
Originariamente Scritto da
SPYCAM
Se dovessimo votare fra qualche mese, grazie alla nuova pugnalata degli estremisti a Prodi, andremmo a votare in nome della Padania indipendente: che, al momento, è l'unico accordo scritto esistente a destra, fra Berlusconi e Bossi. Gli altri due, si sa, non contano. Non abbiamo molti dettagli, oltre le scarne notizie del Corriere della Sera, sull'incontro-cena-complotto di lunedì ad Arcore fra i due brianzoli. Messi fuori i secondi (Tremonti e Castelli, autori del nuovo "patto d'acciaio"), lo hanno sottoscritto a quattr'occhi. Esso impegna Bossi ad allearsi alle prossime elezioni amministrative con Forza Italia, e impegna Berlusconi a riconoscere la Padania «come obbiettivo politico istituzionale».
Avete letto bene: istituzionale. Esattamente quel che dieci giorni fa, il cosiddetto parlamento del nord a Vicenza aveva approvato su proposta dell'ex steward Alitalia Speroni, cioè il riconoscimento dell'indipendenza della Padania: «Intesa - specifica Maroni - come atto finale del processo federale». Nella cultura della Lega, dunque, non è cambiato nulla di ciò che 14 anni fa, alla costituente leghista di Assago, fu santificato nella cosiddetta Costituzione Federale scritta da Gianfranco Miglio: che, fra una lezione di diritto costituzionale alla Cattolica e una raccolta di kiwy sul lago di Como, aveva tritato l'Italia in tre carnevalesche realtà pseudostatuali: la Padania, l'Etruria e il Sud: dove, fra l'altro, a differenza del Nord e del Centro, il Sud dei cafoni non meritava altro nome oltre l'espressione geografica. (E certo, al pensiero che il Sud mandi al Senato personaggi come De Gregorio, tanto torto a Miglio proprio non si può dare).
Purtroppo, a sprofondare nell'abisso della follia berlusconiana, che pur di riconquistare il potere s'impegna a fare l'Italia in pezzi, e nella follia dell'ultrasinistra, che per il suo cialtronismo antiamericano e "pacifista" liquida il governo Prodi e la speranza di un'Italia un po' pulita, a sprofondare nell'abisso di queste follie dicevamo non è solo il Sud, ma il nostro paese. I patrioti fascisti e clericali, intendo An e Udc, s'erano risentiti dieci giorni fa per la "clausola Speroni". «Sono vaneggiamenti propagandistici», aveva detto Pierferdinando Casini, pensoso che i vescovi non giudichino Dico anche lui; e Ignazio La Russa intimava «Attenti al limite invalicabile dell'unità nazionale», mentre forse valicava qualche talamo extraconiugale in omaggio alla morale della Cei. Dove sono finiti i patrioti Fini e Casini, gli eredi del repubblichino Almirante e del ricostruttore De Gasperi?
Dalle scarne cronache su cui ci basiamo, risulta addirittura che solo il migliore dei peggiori, appunto il Cavaliere, si sia fatto qualche scrupolo per quell'«atto finale del processo federale», col quale si dovrà presentare agli italiani alle prossime elezioni; e abbia preteso che la Lega firmasse il pactum sceleris con il nome attuale "Lega Nord Padania", quasi a dire: niente di nuovo. Ma sono bubbole per elettori di destra. In realtà, l'intesa di Arcore è definita "riservata" e solo chi l'ha firmata sa cosa c'è scritto. Bossi non è Maroni, che il 24 gennaio 1994 firma il Patto per l'Italia con Segni e il 25 se lo vede stracciare da Bossi («Mai coi lumaconi democristiani») che nel frattempo aveva realizzato il Polo delle libertà con Forza Italia; mentre nel Sud dei cafoni nasceva il Polo del buongoverno Forza Italia-Msi. E vinceranno le elezioni di marzo alla Camera (al Senato no, salvo comprare qualche senatore, come il centrosinistra non sa fare. Anzi, se li fa prendere). Bossi non è Maroni, dicevamo, e il nuovo patto di Arcore l'ha firmato lui personalmente a quattr'occhi con l'ex e aspirante premier: al quale non è certo passato il ricordo di quando i leghisti, i suoi rifondaroli allo broghi, sei mesi dopo la vittoria lo mandarono a casa. Questo scenario - che abbiamo richiamato a sommi capi, dalla Costituzione di Assago del dicembre l993 alla caduta del governo Berlusconi nel dicembre 1994) - si svolgeva, così come la fase preparatoria nei due anni precedenti, mentre in Jugoslavia le etnie si scannavano per costituirsi ciascuna in staterello sovrano, sloveni, croati, bosniaci, serbi di Serbia, serbi di Bosnia, serbi di Croazia, kossovari, macedoni, montenegrini, un tritacarne sanguinolento che sgomentava molti in Italia, ma non la Lega e i suoi alleati: perché gli sghei contano più del sangue. In hoc signo vinces. E vinsero. E vogliono tornare a vincere. Sempre in hoc signo, e magari con la benedizione di qualche cappellano sensibile allo stesso signo. Certo, c'è da piangere. Il fatto è che poi, se ti volti e vedi cos'è una certa sinistra, non sai a quale santo votarti.
* da Europa Quotidiano – 22 febbraio 2007