
Originariamente Scritto da
Gianfranco

Unione/ Inizia il walzer delle divisioni: spaccati sulla legge 30
Venerdí 14.04.2006 16

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Hanno vinto. Che si sbrighino a finire lo spumante, allora, perché se tardano rischiano di doverlo riporre subito. Dopo essersi spaccati su uno degli argomenti più spinosi del dibattito politico: la legge 30.
Perché? Daniele Capezzone (RnP) dichiara che “l'abrogazione, della legge Biagi sarebbe un clamoroso errore, un vero autogol per l'Unione: paragonabile solo alla gestione del 'dossier tasse' negli ultimi 15 giorni prima del voto”. Al massimo, aggiunge, ci può stare una revisione. L’ex ministro Treu (Margherita), in tv, ha fatto eco: “Chiedere l’abrogazione può essere una posizione ideologica, ma governare è un’altra cosa”.
La Cgil e una parte del Prc tuttavia, la pensano diversamente. Guglielmo Epifani, memore delle battaglie del passato contro l’articolo 18 (condotte sotto un governo molto più forte di questo) è andato a battere cassa dal Professore: via la Biagi.
Non diverse le opinioni del senatore Claudio Grassi (Prc), il cui voto peserà parecchio: la parola è sempre la stessa, abrogazione. E in fretta pure, fra i primi atti dell’esecutivo: il programma gli dà ragione, spiega. Se si arrivasse a un voto sulla questione, stando così le cose, l’Unione rischierebbe di franare miseramente al Senato, dove può contare su una maggioranza appena bastevole.
I rappresentanti della sinistra radicale e sindacale volevano mettere una croce sulla legge Biagi Mantenendo le posizioni di cui sopra, rischiano di metterla sul governo Prodi.
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