Giulio Andreotti presidente del Senato? E' rivolta
Il Senatore a vita Giulio Andreotti seconda carica dello Stato? La proposta del centrodestra - che sembra avere trovato qualche sostenitore anche nelle fila dell'Unione - ha scatenato una rivolta tra le organizzazioni che contrastano la mafia. La "Casa della Legalità" di Genova, l'Osservatorio sulle Mafie e l'associazione "Democrazia e Legalità" hanno redatto un appello nel quale viene chiesto di offrire cariche istituzionali e di governo "solo a persone limpide ed oneste".
"Chiediamo che l'Unione dichiari da subito che alla persona di Andreotti, riconosciuto colpevole di associazione mafiosa sino alla primavera del 1980 (reato prescritto ma dimostrato e confermato dal giudizio in Cassazione, con condanna al pagamento delle spese processuali), come agli altri eletti con pendenze e precedenti penali o prescrizioni giudiziarie, non venga assegnato alcun ruolo istituzionale o di governo - si legge nel documento - chiediamo quindi una chiara dichiarazione di Prodi in tale senso, e l'impegno di tutti gli eletti nella sua coalizione a votare in conseguenza".
Messaggio analogo è arrivato anche dalla "Associazione culturale <sconfiggiamo la mafia>", la quale ha invitato l'Unione "ad evitare questo atto mafioso".
"Invito l'Unione a non candidare Giulio Andreotti - ha scritto il presidente Ettore Lomaglio Silvestri - protettore della mafia sicuramente fino al 1980, alla presidenza del Senato".
Sul fronte politico, però, almeno per il momento sono davvero in pochi ad aver ascoltato questi appelli. Soltanto il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro ha lanciato una martellante campagna contro la candidatura del sette volte presidente del Consiglio allo scranno più alto di Palazzo Madama. "Ribadisco il fatto che in politica la prescrizione non esiste - ha tagliato corto - e per questo non potremmo mai nemmeno accettare la possibilità di un dialogo con il centrodestra sulla figura del Senatore a vita".




Il Senatore a vita Giulio Andreotti seconda carica dello Stato? La proposta del centrodestra - che sembra avere trovato qualche sostenitore anche nelle fila dell'Unione - ha scatenato una rivolta tra le organizzazioni che contrastano la mafia. La "Casa della Legalità" di Genova, l'Osservatorio sulle Mafie e l'associazione "Democrazia e Legalità" hanno redatto un appello nel quale viene chiesto di offrire cariche istituzionali e di governo "solo a persone limpide ed oneste".
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