da L’Unione Sarda, 28 aprile 2006.
All’asta Masua e Ingurtosu. Viaggia su internet il bando di gara della Regione. Masua e Monte Agruxiau, due dei gioielli lasciati in eredità dalla miniere sono in vendita per 32 milioni di euro. Altri 11 milioni di euro dovranno esser versati da chi vorrà acquistare Naracauli e Ingurtosu.
La Regione mette all’asta i beni minerari di Masua e Ingurtosu. I gioielli di famiglia lasciati in eredità dalle società minerarie che ora potranno essere acquistati sborsando alcune decine di milioni di euro. Finiranno ai privati aree minerarie inserite nel contesto del Parco Geominerario distribuite tra Masua, Monte Agruxiau, Ingurtosu, Pitzinurri e Naracauli. L’obiettivo, secondo quanto si legge nel bando regionale pubblicato sul sito internet della Regione, è quello di far decollare lo sviluppo turistico di queste zone tenendo d’occhio, però, l’esigenza di valorizzare il patrimonio minerario dimesso.
Il bando. L’amministrazione regionale ha pubblicato sul web sia la delibera con cui si dà il via libera al progetto di affidamento con bando internazionale sia il bando che dovrebbe portare alla vendita di cinque aree particolarmente ambite dagli imprenditori.
Masua e M. Agruxiau. Con una spesa di 32 milioni di euro si possono acquistare i compendi di Masua e Monte Agruxiau, un’area che si estende per 318 mila ettari dove sarà consentito il recupero e la realizzazione della volumetria esistente sino al limite massimo di 160 mila metri cubi, divisi in 120 mila per Masua e 40 mila per Monte Agruxiau.
Ingurtosu e Naracauli. L’altra area in vendita si estende per 329 mila ettari e comprende le località di Ingurtosu, Pitzinurri e Naracauli. In questo caso sarà consentito il recupero e la realizzazione della volumetria esistente sino al limite massimo di 100 mila metri cubi (30 mila per Ingurtosu e 70 mila per Pitzinurri e Naracauli).
Le clausole. <La Regione intende garantire la conservazione del patrimonio paesaggistico e naturalistico dei villaggi operai del Sulcis – si legge nel bando – ma anche la conservazione e la valorizzazione dell’attività mineraria>. Breve premessa per dire che .
I vincoli. Tra le caratteristiche richieste dal bando anche una proposta di piano urbanistico per la riqualificazione territoriale e paesaggistica e inoltre un progetto economico e gestionale di sviluppo.
Alberghi e golf. Progetti, giusto per essere brevi, che, come si legge nel bando, dovranno prevedere uno sviluppo di funzioni turistiche, quali strutture alberghiere ricettive, centri benessere, strutture sportive e per il golf, interventi di miglioramento ambientale e di forestazione, realizzazione di strutture di supporto alla fruizione turistica dei siti di archeologia industriale. Senza dimenticare poi un progetto di sviluppo delle infrastrutture viarie e di collegamento e un’offerta economica per l’acquisto degli immobili in dismissione.
Le reazioni. Il nuovo modello di sviluppo solleva speranze ma anche molta preoccupazione. <Vogliono cedere i gioielli di famiglia>.
Da una parte l’ottimismo di chi vede <la possibilità di un nuovo sviluppo>, dall’altra chi, tra cautele e polemiche, vede <la svendita dei gioielli di famiglia>. Le reazioni alla pubblicazione del bando di gara internazionale con cui si vendono le aree minerarie non viaggiano tutte sulla stessa lunghezza d’onda. Non tutti sono felici di questa operazione che potrebbe portare nelle casse dell’amministrazione regionale una quarantina di milioni di euro. Per Marco Grecu, segretario della Camera del lavoro della Cgil, <siamo davanti ad un nuovo modello di sviluppo. E’ chiaro che dovranno essere fatte verifiche e soprattutto si dovrà controllare tutto quanto però è un primo passo che potrebbe portare alla ripresa>. La vendita all’asta delle aree ex minerarie potrebbe contribuire a risollevare l’economia del territorio, precisa il sindacalista. <Se questa operazione dovesse andare in porto e in tempi brevi – continua – ci sarà veramente un cambiamento di rotta e potrebbe arrivare quella ripresa economica che tanti ci si aspetta>. Manifesta un ottimismo più cauto Stefano Deliperi del Gruppo di intervento giuridico. L’ambientalista, pur manifestando apprezzamento per l’operazione che si porta avanti non nasconde qualche perplessità. <Da una parte possiamo sicuramente dire che si tratta di un intervento che permetterà di intervenire in aree degradate in cui si devono fare opere di risanamento – dice – e dall’altra possiamo pure aggiungere che a fare da deterrente ad eventuali speculazioni o quantomeno scempi ci sono le linee guida indicate dal Piano paesaggistico regionale>. Deliperi non nasconde le sue perplessità per la grandezza dell’operazione. <Il nostro parere è che sarebbe meglio fare le cose in piccolo. E’ chiaro che davanti a interventi di questo tipo, che non possono avvenire diversamente, occorre vigilare costantemente, soprattutto nel periodo che seguirà l’asta>. Più ottimista Francesco Sanna, consigliere regionale e vice presidente del Gruppo della Margherita: <l’avvio dei bandi – fa sapere – rappresenta un forte interesse politico ed economico sull’Iglesiente, orientato a mobilitare tutte le sue risorse, le sue chances di inserimento in circuiti turistici di grande qualità>. Nettamente contrario Fabio Enne, segretario della Femca Cisl, il quale assicura di essere pronto a fare battaglie campali per evitare che il patrimonio minerario venga svenduto e annuncia una serie di iniziative che portino alla mobilitazione di tutti gli abitanti del territorio. <Quello che sta succedendo è osceno – dice – siamo veramente alla frutta. Diciamo pure che qui si stanno svendendo i gioielli di famiglia perché non si sa più che cosa fare>. La denuncia del sindacalista non si ferma qui. Per Fabio Enne, infatti, tutte le vicende che riguardano le aziende regionali sono strettamente collegate al futuro del patrimonio minerario. <Non sappiamo ancora a che punto siano i processi di privatizzazione di aziende come la Carbosulcis e l’Igea, l’azienda che dovrebbe gestire il patrimonio minerario. Che cosa dovrà gestire l’Igea se la maggior parte delle aree verranno poi vendute ? E, soprattutto, che fine faranno tutte le professionalità che sino ad oggi hanno lavorato qui dentro ?>.
"Si sigheusu a bendi po du sordusu...accabbara chi s'inci boganta a son'è corru..."




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