
Originariamente Scritto da
Abbott
Visto che non credo affatto alle teorie anarchiche e che ho letto cose poco convincenti sulle associazioni protettive vorrei che gli anarco-capitalisti dessero delle risposte soddisfacenti, sempre se possono, alla spiegazione a mano invisibile dello stato di Robert Nozick che vi riporto in estrema sintesi.

Originariamente Scritto da
Abbott
Ipotizziamo che l'umanità si trovi allo stato di natura. E' evidente che prima o poi qualcuno calpesti le libertà di qualcun altro, ed è altrettanto evidente come qualcuno potrà non essere capace di difendere i propri diritti. Queste cose ovvie avranno come conseguenza la formazione di associazioni per la protezione reciproca. Chiunque, pagando la quota dovuta, vedrà tutelati i suoi diritti da questa associazione. E' plausibile pensare che un associato, cedendo a istinti irrazionali, possa esercitare una rappresaglia privata contro l'associato di un'altra agenzia.
A questo punto l'associazione si trova nella condizione di dover scegliere che linea adottare. Non è il caso di prendere in considerazione l'ipotesi di intervento: legittimare chi si fa giustizia da sé, impegnando le sue energie contro un'altra agenzia e mettendo in pericolo gli altri membri è ovviamente contrario all'interesse economico e al fine dell'associazione. L'associazione quindi negherà la protezione a quanti fanno rispettare privatamente i loro diritti, e se agiranno in questo senso contro altri membri si comporterà nei loro confronti come verso un qualsiasi non membro. L'agenzia quindi costringerà i clienti a rinunciare all'esercizio della rappresaglia. In questo modo assolutamente banale e ovvio si verrebbe a creare il monopolio della forza all'interno dell'associazione.
In ogni caso prima o poi le agenzie si scontreranno: se in un caso non riescono a raggiungere un accordo è ovvio che ognuna cercherà di imporre all'altra le sue condizioni. Da questi scontri una necessariamente uscirà vittoriosa: i clienti della perdente di colpo realizzaranno di essere mal protetti e certamente entranno in affari con una agenzia più sicura. Un'agenzia potrebbe concentrare il suo potere in un'area, vincendo gli scontri vicini al proprio centro di potere e stabilendo così una sorta di frontiera: è ovvio che chi vive nella zona di potere di un'agenzia ha convenienza ad entrare in affari con quella o a trasferirsi nella zona di potere della sua agenzia. Le agenzie potrebbero anche coesistere, combattendo spesso, al punto che per evitare scontri frequenti si accordano per risolvere pacificamente quei casi su cui hanno giudizi differenti ed istituiscono un tribunale al quale rivolgersi: anche se le associazioni sono diverse il sistema giudiziario è uno solo, ed è federale.
Insomma sotto la pressione di fusioni spontanee, pressioni del mercato, economie di scala, dall'anarchia sorge qualcosa: lo stato minimo. Il nocciolo della questione è che il mercato della protezione è completamente diverso dagli altri. Perché nel mercato della protezione si verrebbe a formare un monopolio anche se in assenza di un intervento del governo? Perché ovviamente i servizi di protezione massimali non possono coesistere in un regime di concorrenza per la loro stessa natura. I clienti non si accontenteranno di un prodotto meno che massimale e il numero delle compagnie scenderà fino ad una certa soglia.
Innanzitutto Nozick, va saputo interpretare e non mi pare tu lo stia facendo. Seconda cosa, il buon Newton, pace all'anima sua, quanto mi manca, non ha demolito solo Mises ma anche Nozick nella sua Etica della Libertà, e te lo dice uno che andava e va pazzo per Nozick. Nozick però, e questa è una mia idea, non di Rothbard, ha comesso un grossolano errore: non ha tenuto conto dei seccessionismi, ovvero della facoltà di ogni uomo libero di rinunciare allo stato precostituito e allontanarsi da ciò che altri hanno sottoscritto per lui.
Mi spiace, sei in torto. Credimi. Nell' anarcocapitalismo c'è spazio anche per associazioni volontarie di tipo minarchico, come qulle che piacciono ora a te. C'è spazio anche per cooperative socialiste, per liberi sindacati, per corporazioni associattive, per proprietà collettive dove la proprietà privata sia abbolita. C'è spazio per tutte le ideologie. Ma non c'è spazio per i ladri di vite, di libertà e di proprietà.