Stasera alle 22 dovrebbero essere noti gli esami dei verbali relativamente alle schede contestate e non assegnate.
Dopodichè Berlusconi dovrà trovare un posto dove nascondere la faccia.
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Stasera alle 22 dovrebbero essere noti gli esami dei verbali relativamente alle schede contestate e non assegnate.
Dopodichè Berlusconi dovrà trovare un posto dove nascondere la faccia.
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Paolo Guzzanti, animatore della famigerata e fortunatamente defunta commissione Mitrokhin, ci ha riprovato. Intervento a gamba tesa sugli scrutatori impegnati nel riconteggio delle schede contestate nella circoscrizione 1 del Lazio. Un rumoroso blitz al seggio, poi una dichiarazione ancor più rumorosa: «Tutte, dico tutte, le schede contestate esprimono soltanto voti sottratti alla Casa della Libertà, sicché il semplice calcolo proiettivo su dimensione nazionale rende perfettamente l'idea di quel che è successo: un furto di volontà popolare a mani basse». O forse un tentativo di lasciare ancora in sospeso, fino all’ultimo momento utile. l’esito del voto. Inutile, perché il riconteggio che ha così sconvolto il deputato azzurro non sposta più di una decina di voti.
A verificarlo sono stati due candidati dei Ds subito accorsi al seggio, Giorglio Mele e Olga D’Antona. Il risultato? «I voti recuperati dalla Cdl nella circoscrizione di Lazio1 – annota il segretario regionale della Quercia Michele Meta - sono 29 e quelli recuperati dall'Unione sono 19. Guzzanti, quindi farebbe meglio a tacere e ad assumere quell'atteggiamento di rispetto per le istituzioni e per l'avversario che caratterizza il comportamento dei parlamentari nelle grandi democrazie europee». I numeri definitivi, in ogni caso, arriveranno non oltre le 22 di giovedì 13 aprile.
Insomma, gli elettori dell’Unione possono dormire sonni tranquilli. Dalle schede contestate non arriverà un ribaltamento dei risultati elettorali. Nella giornata di mercoledì altri allarmi poi rientrati. Come quello sugli scatoloni di schede votate ritrovate vicino a un cassonetto nei pressi di un seggio di Roma: erano qualche centinaia, regolarmente scrutinate e riportavano voti in larghissima maggioranza a favore del centrosinistra. «Nessuna condotta volta ad alterare i risultati elettorali», sentenzia la procura di Roma. Solo incuria.
Gli azzurri protestano anche a Bologna, dove il consigliere comunale Lorenzo Tomassini parla di 131 preferenze per la Casa delle Libertà in più che risulterebbero rispetto al primo computo delle schede. Nessun riscontro e cifre in ogni caso irrisorie.
Cadono infine anche le minacce di Berlusconi sulle irregolarità nel voto all’estero. « Sono state seguite alla lettera le procedure previste dalla legge. Non ci risultano differenze numeriche tra plichi arrivati dai consolati italiani e plichi presi in carico dal seggio allestito a Castelnuovo di Porto».


Guzzanti... 3 su 4, in famiglia, sono comici... il quarto è semplicemente ridicolo!


ROMA - Le verifiche elettorali "si sono sempre fatte, è un fatto normale, ma non credo che cambieranno l'esito". Lo ha detto il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa, interpellato dai giornalisti a Montecitorio dopo un colloquio con il presidente di An, Gianfranco Fini.
"Le verifiche - ha aggiunto il segretario Udc - vanno fatte, perché bisogna comprendere la corrispondenza tra i verbali e le trasmissioni telefoniche dei dati, ma non credo che cambieranno l'esito elettorale".
ELEZIONI: PISANU, IRREGOLARITA'? NO COMMENT
"No comment" del ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu sulle accuse mosse dal premier Berlusconi di irregolarità alle elezioni politiche.
Il ministro dell'Interno ha incrociato casualmente su piazza di Montecitorio il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, con il quale ha parlato proprio della questione della regolarità del voto. Dopo l'incontro con Cesa i cronisti hanno provato a chiedere un commento a Pisanu, ma il ministro ha risposto laconicamente: "Oggi è una gran bella giornata", ha detto alzando gli occhi verso il cielo azzurro.


11:12Verdini (Fi): "Solo irregolarità"
"Stiamo effettuando le dovute verifiche; noi non parliamo di brogli, ma abbiamo sempre e solo parlato di normali errori". Così Denis Verdini, capo dell'ufficio elettorale di Forza Italia, ha risposto ai cronisti che, al termine di un incontro a Palazzo Grazioli fra i vertici di Fi e Silvio Berlusconi, gli chiedevano se vi siano stati brogli nel voto di domenica e lunedì. "Chiediamo un controllo rispettando le leggi vigenti", ha poi aggiunto.


Ha paura che nessuno gli faccia una legge "ad personam" e lo lascino marcire inOriginariamente Scritto da galileo
carcere.


Flop


15:01Giovanardi: "Non parliamo di brogli, ma di irregolarità"
Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, dell'Udc, in un'intervista a Radio Popolare afferma: "Nessuno ha mai parlato di brogli, si parla di irregolarità del conteggio. Si è messo in moto un procedimento di verifica delle 48mila schede contestate, si tratta solo di vedere se le schede sono state conteggiate regolarmente o no". "Berlusconi -aggiunge l'esponente centrista- non ha parlato di brogli, c'è anche una precisazione della presidenza del Consiglio. Si tratta di una verifica. Poi anch'io sono dell'idea che questa verifica nella sostanza non cambierà molto. E' una questione di principio.Tanto al Senato Prodi non è in grado di governare".


Perchè se 1 italiano su 4 l'ha votato dovrebbe nascondere la faccia caro Galileo?Originariamente Scritto da galileo
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190 schede incerte a Roma, 295 a Milano
Forza Italia apre un sito "ricontiamo.com": 30.000 adesioni in poche ore![]()
Voti contestati, uno per seggio
a Milano 30 alla Cdl, 109 all'Unione
di BRUNO PERSANO
ROMA - Berlusconi grida allo scandalo e paventa brogli: "Nessuno può ancora dire di aver vinto. Non esiteremo a riconoscere la vittoria avversaria ma solo dopo aver verificato i voti". Troppe schede contestate.
A dir la verità i voti incerti sono meno di uno per seggio. Sono 70.000 tra Camera e Senato e visto che le sezioni erano 60 mila per Montecitorio e 59 mila per Palazzo Madama, la divisione è presto fatta. E poi di quei 70.000, 27.000 riguardano il Senato dove i seggi vengono aggiudicati a livello regionale (venti circoscrizioni) e in nessuna di queste un migliaio di voti potrebbero bastare a cambiare le cose. Il risultato a favore dell'Unione, per il Senato, dipende soprattutto dal voto all'estero. Di tutto il monte voti contestati, restano quindi solo le schede da aggiudicare per la Camera.
Forza Italia, sul punto, è scatenata. Sul sito ufficiale del partito è stato fondata addirittura una casella intitolata ricontiamo. com dove i fedelissimi che credono nel pasticcio elettorale possono scambiarsi opinioni e ingiuriare i rivali. Sono stati così tanti i visitatori di quel sito che il server è crollato. "Al momento dell'oscuramento - è scritto sulla home page di Forza Italia - erano già arrivate 30.000 adesioni all'iniziativa".
Berlusconi ha parlato di "situazioni oscure" e ha invitato i rappresentanti di lista "forzisti" a contare "tutte le schede a una a una". Noi abbiamo abbiamo provato a curiosare nelle tabelle elettorali pubblicate dai comuni sui loro siti internet e con la calcolatrice alla mano abbiamo fatto due conti. Dunque: i voti contestati, tra Camera e Senato, sono 70.000: 43.000 alla Camera, il resto nell'altro ramo del Parlamento. Prendiamo in esame la votazione alla Camera: oggi lo scarto è di poco meno di 25.000 voti - 24 mila e 204 per l'esattezza - e di certo 43.000 voti in più o in meno ad una coalizione potrebbero davvero fare la differenza. Ma quelle schede contestate sono tutte di Forza Italia?
Senza nulla togliere alle dichiarazioni del senatore di Forza Italia Paolo Guzzanti che grida "all'esproprio dei voti", a Milano, città di non poco peso nella bilancia dei votanti, le schede contestate alla Casa delle Libertà sono un terzo rispetto a quelle non assegnate all'Unione: 30 contro 109. E non è l'unico caso. A Napoli, anche se i numeri sono decisamente più piccoli, su 9 schede in forse, due terzi, sono contestate all'Unione ed un terzo alla casa delle Libertà. E dove la Casa delle Libertà ha più voti contestati che all'Unione, come capita a Torino, la differenza resta contenuta in cifre minuscole: 21 voti da assegnare al centrodestra; 13 al centrosinistra.
Le verifiche legali dei voti contestati è iniziata stamane. C'è chi dice che finirà venerdì, ma non è escluso che il verdetto giunga prima, molto prima. A lavorare ci sono cento giudici divisi in venti uffici, tre magistrati per ogni regione. Riprendiamo in mano la calcolatrice: 70.000 voti contestati diviso 20, tante sono le commissioni elettoriali, uguale 3.500 voti, più o meno il numero di elettori di tre seggi. Non è un grosso lavoro per un collegio di tre magistrati. Sommando Camera e Senato, i voti contestati a Roma sono 190; a Genova 68; 71 a Torino, meno di 300 a Milano, 295; 33 a Firenze, 91 a Bari, 16 a Venezia. Questi sono i numeri.