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Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
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    Predefinito riformatori liberali sardi

    salve ragazzi , non so se posso inserire "annunci" ma ci provo lo stesso , a Cagliari con tanta fatica siamo riusciti a fondare un club dei riformatori liberali , ora cerchiamo qualche volenteroso che voglia partecipare ai nostri incontri e dare una mano -anche se part time- ! siamo tutti giovani , se c'è qualche sardo -specialmente qualche cagliaritano - mi contatti o lasci un messaggio nel nostro blog con la mail e vi contatto io !

    Massimiliano Floris rinamocci@tiscali.it

    www.sardegnaliberale.blogspot.com

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  2. #2
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    se fosse per me attaccherei l'annuncio sui palazzi che affacciano su Porta Garibaldi a Milano!

    dopo i fratelli di Bergamo, di figli del Salento Libero e l'Eroe Solitario della Calabria Voi siete i Miei più amati.

    Benearrivati, felice che siate giovani ( è un tratto che ci accomuna e qualcosa vorrà dire); vi ringraziano i moderatori del Forum per averci scelto in occasione del lieto annuncio.

    Vi assicurano il massimo supporto, specie per attrarre qualche liberale dai fora dell'indipendentismo sardo (ci sono, sono interessati ai temi del federalismo e del liberalismo economico, e a uno sviluppo che valorizzi le tradizioni locali e il collegato patrimonio di conoscenza e di metodo).

    non abbiate timori reverenziali o pudori nell'intraprendere iniziative: lo spazio del forum è istituzionalmente a disposizione della libera iniziativa dei fruitori.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da ghigo
    salve ragazzi , non so se posso inserire "annunci" ma ci provo lo stesso , a Cagliari con tanta fatica siamo riusciti a fondare un club dei riformatori liberali , ora cerchiamo qualche volenteroso che voglia partecipare ai nostri incontri e dare una mano -anche se part time- ! siamo tutti giovani , se c'è qualche sardo -specialmente qualche cagliaritano - mi contatti o lasci un messaggio nel nostro blog con la mail e vi contatto io !

    Massimiliano Floris rinamocci@tiscali.it

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    Benvenuto in Politicaonline Ghigo. Mi auguro di vederti spesso in questo forum, che giorno dopo giorno sta acquistando nuovi e graditissimi forumisti.
    Ti consiglio di dare un'occhiata ai due fora sardi: magari troverai qualche forumista disposto a darti una mano sul territorio.

    Saluti liberali , LIBERAMENTE

  4. #4
    Silente
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    Originariamente postato dal forumista Su Componidori, moderatore del forum Partitu Sardu (d'Azione)


    “Federalismo fiscale”

    --------------------------------------------------------------------------------

    Ho ritrovato un mensile (semplice doppio foglio) del Gruppo Provinciale di Cagliari del PSd’Az, risalente al novembre 2002, al cui interno è stata ospitata una ricerca di Piergiorgio Pira sulla fiscalità in Sardegna, estremamente attuale ed illuminante, per coloro che ancora si chiedono: ma come può la Sardegna vivere senza i contributi dello Stato?
    La riforma costituzionale mi pare sia andata in tutt’altra direzione, e personalmente mantengo le mie riserve, espresse in apposite discussioni.
    Ritengo comunque utile riportare questo documento.




    La DEVOLUTION conviene alla SARDEGNA
    Piergiorgio Pira
    (Commercialista e Revisore Ufficiale dei Conti. Componente della Direzione Nazionale P.S.d'Az.)


    L'emendamento alla finanziaria 2003, che impone alle aziende operanti in Sicilia di pagare le tasse alla Regione, e il successivo emendamento del leghista Pagliarini che estende in tutta Italia il principio “le imprese pagano le tasse dove si produce”, hanno registrato prese di posizione contraddittorie, paventando chissà quali disastri in Italia con l'applicazione del concetto di regionalizzazione delle imposte.
    Tali rischi appaiono del tutto infondati, e per quanto riguarda la Sardegna, che a noi interessa più da vicino, non si può affermare "nessun beneficio per l'isola dalla Devolution fiscale", oppure '1a Sardegna ha una vertenza aperta con lo Stato per aumentare le entrate, ma deve essere chiaro che il federalismo fiscale non è un affare per tutto il Sud'. Ma intanto la Sardegna non appartiene al Sud, né per geografia né per altri motivi.
    G.B. Tuveri in un articolo apparso su "La Cronaca" del 27 gennaio 1867 "ma chi oserà attaccare i campanelli al gatto?", molto noto perché appare per la prima volta la formula Questione sarda, dati alla mano dimostrava che già allora lo Stato italiano prelevava dalla nostra isola, attraverso l'imposizione fiscale, molto più di quanto vi trasferiva. Sull'argomento mi preme adesso intervenire con tesi che sostengo da diverso tempo.
    Uno studio della Fondazione Agnelli, apparso alcuni anni fa su "Nuove Regioni e riforma dello Stato", evidenziava che l'obbiettivo di raggiungere o avvicinare l'autosufficienza finanziaria, comporta la revisione sostanziale dei meccanismi di prelievo fiscale nella direzione di un'ampia autonomia impositiva delle regioni. E, insieme, l'abbandono delle vecchie logiche di trasferimento delle risorse, che sovente hanno portato a scelte non eque e poco efficienti non solo nel Mezzogiorno. L'unico ostacolo per la riforma veniva individuato nella consistenza demografica e territoriale di alcune regioni, per le quali si auspicava l'accorpamento. Essendo la Sardegna un'isola, per noi il problema non si poneva e non si pone.
    Nello studio si evidenziava, dati relativi al 1993, che la spesa ammontava a 20.000 miliardi di vecchie lire, mentre le entrate fiscali erano pari a 13.000 miliardi. Ogni sardo riceverebbe quindi dallo Stato 2.000 euro in più rispetto a quanto riscosso con il prelievo fiscale operato nella nostra regione. Emerge allora un residuo fiscale pro-capite negativo, ossia una differenza in meno tra le entrate e le spese che lo Stato effettua per ciascun abitante.
    Detto questo occorre considerare che i trasferimenti statali, cioè le uscite, sono esattamente quantificabili, mentre le entrate (cioè tutto il prelievo fiscale operato dallo Stato in Sardegna) lo sono difficilmente, in quanto non è disponibile una contabilità dello Stato suddivisa per Regioni, cosa invece possibile con la "regionalizzazione" delle imposte. Attualmente, in base alle leggi che regolano il prelievo fiscale, una cospicua parte delle imposte dirette e indirette non vengono riscosse nel territorio dove si crea la materia imponibile, come prevedono gli emendamenti citati in precedenza, ma dove il soggetto, individualmente o in forma societaria, ha il domicilio fiscale. La scelta legislativa di individuare il luogo di riscossione o d'imputazione delle imposte nel luogo di domicilio fiscale del contribuente è solo una convenzione fondata sull'esigenza di rendere agevole l'adempimento tributarlo del contribuente, e non di stabilire un legarne diretto tra luogo di produzione del reddito e versamento delle imposte.
    Ne consegue che tutte le imposte e tasse dovute dalle ditte individuali e dalle società commerciali che operano nel nostro territorio, (l'elenco sarebbe lunghissimo, mi limito a ricordare la stragrande maggioranza delle banche, delle compagnie di assicurazione, aziende di trasporti aerei e marittimi, grande distribuzione commerciale, aziende che operano nel settore turistico, telecomunicazioni ed energia), e qui producono materia imponibile, non risultano riscosse nella nostra regione, ma in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e nel resto del territorio italiano dove le stesse hanno il domicilio fiscale o la residenza anagrafica. Lo stesso avviene per tutti i continentali che hanno le seconde case nell'isola, ma pagano l'IRPEF maggiorata di un terzo nei loro Comuni di residenza e non nei Comuni della Sardegna dove ricadono le loro case.
    Le imposte riscosse in Sardegna sulla base di questa convenzione e in applicazione dell'art. 8 dello Statuto Speciale (da oltre 50 anni), sono di gran lunga inferiori a quelle che verrebbero quantificate e riscosse con l'applicazione del nuovo criterio.
    Con l'introduzione del principio della regionalizzazione delle imposte il gettito fiscale della Sardegna aumenterebbe notevolmente. Secondo stime da me effettuate, l'aumento sarebbe nell'ordine del 55%, stime che vengono ampiamente confermate anche dal dati pubblicati dal 11 Sole 24 Ore" del 12 nov u.s. Raffrontando i dati relativi all'IRAP, imposta su base regionale, e l'IRPEG, riscossa sulla base dei domicilio fiscale, emerge che mentre per quest'ultima imposta l'isola si colloca su una percentuale dello 0.36% su base statale con 233.816 mln di vecchie lire (dati riferiti all'anno 1999), per quanto riguarda l'IRAP la Sardegna segna una percentuale pari all' 1. 15% pari in valore assoluto a 311.181 mln di lire.
    Mentre la Regione Lombardia per quanto attiene l'IRPEG si colloca su una percentuale del 33.239% su base statale, sulla base dei dati relativi all'" (criterio di regionalizzazione delle imposte) scende ad una percentuale del 29.80% e avrebbe quindi un gettito inferiore di oltre 3 punti percentuali, smentendo così le affermazioni di quanti sono convinti che il federalismo fiscale avvantaggerebbe le regioni del Nord.
    In conclusione, scomodando e riprendendo quanto sosteneva G.B.Tuveri nell'articolo citato “... Un governo che pone tanta diligenza nello spendere il meno che possa nell'Isola, quanta ne pone nel ricavarne sempre di più; ... un governo, che nel mentre s'appropria la maggior parte delle rendite comunali, addossa ai Comuni ed alle Province quasi tutti i suoi carichi, e che inoltre li sottopone ad un'amministrazione dissennata e dispendiosissima, un governo insomma, la cui grettezza non può essere pareggiata che dalla sua avidità; un governo siffátto basterebbe ad immiserire non noi ma il popolo più industre e più dovizioso della terra.”
    Ben venga pertanto il federalismo vero rimedio per la causa dei nostri mali.

    Nugoro, 21.11.2002


    Commento della redazione:


    Ospitiamo con piacere il contributo di Piergiorgio Pira sugli aspetti finanziari della Devoluzione. E' indispensabile conoscere a fondo l'argomento nei suoi diversi aspetti, superando le polemiche che troppo spesso connotano le posizioni degli opposti schieramenti. Specialmente in materia di riforme costituzionali. In ogni caso il problema del sardismo, che storicamente ha individuato nel federalismo la scelta dell' organizzazione sopranazionale dei popoli, è nella direzione delle competenze al livello più basso possibile. La Devoluzione è solo un passo verso il decentramento, come in precedenza la riforma del titolo V della Costituzione approvata nel 2001. Altro sono i contenuti ed i meccanismi che regolano gli accordi liberamente scelti tra eguali. Tuttavia una ferma opposizione alla devoluzione, e non alle sue sole modalità di attuazione, appare una strenua difesa del centralismo attuale. Ma il dibattito necessita di ulteriori approfondimenti
    .

  5. #5
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    riprendendo quanto sosteneva G.B.Tuveri nell'articolo citato “... Un governo che pone tanta diligenza nello spendere il meno che possa nell'Isola, quanta ne pone nel ricavarne sempre di più; ... un governo, che nel mentre s'appropria la maggior parte delle rendite comunali, addossa ai Comuni ed alle Province quasi tutti i suoi carichi, e che inoltre li sottopone ad un'amministrazione dissennata e dispendiosissima, un governo insomma, la cui grettezza non può essere pareggiata che dalla sua avidità; un governo siffátto basterebbe ad immiserire non noi ma il popolo più industre e più dovizioso della terra.”





    Scoperta assai interessante il filosofo Giovanni BAttista Tuveri, davvero.

    difficile trovare più che citazioni disponibili gratis perchè pur essendo un filosofo dell'Ottocento è talmente importante che la sua opera omnia è stata riedita nel 1990. si trova sul sito http://www.librisardi.it/docs/dettag...501b020ca97d4c

    vale la pena anche solo per scoprire il titolo di un suo scritto:

    Il Veggente: Del diritto dell'uomo alla distruzione dei cattivi governi

  6. #6
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    http://www.uniss.it/horizon/paths/si...mo/Tuveri.html

    per leggere brevi brani delle opere di Tuveri

  7. #7
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    Biografia di Giovanni Battista Tuveri

    Nato a Forru (Collinas) il 2 agosto 1815 e morto a Collinas l’8 dicembre 1887. Figlio di Salvatore (avvocato) e di Maria Angela Licheri. Rimasto orfano ancora fanciullo, andò a vivere presso il nonno materno, il magistrato Domenico Vincenzo Licheri, nella cui casa convenivano intellettuali di varia tendenza, e in cui il giovane Tuveri poté acquisire una certa formazione culturale. Iscrittosi al corso di giurisprudenza, deluso dalla sua impostazione, abbandonò l’università dopo aver conseguito il titolo di baccelliere. Fu repubblicano e iniziò la sua attività di pubblicista con un articolo contro il monarchico e conservatore Giovanni Siotto Pintor. Eletto deputato al parlamento subalpino dalla I alla V legislatura, fece rumore alla camera con la sua polemica antigiobertiana, che continuò anche a Cagliari attaccando l’“Indicatore sardo” dei fratelli Martini, cui contrappose la “Gazzetta popolare”, fondata nel 1850. Fu consigliere comunale di Forru e consigliere provinciale, dedicando, dal 1860, tutta la sua attenzione alle questioni comunali e amministrative. Nel 1871 si trasferì a Cagliari e assunse la direzione del “Corriere di Sardegna”, in cui avversò la politica tributaria applicata nell’Isola dal governo centrale. Si occupò di vari problemi sardi, diffuse le idee federaliste repubblicane, difese la libertà d’insegnamento, propose lo svecchiamento dei programmi scolastici e l’obbligo dell’insegnamento elementare, considerando l’analfabetismo una delle maggiori piaghe della Sardegna.

    Opere

    • Saggio delle opinioni politiche del signor deputato sardo Giovanni Siotto Pintor, Torino, tip. G. Cassone, 1848.
    • Ai redattori dell'Indicatore sardo, Cagliari, tip. Arcivescovile, 1849.
    • Specifici di G. B. Tuveri contro il codinismo, Cagliari, tip. Arcivescovile, 1849.
    • Del diritto dell’uomo alla distruzione dei cattivi governi, Cagliari, tip. Nazionale,1851.
    • Il Governo e i Comuni, Cagliari, tip. Nazionale, 1860 (oggi in ed. anast. Cagliari, Editrice Sardegna, 1988).
    • Esazioni e compulsioni, Cagliari, tip. Timon, 1861.
    • Relazione della commissione che ha riferito al consiglio provinciale sulle esazioni e sulle compulsioni, Cagliari, tip. Timon, s. d.
    • La questione barracellare, Cagliari, tip. Timon, 1861.
    • La Sardegna, “La Cronaca”, a. II, n. 10, 10 marzo 1867.
    • Della libertà e delle caste, Cagliari, tip. del Corriere di Sardegna, 1871.
    • Ill.mo signor prefetto..., Cagliari, tip. del Corriere di Sardegna, [dopo il 1871].
    • Sofismi politici, Napoli, R. Rinaldi e G. Sellitto, 1883.
    • Della presenza di Dio [in cui viene minacciata la secessione dell’Isola in favore dell’Inghilterra].
    • La politica della ragione: antologia di scritti, 1848-1884, a cura di A. Contu, Milano, Giuffrè, 1989.
    • Il veggente; Del dritto dell'uomo alla distruzione dei cattivi governi, a cura di A. Accardo, L. Carta, S. Mosso; intr. di N. Bobbio, Sassari, Delfino, [1990].
    • Opuscoli politici:..., a cura di G. Sotgiu, Sassari, Delfino, [1991].
    • Della libertà e delle caste; Sofismi politici, a cura di M. Corona Corrias e T. Orru, Sassari, Delfino, [1992].
    • Il governo e i Comuni;La questione barracellare, a cura di L. Del Piano e G. Contu, Sassari, Delfino, 1994.
    • Scritti giornalistici: questione sarda, federalismo, politica internazionale, questione religiosa, a cura di L. Del Piano, G. Contu e L. Carta, Sassari, Delfino, 2003.
    • Tutte le opere, 6 voll., Sassari, Delfino, 1990-1994.


    Bibliografia

    • S. COLLU, Istruzioni per gli scrupolosi e confessori: con in fine un discorso che confuta l'opera di Gio. B. Tuveri intitolata Dritto dell'uomo alla distruzione dei cattivi governi, Cagliari, tip. Timon, 1852.
    • A. POLLA, Saggio critico delle dottrine teologico-filosofiche di G. B. Tuveri sparse nell'opera Del dritto dell'uomo, Cagliari, tip. Arcivescovile, 1852.
    • [Necrologio], “Avvenire di Sardegna”, 9, 10, 17 dicembre 1887.
    • F. UDA, G. Tuveri, Cagliari, 1888.
    • Nell'occasione dell'inaugurazione del monumento eretto in Collinas, gli ammiratori: numero unico, Cagliari, tip. dell’Unione Sarda, 1895.
    • F. CORONA, Cronologia sarda, “Bullettino Bibliografico Sardo”, Cagliari, 1905, vol. V, p. 126, not. 510.
    • T. PERASSI, Un solitario pensatore di sardegna: G. B. Tuveri, Milano, Circolo C. Cattaneo, 1908.
    • G. SOLARI, Il pensiero politico di G. B. Tuveri, Cagliari, tip. Valdes, 1915.
    • G. SOLARI, Il pensiero politico di G. B. Tuveri, Cagliari, Società tipografica sarda, 1915.
    • G. SOLARI, Per la vita e i tempi di G. B. Tuveri, “Archivio Storico Sardo”, vol. XI, 1916, pp. 33-151.
    • G. SOLARI, Per la vita e i tempi di G. B. Tuveri, a cura di A. Delogu, Sassari, Delfino. 2003.
    • R. CIASCA, Bibliografia sarda, Roma, 1931-34, vol. IV, pp. 421-425, nn. 19418-19461.
    • F. ALZIATOR, Storia della letteratura di Sardegna, Cagliari, Edizioni della Zattera, 1954, pp. 377-380.
    • E. PILIA, La Dottrina della sovranita nella polemica Gioberti-Tuveri, Cagliari, Il Nuraghe, 1924.
    • R. BONU, Scrittori sardi, Sassari, 1961, vol. II, pp. 381-401.
    • G. CONTU, Giovanni Battista Tuveri: un sardo nel risorgimento italiano, “Sardegna fieristica”, n. 7, 1968.
    • G. CONTU, G. B. Tuveri: vita e opere, Cagliari, EDES, 1973.
    • A. ACCARDO, I cattivi governi e la questione sarda, “Archivio sardo del movimento operaio contadino e autonomistico”, nn. 23-25, 31/12/1985, pp. 58-81.
    • G. CONTU, L’impegno giornalistico di Giovanni Battista Tuveri, “Quaderni sardi di filosofia e scienze umane”, vol. V, nn. 13/14, 12/1985, pp. 141-148.
    • L. DEL PIANO, Giovanni Battista Tuveri tra Cattaneo e Salvemini, “Quaderni sardi di filosofia e scienze umane”, vol. V, nn. 13/14, 12/1985, pp. 105-120.
    • L. DEL PIANO, Giovanni Battista Tuveri e la questione sarda, Cagliari, Janus, [1987?].
    • A. ACCARDO [et al.], Giovanni Battista Tuveri: i tempi, le idee, le opere, i testi significativi di un pensatore nella Sardegna dell'Ottocento, Cagliari, Regione Autonoma della Sardegna, 1988.
    • L. DEL PIANO, Più filosofo che politico: Giovanni Battista Tuveri, uno dei maggiori esponenti del federalismo italiano, “Sardegna fieristica”, n. 27, 1988.
    • Radici storiche e prospettive del federalismo, Atti del Convegno internazionale nel centenario della morte di Giovanni Battista Tuveri, 25-26 settembre 1987, Cagliari, Pisano, 1989.
    • A. ACCARDO, G. B. Tuveri e i suoi tempi, Cagliari, Editrice Sardegna, 1989.
    • A. ACCARDO, Il pensiero politico di G. B. Tuveri nel giudizio dei contemporanei, Cagliari, Editrice Sardegna, 1989, estr. “Archivio sardo del movimento operaio contadino e autonomistico”, 1989, nn. 26-28, 31/12/1989.
    • G. CONTU, Autonomia e federalismo, [Cagliari], Janus, [1989?].
    • A. CONTU, Etica e rivoluzione in G. B. Tuveri, “Archivio sardo del movimento operaio contadino e autonomistico”, 1989, nn. 26-28, 31/12/1989, pp. 206-223.
    G. CONTU, G. B. Tuveri e il problema della cessione dell’isola, “Archivio sardo del movimento operaio contadino e autonomistico”, 1989, nn. 26-28, 31/12/1989, pp. 226-235.
    • L. DEL PIANO, G. B. Tuveri e la Massoneria, “Archivio sardo del movimento operaio contadino e autonomistico”, 1989, nn. 26-28, 31/12/1989, pp. 248-261.
    • G. LOBRANO, Giovanni Battista Tuveri: un democristiano sardo nel secolo scorso, in Popolari e democristiani in Sardegna, incontri e dibattiti, Tempio, Olbia. Alghero, novembre-dicembre 1990, pp. 17-30.
    • L. DEL PIANO, Giovanni Battista Tuveri, “Rassegna storica del risorgimento”, 78, fasc. 2, aprile-giugno 1991.
    • A. DELOGU, Filosofia e società in Sardegna: Giovanni Battista Tuveri (1815-1887), Milano, F. Angeli, 1992.
    • M. CONTU, La libertà di stampa nella concezione di Tocqueville e di Tuveri, “Bollettino bibliografico e rassegna archivistica e di studi storici della Sardegna”, vol. IX, 1992, n. 15, pp. 163-176.
    • G. PIRODDA, Giovanni Battista Tuveri in Letteratura delle regioni d’Italia. Storia e testi. Sardegna, Brescia, Editrice La Scuola, 1992, pp. 267-270.
    • A. CONTU, Uniti in quanto diversi: Giovanni Battista Tuveri, il campione del federalismo sardo nell’Ottocento, “Almanacco di Cagliari”, n. 30, 1995.
    • G. GANGEMI (a cura di), La linea sarda del federalismo, Roma, Gangemi, 2002.

  8. #8
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    Plaudo all'omaggio a un grande pensatore quale è Tuveri.
    Il liberalismo è la suprema generosità.

  9. #9
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    Salve ragazzi , vi annuncio che pur non avendo ,alle elezioni amministrative a Cagliari, una lista nostra avremo una nostra candidata .
    Chi vorrà potrà votare noi Riformatori Liberali barrando il simbolo della lista "CENTRO GIOVANI" , lista civica a sostegno di Emilio Floris (il candidato del centro-destra) , e assegnare la preferenza a STEFANIA LAPENNA !!!!
    Mi raccomando :-) !

  10. #10
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    auguri ai giovani liberal-riformatori sardi..... crescete e moltiplicatevi...



    P.S.... (quest'ultima citazione farà gongolare qualche "cattolicista" che passa da queste parti....)
    X

 

 

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