Illustre Monsignore,
ho appreso dai giornali che si accinge a regalare una Bibbia al detenuto Provenzano il giorno di Pasqua, giorno per i cristiani di resurrezione del Cristo crocifisso dal Potere.
Mi consenta di dissentire dal gesto che si accinge a compiere. Provenzano ha avuto nella sua vita innumerevoli Bibbie, di cui era attento lettore. La lettura non lo ha mai dissuaso dal commettere terribili crimini che hanno accompagnato con una lunga scia di sangue la sua vita di criminale, di un particolare crimine che è quello mafioso che ha l'aggravante di riconoscersi come potere alternativo allo Stato e come arrogante tallone di ferro sulla popolazione siciliana.
La Bibbia del Vescovo di Terni sarebbe meglio sostituirla con un elenco degli orfani, forse centinaia, forse migliaia, delle vedove, delle vittime barbaramente trucidate in sessanta anni di carriera criminale. Provenzano è già profondamente credente. Non abbisogna di essere convertito come l'Innominato del Manzoni.
I mafiosi sono molto religiosi. Il gesto che lei si accinge a fare potrebbe convincerli ancora di più a continuare a militare nell'organizzazione che tiene avvinta la Sicilia al sottosviluppo e molta parte della sua popolazione alla miseria.
Ci pensi bene!!
Pietro Ancona
Coordinatore del Circolo Uaar di Palermo




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