Prima di sciogliersi nell'acido, questa rubrica intende tributare tutta la solidarietà di cui è capace a Bellachioma.
Troppo impegnato a cercare coglioni e complotti nel campo avversario, non s'è accorto dei coglioni e dei complotti tutt'intorno a lui.
Un autentico complotto dei coglioni che gli è costato la sconfitta e ora lo costringe a mendicare un governissimo per salvare un'altra volta la sua roba dalle mire dei terribili comunisti.
Il fattore C.
Che la legge elettorale fosse una porcata l'aveva riconosciuto, col giusto orgoglio, il suo autore Roberto Calderoli.
Solo che l'odontoiatra di Bergamo, l'uomo che ha riattizzato i fuochi di guerra fra l'Italia e la Libia a 96 anni dalla campagna di Tripoli, pensava di aver fatto una porcata contro la sinistra. Non poteva immaginare di averla fatta contro la destra, cioè contro se stesso. Un'autotrappola degna del Wile Coyote.
Grazie al Wile Coyone padano, l'Unione perde dell'1,3 per cento al Senato ma pareggia i senatori e, quel che è peggio, con lo 0,07 per cento di vantaggio alla Camera (25 mila voti: poco meno dei pazienti di Calderoli) incassa un favoloso premio di maggioranza di 70 deputati (uno ogni 350 voti).
Un vero genio.
Vista la sua passione per le t-shirt, un gruppo di giovani ulivisti gliene ha preparata una nuova, rigorosamente verde: al posto di Maometto c'è la sua faccia, con la scritta: «Sono un coglione».
Il fattore T.
Chissà quanto ha speso di aerei, negli ultimi dieci anni, il camerata Mirko Tremaglia. Svolazzava leggiadro fra Little Italy e la Terra del Fuoco, da Broccolino alle foreste aborigene, senza dimenticare il decisivo collegio dell'Antartide, a coccolarsi gl'italiani all'estero. E quando finalmente ottenne la legge per farli votare, si sciolse in lacrime come un bambino.
Sembravano tutti con lui, gl'italiani all'estero. Lo baciavano, lo festeggiavano, lo pavesavano di bandiere tricolori, gli offrivano gli spaghetti al sugo e le torte della mamma. Poi però, appena ripartiva, leggevano i giornali stranieri, non avevano la fortuna di vedere "Porta a Porta" e "Otto e mezzo", e venivano spesso presi in giro nei rispettivi paesi per il fatto di essere rappresentati da quella barzelletta vivente di Bellachioma. Insomma, si vergognavano.
Così, appena ricevuta la scheda per posta, han provveduto a liberarsene votando in massa Unione.
Intanto il vecchio ragazzo di Salò, ignaro di tutto, candidava financo Rita Pavone e giurava al Caimòna:
«Su 6 seggi al Senato degl'italiani all'estero, 4 ce li prendiamo noi»
(La Stampa, 9-4-2006).
Si sa poi com'è andata: 5 a Prodi, 1 alla Cdl.
Grazie di cuore, camerata.
Il fattore Psdi.
Bellachioma batteva gli studi televisivi di tutt'Italia, palmo a palmo, giorno e notte, senza un attimo di respiro. Ma chi gli stava intorno dormiva.Compresi gli splendidi Legionari Azzurri di Previti e i Dell'Utri Boys. Nessuno s'è accorto dell'esistenza di un redivivo Partito socialdemocratico. E dire che Lui si era tanto raccomandato: «Non si butta via niente». Tant'è che aveva reclutato la nuova Dc di Gianfranco Rotondi, il nuovo Psi di Stefania Craxi, da non confondere con il nuovo Psi di Gianni De Michelis, il nuovo Pli di Altissimo, il nuovo Pri di La Malfa, il nuovo Psdi di Luigi Preti.Aveva messo in piedi un Pentapartito Bonsai, una specie di Minitalia del Caf, allargato per l'occasione ai neofascisti e ai neonazisti.
Purtroppo il ricordo dei bei tempi di Tangentopoli non ha granchè appassionato gli elettori, sventuratamente insensibili anche al richiamo dei saluti romani, delle svastiche e delle croci runiche. Intanto, zitto zitto, s'avanzava il secondo Psdi-bis, con il suo segretario nazionale, l'ottuagenario Giorgio Carta, già al fianco dei mitici Tanassi e Nicolazzi. Il quale, ingiustamente ignorato dalla Casa delle Libertà, s'è schierato col centrosinistra e gli ha portato in dote qualche migliaio di preziosi voti. Fortebraccio, se fosse qui, sarebbe orgoglioso dei compagni socialdemocratici.
Il fattore P.
Si chiama Giorgio Panto, è di Treviso, porta gli occhiali con le alette ai lati e la dolcevita come "il Perego", immortale personaggio di Antonio Albanese. Ma, diversamente dal Perego, non produce Eternit: costruisce infissi per porte e finestre e possiede tre televisioni.
Quelli della Cdl, spiritosi, han tentato di oscurarlo per conflitto d'interessi.
Lui ha resistito.
Ha presentato la sua lista, Progetto NordEst, contro destra e sinistra: 90 mila voti.
Ne bastava un terzo, al Caimona.
Pazienza.
Il Fattore M.
In Sicilia, almeno lì, non s'è perso un voto.
Nell' ultimo casolare di Binnu Provenzano, la polizia ha trovato i volantini elettorali di Totò Cuffaro.
Ecco perché hanno atteso martedì, per arrestarlo: per dargli il tempo di votare.
Greetings from Mars ...![]()




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... ma, i bananas?
