di Il Legno Storto, inviato il 20/04/2006
Fabrizio Cicchitto
Roma, 19 APR (Velino) - Archiviato l'esito ufficiale del voto, Silvio Berlusconi si sta già ponendo nuovi obiettivi. Da un lato si tratta ora di organizzare quell'opposizione parlamentare "dura e pura" (e quindi senza sconti) che si profila all'orizzonte come naturale conseguenza dell'intransigenza con cui Romano Prodi esclude quasi tutte le possibili intese bipartisan. Dall'altro lato bisogna invece risolvere in fretta quei problemi interni a Forza Italia che la campagna elettorale appena conclusa ha evidenziato. Quelli che sono venuti al pettine nonostante (o, paradossalmente, a causa) della grande rimonta che il Cavaliere ha realizzato nelle urne. Sulla prima questione il lavoro andrà necessariamente fatto in sintonia con gli alleati, perché solo l'unità di intenti di tutta la Casa delle libertà sarà in grado di rintuzzare, se non di paralizzare, l'azione di governo dell'Unione.
Ma il secondo problema è invece una questione tutta interna al partito azzurro. E non potrà non tener conto dei tanti errori compiuti negli ultimi mesi da quella che doveva essere la giocosa macchina da guerra propagandistica del partito e che invece si è rivelata un ingranaggio così poco oliato da incepparsi troppo spesso. "Durante la campagna elettorale - si lamentano in molti nel partito, oggi che il voto è alle spalle e non c'è più la necessità di fare quadrato sempre e comunque -, neanche i parlamentari ricandidati riuscivano talvolta a ottenere udienza presso i vertici del motore azzurro". "Per non parlare dei famosi rappresentati di seggio - aggiunge qualcun altro -. Berlusconi s'era raccomandato in tempi non sospetti che ce ne fosse uno in ogni sezione e poi alla prova dei fatti i tanto sbandierati legionari azzurri si sono visti solo qua e là". Con il risultato, si osserva sempre in ambienti di Forza Italia, che le schede contestate su cui ha poi dovuto decidere la Cassazione si sono ridotte a pochissime migliaia, a fronte delle centinaia di migliaia di voti nulli. Quelli che, con un presidio capillare simile a quanto fanno per consolidata tradizione diessini e comunisti, avrebbero potuto essere riportati almeno in parte nel novero dei contesi.
Ma di errori fatali commessi dai vertici organizzativi del partito ne vengono denunciati in queste ore tanti altri. Come la mancata raccolta di firme in quasi tutte le regioni per le liste senatoriali dei Riformatori liberali di Benedetto Della Vedova o per quelle dei Repubblicani di Giorgio La Malfa. Due forze politiche che, se presenti con un loro simbolo, non avrebbero magari ottenuto seggi, ma avrebbero molto probabilmente catalizzato quei consensi in grado di fare la differenza nella composizione di Palazzo Madama. E lo stesso discorso vale del resto anche per il partito dei pensionati. Qualcuno ricorda in proposito che, per esempio, a La Spezia il motore azzurro è riuscito a raccogliere addirittura sei sole firme per quest'ultima lista.
Meglio non riaprire poi la piaga del concorrente interno Giorgio Panto che s'è portato via in Veneto decine di migliaia di voti preziosissimi, che avrebbero da soli fatto, e alla grande, la differenza. Il paradosso è dunque a questo punto evidente: Forza Italia regge bene nelle urne, ma soltanto perché Berlusconi si è speso oltre ogni limite in prima persona.
Ora però, se la prospettiva (per lo meno a breve termine) è quella di fare opposizione, l'intenzione sembra quella di dare alla forza politica un'ossatura robusta. Privilegiando la meritocrazia e premiando dunque quei coordinatori regionali che hanno conseguito un indubbio successo elettorale come Guido Crosetto (Piemonte), Nicola Cosentino (Campania), Raffaele Fitto (Puglia), Beatrice Lorenzin (Lazio) e Maria Stella Gelmini (Lombardia). E abbandonando conseguentemente lo spontaneismo di un movimento che va sempre a rimorchio del leader carismatico. Progetto che, va detto, suscita però molto scetticismo fra gli stessi addetti ai lavori azzurri. D'altronde il vice-coordinatore del partito Fabrizio Cicchitto, a precisa domanda risponde che "non è all'ordine del giorno nessuna ristrutturazione di Forza Italia". (fch) 192016 APR 06 NNNN