BUON COMPLEANNO, AMICO MIO.
GUELFO NERO![]()


BUON COMPLEANNO, AMICO MIO.
GUELFO NERO![]()


Mi unisco.
Auguri a Zena, che scopro mio coetaneo!
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Vi ringrazio di cuore!
W CRISTO RE!
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Mi associo augurando all'ottimo Zena 100 di questi giorni!![]()


CARI AMICI,
NON è UN SEGRETO PER NESSUNO CHE IO ABBIA SEMPRE APPREZZATO MOLTO LO STILE E I CONTENUTI CON CUI L'AMICO ZENA SCRIVE NEL NOSTRO FORUM.
MI SONO PERMESSO DI FARE UN VELOCE FLORILEGIO DI ALCUNI TRA I SUOI POST PIù BELLI.
è UN MODO SIMPATICO E VIRTUALE PER FARE GLI AUGURI A UNA PERSONA CHE STIMO E PER UTILIZZARE BENE, UNA VOLTA TANTO, LA FUNZIONE COPIA-INCOLLA.
BUONA LETTURA!
ANCORA AUGURI, ZENA!
GUELFO NERO![]()
Questa a mio avviso è la battaglia prioritaria: controrivoluzionare i mezzi di comunicazione iniziando innanzitutto col "boicottaggio" di tutti i programmi privi di contenuto formativo-educativo e chiedendo il sostegno delle istituzioni ecclesiastiche (indizione di digiuni televisivi, ad esempio) , nella speranza che in un medio-lungo termine si possa giungere a esiti soddisfacenti e auspicando che presto qualcuno possa ideare una televisione cattolica d'ispirazione preconciliare. Non scopro infatti l'acqua calda se dico che sono ormai i mezzi di comunicazione a tracciare le linee della storia, e non credo di essere eretico a scrivere che sia innanzitutto su questo campo che si debba pensare la "reaction". 15 DICEMBRE 2002
A mio modesto parere, il cattolicesimo non può schierarsi né con il neoamericanismo (distinguiamo l'America dal Neoamericanismo, che può annidarsi ovunque...), visione del mondo materialista, laicista,imperialista,sionista,antitradizionale, versione quindi "spinta" del liberalismo classico, né con qualsivoglia ala del movimento no-global, movimento relativista, ugualmente laicista, con profonde venature marxiste,moderniste e sessantottine. Io credo che il cattolicesimo stia perdendo l'occasione di diventar davvero la luce dei popoli. E' inutile dividersi tra posizioni ugualmente anticristiane quando si dispone di una tradizione millenaria capace di richiamare l'uomo a sé stesso e di ispirare l'azione della politica in modo da superare questa artefatta dicotomia. 30 DICEMBRE 2002
Il problema del multirazzialismo è che confondendo lingue e popoli tende per sua natura a RELATIVIZZARE le culture e quindi la stessa religione, favorendo l'apostasia, l'eresia, la promiscuità della fede, che in tal modo decade a disordinata credenza umana qualora non scompaia in forme di Umanismo babilonesco. 4 GENNAIO 2003
La parola, fatta uomo, ha cioè incontrato uomini con proprie tradizioni, culture, credenze.Era naturale: di un uomo non si fa tabula rasa, ossia non si può prescindere dalla sua personalità emersa in un dato contesto storico e sociale. L'importante era che il messaggio di salvezza fosse recepito e che la legge e la Parola di Dio trionfassero sulle tenebre precedenti, emarginate in un'ombra atavica, ridotta a pura forma dove più non avrebbe dovuto abitare il germe dell'idolatria o dell'eresia. 4 GENNAIO 2003
In un'epoca in cui Cristo risultava ormai scomodo al nuovo ordine mondiale, il Concilio ha avuto l'effetto di costruire un cristianesimo a misura delle domande della modernità, ossia di svilire la forza e la necessità inderogabile della Parola che lui ci ha donato. 7 GENNAIO 2003
La Chiesa, che è sposa di Cristo,e deve rimanere a lui e solo a lui fedele, deve esser per noi un faro, che getta luce sul mare della vita, ma che non può spostare il molo a suo piacimento affinchè le navi arrivino comunque in porto, nonostante cioè sian condotte stoltamente o decidano di non far ritorno e ripudiare il porto, la patria, dalle quali son partite. Io sono un umile gozzo che cerca il porto attraverso la luce del faro che gli è stata promessa: ma che direzione posso prendere, fuor di metafora, se vedo colui che deve indicarmi la retta via baciare il Corano e pregare al muro del pianto? Che direzione posso prendere se pone sullo stesso piano la fedeltà alla sposa di Cristo e l'eresia? Perchè vuole che io, umile peccatore,ansioso del proprio porto, rimanga in mezzo ai pericoli e ai pirati di un mare sempre più tempestoso e che rende sempre più ardua la navigazione, a chiedermi dove devo dirigermi, come se fosse stato promesso a me lo Spirito Santo e non mi fosse piuttosto stata chiesta umiltà e docilità?
La Chiesa non deve e non può assecondare chi vuol rubare dal suo ovile, ossia gli eretici, non deve mai adulterarsi con lo spirito del mondo, non deve mai temere di difendere perentoriamente la Verità, e quindi non deve mai cadere nella tentazione diabolica di rispondere con un di più al "si si, no no" che è chiamata a pronunciare.
7 GENNAIO 2003
Di lotta alla droga. La politica in questo campo sembra inebetita: poche idee, poche proposte, poca voglia di dar forza a istanze repressive che sono le uniche a poter sortire qualche effetto di rilievo. Sbaglia chi afferma che combattendo il disagio sociale si sconfigge anche la droga, ossia chi sostiene una strategia "progressista" . Consumatori abituali di droghe pesanti sono spesso giovani e persone facoltose che vogliono regalarsi emozioni artificiali, vivere sulla cresta delle loro disponibilità economiche. Sono giovani apparentemente "normali", con una vita e un lavoro normale che si "regalano" ebbrezze chimiche regalando potere e denaro alle mafie che avvelenano le comunità padane, peninsulari, europee. Dopo lo sciagurato referendum del 93 la politica ha abbassato la guardia emarginando una linea severa nei confronti di chi consuma sostanze stupefacenti. In questo campo serve esemplarità, a tutti i livelli.Serve la FORZA. Serve il DISPREZZO verso chi consuma droghe pesanti. 16 MARZO 2003
C'è democrazia?Io non la vedo. La democrazia è stata la grande illusione del dopoguerra. Il voto popolare non è che la paratia di legittitimità dietro cui si nascondono poteri economici non rappresentativi, che detengono il POTERE in quanto il denaro ne rappresenta la forma principale. C'è, piuttosto, un liberalismo sostenibile e necessario alla cultura del mercato, del consumo, ma come sappiamo anche in questo caso sono guai per chi spinge la propria libertà d'espressione fuori dalle colonne d'ercole del politicamente corretto. 23 MARZO 2003
Questo sostegno deve essere però chiaro, forte e deciso, senza "se", "ma", "però". In alto i vessilli della tradizione e a mezz'asta quelli figli della massoneria. A Dio, patria, famiglia preferisco "Dio, Dio, Dio", essendo ogni valore successivo semplice conseguenza implicita nella retta fede e nella virtù. Seguendo questo tracciato credo però che il valore della "patria" assumerebbe tonalità ben diverse da quelle "moderne", incorporate deleteriamente nel pensiero conservatore.
IN ALTO SAN GIORGIO! 25 MAGGIO 2003


La sodomia perverte la creazione, sconvolgendo ruoli e funzioni, è il ripudio di ciò di cui Dio c'ha fatto dono reputandolo adatto a noi. Un omosessuale potrà essere sentirsi forse irresistibilmente attratto dal suo simile, ma ciò non toglie che debba e possa, con l'aiuto della grazia, respingere la tendenza malvagia che lo anima. Confidando, a ragione, che Dio gliene renderà merito. 4 GIUGNO 2003
Questo, a mio parere, è il principale male apportato dal protestantesimo: leggere la Bibbia è suggestivo ed è certamente impossibile rimanere indifferenti di fronte alla potenza del messaggio che emerge, eppure è pericolosissimo estrarne un frammento e dimenticar la Verità Una che sola è data dallo Spirito Santo e quindi insegnata da chi da questo dono incommensurabile è assistito. E' perciò pericolosissimo e temerario ergere il nostro semplice intelletto e il nostro nobile ma tenero cuore oltre i suoi limiti, oltre il proprio dovere d'inginocchiarsi di fronte allo Spirito di Verità. Il male prodotto è di fronte a noi: la religione ad uso e consumo, intrisa di elementi pagani, priva di forza, di Verità, incapace di ogni indirizzo morale non individualistico e "debole", quindi di fronteggiare l'offensiva del Male che nelle coscienze tiepide si annida e si espande. 9 GIUGNO 2003
Dio ci chiama spesso a soffrire, ci dona croci e ci chiede di seguirlo sul sentiero del calvario. Se giunti al termine, ci vedrà ancora imperterriti sui suoi passi, spalancherà a noi la porta del Regno. Ma misero e disgraziato colui che sarà indietreggiato e avrà eretto la propria dimora altrove. E misero e disgraziato colui che gli avrà suggerito di non credere alla perentorietà del Verbo, di non averne timore e di seguire altri sentieri: presso di loro, è scritto, non c'è Verità. E nemmeno Vita. 9 GIUGNO 2003
La democrazia conduce inevitabilmente all'individualismo. Dove lo stato democratico si sostituisce alla società civile (tendenza innata in nome dell'uguaglianza da istituire), l'individuo si ritira sempre più nella propria sfera privata, e la comunità decade a mero "vicinato". Dove lo stato democratico esiste, l'individuo è atomo individuale, privato di ogni appartenenza e specificità che possa incrinare la "generalità" della legge, ossia l'eguaglianza dei cittadini
18 GIUGNO 2003
La cosa più sconvolgente, a mio avviso, è che si cerca di penetrare nell'opinione pubblica attraverso messaggi costruiti a partire da relativizzazioni, strumentalizzazioni, manipolazioni della Verità. L'obiettivo della Chiesa post-conciliare non è più l'insegnamento, il magistero nitido e coerente, la proposta a credere, il richiamo alle virtù nel loro significato più intimo e inequivocabile. L'obiettivo sembra essere quello di modificare le coscienze cristiane attraverso l'iterazione di termini irrelati al loro contesto tradizionale. Così la carità, pressochè spogliata dal dovere di amare Dio sopra ogni cosa, viene completamente laicizzata e privata della necessaria "cornice", ossia della fede di cui è necessario dar prova. Scrive a proposito Pio X: 247. Come si dà prova della fede?
Si dà prova della fede confessandola e difendendola, quando occorra, SENZA TIMORE E SENZA RISPETTO UMANO, e vivendo secondo le sue massime: « la fede senza le opere é morta»*
* Giac II 26
La Chiesa attuale insegna piuttosto ad amare il prossimo al di fuori di una carità correttamente intesa, consapevole della Verità e da essa sgorgante, e anzi è disposta a non dar prova di Fede piuttosto che porsi contro le coscienze moderne modellate sulla redenzione puramente terrena dell'uomo attraverso l'impegno sociale. In questo senso anche la Speranza viene svilita del suo profondo significato soprannaturale, e ridotta nell'immaginario collettivo a speranza immanente alla vita, al soffio vitale entro cui sembra ormai giocarsi l'unico destino di un'anima non più concepita, se non SUPERSTIZIOSAMENTE, come sopravvivente alla morte. Le Sacre Scritture vengono ridotte a ciò che il "secolo" vuol sentire pronunciare, e decurtate della loro pienezza da cui sola sgorga la Tradizione e quindi la verità. Il magistero precedente viene spezzettato e metabolizzato nelle parti più facilmente assimilabili dal mondo d'oggi, con l'ovvio risultato di sviare il fedele dalla strada che conduce alla salvezza. E' così che l'amore del prossimo viene contrapposto implicitamente, grazie anche all'aiuto della più recente filosofia che ha attecchito pienamente all'interno della Chiesa attuale, all'amore della Verità, ed elevato a valore AB-SOLUTUS, quand'è evidente che nella tradizione esiste e acquista senso in relazione a un più ampio corpo di precetti ed inviti.
Nessuno può discutere sul dovere d'amare il prossimo e in particolare il proprio nemico, ma è folle ridurre un tal genere d'amore alle semplificazioni cui assistiamo mercè persone come padre Zanotelli. E' assurdo modellare l'amore cristiano sulle semplici ragioni del cuore spogliate della loro sorgente, ossia della Verità cui ci conduce la grazia. E' assurdo scindere l'amore da un ascesi, da uno sforzo di perfezionamento tutt'altro che istintuale, irriflesso, non meditato in umiltà e obbedienza. E' anche assurdo scinderlo dalla semplice prudenza, che Pio X definisce "virtù che dirige gli atti al debito fine, e fa discernere e usare i mezzi buoni". Da una Chiesa (almeno quella già proiettata verso un ancor più rivoluzionario Concilio) che smarrisce il cardine stesso delle virtù, cosa possiamo aspettarci? Attenzione: il terrore giacobino nacque dall'esasperazione del sentimento di pietà, diventata passione (dal greco pathos) irrefrenabile e travolgente, e che cosa sono le passioni? "Le passioni sono commozioni o moti violenti dell'anima che, se non sono moderati dalla ragione, trascinano al vizio, e, spesso, anche al delitto". 1 LUGLIO 2003


Non credo che a un'ecumenista come GPII dispiaccia il mancato richiamo alle radici cristiane. Piuttosto credo sia ben contento del solo richiamo ai diritti dell'uomo, alla dignità dell'uomo, all'uomo come centro e fine dell'universo. Questa è la religione che ha professato ininterrottamente per 25 anni: libertà, pace, democrazia a discapito di Fede, Ortodossia, Chiesa. E poi, parliamoci chiaro: in tutte le nazioni europee dominano divorzi, aborti, pornografia e ateismo. Richiamarsi alle radici cristiane per poi tradirle nella prassi quotidiana appare alquanto ipocrita. In questo modo, almeno, si dichiarano coerentemente nemici della cristianità, ed evitano alle menti semplici inutili dubbi. 27 SETTEMBRE 2003
Cari amici, di fronte ai nuovi episodi di violenza sociale che hanno oggi macchiato Roma, ho desiderato rileggere la "Rerum novarum", insuperata fonte di Verità e saggezza, una delle più mirabili, a mio giudizio, glorie del papato. E' con questo spirito che la propongo sul forum, dove non credo sia già stata oggetto di "thread". Solo in Cristo, e quindi nella Sua Chiesa, c'è fraternità, conciliazione, ordine. Solo in quest'amore l'uomo può rintracciare la propria essenza, leggere la propria condizione e i propri fini. Al di fuori di ciò c'è follia, odio, violenza, morte e rovina. 4 OTTOBRE 2003
Chi pensa di vivere in uno stato quantomeno laico si sbaglia: noi viviamo in uno Stato che ai suoi cittadini impone l'ATEISMO, impone di decurtare la Fede, pretendendo che l'oggetto che la costituisce non ESCLUDA, cioè DISCRIMINI, ciò che a sé è estraneo, indi contrario,nocivo e pericoloso, non assimilabile se non a prezzo di eresia. Secono lorsignori, essere integralmente cattolici e quindi consapevoli di Chi è la Via, la Vita e la Verità, ligi nell'additare e sconfessare i "predoni" di anime, i falsi profeti, timorati al punto di non voler tradire il precetto secondo cui oltrepassando il "si,si,no,no" si mette a repentaglio la propria anima, è reato. Il sig. Mancino, in sintesi, ai cattolici proibisce di discriminare il Vero dal Falso, ossia di essere pubblicamente tali, condannandoli a far della propria coscienza una "catacomba"!!!! 6 OTTOBRE 2003
Tradotto in soldoni: Fini avrebbe tranquillizzato i cattolici proponendo il voto ai musulmani. E' evidente che qui siamo alla follia pura, dove ogni logica è saltata per aria, dove il cattolico, se si sente rassicurato da ciò, non ha più nemmeno la coscienza d'esser tale e nemmeno quella virtù chiamata prudenza che dovrebbe condurre a preferire una pacata omogeneità di valori (garantita nella circostanza da un'omogeneità "etnica")a un caotico accavallarsi pluralistico di fedi. Qui il discorso verte soprattutto sulla necessità della prudenza, di non sconfessare il valore dell'etnicità che altro non è se non il naturale sottofondo attraverso cui si perpetua la tradizione,la principale condizione d'esistenza di un corpo sociale, un "mezzo" ,cioè, rispetto al fine di non far naufragare le nostre comunità in un pericolosissimo incontro-scontro fra diverse fedi o culture, senza alcuna garanzia di quali saranno tra l'altro i futuri rapporti di forza. E allora qualcuno dica ai "cattolici" conciliari che i diritti politici non sono e non devono essere i diritti umani, i quali se già hanno schiuso scenari pericolosi per l'integrità della fede, figurarsi a quali conseguenze possono condurre se fagocitati anche dai settori teoricamente conservatori. Qui l'obiettivo è la società cosmopolita senz'anima, senza senso, senza destino, in balia di forze pericolose, e vorrei che lorsignori vescovi e cardinali "materialiter", mi spiegassero quale spazio può esistere in questo contesto per la regalità di Cristo, per la Fede e i costumi. Come già scritto altrove, la naturale conseguenza di questa politica sarà la riduzione della Fede cattolica alla sfera più intima. La nostra coscienza dovrà essere una catacomba, e lo spazio pubblico sarà destinato esclusivamente alla religione dell'Uomo nata sulla scia del liberalismo e dell'ecumenismo. Il mondo che ci aspetta sarà né più né meno che ateo,poichè privo di un oggetto di Fede INTEGRO e conscio quindi allo stesso tempo di ciò che include e di ciò che esclude, ed è a questo che la Chiesa stessa, con l'alibi della solidarietà e di un amore comunque spurio, vuole condurci. 8 OTTOBRE 2003
La battaglia è persa, la guerra no. Ogni vittoria presuppone infatti un ordine che, in quanto umano, è certamente perituro. Quindi il nostro compito è ora quello di testimoniare e resistere, in attesa che la storia faccia il suo corso e restituisca spiragli attraverso cui la libertà possa riemergere. Le nostre terre ci saranno sempre anche se nascoste sotto volumi di cemento, la Chiesa Cattolica sappiamo essere indefettibile, la Tradizione si può obliare ma non cancellare. Passeranno anni, forse decine e decine di anni, gli scenari cambieranno, si apriranno nuovi fronti ma alla fine "Babilonia cadrà".
Noi abbiamo già vinto, perchè i nostri nemici sono già votati alla sconfitta dall'insostenibilità del loro progetto, dalla malvagità delle loro idee, dalla disumanità del loro pensiero e delle loro aspirazioni. Il tempo stesso li sconfiggerà manifestando le loro contraddizioni. 7 DICEMBRE 2003


Che dire... In questi casi le parole son difficili. Sono profondamente onorato di questo regalo, anche perchè non credo di meritar florilegi.
Certo fa un certo effetto rileggere d'un fiato la propria "storia" forumistica.
Grazie ancora!
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ZENA secondo me è fatto proprio così
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Un saluto,
Daniele


Auguri Zena.
Pè ciento anne!
Viva Cristo RE!