Libero Mercoledì 12 aprile 2006
Questo Carroccio è troppo romano
Avanti così non risalirà
di Gilberto Oneto
Sono aumentati di molto i votanti ma non è bastato a evitare un pesante calo di consensi per la destra. Il dato più interessante è però che essa vince in tre delle quattro regioni padane più grandi ma - soprattutto - che tengono le sue componenti ritenute più liberiste, accentuando la differenza fra le due Italie.
Nonostante cinque anni di mancate promesse, di delusioni e di finte riforme, i padani insistono a gridare - inascoltati - che vogliono più mercato, più libertà, più autonomia locale, più efficienza amministrativa e più giustizia, più riforme.
Che vogliono meno statalismo, meno centralismo e burocrazia, meno corruzione, meno immigrazione, meno tasse e balzelli, meno lacci alla loro 'Voglia di fare. Vogliono un Paese civile in cui le comunità locali possano gestire le proprie risorse e organizzare la propria cultura, un Paese dotato di infrastrutture moderne ed utili (e non di faraonate inutili e costose).
La gente si è espressa con chiarezza votando Berlusconi nonostante le sue leggi "ad personam", nonostante non abbia diminuito di una unità gli impiegati pubblici o le piccole-grandi vessazioni. Molti hanno visto in Berlusconi il male minore e lo hanno votato turandosi naso, orecchie, bocca e ogni altro orifizio.
Ma perché non hanno fatto lo stesso con la Lega, che per anni è stata il baluardo di queste aspirazioni? Rispetto al 2001 il numero degli astenuti è diminuito di circa 4 milioni di persone (molte erano ex elettori della Lega), ma di questi solo 61.491 l'hanno di nuovo votata.
Sarebbe stato naturale che di fronte al pericolo del centralismo statalista della sinistra dovessero tornare a preferire il partito meno statalista e meno centralista.
Perché non lo hanno fatto? Perchè non la vedono più come tale. Ritengono che sia diventata statalista e assistenzialista (i soldi ai nuovi nati), codina (l'opposizione ai pacs), patriottica (la guerra in Iraq), nazionalista (l'alleanza con Lombardo e l'emarginazione degli indipendentisti) e anche un po' maneggiona (la CrediEuroNord).
Eppure le esigenze della gente non sono cambiate. Anzi, la voglia di liberismo e di identità aumenta.
È come se lo spirito di Gianfranco Miglio continui a volteggiare sopra la Padania e a stimolarne la voglia di libertà, di essere padroni a casa propria.
Le sue prediche contro i parassiti, i suoi inviti a difendersi dalla rapacità del fisco romano, a fare riforme vere, risuonano nelle orecchie della gente.
Aveva detto che senza il federalismo tutti i fantasmi della prima repubblica sarebbero inesorabilmente tornati. Sono di nuovo tutti qui.
Oggi molti milioni di padani hanno votato peri i meno peggio.
Ma proprio non si riesce ad offrire loro un prodotto migliore, che li faccia tornare a votare, e a partecipare con entusiasmo?
Qualcuno che risollevi la bandiera di libertà di Miglio e li spulci dalla schiera di parassiti (di destra e' di sinistra) che costringono un paese vitale a una condizione da terzo mondo.




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