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brunik
ELEZIONI/ PIEPOLI: SONDAGGI SOTTOVALUTANO LIVELLO CULTURALE
Per Nexus elettori FI non palesano il proprio voto
Milano, 11 apr. (Apcom) - E' un fattore di natura culturale l'origine dell'abbaglio che ha portato i sondaggisti, negli ultimi mesi fino agli exit-poll delle 15.15 di ieri, a dare il centrosinistra vincente con 4-5 punti percentuali di vantaggio sulla Cdl. Di questo è certo il professor Nicola Piepoli che, contattato da Apcom, ha riconosciuto l'esistenza di una "correlazione tra il livello di istruzione e gli elettori di Forza Italia". La distanza tra gli exit poll e il dato definitivo della consultazione elettorale, "non è frutto di errori nell'esame dei dati". Il problema, secondo Piepoli è "che ci sono stati dei particolari sottovalutati nel momento in cui sono state fatte le proiezioni". "Tra questi - spiega - c'è il livello culturale".
I dati elettorali raccolti sul campione rappresentativo della popolazione dei votanti italiani andavano, infatti, "ponderati", secondo Piepoli, in base al livello di istruzione. In altre parole la notevole distanza tra i sondaggi e il risultato reale delle elezioni si spiega secondo lo studioso col fatto che "i dati non sono stati corretti in base al grado di istruzione della popolazione". "Infatti - prosegue Piepoli - se si dà un peso maggiore al livello culturale (basso per coloro che hanno fino ad un massimo della licenza media inferiore e alto per coloro che hanno proseguito con gli studi superiori) ci si accorge che le quote di Forza Italia sono più forti".
Non concorda con questa spiegazione di natura sociologica la società Nexus che realizza gli exit poll e le proiezioni per la Rai. "La distanza tra le previsioni e il risultato effettivo - spiegano dalla Nexus - è dovuta al fatto che il voto per Forza Italia è stato sottostimato". Niente a che vedere con il grado di istruzione. "La verità è che l'elettore di Forza Italia non ha voluto palesare la propria scelta di voto nel momento in cui è stata effettuata la raccolta dei dati all'uscita dalle urne". Gli exit poll vengono, infatti, realizzati elaborando le dichiarazioni di voto degli elettori in uscita dai 1050 seggi del campione. Durante l'intera giornata elettorale viene chiesto mediamente a 60 persone per seggio di riprodurre su dei fac-simile delle schede elettorali la propria scelta. E' ipotizzabile, secondo la Nexus, che "gli elettori di Forza Italia non abbiano voluto dichiarare la propria scelta. E' una cosa che succedeva anche con la Dc".
A inficiare la correttezza delle previsioni secondo la società di sondaggi anche l'elevata affluenza alle urne che quest'anno ha toccato l'83,6% rispetto all'81,4% del 2001. Sulla stessa lunghezza d'onda la spiegazione dell'errore fornita da Davide Corritore, in passato amministratore delegato di Swg. Corritore fa notare come la notevole affluenza alle urne registrata in questa tornata elettorale "abbia visto il ritorno al voto di una fetta di elettorato lontana dalle urne da dieci anni che si è confermato un elettorato di centrodestra". Lo stesso Corritore riconosce che le previsioni dei diversi istituti di sondaggi, identiche per altro agli exit poll delle 15 di ieri, sono state intaccate da un 3-4%, pari a circa 1,5 milioni di persone, che non hanno dichiarato le proprie intenzioni di voto.
"Sono italiani che si mantengono in clandestinità, mimetizzati - ha spiegato Corritore - attratti da un messaggio di radicalità spesso urlato che escono dal mercato politico e sfuggono anche alle interviste dei sondaggi". "E' chiaro che dopo questa esperienza - ha concluso Corritore - si studieranno dei criteri per 'stanarli'" in modo che la prossima volta anche questa fetta nascosta dei votanto possa essere inclusa nelle previsioni elettorali.