So che se la Cassazione fosse in grado di fotografare il reale peso del consenso avuto dai due schieramenti, sicuramente direi che la decisione sarebbe di proclamare vincente la Casa delle Libertà. Ma la verità è che i limiti per questa fotografia sono grandi". Così Ignazio La Russa (An), intervistato da Affari a poche ore dalla decisione della Cassazione sulla verifica del risultato elettorale. Perché così tanto pessimismo?
"Innanzitutto la legge non consente di esaminare i voti nulli, questo è demandato alle Commissioni permanenti della Camera e del Senato e non consente nemmeno di entrare nel modo di formazione delle cifre che sono fornite alla Cassazione".
Quindi?
"E' un calcolo formale. Certo può esserci una prima interpretazione del lodo Calderoli, ma temo che finisca per adeguarsi. Se anziché sollevarlo due giorni dopo, fosse stato rilevato la sera stessa dei risultati e se la prima interpretazione fosse stata quella che dà Calderoli, che è la più corretta, penso che la Cassazione si sarebbe adeguata".
Ma...
"Così c'è il rischio che avvenga esattamente l'opposto".
Insomma, Calderoli ha ragione ma si è mosso troppo tardi...
"Non toccava a Calderoli arrivare prima. Se per ipotesi la legge fosse stata esaminata prima e questo problema fosse stato posto a livello ministeriale e interpretato nel senso di Calderoli, salvo poi la decisione della Cassazione, oggi saremmo nella situazione opposta. Dovrebbe essere la Cassazione a invertire un'interpretazione già avvenuta".
Se dovesse scommettere sull'esito?
"Attendo con grande interesse, ma se dovessi fare una previsione che la Cassazione ribalti il risultato sarei molto molto cauto".
Quante possibilità ci sono?
"Le speranze sono cento, le possibilità, per me che sono sempre pessimista, sono nettamente inferiori al cinquanta per cento".
fonte: affaritaliani




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