Forza Italia è la vera realtà politica del Paese
di Alessandro Gianmoena - 11 aprile 2006
Silvio Berlusconi è il vero vincitore di queste elezioni. Avevamo tutto contro: dalle lobbies dei poteri forti alle rappresentanze delle parti sociali, alla stampa nazionale. Eppure quel popolo del '94 si è ancora una volta identificato in Silvio Berlusconi, dando a Forza Italia il primato dei consensi alle due Camere. Nessuno potrà mettere in discussione la bontà dell'azione del suo governo eccetto chi, come la sinistra, ha imbastito la lunga opposizione di cinque anni e la contesa elettorale come un referendum anti Berlusconi. Ma ha perso. La scelta del tessuto sociale ed economico del nostro Paese, che ha prodotto la maggioranza dei consensi che si registrano al Senato per la Casa delle Libertà, ha segnato la differenza tra un'Italia che ha voluto guardare al futuro ed una che, spinta dall'odio, si è imposta come cartello elettorale senza alcun progetto politico se non quello di eliminare l'uomo che ha sempre rappresentato quel popolo, un uomo che non si è mai piegato alle logiche consortili della sinistra.
Con l'autoproclamazione di vittoria Prodi ha dato il primo segno di come tenterà di governare una coalizione disunita, distorcendo la realtà dei fatti per il suo tornaconto. Con uno scarto di ventimila voti «i migliori» ieri notte, a piazza Santi Apostoli, hanno sfilato come i salvatori della Patria, con l'arroganza di chi si sente antropologicamente superiore, di chi ha assaporato il gusto del potere, indifferente a quella gran parte d'Italia che non crede in loro. Le parole vuote servono a loro come coltre di fumo per nascondere l'interrogativo principe che si pone dopo la baldanza notturna. Che fare?
I voti pesano ed il fardello della sinistra si è tinto di un rosso fuoco che vede come parte rilevante la sinistra ideologica e radicale di Rifondazione comunista, Verdi, Comunisti italiani. L'anima pseudo riformista della sinistra è defunta. Il flop della Rosa nel Pugno, i modesti consensi dei Ds e della Margherita che dovevano costituire la locomotiva dello schieramento delineano una coalizione vittima di chi ha conservato il livore ideologico in contrapposizione al nostro modo di vivere, alla società. Avremmo dietro all'inconsistenza di Prodi la sete di potere di leninisti capitalisti come D'Alema e la voglia di rivoluzione della società di massimalisti come Bertinotti, senza contare il vuoto Rutelli che svolgerebbe il ruolo della apparente controparte che parla all'atra metà dell'Italia che non gli ha votati. Un gioco delle parti che fa delle parole inconsistenti della sinistra il nuovo politichese, che diviene il loro strumento di gestione del potere. Ma non hanno vinto. Con uno scarto così esiguo è necessaria una verifica sulle schede annullate poiché l'onda elettorale ha confermato un largo consenso a chi ha governato per cinque anni, la Casa delle libertà.
La forza del centrodestra che legittima Silvio Berlusconi come vero leader alternativo a questa cozzaglia di partiti uniti dall' odio nei suoi confronti è ancora una volta il macigno che si frappone di fronte a chi produrrà solo che ingovernabilità per le sorti del nostro Paese. Forza Italia è ancora il baluardo di libertà di quel popolo che non accetta deleghe in bianco al potere consortile della sinistra. E ciò lo dobbiamo alla determinazione di Silvio Berlusconi, che solo come un leone ha sfidato tutte le forze della restaurazione. Grazie a lui i consensi della sinistra-centro alla Camera dei Deputati sono solo una vittoria di Pirro. La maggioranza silenziosa del popolo del '94 ad oggi ha ancora la speranza vivere la libertà come un fatto politico.
Povera Italia. La lotta di sempre non si è esaurita. C'è chi ci considera come sempre, il margherito Castagnetti docet, affetti da una malattia: il berlusconismo. Messo a tacere il popolo di Forza Italia, fine della divisione italiana. Ma non si possono fare i conti senza l'oste: i nostri voti, le nostre scelte. Ci davano come sconfitti, ci hanno relegato come parentesi storica, ma siamo ancora la vera realtà politica del Paese. Esisteranno due Italie finché ci sarà un'anima illiberale sinistra che tenterà di gestire la nostra vita con l'intento di relegarci nello sgabuzzino, rievocando i vecchi disegni della Prima Repubblica.Il voto contro il refendum, contro la Riforma costituzionale è ancora il tentativo della volontà di conservazione, di bloccare l'Italia al tempo del dopoguerra. Una sinistra che guarda ancora al Novecento e che non ha altri mezzi per vivere se non con il controllo e la gestione dello Stato pervasivo.
Ma l'Italia è cambiata ed il popolo del '94 ha segnato il corso della storia del nostro Paese. Come faranno a non tenere conto di tutta la parte produttiva del Paese che si è schierata con noi, come faranno ad ignorare i milioni di voti che da Nord a Sud hanno creduto in un progetto di vita piuttosto che in un referendum di invidia contro una persona. La nostra vittoria politica ci riempie di orgoglio ed oggi più che mai dire Forza Italia significa scongiurare che nelle parole pretestuose di coesione non si celi la volontà egemone ed illiberale di normalizzare, svilendo l'alternativa politica del centrodestra che in Forza Italia ha il suo asse portante.
Alessandro Gianmoena
http://www.ragionpolitica.it/testo.5...l_pa ese.html




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