PAPA:FAMIGLIA MINACCIATA E ABUSI MINORI,VIA CRUCIS 2006
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CITTA' DEL VATICANO - Papa Ratzinger, nella sua prima Via Crucis al Colosseo, per due stazioni, la prima e l'ultima, porta la croce di legno che fu di Papa Wojtyla. Nel buio della notte l'anfiteatro Flavio e' illuminato da migliaia e migliaia di candele. Il suggestivo rito che il venerdi' santo ripercorre gli eventi che precedettero la morte di Cristo ed il suo percorso al Calvario sono stati al centro di una amara riflessione sui mali del mondo, sulla famiglia minacciata da leggi anticristiane, su una umanita' che sembra avere ormai smarrito il senso del peccato. Ma parlando a braccio Benedetto XVI, al termine della celebrazione, nello specchio della croce ha voluto ricordare anche le tante sofferenze dei ''bambini abbandonati e abusati'', cosi' come le divisioni del mondo dettate dalla superbia e dalla cupidigia. Ben 62 televisioni di 42 paesi si sono collegate con Roma per trasmettere l'evento. Ancora una volta il piccolo schermo si e' rivelato uno strumento capace di unire in una sorta di comunione spirituale milioni di cattolici di diverse culture e continenti.
Per questa Via Crucis il Papa ha voluto affidare il compito di scrivere le meditazioni a monsignor Angelo Comastri, arciprete della basilica di San Pietro. L'anno scorso i testi furono composti dall'allora cardinale Ratzinger che denuncio' lo sgomento davanti al volto sporco della Chiesa. Wojtyla ormai piegato dalla malattia fu costretto a seguire il rito davanti alla tv e fu il cardinale Camillo Ruini a portare per tutte e 14 stazioni la croce di legno.
La voce dell'attore che leggeva il testo stasera e' risuonata grave: ''Sembra che oggi sia in atto una specie di anti-Genesi, un anti-disegno, un orgoglio diabolico che pensa di spazzar via la famiglia''. Amplificata dagli altoparlanti, alla settima stazione, quella che evoca Gesu' che cade per la seconda volta, la riflessione si e' concentrata sugli attacchi al ''corpo santo di Cristo'', quelli conto la ''famiglia minacciata'' dall'avanzata di leggi permissive che vorrebbero ''reinventare l'umanita', modificando la grammatica stessa della vita, cosi' come Dio l'ha pensata e voluta''.
Tema ripreso anche dal Papa, al termine del rito, nel suo intervento improvvisato prima di lasciare l'anfiteatro Flavio diretto in Vaticano. La croce di legno e' passata di mano in mano, affidata dal pontefice ad un'alternarsi di 'cirenei' provenienti da vari continenti: il cardinale Camillo Ruini, una famiglia romana, una religiosa americana, una ragazza messicana, due frati francescani della Terra Santa, una donna coreana, una suora, una adolescente angolana e un'altra proveniente dalla Nigeria. La speranza e' il filo conduttore di queste meditazioni terminate in un invito a guardare il mondo attraverso la lente della fede ''che ci fa vedere lontano'' e ''fa scorgere le luci di un nuovo giorno'' perche' ''la storia non finisce nel sepolcro, ma esplode nel sepolcro: cosi' ha promesso Gesu', cosi' e accaduto e accadra''.
Domani, sabato 15 aprile, alle 22, il Papa presiedera' la Veglia Pasquale nella Basilica Vaticana, con il rito della benedizione del fuoco nuovo nell'atrio della Basilica, e domenica il Papa celebrera' la messa solenne in Piazza San Pietro alle 10.30. Dalla loggia centrale della Basilica impartira' quindi la benedizione ''Urbi et Orbi''. Quest'anno, tra l'altro, la Pasqua coincide con il compleanno di papa Ratzinger, nato il 16 aprile del 1927 a Marktl am Inn, in Baviera. Nella domenica pasquale compira' quindi 79 anni, mentre solo tre giorni dopo, il 19 aprile, ricorrera' il primo anniversario della sua elezione al soglio papale.





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