Bertinotti sarà il nuovo presidente della Camera. La cosa non mi entusiasma affatto, e rappresenta un brutto inizio per l'Unione.
Anzitutto perché smaschera alcune ipocrisie in casa di Rifondazione, che possono accendere micce pericolose. Bertinotti ha sempre dato sfoggio del gran rifiuto ministeriale, sembrava voler fare un passo indietro, puntando a trasformare un partito di lotta in partito di governo non per ambizioni personali, ma per una sorta di maturazione e di sincera revisione delle scelte passate. Niente di tutto questo. L'obiettivo era personale, ed era ben più ambizioso di un ministero. Lo si è visto non tanto per la candidatura allo scranno più alto del Parlamento, ma per come ha puntato i piedi, costringendo il più idoneo D'Alema alla resa.
Immaginiamo quel che può pensare il semplice elettore di Rifondazione: Bertinotti rifiuta la proposta di ministeri pesanti per il suo partito (tra cui gli Esteri!!) per insistere sul balzo di carriera, che al partito può servire in modo molto meno incisivo. Uno scandalo, un'offesa da lavare col sangue. Chi pensa in questo modo di aver blandito la forza più pericolosa della coalizione, si sbaglia. Rifondazione dovrà rispondere al proprio elettorato, e dimostrargli, malgrado le apparenze, di non essersi venduta al potere. Non è il trono arabescato per il proprio leader che chiede il comunista incallito, ma garanzie sul lavoro, lotta alla disoccupazione, giustizia sociale.
D'altra parte, incombe l'eventuale compensazione di questa scelta, che non fa certo sorridere. Bertinotti vigile, regista e arbitro delle dinamiche Parlamentari, può costituire comunque un pericolo e una minaccia per la coalizione, qualora si dovesse trovare sotto lo scacco delle forze massimaliste.
Inoltre, lo sgarbo bertinottiano nei confronti dei Ds ha seminato malcelati malumori, che qualora non fossero ripagati con la Presidenza della Repubblica per D'Alema (e la strada è insidiosa e difficile di suo, anche perché a furia di parlarne, il nome è quasi bruciato) potrebbero avere ripercussioni molto serie sul Professore.
Infine, alla segreteria di Rifondazione subentrerà Francesco Giordano. Buio totale sulle sue intenzioni, sulla sua conduzione futura, sul suo senso di responsabilità (che Bertinotti invece sembrava in qualche modo aver ritrovato).
Staremo a vedere. Certo è che sin d'ora Prodi è stato costretto a scendere a patti con Rifondazione, a cedere al peso di ricatti e pretese. Se questa sarà la solfa che caratterizzerà i prossimi mesi, sapremo con assoluta certezza che saranno davvero pochi.




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