Mercoledì, 12 Aprile 2006
Lega, qualcuno lo diceva: «Troppe poltrone»
Malumori nel movimento dopo la perdita di consensi: «Abbiamo un potenziale enorme ma dobbiamo tornare fra la gente»
Due facce della Lega a confronto: quadri e peones. Due modi di analizzare il risultato elettorale del Carroccio, più razionale quello dei primi, politico nel senso della logica di partito, più "caldo" e vicino alla città quello dei secondi. «I dati dimostrano che la campagna elettorale è stata essenzialmente mediatica - ha commentato domenica il segretario cittadino Luca Vettor -. I partiti che riportavano il nome di candidati visti in televisione hanno ottenuto un buon risultato. A Treviso c'è a livello di aggregazione una prevalenza storica del centrodestra. Quanto al voto di lista aspetteremo le provinciali per capire». «Analizzeremo voto seggio per seggio e poi tireremo le somme - ha aggiunto Mauro Michielon, capogruppo delle Lega in consiglio comunale -. Certo è stato un voto "condizionato" dalla televisione, dove la Lega oggettivamente non c'era: le reti nazionali non ci chiamavano, le locali ci sparavano contro».
Qualcuno li ha chiamati "peones", i pionieri della Lega , militanti storici che per il movimento hanno messo l'anima e il corpo. A loro la sconfitta nel capoluogo non va giù e chiedono una svolta: «Il risultato della città di Treviso mi ha stupito, non credo sia mai andata così male - ha dichiarato Pierantonio Fanton -. Da parte dei militanti c'è un generale senso di demotivazione. Io questa cosa la sento girando tra la gente, dato che ho un rapporto con il cittadino della strada; l'ho detto in più di qualche riunione mesi fa, in tempi non sospetti».
Dalla base emergono malumori contro i vertici: «Non c'è un meccanismo di ordine di partito. Uno può fare quello che vuole e ha migliaia di incarichi. E succede che si permetta di parlare di alleanze con Panto. Si privilegiano alcune persone rispetto ad altre. La signora Scattolon invece di fare campagna elettorale se ne va in ferie». Per i peones occorre guardare al passato: «Sono stati accantonati i temi canonici. Cosa abbiamo fatto ultimamente da Lega ? Ben poco. Parlo per il bene della Carroccio: bisogna tornare ai vecchi tempi. La gente ci ha votato perché si amministrava da Lega . Non si può dormire sugli allori in politica, dobbiamo tornare sul territorio ed essere i leghisti per la gente. Abbiamo un potenziale enorme: se torniamo a fare la Lega possiamo recuperare il terreno che abbiamo perduto. Non possiamo dare l'impressione di essere gente che tiene alle poltrone».
Poi c'è anche chi, come Bertilla Faggian, ritiene che il terreno perduto si riconquisterà con molta fatica: «Il mio parere è assolutamente negativo. In queste elezioni a livello locale è andato perso un patrimonio di voti che non si recupererà se non in parte e difficilmente. Il trend è discendente, e le valanghe cominciano sempre con un sassolino. An ci ha superato e a Treviso praticamente non esisteva; poco manca che ci sorpassi anche l'Udc». La Faggian accusa duramente i vertici: «Bisognerebbe tagliare un po' di teste. Io parlo per me, e vedo che il movimento è stato affidato a personaggi che la militanza non sanno neanche cosa voglia dire. Si sono semplicemente presi i voti che io e tanti altri abbiamo raccolto sul territorio, casa per casa, persona per persona. Certe persone che sono stati messe a occupare incarichi dirigenti qua a Treviso pensano solo a far carriera. A cominciare dalle persone di cui si è circondato il segretario provinciale in giù, dovrebbero andarsene tutti. Manca l'umiltà. Occorre un ideale da seguire, se non dai questo agli altri che cosa dai? Niente. La gente lo sente quando ci credi alle cose. Noi quando abbiamo cominciato ce l'avevamo un'ideale».
Marco Gasparin




Rispondi Citando