Eccoci finalmente con qualcosa in più per approfondire la nostra conoscenza a proposito del mondo video.
incollo qui una brevissima dispenza che ho realizzato lo scorso anno per un corso tenuto da me in un istituto superiore, spero che vi possa essere utile e nel caso ampliata e discussa.
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ARGOMENTI:
- teoria dell'immagine in movimento
- breve storia del cinema
- formati televisivi e cinematografici
- illuminazione e lunghezze focali
- la profondità di campo
- soggetto e sceneggiatura
- inquadrature
Teoria dell'immagine in movimento –
Il cinema, ha numerosi antenati, forme visive in movimento per lo più generate da lampade o fuochi come ad esempio le ombre cinesi risalenti all’Oriente.
In Europa Leonardo Da Vinci già a partire dal 1490 incominciò a fare studi riguardanti queste forme espressive, fu però a partire dal 1700 che nacque l'antenato più prossimo allo spettacolo cinematografico, la cosiddetta “Lanterna magica” che consisteva nel proiettare su una parete di una stanza buia immagini dipinte su vetro e illuminate da una candela dentro una scatola chiusa, tramite un foro con una lente. La rivoluzione parte con la nascita della fotografia grazie alla quale si iniziò a studiare la riproduzione del movimento in scatti consecutivi. Sfruttando i principi dei dispositivi ottici del passato, si iniziarono a cercare modi di proiettare fotografie in successione, in modo da ricreare un'illusione di movimento estremamente realistica: tra le centinaia di esperimenti in tutto il mondo, ebbero buon fine il Kinetoscopio di Edison e il Cinematografo dei fratelli Lumiere.
I fratelli Lumiere così a partire dal 1895 sfruttando l’invenzione della pellicola fotografica risalente a dieci anni precedenti iniziano a girare i primi cortometraggi consistenti in un’unica inquadratura fissa che mostrava momenti di vita dell’epoca.
Da qui incomincia la vera e propria storia del cinema caratterizzata dall’utilizzo consapevole del mezzo cinematografico per raccontare storie e far emozionare milioni di spettatori in tutto il mondo.
Breve storia del cinema –
I fratelli Lumiere si arricchirono notevolmente grazie alla loro invenzione e molti appassionati incominciarono a partire dai primi anni del ‘900 a filmare cortometraggi da far vedere in appositi cinema, i mercati maggiori all’epoca erano quelli americani ma anche Francia e Italia stavano sviluppando una copiosa produzione.
In Francia Méliès produce numerose opere cinematografiche inventando praticamente il cinema di fiction, famosa ad esempio è la sua opera “Viaggio sulla Luna” che sfrutta abilmente numerosi effetti speciali.
Dopo Méliès il cinema incomincia a produrre sempre più film, storie di tutti i generi, il cinema diventa una fonte di guadagno molto importante per imprenditori e produttori.
Negli USA nasce così lo Hollywood, primo centro per produzione cinematografica, creato da numerose case di produzione trasferitesi in California per sfuggire al caos cittadino di New York.
Il cinema genera così i suoi miti, riuscendo anche a sopravvivere alle crisi economiche del ’29 e alla prima e seconda guerra mondiale. Inoltre una grande rivoluzione si ebbe grazie all’introduzione del sonoro nei film, i quali in precedenza erano totalmente muti e l’abilità degli attori doveva essere mimica.
E’ così che molti attori osannati nel periodo precedente furono ritenuti non idonei a recitare con il sonoro che implicava ottime doti vocali e di recitazione.
In Italia il regime fascista fonda Cinecittà con lo scopo di aiutare la produzione cinematografica italiana che sebbene avesse salde e antiche radici si trovava in una situazione economica disastrosa.
Dopo la seconda guerra mondiale l’Italia in piena ricostruzione riuscì a dare molto al cinema grazie anche a maestri come Rossellini, De Sica prima e Fellini e Antonioni dopo.
Il cinema subisce a partire dagli anni ’60 una forte crisi grazie alla concorrenza della televisione, nonostante questo numerosi registi salgono alla ribalta nel cosiddetto cinema indipendente è il caso di Godard in Francia o di Kubrik in USA.
In tempi più recenti il cinema Hollywoodiano ha sempre di più dettato legge per quanto riguardava le grosse produzioni ma nonostante questo ottimi registi hanno potuto operare in tutto il mondo, Italia compresa.
In Usa registi recenti posso essere considerati Francis Ford Coppola, Quentin Tarantino, Ridley Scott, George Lucas, per fare alcuni esempi più famosi.
In Italia abbiamo avuto Sergio Leone, Pupi Avati, Nanni Moretti, Salvatores.
Formati televisivi e cinematografici –
I formati televisivi variano a seconda del paese, questo per via di accordi e di ricerche risalenti al periodo degli anni ’40, per questi paesi come gli USA e il Giappone utilizzano il sistema televisivo NTSC mentre i paesi europei, Italia inclusa usano il sistema PAL.
I due sistemi lavorano a differenti frequenze, 60 Hz per l’NTSC e 50 Hz per il PAL.
Altra differenza consiste nelle dimensioni del quadro, 720 x 576 pixel è il PAL e 720 x 480 è l’NTSC, ultima differenza è il frame rate, ovvero il numero di frames o immagini che vediamo ogni secondo, il sistema PAL ha 25 fps mentre l’NTSC adotta 29,97 fps.
Nel cinema invece è diventato uso comune sfruttare la cadenza di 24 fps, nei primi anni del cinema questa cadenza era più bassa e si attestava intorno ai 18 fps.
Illuminazione e lunghezze focali –
La luce è un elemento essenziale per le immagini ma soprattutto per la nostra vista, infatti senza di essa non potremmo vedere il mondo che ci circonda e ancora meno filmarlo.
La luce naturale e artificiale ci permette di imprimere su una pellicola o su un supporto digitale le nostre immagini, statiche o in movimento, questa fa si che gli oggetti nelle nostre immagini possano essere più o meno tridimensionali e gradevole nell’aspetto.
Una corretta illuminazione di una stanza o di una figura umana, ci permette di apprezzarne meglio le forme e i colori, dati si dalla luce ma anche dalle ombre che questa genera.
In fotografia per catturare la luce vengono utilizzate delle lenti che la incanalano verso un otturatore e successivamente verso la pellicola da impressionare.
Le nostre lenti che in fotografia chiamiamo obiettivi hanno diverse lunghezze focali e queste fanno si che la percezione della tridimensionalità e della profondità in una immagine cambino a seconda della luce che immettiamo.
Gli obiettivi standard sono quelli che hanno una lunghezza focale fissa (a differenza degli zoom) e i valori vanno da più piccolo al più grande intendendo con il valore più piccolo una visuale ampia e con il valore più grande una visuale più stretta (con conseguente ingrandimento dell’oggetto ripreso).
- Grandangolo
28 mm
35 mm
- Standard
50 mm
- Ritratto
85 mm
- Tele
105 mm
135 mm
La profondità di campo –
Questi obiettivi hanno anche un’altra importante caratteristica: la profondità di campo.
Se ad esempio prendiamo un tele obiettivo come ad esempio il 105 mm, noteremo riprendendo un volto umano che mentre il volto è a fuoco, lo sfondo è fuori fuoco, questo è il risultato della quantità di luce che entra attraverso il diaframma per cui se chiudiamo il diaframma lo sfuocato sullo sfondo andrà a diminuire, mentre se apriamo al massimo il diaframma l’effetto sfuocato andrà ad aumentare con il conseguente effetto flou, utilizzato in modo massiccio anche da Antonioni nelle sue opere cinematografiche.
L’utilizzo della profondità di campo alla quale siamo ben abituati è piuttosto recente poiché fino agli anni ’30 le cineprese montavano ottiche molto semplici e luminose ma di piccolo diametro che non garantivano questo tipo di effetto, inoltre poiché la messa a fuoco risultava faticosa venivano preferite immagini con profondità di campo molto ampia, tendente all’infinito in modo da facilitare le riprese.
Soggetto e sceneggiatura –
Qualsiasi opera cinematografica o video si basa sempre su un lavoro realizzato anteriormente, chiamato pre-produzione.
La pre-produzione è quel processo creativo che ci permette di realizzare i nostri lavori scrivendoli su carta e preparandoli nei minimi dettagli ancora prima di prendere in mano una videocamera.
Questo processo si articola in varie fasi:
- idea
- soggetto
- trattamento
- sceneggiatura
Dopo aver portato a termine queste fasi, si passa allo spoglio della sceneggiatura in modo da creare numerose schede che aiutano a semplificare il lavoro scindendolo nei suoi numerosi aspetti; avremo così schede che riguardano le inquadrature come schede sul materiale tecnico ma soprattutto schede per gli attori e per i giorni di ripresa, tutto deve essere programmato in modo da rendere il lavoro sul campo molto più semplice e sicuro.
Tornando alla pre-produzione analizziamo brevemente le varie fasi:
IDEA: è la fase forse più complessa perché per realizzare un buon lavoro, è necessaria prima di tutto una buona idea. L’idea è il motore del nostro lavoro e può essere messa per scritto utilizzando pochissime parole, anche una o due, quelle parole tracceranno la nostra strada. L’idea nasce dalle nostre esperienze e dalle nostre letture, per questo è necessario sempre prendere piena coscienza del mondo che ci circonda, un buon argomento è sempre a portata di mano.
L’idea può essere anche rappresentata per scritto sotto forma di titolo ad esempio un’idea può essere quella di parlare della propria vacanza e quindi il titolo potrebbe essere “vacanza al mare” oppure può essere un’indagine sulle condizioni disagiate della periferia urbana e per questo potrebbe essere riassunta in “disagio in periferia”.
SOGGETTO: la seconda fase del lavoro consiste nello scrivere in soggetto. Questo si differenzia dall’idea perché è scritto in modo più organico e dettagliato, pensiamo ad esempio ad un film famoso e cerchiamo di riassumerlo con poche parole, quello che otteniamo è il soggetto del nostro film, quello di cui parla scritto in modo semplice ma non troppo condensato come l’idea.
Ad esempio se pensiamo ad un film come “Shining” di Kubrik, il soggetto potrebbe essere “Uno scrittore per scrivere il proprio romanzo si trasferisce in un hotel di montagna in chiusura, insieme alla propria famiglia. Lo scrittore impazzisce e dopo aver avuto numerose visioni cerca di uccidere la moglie e il figlio, l’hotel è sorto su un antico cimitero indiano”.
Questo soggetto riassume così a grandi linee la storia che viene raccontata, naturalmente è privo di dettagli ma l’andamento della storia ha comunque un inizio uno svolgimento e una fine, descritti in poche righe di testo.
TRATTAMENTO: con il trattamento incominciamo a lavorare in modo più dettagliato sulla storia che stiamo raccontando, spesso il trattamento è di una o due pagine ma può essere lungo anche decine di pagine. In verità ci serve per sviluppare bene la trama anche se è importante tralasciare i dialoghi che verranno scritti in fase di sceneggiatura.
Il trattamento insomma ci permette di valutare le potenzialità della nostra storia.
SCENEGGIATURA: la sceneggiatura è il film messo per scritto.
Ha delle regole precise di formattazione del testo che sono, carattere “courier new” in corpo 12 e interlinea doppia, tutto questo per permetterci facilmente di leggere il testo e le battute.
Altre regole riguardano ad esempio la forma del testo all’interno della pagine come nell’esempio sotto:
SCENA 3 - INTERNO GIORNO - NEGOZIO TELEFONIA
In una pagina della cultura di un giornale con la faccia di Umberto Eco bella in vista sono raccolti i resti del telefonino distrutto.
Mauro accenna un mezzo sorriso.
Il Negoziante fa un sospiro.
NEGOZIANTE
Solo porca miseria?
MAURO
... beh sono un tipo tranquillo io... ma si può fare qualcosa?
Lo avevo acquistato solo ieri qui da lei...
NEGOZIANTE
Per questo tipo di inconvenienti non c'è copertura assicurativa e tanto meno garanzia purtroppo... il massimo che posso fare, vista la situazione, è venderle un altro telefono a prezzo scontato.
Si piega sotto il bancone e tira fuori una scatola di un telefono
NEGOZIANTE
Questo ad esempio glielo posso dare a 40 euro, me lo hanno riportato oggi, è ancora in garanzia.
Usato meno di una settimana.
Se per lei va bene, le riattivo il numero su una sim nuova e siamo a posto.
Mauro fa cenno di si con la testa, col mezzo sorriso imbarazzato stampato in faccia.
Mauro volge lo sguardo verso un cartellone pubblicitario con una ragazza sorridente col telefono in mano.
Come abbiamo visto, la nostra sceneggiatura conterrà l’azione scritta sempre al presente, con indicazioni visive di quello che sta succedendo, inoltre sono inseriti i dialoghi preceduti dal nome del personaggio che parla.
Le sceneggiature inoltre possono anche contenere indicazioni sulle inquadrature ma in questo caso è il regista che le inserisce e non lo sceneggiatore.
Inquadrature –
La base del cinema e del video come dicevamo è la fotografia e la base di questa è la pittura. Moltissimi fotografi e registi si sono ispirati per realizzare le proprie inquadrature ai pittori di tutte le epoche.
Esistono delle regole basilari per realizzare le inquadrature che andranno montate una di questa è la regola dei terzi.
Dobbiamo dividere il nostro quadro in tre parti uguali in verticale e tre parti uguali in orizzontale. Le nostre figure staranno nei punti di intersezione che si formano in modo da rendere la composizione più ordinata.
Le inquadrature inoltre si dividono in campi e piani, i campi sono rivolti alla ripresa dello spazio che ci circonda, mentre i piani sono rivolti principalmente a figure umane.
Partendo dall’inquadratura più piccola, abbiamo il dettaglio o particolare, sono termini simili ma non identici perché mentre il dettaglio è rivolto a oggetti non animati, come il dettaglio di un mobile o di un fiore, il particolare è rivolto alla figura umana, per cui avremo il particolare di un occhio o di una mano.
Salendo per dimensioni, abbiamo il primissimo piano (Abbr. PPP) che vi mostra un volto dalla parte superiore della nuca fino al mento.
Successivamente abbiamo il primo piano (Abbr. PP) mostra il nostro corpo umano dalla parte superiore della nuca fino alle ascelle.
Piano medio o mezza figura (Abbr. PM) arriva fino all’ombelico ed è di derivazione televisiva.
Piano americano (Abbr. PA) arriva fino alle ginocchia ed è nato nel cinema western americano per mostrare meglio il cinturone dei cowboy.
Chiudiamo i piani con la figura intera (Abbr. FI) che parte dalla testa e arriva ai piedi del nostro personaggio riprendendolo nella sua interezza.
Nei campi invece abbiamo una percentuale più bassa di figure umane intesa come dimensioni rispetto all’ambiente circostante, per cui nel campo medio (Abbr. CM) il nostro uomo sarà la metà rispetto all’ambiente; nel campo lungo (Abbr. CL) sarà un terzo o meno; nel campo lunghissimo (Abbr. CLL) l’uomo è così piccolo che lo riconosciamo sono nei contorni ma non nel volto.
Le inquadrature sono accoppiate ai movimenti di macchina che possono essere le panoramiche, orizzontali, verticali o diagonali; le carrellate, a precedere, a seguire e laterali; i movimenti con i crane ovvero bracci meccanici che arrivano fino a molti metri di altezza per riprendere in modo spettacolare una scena o un evento.
Inoltre un altro mezzo utilizzato per ottenere movimenti fluidi è la steadycam, uno strumento inventato tra gli anni ’60 e ’70 che attraverso dei contrappesi, un corpetto e delle molle, da la possibilità all’operatore di spostarsi mantenendo la ripresa stabile e fluida.




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