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beppe2
Il presidente della Cassazione: «Il governo ha distrutto secoli di cultura giuridica»
di red.
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La Cassazione vive un momento terribile e anche chi è posto alla direzione di questo ufficio vive momenti terribili. Si distruggono secoli di civiltà». La denuncia è di Nicola Marvulli, primo presidente della Corte di Cassazione, a un convegno di Magistratura Indipendente. Il riferimento di Marvulli è alla raffica di cosiddette riforma del processo ed in particolare alla cosiddetta inappellabilità. Una legge fatta apposta per dare a Berlusconi e al suo amico Previti una strada per chiudere alcune pendenze giudiziarie.
Introducendo i lavori del convegno di Magistratura Indipendente «Ordinamento giudiziario e autogoverno: efficienza e garanzie», Marvulli ha spiegato che «
il 60% del contenzioso penale viene rinviato per dare la possibilità all' imputato di aggredire la sentenza di primo grado. Noi così diventiamo sostanzialmente il terzo grado del giudizio di merito, trovandoci inoltre nella necessità, per consentire l' adeguamento alla legge, di rinviare cinquemila processi al mese». Secondo Marvulli,
il nuovo ordinamento giudiziario «sconvolge le regole: queste sono riforme che servono per distruggere». Da quì l' invito «a chiunque sia al comando» nella prossima legislatura: «Con tutto il rispetto per il Parlamento in Italia c' è l' abitudine a fare riforme tecniche d' iniziativa parlamentare. Ma riforme così devono essere affidate assolutamente a commissioni tecniche specifiche». Marvulli, che ha avuto toni durissimi nella sua relazione, ha poi ricordato come i magistrati siano stati «vilipesi, offesi». «Ma la magistratura - ha concluso - sa compattarsi, come ai tempi del terrorismo. Persino il fascismo creò i tribunali speciali non potendo utilizzare ai suoi fini la magistratura ordinaria. In questo momento registro sofferenza e, profondamente, incertezza, perché il nuovo ordinamento giudiziario sconvolge le regole e queste sono riforme che servono per distruggere».
«Dobbiamo tenero conto che in Cassazione ci sono culture e tecniche giuridiche diverse e non le professionalità specifiche del giudice di merito» ha ricordato il primo presidente. «Così - ha concluso - si distruggono secoli di civiltà giuridica».
Anche lui "toga rossa"?
