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  1. #1
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    Predefinito 25 aprile...a modo nostro

    il 25 aprile è una ricorrenza che spesso scatena sterili polemiche politiche.

    riporto due testi che vogliono celebrare la festa da un punto di vista autonomista.

    per evitare di cadera nel giochetto destra-sinistra, fascismo-antifascismo ecc. credo sia interessante riscoprire quei pochi ma buoni resistenti che lottavano per l'autonomia e il federalismo.

    probabilmente sono testi che molti conosceranno a memoria, ma penso che una rinfrescata sia sempre utile e poi noto che ultimamente ci sono molte voci nuove.

    ai moderatori decidere se magari mettere un rilievo...

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  2. #2
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    Predefinito la carta di chivasso

    La Carta di Chivasso

    Testo della DICHIARAZIONE DEI RAPPRESENTANTI DELLE POPOLAZIONI ALPINE
    redatta a conclusione di un convegno clandestino tenutosi in Chivasso il
    19-12-1943 e firmata dai resistenti Emile Chanoux, Ernesto Page, Gustavo
    Malan, Giorgio Peyronel, M. A. Rollier, Osvaldo Coisson, meglio conosciuta
    come: "CARTA DI CHIVASSO".

    Noi popolazioni delle valli alpine
    CONSTATANDO
    che i venti anni di mal governo livellatore ed accentratore sintetizzati dal motto brutale e
    fanfarone di "Roma doma" hanno avuto per le nostre valli i seguenti dolorosi e significativi
    risultati:

    a) OPPRESSIONE POLITICA attraverso l'opera dei suoi agenti politici ed amministrativi
    (militi, commissari prefetti. federali, insegnanti), piccoli despoti incuranti ed ignoranti di ogni tradizione locale di cui furono solerti distruttori;

    b) ROVINA ECONOMICA per la dilapidazione dei loro patrimoni forestali ed agricoli, per
    l'interdizione della emigrazione con la chiusura ermetica delle frontiere, per l'effettiva mancanza. di organizzazione tecnica e finanziaria dell'agricoltura, mascherata dal vasto sfoggio di assistenze centrali, per la incapacità di una moderna organizzazione turistica
    rispettosa dei luoghi; condizioni tutte che determinarono lo spopolamento alpino;

    c) DlSTRUZIONE DELLA CULTURA LOCALE per la soppressione della lingua
    fondamentale locale, laddove esiste, la brutale e goffa trasformazione dei nomi e delle iscrizioni locali, la chiusura di scuole e di istituti locali autonomi, patrimonio culturale che è anche una ricchezza ai fini della emigrazione temporanea all'estero;

    AFFERMANDO

    a) che la libertà di lingua come quella di culto è condizione essenziale
    per la salvaguardia della personalità umana;
    b) che il federalismo è il quadro più adatto a fornire le garanzie di questo diritto individuale e
    collettivo e rappresenta la soluzione del problema delle piccole nazionalità e la definitiva
    liquidazione del fenomeno storico degli irredentismi, garantendo nel futuro assetto europeo
    l'avvento di una pace stabile e duratura;
    c) che un regime Federale repubblicano a base regionale e cantonale è l'unica garanzia contro un
    ritorno della dittatura, la quale trovò nello stato monarchico accentrato italiano lo strumento già
    pronto per il proprio predominio sul paese; Fedeli allo spirito migliore del Risorgimento

    DICHIARIAMO
    quanto segue:

    a) AUTONOMIE POLITICHE AMMINlSTRATIVE.

    l) Nel quadro generale del prossimo stato italiano che economicamente ed
    amministrativamente auspichiamo sia organizzato con criteri federalistici,
    alle valli alpine dovrà essere riconosciuto il diritto di costituirsi in
    comunità politico-amministrative autonome sul tipo cantonale;
    2) come tali ad esse dovrà comunque essere assicurato, quale che sia la
    loro entità numerica, almeno un posto nelle assemblee legislative
    regionali e cantonali;
    3) l'esercizio delle funzioni politiche ed amministrative locali (compresa
    quella giudiziaria) comunali e cantonali, dovrà essere affidato ad
    elementi originari del luogo o aventi ivi una residenza stabile di un
    determinato numero di anni che verrà fissato dalle assemblee locali;


    b) AUTONOMIE CULTURALI E SCOLASTICHE.
    Per la loro posizione geografica di intermediarie tra diverse culture, per il rispetto delle loro
    tradizioni e della loro personalità etnica, e per i vantaggi derivanti dalla conoscenza
    di diverse lingue, nelle valli alpine deve essere pienamente rispettata e garantita una particolare
    autonomia culturale linguistica consistente nel:

    1) diritto di usare la lingua locale, là dove esiste, accanto a quella italiana, in tutti gli atti
    pubblici e nella stampa locale;
    2) diritto all'insegnamento della lingua locale nelle scuole di ogni ordine e grado con le
    necessarie garanzie nei concorsi perché gli insegnanti risultino idonei a tale insegnamento. L'insegnamento in genere sarà sottoposto al controllo o alla direzione di un consiglio locale;

    c) AUTONOMIE ECONOMICHE.
    Per facilitare lo sviluppo dell'economia montana
    e conseguentemente combattere lo spopolamento delle vallate alpine, sono necessari:

    1) un comprensivo sistema di tassazione delle industrie che si trovano nei cantoni alpini
    (idroelettriche, minerarie, turistiche, di trasformazione ecc.) in modo che una parte dei loro utili torni alle vallate alpine, e ciò indipendentemente dal fatto che tali industrie siano o meno collettivizzate;
    2) un sistema di equa riduzione dei tributi, variabile da zona a zona, a seconda della ricchezza
    del terreno e della prevalenza di agricoltura foreste o pastorizia;
    3) una razionale e sostanziale riforma agraria comprendente:
    a) l'unificazione per il buon rendimento dell'azienda, mediante scambi e compensi di terreni e
    una legislazione adeguata della proprietà famigliare agraria oggi troppo frammentaria;
    b) l'assistenza tecnico-agricola esercitata da elementi residenti sul luogo ed aventi ad
    esempio delle mansioni di insegnamento nelle scuole locali di cui alcune potranno avere
    carattere agrario;
    c) il potenziamento da parte delle autorità della vita economica mediante libere cooperative
    di produzione e consumo;
    4) il potenziamento delle industria e dell'artigianato, affidando all'amministrazione regionale
    cantonale, anche caso di organizzazione collettivistica, il controllo e l'amministrazione delle
    aziende aventi carattere locale;
    5) la dipendenza dall'amministrazione locale delle opere pubbliche a carattere locale e il
    controllo di tutti i servizi e concessioni aventi carattere pubblico. Questi principi, noi
    rappresentanti delle Valli Alpine vogliamo vedere affermati da parte del nuovo Stato
    italiano,così come vogliamo che siano affermati anche nei confronti di quegli italiani che
    sono e potrebbero venire a trovarsi sotto il dominio politico straniero.

  3. #3
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    Predefinito miglio 27 aprile 1945

    alcuni passi di un articolo da IL CISALPINO, 27 aprile 1945

    GIANFRANCO MIGLIO

    CIÒ CHE ATTENDIAMO DAGLI ALLEATI E CIÒ CHE DAREMO LORO

    …Il federalismo vuol essere tirocinio che prepari gli italiani al progressismo internazionalista. Il mondo marcia verso l’internazionale politica oltre che economica: se così no fosse anche la seconda guerra mondiale sarebbe un’inutile strage.
    Urge pertanto rieducare gli italiani con sana pedagogia democratica e con intenso addestramento elettorale, il che può ottenersi meglio e più rapidamente che per ogni altra via, nel circuito di circoscrizioni cantonali che abbiano contenuto politico-amministrativo da richiamare costantemente l’interesse diretto di larghe masse di cittadini.
    Ma cos’è dunque il “cantone” per il quale si battono i federalisti cisalpini?
    E’ un razionale spazio geofisico, economicamente e demograficamente individuato e costituito di unità capace di fornire materia per una vita politico-amministrativa autonoma e fattiva, col minimo possibile di ciarpame burocratico. La Liguria, il Piemonte, La Lombardia, l’Emilia e le tre Venezie, ossia tutta l’Italia settentrionale nel suo insieme costituisce un’armonica unità geografica, economica, etnica e spirituale, ben degna di governare se stessa: sarà il “Cantone cisalpino”, con capitale Milano, baricentro della Val Padana , sarà il cantone campione che rimorchierà l’Italia sull’erta del risorgimento nazionale.
    E quali dovrebbero essere gli altri “cantoni” d’Italia? Ligi al principio democratico, i federalisti cisalpini rispetteranno la piena libertà dei fratelli peninsulari di ordinare i rispettivi cantoni nel modo che essi riterranno migliore…

  4. #4
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    Predefinito

    Mi ricordo i bei tempi in cui siam scesi nella metropolitana di Roma al grido "il 25 Aprile è nata una pxxxxxna e l'hanno chiamata repubblica itagliana"...

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Peder
    il 25 aprile è una ricorrenza che spesso scatena sterili polemiche politiche.

    riporto due testi che vogliono celebrare la festa da un punto di vista autonomista.

    per evitare di cadera nel giochetto destra-sinistra, fascismo-antifascismo ecc. credo sia interessante riscoprire quei pochi ma buoni resistenti che lottavano per l'autonomia e il federalismo.

    probabilmente sono testi che molti conosceranno a memoria, ma penso che una rinfrescata sia sempre utile e poi noto che ultimamente ci sono molte voci nuove.

    ai moderatori decidere se magari mettere un rilievo...


    Peder cita : riporto due testi che vogliono celebrare la festa da un punto di vista autonomista.

    Giustissimo,

    25 APRILE = SAN MARCO

    Altro che festa della liberazione ( ma da chi ? )

    INSUBRIA LIBERA

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da EdmonDantes
    Mi ricordo i bei tempi in cui siam scesi nella metropolitana di Roma al grido "il 25 Aprile è nata una pxxxxxna e l'hanno chiamata repubblica itagliana"...
    quello è un coro che non mi è mai piaciuto...
    perchè non è invenzione di leghisti ma già lo cantavano quelli del MSI, quindi la matrice è fascista.
    infatti la puttana è la repubblica neata dopo il fascismo, non l'italia.
    il coro andremmo modificato. l'italia nasce nel 1860.

    preferisco "perchè noi siamo padani e abbiam un sogno nel cuore..."

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da bardodelseprio
    Peder cita : riporto due testi che vogliono celebrare la festa da un punto di vista autonomista.

    Giustissimo,

    25 APRILE = SAN MARCO

    Altro che festa della liberazione ( ma da chi ? )

    INSUBRIA LIBERA
    benissimo san marco...ma per non lasciare totalmente libero il campo a chi vuole impossessarsi di un fenomeno complesso della nostra storia.
    resistenza, lotta al nazifascismo, guerra civile, chiamiamola come meglio crediamo, ma è un evento della storia padana, non italiana, importante sia dal punto di vista politico che culturale.

    se poi nel 46 in padania si è massicciamente votato per la repubblica e contro i savoia è dovuto ai morti durante la guerra civile. la gente padana vedeva i regnanti come responsabili delle tante tragedie...al sud l'opinione era diversa.

    nel dopoguerra l'MSI in padania non ha mai preso tanti voti come ne prendeva al sud...secondo me la lotta tra il 43-45 ha inciso su questi atteggiamenti.

    proprio perchè quella fase storica è importante è giusto ricordare le istanze autonomiste già presenti in quei momenti.

  8. #8
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    [QUOTE=Peder]resistenza, lotta al nazifascismo, guerra civile[QUOTE]

    Personalmente, caro Peder, dopo 51 anni mi sembra sia giunta ora di cambiare pagina. Non ne posso più di sentire e vedere i ragazzini di 15 anni che il 25 aprile vanno in piazza "contro il fascismo" ed i vecchi finti-partigiani comunisti che menano il torrone perchè dobbiamo "vigilare contro il ritorno della dittatura".

    Basta! Basta! Basta!

    Basta destra e sinistra. Basta fascismo e comunismo. Sono due facce della sessa medaglia!

    Riscopriamo le nostre tradizioni.

    Saludi e scusate per lo sfogo

  9. #9
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    come non si fa ad esser orgogliosi della liberazione qui al nord?

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da yurj
    come non si fa ad esser orgogliosi della liberazione qui al nord?
    Compagno noi non siamo non orgogliosi della liberazione, ci fa schifo quello che si è costruito dopo (lo stato pxxxxxa appunto), quello che ha detto ai padani "lavorate e fate figli che c'è da ricostruire una nazione"... e loro giù con la schiena bassa e intanto che loro lavoravao come cani quei terroni maledetti ci hanno succhiato l'anima con la scusa della patria da salvare...

    D'altra parte gli ultimi a dover dare lezione sulla liberazione e sul senso di patri italiota siete proprio voi comunisti, che la liberazione l'avete fatta per dare il nord all'unione sovietica e le bandiere tricolori siete stati i primi a bruciarle negli stadi cosi come fischiavate l'inno...

    Quindi o si conosce... o si tace... o si ascolta luxuria

 

 
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