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Risultati da 1 a 10 di 14

Discussione: Una lezione politica

  1. #1
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito Una lezione politica

    venerdì, aprile 07, 2006
    Ultimo urrà per Berlusconi? Qualche riflessione sulla campagna elettorale e sul dopo

    Tutti ricorderanno un vecchio film in bianco e nero molto bello sulla politica americana interpretato da Spencer Tracy, Ultimo urrà. Un boss politico, una specie di simpatica canaglia, combatte e perde la sua ultima campagna elettorale. Condotta a colpi di scandali, dichiarazioni infuocate e grandi promesse, anche dai suoi avversari. Un film, che se lo si segue con attenzione, fa soprattutto capire che in realtà il vero potere, quello strutturale (economico e sociale) risiede altrove: dietro le quinte elettorali. Alla fine il protagonista viene "scaricato" da tutti, compagni di partito, media, finanziatori... Ma nonostante tutto, come il professionista della politica, in senso alto, tratteggiato da Max Weber, pur sapendo di dovere perdere, non demorde.
    Ed è quel che finora ha fatto Berlusconi. Nonostante i pronostici sfavorevoli e un trend elettorale negativo ha mostrato di saper lottare come un vero politico, che sa di non doversi arrendere mai. E questo gli va riconosciuto, a prescindere dalla supponenza del personaggio, dai suoi devastanti interessi particolari, e dalla bontà o meno del programma politico del centrodestra.
    Anche perché la politica ( e questa è una costante) prima ancora che consenso è conflitto. Per farla breve, come nel pugilato, vince chi riesce a rimanere in piedi un minuto in più dell'avversario. Può piacere o meno, ma è così.
    Quanto al centrosinistra, si può dire, che la demonizzazione di Berlusconi (che, va detto, non ha mai voluto risolvere il problema del conflitto di interessi), rappresenta una specie di "programma unico", sul quale sono tutti d'accordo. Mentre sulle questioni veramente importanti, come ad esempio la politica estera (rapporti con gli Usa, questione irachena, protezionismo europeo, relazioni con la Bce, eccetera), non c'è alcun accordo. Il che in caso di vittoria rappresenterà un grave problema per il centrosinistra.
    Quanto ai programmi, si può dire, che certo hanno importanza ma solo nelle fasi storiche di svolta, mentre in genere nel lungo periodo, come mostra la storia delle democrazie liberali post-belliche, finiscono per somigliarsi tutti. Praticamente in Italia, dalla fine della Ricostruzione (prima metà anni Cinquanta) si discute solo di spesa pubblica e fisco. Come, appunto, è regolarmente accaduto anche in quest'ultima campagna elettorale.
    Quanto al problema morale dell'onestà dei candidati, si tratta semplicemente di un prerequisito. Se l'onestà si trasforma in programma politico (il "partito degli onesti", dei valori, ecc.), allora c'è qualcosa che non va, non tanto nei singoli candidati che zoppicano, quanto nel sistema stesso, malgrado certa magistratura voglia far credere il contrario. E un solo partito, come una rondine, non può fare primavera. Ma questa è un'altra storia...
    C' è poi poi un aspetto, particolarmente preoccupante: il rapporto tra poteri forti (confindustria, banche, grandi sindacati) e il centrosinistra. Questo blocco economico e politico ha praticamente eletto Berlusconi a nemico pubblico numero 1. Lasciamo stare perché... Possono essere date le spiegazioni più differenti (sia di apprezzamento che di critica). Limitiamoci a constatare, di fatto, la convergenza. Che però nasconde, sicuramente, un voto di scambio. A danno di chi? Sicuramente della parte del potere "forte" più "debole": il sindacato". Un accoppiamento poco giudizioso il cui conto, salato, sarà pagato dal lavoro dipendente. E Prodi, già uomo Fiat (e non solo per le famigerate "rottamazioni") è stato messo lì, proprio per fare il garante.
    Perciò con la sconfitta di Berlusconi ( data quasi per certa nel "risultato", ma non nella "misura", e questo è un altro aspetto non secondario della questione), si potrebbe aprire un contenzioso in politica estera ed economica che rischia di spaccare in due la maggioranza di centrosinistra e il Paese. Anche perché Berlusconi, conoscendo il politico più che l'uomo, ne approfitterà e continuerà a dare battaglia, anche dai banchi dell'opposizione.
    Questo non significa che domenica lo si debba votare per evitare future spaccature... O che chi voti per il centrosinistra commetta un errore.
    Ma più semplicemente che non è il caso di farsi troppe illusioni. La vita purtroppo non è un film che deve rispettare un precisa sceneggiatura. Le azioni sociali e politiche spesso causano conseguenze inaspettate. Perciò l'ultimo urrà per Berlusconi, potrebbe non essere proprio l'ultimo...

    posted by Carlo Gambescia | 81 AM | 0 comments

    Alla luce dei risultati, e al di là della vittoria o della sconfitta, quest'analisi di Gambescia fatta prima del voto è assolutamente lucida.

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  2. #2
    Paul Atreides
    Ospite

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    Ora, si da il caso che Gambescia curi molte collane della Settimo Sigillo.

    Sarebbe bene che quest'ambiente, stracolmo di fanatici ideologizzati (e quindi costretti ad una coerenza che è puro dogmatismo), impari ad ascoltare le voci intelligenti, che pure ci sono (e Gambescia è tra queste), ma che finiscono ahimé sommerse nella marea di idiozie che quotidianamente i molti/stolti ci propinano

  3. #3
    Paul Atreides
    Ospite

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    A tal proposito segnalo il blog dello stesso

    http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/

  4. #4
    Akarat
    Ospite

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    si potrebbe aprire un contenzioso in politica estera ed economica che rischia di spaccare in due la maggioranza di centrosinistra e il Paese
    Certo, ma a vantaggio di Berlusconi non credo. Semmai si guarderà con un pò troppa nostalgia al centro.

  5. #5
    Paul Atreides
    Ospite

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    Mi sembra che emerga un dato chiarissimo: la CDL ha recuperato il recuperabile grazie al solo Berlusconi, che ha messo in piedi la più incredibile campagna elettorale a mia memoria. E questa è una lezione politica che l'area non è nemmeno in grado di immaginare, chiusa com'è nei suoi patetici rituali nostalgico-ideologici.

    Sul centro: Rifkom ha aumentato i consensi. In fondo, dopo Berlusconi i grandi vincenti sono quelli di Rifkom. A dimostrazione che il centro attira sino a un certo punto. Sulla dx radicale taccio per carità di patria...

  6. #6
    Orazio Coclite
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Paul Atreides
    Ora, si da il caso che Gambescia curi molte collane della Settimo Sigillo. Sarebbe bene che quest'ambiente, stracolmo di fanatici ideologizzati (e quindi costretti ad una coerenza che è puro dogmatismo), impari ad ascoltare le voci intelligenti, che pure ci sono (e Gambescia è tra queste), ma che finiscono ahimé sommerse nella marea di idiozie che quotidianamente i molti/stolti ci propinano
    Gambescia, per quel poco che ho avuto modo di conoscerlo, mi sembra un gentiluomo (fattore importante), nonché una 'mente pensante' che senza essere necessariamente troppo schierato da una parte o dall'altra, o forse proprio grazie a ciò, riesce spesso a fare ottime analisi.

    Io stesso segnalai tempo fa su questo forum il suo blog, dove non è raro leggere pensieri interessanti ed intelligenti tipo questi portati all'attenzione generale da Paul Atreides.

    http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/

  7. #7
    Iscrittoa***dal14/12/2004
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    Penso che Paul Atreides sia una delle voci più lucide del forum.. concordo in pieno.

  8. #8
    Mistica Fascista
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    Sono in linea di massima d'accordo con quanto sin qui è stato detto.
    Il vincitore "morale" di questi elezioni è Berlusconi.
    Alle Elezioni Europee aveva preso con FI il 21%.
    Alle Regionali 2005 Forza Italia prese meno del 19%....
    tutti lo davano per finito, spacciato, disfatto.
    Dopo il 12-2 delle Regionali sembrava che per lui fosse finita.
    E invece proprio nelle stesse regioni che videro la sconfitta della CDL alle Regionali, Berlusconi ha guidato la rimonta del centro-destra e con una campagna elettorale molto intensa è riuscito a far rimanere FI il partito più votato d'Italia, addirittura trascinando la CdL al 49% in Campania (di poco sotto al csx) quando invece l'anno prima aveva preso un misero 30% complessivo.
    Perciò, dobbiamo riconoscere, che governo di cdx o governo di csx o governo inciucione, Berlusconi - politicamente - non è morto.

  9. #9
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    E' molto tempo che non intervengo sul forum, lo faccio ora per raccogliere lo spunto di paul (che saluto cordialmente).
    L'analisi di Gambescia è lucida ma - limite mio? - non riesco proprio a trarne le conclusioni. Giustamente si fa notare che votare a sinistra non aveva semplicemente senso (a meno di possedere una granze impresa). Lasciando stare l'immigrazione, dove c'è proprio una pregiudiziale antropologica, per altri temi come tutela del lavoro e politica estera era impossibile aspettarsi qualcosa da quella sgangherata coalizione.
    Ergo non ho votato, sperando naturalmente di fare qualcosa di utile. Evidentemete di politica non capisco un'acca visto che gli astenuti sono stati pochissimi e il mio atteggiamento è risultato inutile.
    Merito di Berlusconi, grande campagna elettorale, scorrettissima, efficace ai limiti dell'incredibile (rese possibile, peraltro, dal suo enorme potere interno sull'informazione).
    Ma questo e buono o cattivo? Come dice Gambescia in Italia si finisce sempre per parlare di tasse et similia, senza alcun serio dibattito su temi che almeno per me sono molto più importanti (e che sembrano blindati, al di là della possibilità di influire con il voto).
    Se accettiamo come premessa maggiore che questo limite è pessimo (come dice Gambescia) e come premessa minore che Berlusconi con la sua efficace campagna elettorale non ha fatto che menare il can per l'aia, parlando alla fine solo di tasse, mi sembra che la conclusione del sillogismo sia che la cosa migliore era astenersi in massa, appunto per creare una fase storica cruciale in cui i programmi ridiventano importanti. Mi pare che le condizioni fattuali per una fase storica di svolta ci siano e manchi solo la presa di coscienza per trasformarla in atto.
    Che Berlusconi politicamente non sia morto, come dice gio '91, a me questo sembra un grande problema e una sciagura.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Senatore
    E' molto tempo che non intervengo sul forum, lo faccio ora per raccogliere lo spunto di paul (che saluto cordialmente).
    L'analisi di Gambescia è lucida ma - limite mio? - non riesco proprio a trarne le conclusioni. Giustamente si fa notare che votare a sinistra non aveva semplicemente senso (a meno di possedere una granze impresa). Lasciando stare l'immigrazione, dove c'è proprio una pregiudiziale antropologica, per altri temi come tutela del lavoro e politica estera era impossibile aspettarsi qualcosa da quella sgangherata coalizione.
    Ergo non ho votato, sperando naturalmente di fare qualcosa di utile. Evidentemete di politica non capisco un'acca visto che gli astenuti sono stati pochissimi e il mio atteggiamento è risultato inutile.
    Merito di Berlusconi, grande campagna elettorale, scorrettissima, efficace ai limiti dell'incredibile (rese possibile, peraltro, dal suo enorme potere interno sull'informazione).
    Ma questo e buono o cattivo? Come dice Gambescia in Italia si finisce sempre per parlare di tasse et similia, senza alcun serio dibattito su temi che almeno per me sono molto più importanti (e che sembrano blindati, al di là della possibilità di influire con il voto).
    Se accettiamo come premessa maggiore che questo limite è pessimo (come dice Gambescia) e come premessa minore che Berlusconi con la sua efficace campagna elettorale non ha fatto che menare il can per l'aia, parlando alla fine solo di tasse, mi sembra che la conclusione del sillogismo sia che la cosa migliore era astenersi in massa, appunto per creare una fase storica cruciale in cui i programmi ridiventano importanti. Mi pare che le condizioni fattuali per una fase storica di svolta ci siano e manchi solo la presa di coscienza per trasformarla in atto.
    Che Berlusconi politicamente non sia morto, come dice gio '91, a me questo sembra un grande problema e una sciagura.
    Infatti, l'analisi lucida è la tua.
    Quanto al non votare, è la tua coscienza a dirtelo e così hai fatto.

 

 
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