Campo eolico di Latronico:
ennesimo atto di aggressione al Parco Nazionale del Pollino
di Accademia Kronos
Il Monte Alpi (area SIC) del Parco Nazionale del Pollino
Un'ennesimo atto di aggressione
[del 20 marzo 2006]
La sezione lucana e la sede nazionale di Accademia Kronos sentono il dovere di prendere posizione contro questo nuovo atto di aggressione al Parco Nazionale del Pollino.
La recente decisione da parte del Comune di Latronico (Pz) di uscire dal Parco si giustifica clamorosamente con un vecchio progetto della società DE-DI (Gruppo ENDESA) che prevede la realizzazione di una Wind Farm (fattoria del vento) con 90 pale eoliche della potenza complessiva di oltre 72 MW, in aree naturali e boschi, con relative opere di antropizzazione quali strade, linee elettriche, scavi per fondazioni e per collegamenti elettrici, su una delle direttrici di volo di numerosi specie di uccelli rapaci diurni e notturni.
Il sito prescelto è ricadente nei territori comunali di Latronico e Carbone ed si trova a contatto con il SIC/ZPS Monte Alpi Malboschetto di Latronico di 1561 ha, SIC Monte Raparo di 2.021 ha, SIC Bosco Vaccarizzo di 273 ha, SIC Monte La Spina di 1.074 ha. Un complesso montuoso di eccezionale valore ambientale e paesaggistico del Parco del Pollino che vede la presenza dell'Aquila reale, Falco pellegrino, Lanario, Picchio nero, Gufo reale, etc.
Si richiede pertanto agli uffici regionali competenti di rispondere a quanto segue:
- E’ stato effettuato uno studio dettagliato sull’Impatto Ambientale, come dalle normative vigenti?
- Sono stati previsti, aldilà degli studi sulla V.I.A., gli stravolgimenti di nuove strade di servizio e del traffico veicolare da e per la fattoria eolica?
- E’ stato fatto uno studio meteoclimatico per avvalorare che nella zona prescelta spirino almeno 200 giorni l’anno brezze o venti costanti tali da garantire una erogazione di energia elettrica continua?
- Si è fatto lo studio sui danni che tali generatori eolici comporterebbero all’avifauna?
- Si sono sentite le popolazioni locali, gli enti di protezione ambientale e gli istituti universitari specifici?
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Nelle mappe (affianco e sopra) il tracciato di realizzazione della Wind Farm (fattoria del vento) del Comune di Latronico (linea rosso acceso).
Affianco. il SIC/ZPS Monte Alpi Malboschetto (poligono di colore blue) cod. sito IT9210165 di ha 1561 e il SIC Monte Raparo (poligono di colore rosso scuro).
Sopra, il SIC Bosco Vaccarizzo (poligono di colore blue) cod. sito IT9210070 di ha 273.
A questa Associazione non bastano affermazioni vacue sui danni ambientali limitati, espresse poi da chi è interessato a realizzare la fattoria eolica. Ad Accademia Kronos serve prima di tutto rispondere alle domande appena elencate e poi chiedere alla Regione e al Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio se ha più valore un esperimento del genere o la tutela di tutto il patrimonio ecologico e faunistico presente nel Parco. Qualora si volesse comunque operare in questo scempio, chi lo autorizza sappia che in questo modo crea un pericolosissimo precedente che mette a repentaglio il futuro di tutti i parchi naturali d’Italia. Autorizzare un tale intervento, infatti, legittimerebbe richieste analoghe, o quasi, su tutte le altre aree protette del nostro Paese. Pertanto riteniamo che la realizzazione di questo progetto stravolgerebbe i valori ambientali, paesaggistici e faunistici, di una delle aree più importanti del Parco Nazionale del Pollino privo attualmente di interventi e presenze antropiche.
Nell'apprendere che l'Ente Parco del Pollino non ha ancora espresso un parere in merito, riteniamo chiedere all'Ente gestore di negare il nulla osta al progetto e chiediamo alla Regione Basilicata di colmare la vacatio normativa emanando nuove norme di tutela contro "l'eolico selvaggio" in Basilicata che viene attuato al di fuori dei criteri di programmazione energetica ed ambientale grazie alla compiacenza di amministratori locali nei confronti delle offerte economiche di società private.
Accademia Kronos sez. Venosa (Basilicata)
Accademia Kronos sede Nazionale
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La nostra posizione sull'eolico
L'energia eolica è una fonte rinnovabile che utilizza la forza del vento, ma ad eccezione di poche aree geografiche italiane, non esistono zone fortemente ventose che giustificano la scelta di realizzare parchi eolici - che invece nascono ovunque - con la conseguenza di sconvolgere interi paesaggi naturali e l'avifauna locale. Inoltre sono non condivisibili i criteri di scelta dei siti e la logica delle royalty come forma di contrattazione dal solo fine di risanare i bilanci delle amministrazioni pubbliche. Nella piena consapevolezza che le campagne contro l'energia eolica, senza una giusta motivazione di causa, possono screditare le fonti rinnovabili, è necessario che i singoli progetti vengano analizzati; prendendo in considerazione la conoscenza di una serie di fattori che rispondano alle caratteristiche di compatibilità ambientale. Solo in questo modo una Wind Farm (fattoria del vento) può intendersi realizzata nel pieno rispetto di un'ordinamento normativo comunque lacunoso e da migliorare, attraverso l'emanazione di nuove norme in materia.
Alcuni dati per capire
DOVE INSTALLARE UN IMPIANTO EOLICO
Per produrre energia elettrica sufficiente è necessario che il luogo dove si installa l'aerogeneratore sia molto ventoso. L'energia eolica potenzialmente sfruttabile in una zona si determina attraverso la conoscenza di alcuni elementi essenziali quali: la conformazione del terreno e l'andamento nel tempo della direzione e della velocità del vento. La conformazione del terreno incide molto nell'efficienza dell'impianto: più un terreno è rugoso (brusche variazioni di pendenza, boschi, edifici e montagne) più il vento incontra ostacoli che ridurranno la sua velocità. La posizione ideale di un aerogeneratore è data da un terreno appartenente ad una bassa classe di rugosità (esistono quattro classi di rugosità da 0 a 3) con una pendenza compresa tra i 6 e 16 gradi. Quindi il sito va scelto tenendo conto questi importanti fattori che incidono sull'efficienza dell'impianto.
LE WIND-FARM E L'AMBIENTE
Premessa importante: l'energia eolica è una fonte rinnovabile e pulita. I possibili effetti degli impianti hanno luogo solo su scala locale e sono così descritti:
L'occupazione del territorio.
Gli aerogeneratori e le opere a supporto (cabine elettriche, strade) occupano solitamente i 2-3 % del territorio necessario per la costruzione di un impianto. E' importante notare che nelle wind-farm, a differenza delle centrali elettriche convenzionali, la parte di territorio non occupata dalle macchine può essere impegnata per l'agricoltura e la pastorizia.
L'impatto visivo.
Gli aerogeneratori per la loro configurazione sono visibili in ogni contesto ove vengono inseriti.
Il rumore.
Il rumore che emette un aerogeneratore viene causato dall'attrito delle pale con l'aria e dal moltiplicatore di giri. Questo rumore può essere smorzato migliorando l'inclinazione delle pale e la loro conformazione, e la struttura e l'isolamento acustico della navicella. Il rumore proveniente da un aerogeneratore deve essere inferiore ai 45 decibel (pari a una conversazione a bassa voce) in prossimità delle vicine abitazioni.
Gli effetti sulla flora e la fauna.
Gli effetti riscontrati riguardano il possibile impatto degli uccelli con il rotore delle macchine. Un problema, questo, che alimenta la discussione tra gli ambientalisti sui danni all'avifauna soprattutto in aree protette e di interesse comunitario.
Le interferenze sulle telecomunicazioni.
Per evitare le possibili interferenze sulle telecomunicazioni e la formazione di campi elettromagnetici bisogna stabilire e mantenere una distanza minima dall'aerogeneratore e, ad esempio, stazioni terminali di ponti radio, apparati di assistenza alla navigazione aerea e televisiva.
Accademia Kronos Basilicata - sez. Venosa



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