Da Gaza giunge secca, e immediata, la condanna del governo palestinese di Hamas agli attentati di Dahab: "E' un atto criminale". Il portavoce dell'esecutivo Anp del premier Ismail Haniyeh ha affermato che il governo "condanna fermamente questo atto criminale, che offende la nostra fede, è contrario agli interessi della sicurezza nazionale palestinese e lede gli interessi arabi". Una condanna giunta a sorpresa.
Poco prima anche il presidente Abu Mazen aveva duramente condannato l'attentato del Mar Rosso, definito "un atto criminale che colpisce ciecamente i civili, e che è del tutto contrario alla nostra religione". Una settimana fa esattamente, dopo l'attentato kamikaze di Tel Aviv rivendicato dalla Jihad islamica, che aveva fatto nove morti e 60 feriti, pure condannato da Abu Mazen, Hamas aveva invece parlato di "legittima difesa" contro l'occupazione israeliana. Ma l'organizzazione integralista palestinese, se da un lato giustifica gli attentati contro i civili israeliani - ne ha rivendicati 60 dal 2000 all'inizio del 2005 - quali azioni di 'lotta armata contro l'occupazione', dall'altro da tempo ha preso le distanze dalle azioni terroristiche della 'Jihad Globale' di Al Qaeda. L'anno scorso Hamas, che ancora non era al governo, aveva già duramente condannato gli attentati di Sharm el Sheikh che aveva definito atti di "terrore cieco e indiscriminato".


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