Roma, 14 aprile 2006 - Benedetto XVI si è voluto unire, con la sua prima Via Crucis al Colosseo, al 'fiume di lacrime versato dalle mamme'.
Il Papa alla Via Crucis
'La famiglia è minacciata'
Benedetto XVI si è voluto unire, con la sua prima Via Crucis al Colosseo, al 'fiume di lacrime versato dalle mamme'. Il Papa ha pregato con le migliaia di fedeli radunati ai piedi dell'anfiteatro Flavio e con milioni di telespettatori collegati da 60 paesi
'Mamme di crocifissi, mamme di assassini, mamme di drogati, mamme di terroristi, mamme di stupratori, mamme di pazzi, ma sempre mamme', ha elencato la voce guida del rito, richiamandosi alle parole della Passione secondo Giovanni, che hanno ispirato lo 'Stabat mater'.
'Abbiamo bisogno - ha continuato il lettore, seguendo il testo preparato dall'arcivescovo Angelo Comastri - di donne, di spose, di madri che restituiscano agli uomini il volto bello dell'umanità. Abbiamo bisogno di Maria: la donna, la sposa, la madre che non deforma e non rinnega mai l'amore'.
E perchè questo amore materno possa risanare il mondo di oggi, deturpato dal 'potere devastante del peccato, dove i buoni vengono umiliati, i miti aggrediti, gli onesti calpestati e i puri di cuore vengono beffardamente derisi', il Papa ha pregato con le migliaia di fedeli radunati ai piedi dell'anfiteatro Flavio e con i milioni di telespettatori dei 60 paesi che si sono collegati con la Rai per seguire l'evento.
La televisione è stata dunque questa sera ancora una volta, ad un anno dalla morte di Giovanni Paolo II, il mezzo di una comunione spirituale tra uomini di culture, lingue ed anche religioni diverse. Eppure la tv - e lo ha denunciato la meditazione della Via Crucis del Colosseo - è anche strumento del demonio, a servizio dei disvalori. Nel testo, mons. Comastri, vicario del Papa per la Città del Vaticano, ha infatti puntato l'indice contro un certo tipo di televisione e più in generale contro l'alienazione della cosidetta società del benessere, nella quale 'il divertimento è diventato una droga: lo spot monotono di questa societa', dove il corpo è 'spesso venduto e comprato sui marciapiedi delle città, sui marciapiedi della televisione, nelle case diventate marciapiedi'.
'Sembra che oggi sia in atto una specie di anti-Genesi, un anti-disegno, un orgoglio diabolico che pensa di spazzar via la famiglia': è stata questa la severa condanna pronunciata al Colosseo, nel corso della prima Via Crucis di Benedetto XVI. Una forte denuncia dell'errore di che 'vorrebbe reinventare l'umanità modificando la grammatica stessa della vita così come Dio l'ha pensata e voluta'.
'Sostituirsi a Dio senza essere Dio è la più folle arroganza, è la più pericolosa avventura', ha voluto ricordare il rito. 'Si sta spegnendo l'amore - ha continuato il lettore - e il mondo diventa freddo, inospitale, invivibile. Si percepisce chiaramente quanto sia devastante il peccato e quanto sia malata la famiglia umana: abbiamo smarrito il senso del peccato e si sta diffondendo, con subdola propaganda, una stolta apologia del male, un assurdo culto di satana, una folle voglia di trasgressione, una bugiarda e inconsistente libertà che esalta il capriccio, il vizio, l'egoismo presentandoli come conquiste di civilta'.
'La nostra cattiveria - è stato sottolineato nel rito del Colosseo, mentre la croce portata da Papa Ratzinger nella prima stazione e dal card. Camillo Ruini nella seconda, passava di mano in mano - ha reagito di fronte alla bontà, il nostro orgoglio è esploso con irritazione di fronte all'umiltà, la nostra corruzione si è risentita. E così noi siamo diventati la croce di Dio: con i nostri assurdi peccati abbiamo costruito la croce della nostra inquietudine e della nostra infelicita'.
'Quante persone oggi - è stata un'altra riflessione - sono senza volto. Quante persone sono spinte al margine della vita, nell'esilio dell'abbandono, nell'indifferenza che uccide gli indifferenti'.
Nè è mancata nelle meditazioni di questa sera una riflessione sulla 'divisione del mondo in zone di benessere e in zone di miseria'. Per la Chiesa essa rappresenta 'l'agonia di Cristo oggi'. 'Il mondo - ha denunciato ad alta voce il lettore - è composto da due stanze: in una stanza si spreca e nell'altra si crepa; in una si muore di abbondanza e nell'altra si muore di indigenza; in una si teme l'obesità e nell'altra si invoca la carita'.
'Accumulare è rubare, se il cumulo inutile impedisce ad altri di vivere. Basterebbe un passo - è stata la conclusione della meditazione voluta dal Papa - e i poveri potrebbero sedersi alla mensa togliendo tristezza alla tavola degli egoisti che non possono fare festa da soli'.
Il martirio 'non è una cosa del passato, abbraccia il mondo, attraversa continenti e tempi. E noi non possiamo essere solo spettatori neutri, non c'è questa possibilita'. Con queste parole Benedetto XVI ha concluso la sua prima Via Crucis al Colosseo.
'Abbiamo accompagnato Gesù nella Via Crucis - ha detto ancora Papa Ratzinger - lo abbiamo accompagnato sulla strada dei martiri al Colosseo, un luogo dove tanti hanno sofferto e dato la vita per il Signore, e dove Lui stesso ha sofferto nel loro sacrificio. Abbiamo visto la sofferenza dei bambini, la divisone della famiglia, la miseria di quanti soffrono la fame e la sete, la madre la cui bontà rimane fedele oltre la morte, la donna coraggiosa davanti al Signore che non ha paura di mostrare la sua solidarieta'.
Per il Papa, insomma, 'la Via Crucis non è una collezione delle cose oscure nè un grido di protesta che non cambia niente. È invece la via della misericordia che pone limite al male, come abbiamo imparato da Giovanni Paolo II. Il Signore - ha concluso - ci aiuti ad essere contagiati dalla sua misericordia e contribuire alla salvezza del mondo e dell'uomo, creatura di Dio'.
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