FRASCATI - Due degli ''occhi'' che si preparano ad osservare Venere sono identici a quelli che da mesi stanno osservando Marte e a quelli che fra otto anni avranno un incontro ravvicinato con una cometa, ai confini del Sistema Solare. Si tratta dei due strumenti italiani a bordo della sonda dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) Venus Express, che oggi ha raggiunto l'orbita del pianeta piu' vicino alla Terra, per catturare i segreti che nasconde sotto lo spesso strato di nubi che lo avvolge.
Con questa missione, inoltre, l'Italia e' attualmente il Paese europeo piu' impegnato nell'esplorazione del Sistema Solare, presente com'e' su missioni di primo piano, come la missione Cassini su Saturno (frutto della collaborazione fra NASA, ESA e Agenzia Spaziale Italiana, ASI), la missione europea Rosetta destinata a incontrare una cometa nel 2014, e un radar italiano e' in funzione sulla sonda americana Mars Reconnaissance Orbiter.
STRUMENTI IDENTICI PER PIANETI DIVERSI - La vera novita' e' che l'uso di strumenti identici in missioni diverse, come nel caso degli spettrometri italiani Virtis e PFS utilizzati su Venere e Marte, hanno di fatto aperto la strada alla cosiddetta planetologia comparativa. Sono cioe' il primo passo concreto verso la possibilita' di ''studiare pianeti diversi con strumenti identici'', ha detto la responsabile per l'unita' di osservazione dell'Universo dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), Simona Di Pippo, che ha seguito dal centro dell'ESA a Frascati (ESRIN) la complessa manovra che oggi ha portato Venus Express nell'orbita di Venere. ''Con lo stesso strumento, naturalmente adattato alle diverse caratteristiche dell'ambiente che si trova a incontrare, riusciamo a valutare pianeti dalle caratteristiche molto differenti. Questa possibilita' - ha rilevato e' il frutto di una tecnologia italiana riconosciuta a livello mondiale''. Anche per il responsabile per l'ASI dell'unita' di esplorazione del Sistema Solare, Enrico Flamini, ''alcuni strumenti hanno meritato il riconoscimento dell'eccellenza della tecnologia italiana. Inoltre - ha aggiunto - e' la prima volta che gli stessi strumenti vengono utilizzati per studiare pianeti differenti. Diventa possibile studiare come pianeti molto distanti, come Venere e Marte, si sono evoluti in direzioni completamente diverse e avere finalmente a disposizione punti saldi che permettano di studiare la formazione e l'evoluzione del Sistema Solare''.
PIANETI A CONFRONTO IN BANCA DATI ITALIANA - lo studio comparato dei pianeti non e' affatto un'ipotesi remota: ''esiste un progetto dell'ASI - ha detto Simona Di Pippo - ed e' in allestimento una banca dati presso l'ASI Science Data Center di Frascati che fra un anno dovrebbe cominciare a produrre i primi risultati''. Si tratta di una banca dati ''unica in Europa''. Alcune attivita' in questa direzione sono probabilmente in corso anche negli Stati Uniti. Una volta registrati nella banca, ha proseguito l'esperta, ''i dati saranno a disposizione di tutta la comunita' scientifica''. Permetteranno cosi' di ottimizzare i risultati scientifici delle missioni, ma soprattutto promettono di avere ricadute scientifiche molto importanti: ''L'obiettivo - ha detto Simona Di Pippo - e' comparare i dati di altri pianeti con quella della Terra, proprio come se anche il nostro pianeta venisse osservato dall'esterno''. A questo proposito c'era il progetto di installare uno spettrometro PFS sulla Stazione Spaziale Internazionale per osservare la Terra (quindi con uno strumento identico a quelli con cui si osservano Venere e Marte), ma i ritardi nei voli Shuttle e nel completamento della stazione orbitale hanno per il momento costretto ad accantonare il progetto.


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