
Originariamente Scritto da
Liutprando
A campagna elettorale chiusa mi sento di fare una considerazione: il federalismo, sia territoriale che fiscale è praticamente sparito dall'agenda politica!
Se ne è parlato pochissimo, per niente nei dibattiti più importanti, compresi i faccia a faccia dei due "leader".
Dieci anni fa era al primo posto di ogni dibattito politico, non c'era partito che non si professasse federalista.
Cinque anni fa era uno dei punti focali del programma di governo della coalizione vincente.
Oggi? Il nulla!
Non è più considerato un metodo per risolvere i problemi del paese. Non è più perecepito dall'elettorato come una priorità.
Paradossalmente l'unico che in campagna elettorale ha battuto spesso sulla necessità di realizzare il federalismo fiscale è stato Formigoni. Lo ha fatto molto di più della stragrande maggioranza dei leghisti che ho sentito parlare... e questo la dice lunga.
La conclusione che mi viene da trarre è che il potere centralista ha praticamente vinto. Ha vinto da passista. Ha lasciato ululare alla luna i nemici dello stato unitario e poi li ha assorbiti, li comprati, li ha corrotti, li ha subornati, li ha sedotti e loro, felici, hanno accettato.
Esattamente come è successo per la partitocrazia. Aggredita e messa dubbio ha resistito recuperando piano, piano le proprie posizioni per poi riesplodere in tutta la sua virulenza. Anzi, diventando ancora più forte anche grazie ad una sciagurata legge elettorale.
Qualcuno per tutto ciò andrà pure ringraziato e io una mezza idea a chi rivolgersi l'avrei anche.
Naturalmente ho tralasciato di parlare di posizioni più estreme perchè in questo caso la situazione è (se possibile) ancor più triste.