Alemanno sugli immigrati:
«No alla cittadinanza in cinque anni»
«Conferita dopo dieci anni come risultato di un processo». «Compatibilità con l'identità nazionale»
ROMA - «No all'ottenimento della cittadinanza in cinque anni» queste le parole del sindaco di Roma Gianni Alemanno dette in occasione del convegno sull'immigrazione organizzato dalla fondazione Nuova Italia. Dal titolo «Immigrazione e identità nazionale. Verso un nuovo modello italiano», il convegno ha dato ad Alemanno l'opportunità di intervenire sui temi scottanti di questi giorni. E in relazione alla proposta sostenuta anche dal presidente della Camera Gianfranco Fini, ha precisato che «la cittadinanza non può essere uno strumento di integrazione bensì il risultato di un processo d'integrazione e deve essere conferita dopo dieci anni».
«PERCORSI CHIARI» - «Devono essere seguite con grande attenzione» ha detto poi Alemanno riferendosi alle manifestazioni come lo sciopero del primo marzo annunciato dalla comunità d'immigrati. Il sindaco ha sottolineato come «di fronte a queste rivendicazioni, l'Italia deve dare dei percorsi chiari: da un lato un forte contrasto all'immigrazione clandestina, dall'altro lato, dei percorsi chiari per l'inserimento e la valorizzazione degli immigrati».
«RIENTRO IN PATRIA» - «Chi vuole diventare cittadino italiano ne sia ben convinto, abbia avuto i tempi e i modi di maturare la compatibilità con la nostra identità nazionale pur rispettando la propria identità e le sue radici d'origine». Ha detto Alemanno. «Ci deve essere il tempo - ha poi concluso - di creare questa compatibilità e noi sappiamo che la stragrande maggioranza degli immigrati non vuole la cittadinanza ma vogliono poter tornare alla loro patria di origine dove continuano a mandare la maggior parte delle loro rimesse. Cercano la possibilità di un rientro in patria onorevole».
«GESTIONE DEI FLUSSI MIGRATORI» - «A Rosarno c'è stata una guerra tra poveri mediata e gestita dalla criminalità organizzata». Secondo il sindaco questa guerra «va sconfitta facendo in modo che ci sia una gestione chiara dei flussi migratori». In particolare, «I flussi migratori devono permettere a chi non vuole diventare cittadino italiano di tornare in patria dopo qualche anno di lavoro». La soluzione è quindi quella di proporre «un modello di immigrazione rotazionale, in cui dopo un tot di anni, gli immigrati possono rientrare in patria a portare la loro professionalità e i capitali che hanno guadagnato in Italia affinché possano essere una risorsa vera per la loro comunità». A livello culturale, il sindaco ha tenuto a precisare che «l'integrazione non può essere mai scissa da percorsi di legalità e di sicurezza».
Alemanno sugli immigrati: «No alla cittadinanza in cinque anni» - Corriere Roma




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Unisco i 3d.

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