Ma un piccolo editoriale sul sito per commentare il voto la nostra segretaria non poteva scrivelo? Piccolo, mica si chiede un fondo di Scalfari, giusto 20 o 30 righe.
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Ma un piccolo editoriale sul sito per commentare il voto la nostra segretaria non poteva scrivelo? Piccolo, mica si chiede un fondo di Scalfari, giusto 20 o 30 righe.
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E, se non lo scrive il Segretario Nazionale, non c'è nessuno degli altissimi e illustrissimi dirigenti del partito che possa farlo?


Evidentemente c'è imbarazzo.Originariamente Scritto da Alberich
Lucio Sergio Catilina


Credo che anche da queste piccole grandi cose si evidenzi il livello di una dirigenza e le sue scarse capacità.
La base del partito è perplessa e disorientata per un risultato elettorale deludente nonostante il grande impegno di molti. In una situazione del genere, un dirigente ha innanzitutto il dovere di abbozzare un'analisi, assumersi delle responsabilità, indicare delle prospettive.
Noi ci siamo pure beccati un rimprovero dal Segretario Nazionale.
Non c'è che dire.
La voglia di mandare tutto aff****** è ormai quasi incontenibile.
PS Dimenticavo: l'altro ieri mi è pervenuta una comunicazione, non firmata, che affermava le deleghe per l'utilizzo del simbolo essere state spedite PER POSTA
Una settimana prima della scadenza del termine per la presentazione delle liste, con un bel ponte festivo in mezzo.
Complimentoni.


Scriviamolo noi.


Originariamente Scritto da Alberich
ECCOLO!
Può essere il passo decisivo per andare verso il futuro Partito Democratico?
I risultati elettorali dimostrano proprio che il Partito Democratico è la strada giusta da percorrere, ma senza prove di forza tra chi è più forte e chi è meno forte, chi è più dominante e chi lo è meno all’interno dell’Ulivo: dobbiamo andare verso gli obiettivi con umiltà ma anche determinazione, coraggio, passione e soprattutto con la consapevolezza che questa è l’unica possibilità per farci superare quella transizione che dura dalla prima Repubblica a tutt’oggi, per la quale le forze politiche del Novecento ancora non riescono a intravedere una via moderna e concreta per governare questo Paese nell’era della globalizzazione.
Con questi numeri il presidente Prodi avrà la forza per governare il Paese e soprattutto per portare avanti le riforme necessarie?
L’Ulivo ha dato la prova di essere il timone giusto. Ora Romano Prodi dovrà dimostrare di essere leader, come noi crediamo, riuscendo a tenere insieme tante diversità, per convogliarle nel progetto unitario.
Che significato attribuisce ai voti degli italiani all’estero?
Alla luce della mia esperienza di parlamentare europeo, posso affermare che la destra di Berlusconi ha dato all’estero un’immagine di mediocrità del nostro Paese e anche gli italiani all’estero non hanno amato questa Italia: con il loro voto le hanno voluto restituire la sua immagine di Belpaese.
Si può modificare o perfezionare questa legge sul voto degli italiani all’estero?
Questa legge elettorale, una mela avvelenata, gettata nel campo politico dopo che Berlusconi aveva goduto con il maggioritario di cinque anni di governo - più i supplementari che aveva avuto la sfacciataggine di chiedere - mette in serio pericolo la governabilità. Dovremo rivederla, anche nella parte che riguarda gli italiani all’estero, per renderla più incisiva e soprattutto più capace di avere controlli di trasparenza e di legittimità.
Pensa che questa campagna elettorale, e soprattutto i risultati, aprano una prospettiva di collaborazione tra una sponda e l’altra?
Io credo che mai, in democrazia, ancorché i numeri siano a tuo favore, si debba pensare che le ragioni della verità stiano sempre dalla parte dei numeri. Chi vince deve pensare che una parte di verità sta anche nell’opposizione e quindi alcune leggi, che non possono essere né di destra né di sinistra, vanno fatte in un clima bipartisan, coinvolgendo tutti. Chi ha la maggioranza deve avere comunque la responsabilità di portare a sintesi alcune questioni e di governare.
On. Luciana Sbarbati, l’Ulivo ha dimostrato di essere un simbolo vincente; forse si poteva utilizzare anche per il Senato?
Penso di sì, perché la percentuale ottenuta dall’Ulivo alla Camera è più alta che non quella di Ds e Margherita al Senato messe insieme. Nell’Ulivo, inoltre, ci sono anche i voti dei Repubblicani Europei e quelli della società civile, cioè di tutte le persone che non si identificano negli attuali partiti. Questo vuol dire che il progetto è vincente e coinvolgente e che bisognerà continuare a sostenerlo con maggiore disponibilità, con più senso di accoglienza e di inclusione. Perché l’Ulivo è inclusivo, accogliente, plurale e non può ridursi a due soggetti, ma deve essere più ampio
Il futuro è il Partito Democratico
Ciceruacchio


La solita aria fritta nell'olio del Partito Democratico.