Giustizia caos, un altro boss libero, capoclan di Torre Annunziata
Formicola fuori grazie a indulto e amnistia. Mazzarella in aula: sono un perseguitato
Ancora un caso di scarcerazione favorita dalla giustizia a maglie troppo larghe: dopo Ciro Mazzarella, il boss di Santa Lucia, torna in libertà Pietro Formicola. Il cinquantenne capoclan di Torre del Greco è stato scarcerato poco tempo dopo l’inizio della detenzione. Condannato a undici anni e dieci mesi di reclusione, i magistrati di Torre Annunziata ne hanno disposto la scarcerazione. All’origine del provvedimento né lungaggini procedurali né decorrenza dei termini di custodia cautelare com’era accaduto nel caso di Mazzarella, ma l’effetto combinato dell’indulto e di quello sull’amnistia del 1990. Intanto, tornato a casa da due giorni, Ciro Mazzarella si è presentato ieri in tribunale - per una volta dall’altra parte delle grate - seduto nel pubblico della undicesima penale. «Entro in aula da uomo libero, sono un perseguitato»
Messe insieme si arriva ad undici anni e dieci mesi, ma il cumulo di condanne non basta a tenere in cella Pietro Formicola, cinquant’anni, boss di Torre del Greco. Da ieri il capoclan è stato scarcerato, il provvedimento è stato firmato dai magistrati dell’ufficio esecuzione di Torre Annunziata. Dopo il ritorno in libertà di Ciro Mazzarella, boss del contrabbando di Santa Lucia, un altro esempio di giustizia a maglie larghe. Questa volta la decorrenza dei termini di custodia cautelare non c’entra. In questo caso, infatti, Pietro Formicola non lascia la cella per un caso di lungaggine procedurale, ma grazie alla coincidenza di una serie di provvedimenti di clemenza legiferati negli ultimi sedici anni, per fare fronte alle ripetute emergenze di sovraffollamento all’interno delle celle: Formicola è stato infatti scarcerato beneficiando sia del provvedimento di amnistia del 1990 (che ha estinto alcune condanne relative ad indagini degli anni ’80) e sia del recente indulto approvato in Parlamento ad agosto scorso. L’ultimo provvedimento di clemenza, in particolare, è andato ad incidere su alcune contestazioni non aggravate dalla finalità mafiosa (armi, ricettazione, evasione), rendendo possibile la scarcerazione del boss del comune corallino. Difeso dai penalisti Sergio e Antonio Morra, Pietro Formicola era tornato in cella appena pochi mesi fa, in seguito ad un ordine di esecuzione di una vecchia condanna per associazione camorristica che risaliva al 1988 (4 anni e 8 mesi), in parte già espiata e in parte condonata dai due provvedimenti di clemenza. Intanto, ritornato a casa da due giorni, Ciro Mazzarella non ha perso l’occasione di presentarsi in Tribunale per una volta dall’altra parte delle grate, seduto nel folto pubblico della undicesima penale. Ieri ha vissuto il primo giorno da imputato a piede libero. Aula 418, jeans e giubbino sportivo, eccolo il boss del contrabbando, da due giorni sorvegliato speciale nella sua abitazione di via Santa Lucia. «Entro in aula da uomo libero. La giustizia con me è stata matrigna - ha spiegato circondato da decine di amici e parenti - ho subito in questi anni una vera persecuzione. Dicono che sono un boss, ma sono stato sempre assolto dall’accusa di associazione camorristica. Per anni ho cercato di farmi ascoltare dai pm, di raccontare la mia versione, ma in Italia se non ti penti nessuno ti dà credito». Intanto, è previsto tra pochi giorni l’intervento degli ispettori del ministero della giustizia in Tribunale, proprio per fare luce sulla scarcerazione per decorrenza del boss delle «bionde», con un ricorso per Cassazione che non è stato ancora fissato.
Il Mattino, 07-12-2006
http://ilmattino.caltanet.it/mattino...&type=STANDARD




Rispondi Citando
