SE VINCE PRODI...

Massimo Fini è uno dei più conosciuti giornalisti italiani. Scrive sul Quotidiano Nazionale, su La Padania, su Linea e altri. Ma si distingue soprattutto per i libri: tanti e di successo. Da anni è una delle “voci fuori dal coro” dell’universo della destra italiana. All'epoca della cosiddetta Prima Repubblica, fu un critico piuttosto duro della Democrazia Cristiana. Ma ora, pur non potendo certo essere identificato come un "comunista", è decisamente critico nei confronti di Silvio Berlusconi.




Che Italia pensa che avremo se vincerà il Centrosinistra?
"Dal punto di vista sostanziale non mi aspetto nulla di diverso dall’Italia di prima, nel senso che sul piano economico molti fattori, in un sistema globalizzato, sfuggono al controllo del governo nazionale. Mi aspetto, questo sì, una maggiore decenza direi quasi estetica nella guida del Paese. Berlusconi da questo punto di vista è stato devastante".

In che senso?
"Sia sul piano della rottura di ogni regola formale sia a livello più sostanziale, per esempio con la delegittimazione costante e continua della magistratura. Che prosegue ancora oggi. Con una rottura di tutto il sistema istituzionale".

Quindi spera che vinca il Centrosinistra?
"Io non andrò a votare perché non credo più al sistema della democrazia rappresentativa che secondo me è un sistema di aristocrazie mascherate e oligarchie politiche che opprimo il cittadino singolo e libero, cioè quello che non si infeuda in uno dei due schieramenti. Che sarebbe il cittadino ideale della democrazia e diventa una vittima designata. Mi auguro ugualmente, per motivi evidenti, una caduta di Berlusconi per l’anomalia che presenta in tutti i sensi".

Cioè?
"Il conflitto di interessi, il fatto che possegga metà del sistema televisivo italiano…"



Però lei apprezza la Lega.
"Io apprezzavo la Lega quando è comparsa perché rompeva un’altra situazione anomala di stallo. Quello che si chiamò consociativismo. Perché mancava in Italia un’opposizione e senza un’opposizione il sistema democratico non è tale. Poi, quello che mi interessava della Lega era l’istanza di recupero di un’identità che era un’esigenza profonda e lo è tanto più quanto il mondo si globalizza e si omogeneizza. Queste idee interessanti della Lega degli inizi sono completamente scomparsi quando la Lega si è alleata con Berlusconi che è un iper globalizzante e un iper americanizzante".


Che c’entra l’America?
"L’America è il Paese leader di questo sistema e quindi tutti quei motivi sono scomparsi".

Per cui, in sostanza, pensa che le cose non cambieranno molto, anzi se mai ci sarà un miglioramento della considerazione dell’Italia all’estero.
"Sì. Credo che da un punto di vista internazionale ci sarà un miglioramento. Soprattutto per quello che ha fatto questo governo, che è riuscito a mettersi in contrasto addirittura con la Finlandia e con l’Olanda… Poi ha condotto una guerra in Iraq a cui l’Europa non ha partecipato. E ha fatto una politica contro l’unità europea. Penso che il Centrosinistra farà una politica diversa. Sul piano della politica estera ci saranno dei cambiamenti. Con la strategia di allontanamento dall’Europa, anche se siamo stati fra i paesi fondatori, siamo stati sorpassati dalla Spagna e da altri. Ora contiamo molto poco".


Nel caso Berlusconi perda, probabilmente non sarà più lui a guidare la CdL. Chi vede bene come successore?
"Bisogna affidarsi, secondo me, a coloro che io ho sempre combattuto. Cioè quelli di cultura democristiana, che hanno un minimo di senso dello Stato. Che Berlusconi non ha. In quanto a Fini, riterrei ingiusto che venisse premiato uno che si è totalmente appiattito sulle posizioni berlusconiane senza alcuna identità, accontentandosi di stare lì e di essere nel salotto buono".

Quindi Casini…
"Sì, e lo dico come diceva Montanelli…"

Turandosi il naso…
"Esatto… La Dc aveva i vizi delle sue virtù e le virtù dei suoi vizi. Sottobanco ne faceva di tutti i colori, ma rispettava almeno le forme democratiche".