    dice:
    "Povertà, pace e universalità sono le tre caratteristiche fondamentali della croce, il simbolo dei cristiani, già annunciate dal profeta Zaccaria a Gesù. Ancora oggi viviamo un periodo in cui spesso il cristianesimo viene rifiutato a causa della croce che viene vista come simbolo di sacrificio. Invece la croce è vita e si contrappone al peccato e a una esistenza, solo in apparenza seducente, priva di amore per l'altro".

 

 
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