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Elidio De Paoli
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LA SCHEDA 57 ANNI, SENATORE CON LA “LEGA PER L'AUTONOMIA ALLEANZA LOMBARDA”
Io, “leghista”, ho dato la vittoria all'Unione
«Un governo è fatto da sottosegretari e ministri: da Prodi vogliamo segnali»
Andrea Tortelli
andrea.tortelli@epolis.sm
Operaio e sindacalista, leninista, sessantottino, consigliere provinciale dei Verdi.
È questo, fino al 1992, il curriculum politico di Elidio De Paoli, l'autonomista bresciano (tre volte senatore) che in queste elezioni ha fatto vincere l'Unione con i 45mila voti ottenuti alla Camera dalla sua “Lega per l'autonomia - alleanza Lombarda”.
Le parole “Lega” e “Lombarda ” sono ben in evidenza nel vostro simbolo. Il Carroccio vi accusa di giocare sull'equivoco per sottrargli elettori...
Abbiamo partecipato a tutti gli appuntamenti elettorali degli ultimi dieci anni: la Lega Nord deve
abituarsi alla nostra presenza invece di continuare a presentare ricorsi che sistematicamente perde.
A Magasa, comune bresciano di 140 anime, hanno anche cercato di copiare il mio simbolo. Ovviamente hanno dovuto ritirarlo.
Lei ha fatto un lungo percorso a sinistra. Come le è venuto in mente di fondare una Lega?
Bossi, che veniva dal Partito di unità proletaria, ha dato vita a un movimento di destra e razzista. Io mi sono soltanto adeguato ai tempi. Non mi sento meno coerente di lui: la mia Lega è di sinistra.
È grazie al suo voto, però, che nel 1994 Silvio Berlusconi ha avuto la maggioranza in Senato.
Gli mancava quel voto e gliel'ho dato. Sono convinto che chi vince deve poter governare. In quel caso,
poi, era l'unico sistema per mandarlo a casa, per dimostrare agli italiani la sua incapacità ed evitare che facesse la parte della vittima. Avevo anche scommesso con lui che dopo sei mesi il suo governo sarebbe caduto: così è stato.
Umberto Bossi, prima di quelle elezioni, le aveva promesso di strapparle le corde vocali.
Dopo quelle minacce il presidente del Senato Giovanni Spadolini mi aveva anche chiamato per offrirmi
la scorta. Ma io ho rifiutato: ho le corde vocali e non mi hanno mai tolto nemmeno le tonsille.
I rapporti con la Lega rimangono comunque molto tesi...
Ci sono i soliti venti che a Radio Padania fanno il loro quotidiano sproloquio su di me. Ma la grande
maggioranza di quelli che votano il Carroccio sono brave persone. E comunque, dopo le elezioni, vengono tutti a cercarti. Come fece nel 2001 l'amico Roberto Calderoni che mi chiese il voto per essere
eletto vicepresidente del Senato. In politica ci può stare che uno finga di guardare l'altro in cagnesco,
ma al bar della Buvette si litigava soltanto per chi offriva il caffé .
«L'amico Calderoli» aveva presentato ricorso perché secondo lui i vostri voti non andavano conteggiati al centrosinistra.
La sentenza gli ha dato torto. È la dimostrazione che a volte i ministri fanno le leggi senza nemmeno
leggerle. L'amico Calderoli farebbe bene a prendere secchio e colla e rimettersi ad attaccare i manifesti, come ai tempi della Lega di lotta.
Sulla questione, però, aveva accusato l'Unione di eccessivo immobilismo. . .
Sono un irruento. Ma nell'alleanza di centrosinistra ci sono 15 partiti, da Mastella a Bertinotti: mi rendo conto che serve pazienza.
Alla coalizione guidata da Romano Prodi, lunedì, aveva anche chiesto un segnale.
Dopo il voto i vertici dell'Unione non si sono fatti sentire nemmeno per un grazie.
E adesso?
Sono in corso contatti con esponenti del nostro partito. Se ne sta occupando soprattutto Fabrizio Comenicini, il padre della Liga Fronte Veneto. Lui ha carta bianca per trattare anche a nostro nome
e poi ha la capacità di star seduto: io quando mi sento preso in giro mi alzo e me ne vado. È meglio che a occuparsi di queste cose siano i nostri diplomatici.
Per ottenere cosa?
Un governo è fatto da ministri e sottosegretari. Vogliamo capire se possiamo avere una rappresentanza
adeguata o siamo stati solo portatori d'acqua. Credo comunque che la situazione si sbloccherà a breve, forse entro il 25 aprile.
Ma la vostra alleanza col centrosinistra è destinata a durare?
Noi siamo dalla parte dei cittadini, che stanno sia a destra sia a sinistra. Di matrimonio ne ho fatto uno solo: quello con la signora Eva Rossi, con cui sono sposato da 32 anni.■