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    Talking Ortodossia ed integrazione degli immigrati - Il nostro Governo dovrebbe fare attenzio

    Ho letto su un forum molto noto negli USA una notizia ripresa dal sito ufficiale della Chiesa Russa Fuori Frontiera ROCOR.

    Intanto riporto il testo poi farò alcune riflessioni rivolte specialmente ai nostri governanti (invio a osservare attentamente le parti che metterò in grassetto):

    ---------------------- Information from the mail header -----------------------
    Sender: Orthodox Christianity <orthodox@LISTSERV.INDIANA.EDU>
    Poster: David-Constantine Wright <constantinewright@YAHOO.COM>
    Subject: ROCOR-MP Meeting
    -------------------------------------------------------------------------------

    http://www.russianchurchusa.org/inde...&id=4930&ln=en

    19.04.2007
    Members of the Synod of Bishops of the Russian Orthodox Church Abroad
    Visited Saint Nicholas Patriarchal Cathedral and Representation of
    Moscow Patriarchate in the USA

    On April 19, 2007 on invitation of Bishop Mercurius of Zaraisk,
    Administrator of Patriarchal Parishes in the USA, members of the Synod
    of Bishops of te Russian Orthodox Church Abroad visited St. Nicholas
    Patriarchal Cathedral and Representation of Moscow Patriarchate in the
    USA. The ROCOR Synod of Bishops is having a last session in New York,
    before the signing the Act of Canonical Communion. His Eminence
    Archbishop Mark of Berlin and Great Britain, His Eminence Archbishop
    Hilarion of Australia and New Zealand and V.Rev. Archpriest Andrew
    Sommer, assistant rector of Our Lady of the Sign Synodal Cathedral,
    participated in a meeting with the representative of Moscow
    Patriarchate on behalf of the ROCOR.

    There was a comprehensive, open, heartfelt, sincere and truly brotherly
    exchange of opinions on various subjects such as details of the reunion
    celebration, and specific questions like administration of different
    parts of the Russian Orthodox Church after the merger process, in order
    to actively represent Russian Orthodox in many parts of the world,
    especially in the USA. A lively discussion became the matter of
    counseling of the Russian-speaking flock of Russian immigrants as well
    as citizens of Russia that is currently lacking guardianship due to the
    tragic tear of Russian Diaspora in past. Questions of the Russian
    Orthodox Church position within American Orthodox organizations upon
    the unification between MP and ROCOR were also discussed.

    Participants of discussion were unanimous in the thought that joint
    work of hierarchs, clergy, and laity of the united Russian Orthodox
    Church will accomplish an essential level of the protection of the
    interests of those faithful who speak Russian language and are not
    wishing to succumb to a new style English speaking assimilation, that
    appears to redefine Orthodox Christianity in form of comforting
    protestant tradition.

    At the end of the formal part of the meeting and social tea, His Grace,
    Bishop Mercurius, presented a gift to the members of the Synod Of
    Bishops of Russian Orthodox Church Abroad - an Ecclesiastical Chalice
    Set, as a sign of hope for the overcoming eighty-year separation of
    Russian Orthodox people, and a symbol of longed gathering before the
    Chalice of Christ.

    V.Rev. Archpriest Alexander Abramov, secretary of the Representation
    and Rev. Hieromonk Joseph (Kryukov), secretary to the Administrator o f
    Patriarchal Parishes in the USA participated in the meeting on behalf
    of Representation of MP in the USA.
    ---------------------------------------------
    Forwarded by Rd. DC

    """""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" """""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""" """"


    Ora la politica del nostro Governo tende all'integrazione degli immigrati. Qui la Russia o meglio il Patriarcato di Mosca appare con chiarezza contrario all'integrazione.Dovrebbe aver meglio riflettuto il nostro Governo prima di donare Bari al patriarcato a questi particolari. Il fatto che a Roma un a grande Chiesa Ortodossa sia stata costruita nel territorio extraterritoriale dell'Ambasciata Russa dvrebbe ave fatto riflettere.
    Mentre sia la ROCOR ed ancor di piu' la OCA in America hanno favorito l'integrazione, il Patriarcato di Mosca, e non solo tra le Chiese Ortodosse continua ad identificxare la Chiesa Ortodossa con la Russicità, o la Romenità, o la Grecità....... Così le Chiese ortodosse diventano ghetti nazionalistici. Tutto in slavo, in romeno o in greco....Non ci basta Cina Town o la difficoltà di integrazione dei mussulmani, vogliamo anche favorire il crearsi dei problemi da parte degli Ortodossi.
    L'idea che si possa essere ortodossi ed italiani, buoni ortodossi e buoni italiani, o americani o francesi, non passa nemmeno per la testa del patriarcato di Mosca e, ripeto, non solo. Anche la lingua fa paura:

    A lively discussion became the matter of
    counseling of the Russian-speaking flock of Russian immigrants as well
    as citizens of Russia that is currently lacking guardianship due to the
    tragic tear of Russian Diaspora in past. Questions of the Russian
    Orthodox Church position within American Orthodox organizations upon
    the unification between MP and ROCOR were also discussed.

    Participants of discussion were unanimous in the thought that joint
    work of hierarchs, clergy, and laity of the united Russian Orthodox
    Church will accomplish an essential level of the protection of the
    interests of those faithful who speak Russian language and are not
    wishing to succumb to a new style English speaking assimilation, that
    appears to redefine Orthodox Christianity in form of comforting
    protestant tradition.


    Se questo appare interesse all'integrazione si faccia pure, ma io credo che si dovrebbero al contrario favorire quelle Chiese ortodosse, com la nostra, chje mirano da anni alla integrazione piena degli immigrati mediante l'uso prevalente della lingua italiana nelle celebrazioni liturgiche e nella predicazione.
    In Italia esisteva un Decanato Italiano, formalmente esiste ancora ed il Decano, Arciprete Antonio Lotti di Francavilla Fontana è ormai quasi del tutto esautorato. Le nuove Chiese che nascono sono slavofone e tutte soggette automaticamente ai gerarchi senza passare per il Decanato Italiano.
    Il padre Justin Popovic che non era affatto quell'integralista che si vuol far passare da alcuni autori cattolici amava affermare che il filetismo è il peccato mortale dell'ortodossia.
    Si, perchè per questa gente solo i Russi, i Greci, i Romeni... possono essere ortodossi doc, gli altri no, quasi che il Cristianesimo non fosse universale e , per un vero ortodosso, l'ortodossia si identifica col cristianesimo. "Credo in un Unica Chiesa, Santa, Catholica ed Apostolica".

    Invece "le potestà e le canizie" direbbe il Manzoni, si accordano proprio tra di loro ignorando la mediazione dell'ortodossia italofona come strumento di di integrazione di tanti immigrati.
    Un sostituto procuratore della Repubblica a Pistoia, la dott.ssa Jacline Magi scrisse un bell'articolo sulla nostra Chiesa di Pistoia come un modello di integrazione,
    Ma le potestà e le canizie ragionano diversamente.

    Voplevo solo sollevare il problema.

  2. #2
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    E' una riflessione molto seria ed importante che secondo me si puo' riagganciare al thread chiuso momentaneamente ieri da Vostra Eminenza sulla natura della futura Chiesa Italiana. Ciò che Lei va asserendo è sempre stato il mio cruccio. Io mi sono trovato per anni di fronte solo a comunità slave o greche (d.o.c.) e quindi mi sono adeguato con facilità e pace interiore (la pace interiore puo' far comodo alla nostra esistenza - vivi e lascia vivere) alle lingue dei fedeli, cercando di dare risalto ad una perfezione estetica, linguistica e musicale della liturgia che rispecchiaesse un estremo rispetto per il profondo significato teologico e sacramentale della stessa. Ora non è più così. Noi in Italia, oltre a dover pian piano recuperare la nostra bimillenaria coscienza ortodossa, oltre al dovere di avvicinarci (almeno noi che abbiamo una comune fede) dovremmo essere in grado di curare di più le divine liturgie nella nostra lingua e perché no, prima o poi cominciare a metter mano sul patrimonio liturgico che i nostri padri ci hanno lasciato per celebrare i misteri, ed ora è lì, dimenticato dagli ortodossi e mai più usato da più di mille anni per la celebrazione di misteri validi. Propongo a Vostra Eminenza che si possa aprire un thread serio e permanente dedicato alla liturgia e alla celebrazione del misteri.

  3. #3
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    Alcune delle osservazione di Jungmann mi trovano consenziente.
    Occorre però fare molta attenzione al problema della lingua liturgica ed a quello della ricostruzione delle cosiddette "Liturgie occidentali".
    Il problema della lingua è serio ed è conugato insieme a quello delle traduzioni. Noi abbiamo già pronte ed in uso le tre liturgie complete (secondo la Taxis del Patriarca Filoteo Kokkinos, l'ultima che trovò uniti tutti gli ortodossi) tradotte in Italiano con un metodo che pone le sue basi su scelte di serietà filologica senza con questo usare una lingua "arcaicizzante" ma "alta". Sta per essere terminata la Vigilia festiva e per la prossima quaresima dovrebbe essere pronta la Liturgia dei Presantificati, se Dio vuole! Abbiamo avuto dalla serietà di studiosa di suor Maria Benedetta Artioli la traduzione dell'Antologion che ci ha offerto i propri di tutto l'anno che era la cosa più lacunosa nelle nostre clebrazioni con un lavoro editoriale che con i nostri mezzi non avremmo potuto realizzare per decenni e con una traduzione che rispetta i migliori criteri . Si veda la mia recensione nel sito www.orthodoxia.it

    Sono invece contrario alla ricostruzione di Riti morti da secoli e che sono estranei tanto ai fedeli ortodossi italiani e vieppiù agli immigrati. Si creano archeologismi inutili quando non dannosi e spesso si spacciano per ricostruzioni - che necessitano di rigore filologico e di studi di storia della Liturgia che abbisognano di esperti che non abbiamo - pasticciacci più o meno raffazzonati. Abbiamo visto la tragedia dell'ECOF francese e dovrebbe bastarci. Il Rito cosiddetto "Bizantino" è andato bene agli ortodossi dell'Alaska, non si vede perchè non possa andar bene a quelli dell'Italia. Dedichiamoci piuttosto nelle nostre Chiese a costruire seriamente le celebrazioni festive nella loro totalità e non limitate, come spesso accade, alla sola liturgia Eucaristica domenicale. Una Domenica fatta della Vigilia il Sabato sera, delle ore e della Divina Liturgia alla domenica mattina e del Vespro alla domenica sera dovrebbe essere la norma di tutte le nostre parrocchie.Per le feste infrasettimanali le nostre chiese stanno sperimentando l'uso del Mattutino + liturgia ( in effetti una piccola agripnia) alla sera precedente a ora tarda (cominciando alle 21,30 - 22) che consente la partecipazione festiva a chi non potrebbe essere assolutamente presente la mattina. Il Calendario: quello vecchio indubbiamente e non solo perchè è quello della mia giurisdizione ma perchè anche i neocalendaristi accorti ed intelligenti possono affermare che è quello che che meglio afferma l'individualità ortodossa.
    Sintetizziamo:
    1 - Lingua. l'italiano alto ma comprensibile.
    2 - Tipico: quello Sabaita Greco.
    3 - Calendario: quello Giuliano-Costantiniano.
    La Chiesa sarà così Italiana ma legata ad una Chiesa tradizionalmente ortodossa che favorisca però una simile operazione.

    Occorre recuperare un Tipico Comune che - ad avviso di chi scrive non può essere che il Tipico di San Sava Greco che era in uso finchè è esistita in Italia la Diocesi di Filadelfia e che quindi è il Tipico Tradizionale Italiano, pur senza fare archeologismi. Qui davvero dovremmo fare uno sforzo per tradurlo.

    Ma per tornare a quello che era lo scopo originario del mio intervento, che so che è stato trasmesso al Ministero dell'interno, è quello di sollecitare l'attenzione sullo stretto legame che c'è tra l'integrazione degli immigrati nel tessuto italiano e la necessità di tentare da parte del Governo di scoraggiare la proliferazione di Chiese etniche che diventano ghetti che sono di ostacolo ad una piena integrazione, mentre dovrebbe esser favorita la nascita di Chiese dove l'uso della lingua Italiana (magari con qualche concessione alle lingue di tuttiu i presenti) può accomunare nell'unica celebrazione ortodossa fedeli ortodossi di ogni provenienza e prolungarsi in iniziative delle parrocchie miranti proprio all'integrazione culturale pur nel mantenimento pieno dell'identità cristiana ortodossa.Non può infatti - se non con una operatione manipolatoria - identificarsi l'essere ortodosso con l'essere appartenente ad una lingua, ad una nazione o ad una etnia.

  4. #4
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    Sono molto colpito dalla preparazione e dall'equilibrio di Vostra Eminenza. Come è palese io obbedisco ad altra giurisdizione, ma è veramente motivo di elevazione sentirmi in sintonia con tutto ciò che la Vostra Eminenza ha esposto con un dotto esame. Essendo non a casa mia ma ospite del vostro forum (e ne sono felice), chiedo a Vostra Eminenza di inaugurare un thread permanente di discussione liturgica.

    A. Jungmann

  5. #5
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    Un tread permanente di discussione liturgica? Perchè no.
    State attenti: io ho avuto insigni maestri : a Parigi C. Andronikoff, a Roma R. Taft, a Firenze D. Barsotti... tutta gente che di Liturgia se ne intende a livello da esser considerata esperto mondiale. E ho anche insegnato Liturgia e Tologia Sacramentaria alla Scuola Teologica Diocesana di Pistoia quando ero prete cattolico! Questo per dire che se me ne intendo il merito e solo in piccolissima parte mia, molto di altri.

  6. #6
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    sarà un piacere poter confrontarsi con Lei ed aver la possibilità di apprendere.

    Jungmann

  7. #7
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    Allora a te l'onore di aprire il tread!

 

 

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