
Originariamente Scritto da
impresentabile
Viaggiando in internet.

Ed ora, se permettete, un'analisi la facciamo noi.
Senza voler dare lezioni di politica a nessuno, per carità, non è questo il nostro obiettivo, e senza voler apparire spocchiosi ed opportunisti agli occhi di chi, tra i molti camerati, hanno fatto scelte diverse dalla nostra durante e per le politiche 2006; ma non possiamo tacere, dopo 15 anni di militanza fatta nelle strade, vissuta al fianco di fratelli veri che con noi hanno condiviso gioie, dispiaceri e sensazioni forti: dal Fronte della Gioventù alla Fiamma Tricolore, dal Movimento Nazional Popolare ad Alternativa Sociale, una parabola politica percorsa con tappe fondamentali.
UNA CHIAMATA ALLE ARMI.
E come altro definire la campagna elettorale? Una chiamata alle armi, per molti versi forzata. Guai a chi non si presentasse al fronte, guai a chi non combattesse il pericolo comunista. Senza poi tenere a mente che gli schieramenti opposti in realtà sono adiacenti e contigui: dei liberisti che mascherano un animo comunista a sinistra, dei capitalisi americani a destra. Dal nostro modesto punto di vista non fa alcuna differenza, che sia la Destra o la Sinistra a governare poco conta.
Le elezioni sono così apparse, per molte formazioni della nostra Area, come un'ultima chiamata a cui rispondere, per cercare di salvare il salvabile, magari strappare qualche migliaio di voti in più e sfangarla con un parlamentare che avrebbe appoggiato il centro destra nelle votazioni al Parlamento; francamente questa prospettiva ci fa drizzare i peli delle braccia, e non bastano i proclami di "fascista al 100%" per tranquillizzare i nostri animi inquieti.
VOTO ZERO.
E allora che senso ha votare? Non per menefreghismo, ma per puro pragmatismo. Cercare di sostenere una formazione o l'altra avrebbe avuto veramente poco senso, perchè nulla sarebbe cambiato: perchè nulla in 11 anni è cambiato.
In una campagna elettorale combattuta con il coltello fra i denti, per una becera e cieca caccia al potere ed alla poltrona, l'unica scelta di vera protesta è quella di non votare, lasciare vuote le urne, dare un segnale forte al potere centrale e ripartire dal basso; lasciare al proprio destino quelle formazioni che per anni ci hanno illuso ed usato, lasciarle alla loro estinzione: loro e tutta quella classe dirigente cresciuta nell'ambiguità.
Il sistema ci ha offerto due schieramenti che si contendono il Governo per pochissimi voti. Due schieramenti, facce diverse di una medesima medaglia.
Un milione di schede nulle. Questa è la risposta al loro sistema democratico.
FACCIAMO DUE CONTI.
Alternativa Sociale. Era partita col piede giusto, e noi per primi la appoggiammo in quanto doveva essere lo strumento grazie al quale rilanciare un ambiente atrofizzato. Nulla di ciò è avvenuto. Dopo lo sfascio delle Regionali 2005, la sig.ra Floriani (con il tacito consenso dei suoi cavalieri neri) ha venduto il suo elettorato alla Cdl raccogliendo lo 0.6 % specchio di un fallimento. Nessun tradimento per carità, la sig.ra Floriani di certo non è mai stata presa più di tanto in nostra considerazione ma di certo la delusione non è mancata; dopo la frantumazione avvenuta negli ultimi 5 anni, AS sembrava poter essere una nuova speranza. Così non è stato.
Fiamma Tricolore. Smantellamento politico sistematico, attuato da parte di una dirigenza inetta, statica, antistorica, reazionaria e chiusa. Restaurare il Msi? Sarebbe bello, ma non ha senso. Squadrismo mediatico? Roba da lattanti. Il messaggio giunto alla gente comune è di completo distacco con la società reale, la mancanza di un vero e proprio riscontro con i problemi quotidiani. Un altro 0,6% risicato all'ultimo voto, senza sorprese e colpi di scena. Voto dello zoccolo duro, ma assolutamente insignificante a smuovere equilibiri cementati da anni.
SI RIPARTE.
Finalmente le elezioni sono finite. Ed era anche ora. C’è chi, tra la nostra gente,nutriva ancora delle speranze in queste elezioni. C’è chi, dopo aver sostenuto di non voler votare in più occasioni, si è presentato alle politiche 2006 con propri candidati e liste, gettando alle ortiche il poco di buono costruito. Senza puntare indici, perché scagli la prima pietra chi è privo di peccato, ma un esame di coscienza ci vuole da parte di tutti; tutti coloro i quali sono stati complici dell’ennesimo insulto subito dalla nostra Storia.
Finalmente ci sarà chiarezza, si farà pulizia nelle fila e si potrà ripartire.
Comunità Militante Ostia
Nucleo "Alberto Giaquinto"