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  1. #1
    figlio di Zeus e Danae...
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    Predefinito --e di questo cosa ne dite ?

    cambiando discorso, non vi sembra che le vere lotte debbano essere queste ?
    Noi siamo qui a disquisire sul convegno di Brescia e sulle decisioni strategiche o alleanze della Lega ed intanto questi ci triturano a pezzetini inesorabilmente....è un po lungo ma ne vale la pena di leggerlo attentamente !

    Il WTO, tribunale segreto dei poteri forti - Maurizio Blondet
    04/04/2006

    Manifestazione europea anti-WTO
    GINEVRA - Cari europei, o accettate di mangiare la soya transgenica e il mais geneticamente modificato, o pagherete multe da centinaia di milioni di
    euro l'anno.
    Questa è, nel succo, la sentenza emessa dall'Organizzazione Mondiale del
    Commercio (WTO).
    La sentenza, beninteso, è segreta, come tutto al WTO.
    Ma un giornalista che conosco, William Engdal (è mezzo americano e mezzo tedesco) è venuto in possesso del testo: una bozza per il momento, che deve diventare definitiva a dicembre.
    Andiamo per ordine.
    La «causa» nasce tre anni fa, quando il governo USA «querela» davanti al WTO le direttive della Unione Europea che, a suo dire, bloccano la coltivazione
    e il commercio delle sementi geneticamente modificate.
    Di fatto, a premere sulla Commissione europea è l'opinione pubblica, che diffida degli OGM per buone ragioni: nel 1998 Arpad Pusztai, genetista di fama mondiale, scopre che i topi di laboratorio nutriti con patate OGM
    presentano atrofia degli organi interni e una caduta delle difese immunitarie.
    Minacciato di querele dai suoi superiori, oggetto di campagne diffamatoria guidate dalla Monsanto (la multinazionale maggiore produttrice di OGM),
    Pusztai viene infine licenziato dal Rowett Research Institute per cui lavorava.
    Ma le organizzazioni di consumatori ormai hanno raccolto numerose informazioni; riescono ad ottenere la sospensione del commercio di una trentina di sementi modificate, ed esigono che - se un alimento in commercio
    contiene OGM - la circostanza sia indicata sull'etichetta; almeno, che si sappia quel che si è costretti a mangiare.
    Ma nel «libero mercato globale», la libertà di scegliersi il proprio cibo deve cedere alla libertà di commercio.
    In USA, già nel '92, il presidente Bush padre aveva sancito per «presidential order» che le sementi OGM fossero da considerarsi «sostanzialmente equivalenti» a quelle naturali; ovviamente con l'assistenza di esperti della Monsanto, della Syngenta e della DuPont, le grandi
    fabbriche di OGM.
    In base a questo decreto gli USA accusano l'Europa di porre «barriere sleali
    al libero commercio» di tali sementi, che sono legalmente innocue per gli americani.
    Il WTO ha dato sostanzialmente ragione a Washington.
    Come?
    La sentenza è stata emessa da un tribunale ristretto di tre membri, presieduto da un tal Christian Habeli, che è un burocrate di medio livello
    dell'Ufficio dell'Agricoltura svizzero.
    Chi ha scelto questo signor Habeli come giudice?
    In base a quali criteri, a parte la comodità di spostamento, visto che il WTO ha sede a Ginevra? Boh.
    I criteri di selezione del personale del WTO sono anch'essi segreti.
    E anche il processo si tiene a porte chiuse.
    Il pubblico non vi è ammesso.
    I tre giudici possono ascoltare i «periti» e gli «esperti» che vogliono a
    loro insindacabile giudizio e regolarmente scelgono esperti della Monsanto,
    Syngenta, DuPont.
    Nella causa sugli OGM di cui parliamo, tre su quattro degli scienziati
    interpellati dal tribunale del WTO come periti vengono da istituti USA o
    britannici, i due Paesi che più premono per gli OGM.
    Anzi, gli stessi giudici sono spesso avvocati aziendali delle
    multinazionali: un avvocato della Monsanto può giudicare una causa
    d'interesse della Monsanto.
    Perché il WTO non ha regolamenti interni contro i conflitti d'interesse.
    I giudici del WTO decidono loro, come sembra a loro, quali prove e
    argomentazioni delle due parti prendere in considerazione e quali rifiutare.
    Tutti gli atti e i documenti del processo sono segreti, a meno che una delle
    parti non li renda pubblici.
    Si conosce, alla fine, solo il dispositivo della sentenza che condanna il
    Paese colpevole di «porre ostacoli al libero commercio» a pagare grosse
    multe.
    Quanto?
    Per fare un esempio, l'Unione Europea sta pagando ormai da anni ben 130
    milioni di euro l'anno per mantenere il suo divieto sui vitelli americani,
    ingrassati in USA con l'ormone della crescita.
    Le autorità sanitarie europee ritengono che l'ormone nella carne, lecito in
    USA e vietato da noi, la renda potenzialmente cancerogena; ma questo non
    conta per il WTO: secondo questo organismo il pericolo per la salute «non è
    dimostrato», e dunque il commercio della carne gonfiata non deve essere
    bandito.
    E' una mostruosità giuridica.
    In tutte le legislazioni, perché un prodotto alimentare possa essere messo
    in vendita, si richiede che il produttore dimostri che sia innocuo e sano;
    il WTO rovescia l'onere della prova, accollandolo non al produttore di OGM o
    delle carni gonfiate, ma alle vittime potenziali di quegli alimenti.
    Il lettore può essere incredulo: com'è successo che ci siamo assoggettati ad
    un simile tribunale che rovescia i principii del diritto?
    Com'è possibile che questo tribunale mondiale possa agire in segreto, con
    giudici selezionati non si sa come, scegliendo arbitrariamente i suoi periti
    e le sue prove, scavalcando le leggi sanitarie nazionali, in dispregio della
    salute pubblica?
    Che non debba rispondere di conflitti d'interesse, e che i suoi giudizi
    siano senza appello?
    Invece il WTO può.
    Perché - e questo è il trucco supremo, la ciliegina su questa torta alquanto
    schifosa - il WTO è un ente «privato».
    Qualunque organizzazione privata, una società o un club, ha diritto a darsi
    le regole che vuole: i suoi atti non sono pubblici, i suoi regolamenti
    interni - anche se arbitrari e assurdi - sono insindacabili.
    Il WTO ha fatto esattamente questo: società privata, s'è data le sue regole.
    Poi ha detto: chi vuol entrare nella nostra organizzazione?
    Entrate pure liberamente; s'intende che, entrando, accettate il regolamento
    interno.
    Ben 134 Paesi ci sono entrati.
    Accettando tutto il regolamento, e con ciò, di essere giudicati da un
    tribunale segreto, da giudici che sono avvocati della parte avversa, secondo
    regole insindacabili, senza appello, con potere di sanzione sui propri
    membri.
    E' stata una «libera» adesione?
    Piccolo particolare: un Paese che resta fuori dal WTO ha difficoltà ad
    esportare in USA, Giappone ed Europa.
    Ecco perché tutti «aderiscono liberamente» al WTO, e persino la Cina e la
    Russia bussano per entrarci: altrimenti, sono tagliati fuori dai mercati
    ricchi.
    Quando è membro del WTO, invece, un Paese può sostenere che le leggi di un
    altro Paese restringono «ingiustamente» le sue esportazioni in quel Paese; e
    il WTO può imporre al Paese di abolire quelle fra le sue leggi che
    ostacolano il libero commercio.
    Una società di diritto privato può cancellare le leggi sovrane, emanate
    secondo il diritto pubblico dai rappresentanti legittimi di un popolo.
    Il WTO non è il solo organismo privato che esercita un potere sul diritto
    pubblico delle nazioni.
    Il Fondo Monetario e la Banca Mondiale sono anch'essi privati.
    Nel Fondo Monetario, il peso di ogni Paese è misurato in base alle «quote»
    di possesso del Fondo, come le quote condominiali; e USA e Gran Bretagna
    hanno il 60% delle quote, perciò comandano.
    Nel WTO, fra i 134 Paesi, comandano di fatto i cosiddetti «Paesi QUAD», che
    sono quattro: USA e Canada, più Giappone e UE.
    E poiché i primi due sono i massimi produttori mondiali di granaglie e
    massimi produttori di sementi OGM, sono loro a dettare le politiche
    agricolo-alimentari del WTO.
    In USA, Canada o Inghilterra hanno sede aziende ignote al pubblico, ma
    colossali, che si chiamano Cargill, Bunge, Archer Daniel Midland (ADM),
    Andre Dreyfus: società private, possedute da poche famiglie (non sono
    quotate in borsa), che non pubblicano bilanci.
    Esse costituiscono il cosiddetto «Cartello del Grano», perché hanno in mano
    il commercio mondiale delle granaglie.
    Sono loro che comprano frumento, soya e mais ai coltivatori argentini o
    canadesi e lo distribuiscono nel mondo: ovviamente, sono loro a «fare i
    prezzi» sia ai contadini, sia agli acquirenti.
    E il «Cartello del Grano» è strettamente collegato in affari con le
    multinazionali degli OGM, le già citate Monsanto, Syngenta, DuPont: il
    «Cartello» impone ai contadini argentini di seminare sementi Monsanto, così
    il business prospera per entrambi i colossi.
    Insieme, dominano un mercato agricolo mondiale che vale mille miliardi di
    dollari annui.
    Quest'alleanza stramiliardaria ha ovviamente un'influenza dominante sugli
    Stati Uniti.
    E sullo stesso WTO.
    Di fatto, sono stati il «Cartello del Grano» e le multinazionali degli OGM a
    dettare le regole per l'agricoltura che il WTO impone ai suoi membri.
    Specie l'Accordo sull'Agricoltura, che considera il cibo una merce come i
    DVD o le auto, e vieta ai Paesi di opporre considerazioni di sanità alle
    importazioni di alimenti.
    Di fatto, l'autore dell'Accordo è stato Daniel Amstutz, già vicepresidente
    della Cargill, che a quel tempo rivestiva la carica di capo dell'US Trade
    Office, di fatto il ministero americano del Commercio Agricolo.
    Invece, le multinazionali degli OGM agiscono sotto mentite spoglie.
    Hanno creato delle «organizzazioni non governative» (ONG) che, fingendo di
    essere associazioni di base di consumatori e agricoltori, hanno fatto lobby
    presso il WTO, plasmando di fatto a legislazione che ora viene imposta
    all'Europa.
    La principale di queste ONG si chiama IPC, sigla che sta per «Consiglio per
    il commercio internazionale alimentare e agricolo».
    Fra i «semplici cittadini» che appaiono membri della IPC si trovano: Bernard
    Auxenfans, ex presidente della Monsanto Europe; Allen Andrea, della Archer
    Daniel Midland; Hein Imhof, presidente della Syngenta; Hans Joehr, capo del
    settore agricolo Nestlé; Donald Nelson, della Kraft; Rob Johnson, della
    Cargill. e la lista può continuare a lungo.
    Una ONG di presidenti, azionisti e manager di multinazionali.

    Ora, cosa accadrà?
    La sentenza segreta che impone all'Europa di mangiare OGM diverrà esecutiva
    a dicembre: allora il WTO intimerà alla UE di accettare di importare
    alimenti geneticamente modificati, o altrimenti imporrà multe da centinaia
    di milioni di euro.
    L'Europa cederà.
    Anche perché la potente lobby delle granaglie ha i suoi alleati a Bruxelles.
    L'eurocrazia ha infatti creato alla chetichella un organismo, denominato
    Entransfood, il cui scopo dichiarato è di «facilitare l'introduzione degli
    OGM sul mercato europeo per rendere competitiva l'indutsria europea» (sic).
    Subissato dalle proteste dei consumatori, Entransfood ha fatto finta di
    sparire.
    In realtà ha solo cambiato nome, assumendo quello più tranquillizzante di
    Safefood («cibo sicuro» in inglese).
    Uno dei suoi dirigenti è Harry Kuiper, uno scienziato olandese che presiede
    anche la «Autorità per la sicurezza alimentare» della UE.
    Questo dottor Kuiper è l'autore della campagna contro Arpad Pusztai, il
    genetista che scoprì la tossicità delle patate OGM sui topi; tale campagna,
    ispirata dalla Monsanto, portò, come ripetiamo, al licenziamento di Pusztai
    nel 1999.


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  2. #2
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    Penso che con parecchi di noi sfondi una porta aperta...

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da bastet
    cambiando discorso, non vi sembra che le vere lotte debbano essere queste ?
    No.

  4. #4
    figlio di Zeus e Danae...
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    Citazione Originariamente Scritto da aussiebloke
    No.
    guarda che tutto è figlio di questo progetto politico-massonico che esiste ormai da diversi lustri....

    leggiti ---> La verità vi renderà liberi di David Icke

    http://www.macrolibrarsi.it/libro.php?lid=2035&&

  5. #5
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    Prima otteniamo l'indipendenza, poi discutiamo di altri problemi che possono distoglierci dall'obbiettivo finale.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da El Milanes
    Prima otteniamo l'indipendenza, poi discutiamo di altri problemi che possono distoglierci dall'obbiettivo finale.

    Concordo....
    --------------
    The Warrior

  7. #7
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    Si, Bastet... Sono anche queste le battaglie che dovrebbero interessarci. Del resto, non credo che gli O.G.M. siano espressione della cultura materiale dei nostri popoli. Non si può difendere l'identità pensando di globalizzare in tal senso i consumi o lasciando che il bene più prezioso per l'uomo, il cibo, carico per altro di significati simbolici e culturali, venga prodotto in laboratorio. Le monoculture, del resto è comprovato, uccidono i popoli. Ne sono l'antitesi.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da aussiebloke
    No.
    concordo,si lotta in funzione di quelli che sono gli obiettivi statuali del movimento.
    Anche la siccità o il ritiro dei ghiacciai sono problemi, ma la lega non è nata per risolvere questi problemi mondiali.
    Sono pretesti velleitari che nascondono la non volontà di lottare per gli obiettivi veri.
    TIOCH FAID AR LA'

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da ZENA

    Si, Bastet... Sono anche queste le battaglie che dovrebbero interessarci.
    Del resto, non credo che gli O.G.M. siano espressione della cultura materiale dei nostri popoli.
    Non si può difendere l'identità pensando di globalizzare in tal senso i consumi o lasciando che il bene più prezioso per l'uomo, il cibo, carico per altro di significati simbolici e culturali, venga prodotto in laboratorio. Le monoculture, del resto è comprovato, uccidono i popoli. Ne sono l'antitesi.
    non appena si affronta il discorso sui valori etici, identitari e fondanti di intendere la Padania, si verifica immediata la spaccatura tra chi ritiene questi principi irrinunciabili e insiti nel progetto e chi prospetta una Padania e una padanità che coincidono con la globalizzazione e il pensiero unico.........

    spiacente, ma le due posizioni sono inconciliabili; della Padania meticciata e globalizzata con tutte le delizie accluse, non so che farmene.......

  10. #10
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    Dovrebbero esserci principi irrinunciabili.
    Le lingue si impongono all'attenzione dei padanisti con grande evidenza per il loro valore etnologico. Ma non dimentichiamoci che un'identità è costituita anche dalla capacità, da parte di una comunità, di rispondere originalmente e "bio-differenzialmente" ai propri bisogni. Quantomeno primari. E che ciò, nondimeno, è molto vicino a un'idea di libertà e di auto-determinazione. Ad essere etnocida in forme devastanti non è solo lo Stato, ma lo Stato in alleanza con un Mercato sottratto ai popoli e alle comunità. Gli OGM rappresentano uno dei vertici di questa minaccia.

 

 
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