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Citazione:
Originariamente Scritto da Fenris
Ma che c'entra? Tu sei cittadino italiano, è ovvio che puoi votare nel tuo comune di residenza, anche se non è quello di origine.
E' che sbagli l'ottica da cui guardi la faccenda. La ratio non è trovare il modo di far votare gli immigrati, ma ricordare che la base di partenza è che il voto spetta solo ai cittadini italiani. Poi purtroppo capita che alcuni immigrati acquisiscano la cittadinanza, per cui quel diritto gli viene esteso in automatico. Ma è un diritto che gli spetta in quanto cittadini italiani, non in quanto stranieri qui dimoranti.
Aggiungo un paio di considerazioni: il voto agli immigrati è a mio avviso (ma trovo che sia difficilmente discutibile) una trovata demagogica volta ad attirarsi i voti di questi nuovi votanti. Prova ne sia il fatto che l'ha proposto pure Fini. E questo, per me, è un motivo più che sufficiente per negarglielo.
Aggiungiamo che la possibilità di votare attirerebbe in Italia ancor più immigrati di quanti già non ne abbiamo. Non per il mero godimento del diritto di voto, del quale magari all'immigrato gliene frega il giusto, ma perchè è un forte segnale di apertura nei confronti dell'immigrazione, che l'Italia lancerebbe da sola in Europa. Diventeremmo insomma per gli immigrati come Amsterdam per i cannaioli. E questa è una prospettiva che mi fa rabbrividire.
Posso capire il tuo punto di vista contrario all'estensione
del dirittto di voto agli immigrati.
Quello che non riesco a capire è la tua meraviglia.
In Italia vogliamo fare quello che succede già
in gran parte d'Europa. Niente di rivoluzionario.
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Citazione:
Originariamente Scritto da proteus
Posso capire il tuo punto di vista contrario all'estensione
del dirittto di voto agli immigrati.
Quello che non riesco a capire è la tua meraviglia.
In Italia vogliamo fare quello che succede già
in gran parte d'Europa. Niente di rivoluzionario.
Sei sicuro che in Europa sia già così? Io non ne ho mai sentito parlare... in ogni caso, anche se così fosse, non vedo perchè imitare i cattivi esempi.
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Citazione:
Originariamente Scritto da Fenris
Ripeto: non si può valutare caso per caso, per cui è inevitabile un criterio generico e generale quale quello della cittadinanza. Che è ben lungi dall'essere perfetto, ma è il più ragionevole e applicabile.
Appunto perchè non si può valutare caso per caso, nulla vieta di dare il voto amministrativo a chi ha la residenza continuativa in Italia da un certo numero di anni.
A me pare che il discorso sia più che altro ideologico, visto che il criterio della cittadinanza è astratto rispetto alla volontà di fermarsi-integrarsi. L'attuale legge sull'immigrazione impone contratti a tempo indeterminato per evitare il rimpatrio coatto alla scadenza del permesso di soggiorno (o la clandestinità) vietando la conversione tra le varie tipologie dei titoli di soggiorno.
A mio parere, ora come ora, la cittadinanza serve a non avere "rotture di scatole" con le questure e i controlli, ad avere tutele in caso di perdita del lavoro, più che a garantire la volontà di sentirsi parte del nostro paese.
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Citazione:
Originariamente Scritto da Fenris
Ma che c'entra? Tu sei cittadino italiano, è ovvio che puoi votare nel tuo comune di residenza, anche se non è quello di origine.
E' che sbagli l'ottica da cui guardi la faccenda. La ratio non è trovare il modo di far votare gli immigrati, ma ricordare che la base di partenza è che il voto spetta solo ai cittadini italiani. Poi purtroppo capita che alcuni immigrati acquisiscano la cittadinanza, per cui quel diritto gli viene esteso in automatico. Ma è un diritto che gli spetta in quanto cittadini italiani, non in quanto stranieri.
Aggiungo un paio di considerazioni: il voto agli immigrati è a mio avviso (ma trovo che sia difficilmente discutibile) una trovata demagogica volta ad attirarsi i voti di questi nuovi votanti. Prova ne sia il fatto che l'ha proposto pure Fini. E questo, per me, è un motivo più che sufficiente per negarglielo.
Aggiungiamo che la possibilità di votare attirerebbe in Italia ancor più immigrati di quanti già non ne abbiamo. Non per il mero godimento del diritto di voto, del quale magari all'immigrato gliene frega il giusto, ma perchè è un forte segnale di apertura nei confronti dell'immigrazione, che l'Italia lancerebbe da sola in Europa. Diventeremmo insomma per gli immigrati come Amsterdam per i cannaioli. E questa è una prospettiva che mi fa rabbrividire.
io capisco la tua posizione... e il mio intervento era esclusivamente volto a dimostrare che la motivazione che hai dato tu (e magari se ne vanno lascindoti cofferati) è assolutamente inesistente.
visto poi che le vere motivazioni alla fine vengono fuori...
infatti non è tanto con te che sei contrario che mi scaglio.... (semplicemente sei contro l'immigrazione tout court e quindi ovviamente il discorso del segnale di apertura è validissimo dal tuo punto di vista) ma contro chi (anche di sx) mi va contro SENZA DARMI UNA SPIEGAZIONE LOGICA...
insomma... io non permetterei mai di far votare x le elezioni politiche uno straniero (e paradossalmente son + a dx di te dicendo che se uno ha la doppia cittadinanza che scelga dove esercitare il diritto come funzionava x la naja....) ma per le amministrative specie le comunali... dove si decide quanto ici far pagare, se sistemare via salcazzo o vadavialcul, se fare la ztl ecc ecc ecc mi sembra privo di ogni rischio.
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Citazione:
Originariamente Scritto da Fenris
Sei sicuro che in Europa sia già così? Io non ne ho mai sentito parlare... in ogni caso, anche se così fosse, non vedo perchè imitare i cattivi esempi.
La maggior parte (quasi tutti) dei Paesi europei
concede agli stranieri residenti da qualche anno
prima il voto amministrativo e poi quello poilitico
con relativa cittadinanza.
Che siano cattivi esempi gli Stati europei
è un tuo giudizio morale, non è un argomento.
L'argomento anzi sta dalla parte di chi concede diritti
come sollecita anche la UE per meglio integrare gli stranieri.
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Citazione:
Originariamente Scritto da Minou
Io sono di destra ma trovo giusto che chiunque abbia la residenza in un comune possa votare per le elzioni comunali. Non vedo perché sia necessario mettere in evidenza la parola "immigrati" ma più semplicemente "residenti". Se c'è un olandese che abita a Roma e ci lavora (se no come farebbe a pagarsi l'affitto o la casa?) è giusto che possa dare un suo parere sulla gestione del comune. Alla pari un americano che abita in Toscana perché è in pensione dovrebbe poter votare per il suo comune di residenza.
Ti faccio notare che questo allegro scambio di favori, ci ha fatto perdere le elezioni!! Grazie al camerata Tremaglia!!
:-0#09o
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Citazione:
Originariamente Scritto da motan
Appunto perchè non si può valutare caso per caso, nulla vieta di dare il voto amministrativo a chi ha la residenza continuativa in Italia da un certo numero di anni. A me pare che il discorso sia più che altro ideologico, visto che il criterio della cittadinanza è astratto rispetto alla volontà di fermarsi-integrarsi. L'attuale legge sull'immigrazione impone contratti a tempo indeterminato per evitare il rimpatrio coatto alla scadenza del permesso di soggiorno (o la clandestinità) vietando la conversione tra le varie tipologie dei titoli di soggiorno.
A mio parere, ora come ora, la cittadinanza serve a non avere "rotture di scatole" con le questure e i controlli, ad avere tutele in caso di perdita del lavoro, più che a garantire la volontà di sentirsi parte del nostro paese.
L'acquisizione della cittadinanza presuppone con grossa probabilità l'intenzione di fermarsi nel nostro paese. Tu chiederesti la cittadinanza di un paese dal quale progetti di andare via entro un breve termine?
Per il resto, guarda la mia risposta a durrutibus qui sopra.
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Citazione:
Originariamente Scritto da durrutibus
io capisco la tua posizione... e il mio intervento era esclusivamente volto a dimostrare che la motivazione che hai dato tu (e magari se ne vanno lascindoti cofferati) è assolutamente inesistente.
visto poi che le vere motivazioni alla fine vengono fuori...
infatti non è tanto con te che sei contrario che mi scaglio.... (semplicemente sei contro l'immigrazione tout court e quindi ovviamente il discorso del segnale di apertura è validissimo dal tuo punto di vista) ma contro chi (anche di sx) mi va contro SENZA DARMI UNA SPIEGAZIONE LOGICA...
insomma... io non permetterei mai di far votare x le elezioni politiche uno straniero (e paradossalmente son + a dx di te dicendo che se uno ha la doppia cittadinanza che scelga dove esercitare il diritto come funzionava x la naja....) ma per le amministrative specie le comunali... dove si decide quanto ici far pagare, se sistemare via salcazzo o vadavialcul, se fare la ztl ecc ecc ecc mi sembra privo di ogni rischio.
In realtà il mio esempio su Cofferati era per dire che secondo me è necessaria una minima garanzia di stabilità da parte dello straniero. Tutte le altre motivazioni ovviamente restano valide.
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Citazione:
Originariamente Scritto da proteus
La maggior parte (quasi tutti) dei Paesi europei
concede agli stranieri residenti da qualche anno
prima il voto amministrativo e poi quello poilitico
con relativa cittadinanza.
Ma con la cittadinanza è ovvio, pure l'Italia lo fa.
Citazione:
Che siano cattivi esempi gli Stati europei
è un tuo giudizio morale, non è un argomento.
L'argomento anzi sta dalla parte di chi concede diritti
come sollecita anche la UE per meglio integrare gli stranieri.
Onestamente, portare a me l'UE come esempio di verità e giustizia oggettive, è un po' come parlare di corde in casa dell'impiccato. Anche il tuo allora è un giudizio di merito, tu ritieni il "xollecito" dell'UE positivo, io del tutto negativo. Chi ha ragione?
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Citazione:
Originariamente Scritto da Fenris
L'acquisizione della cittadinanza presuppone con grossa probabilità l'intenzione di fermarsi nel nostro paese. Tu chiederesti la cittadinanza di un paese dal quale progetti di andare via entro un breve termine?
Potrei concordare con te, se le norme sui permessi di soggiorno non fossero così rigide rispetto al mercato del lavoro. Se il rischio di finire in clandestinità come adesso (con tutti gli annessi e connessi) è forte, la chiederei al volo.