A me capita di rado...un tempo ero "quasi" un bravo ragazzo, ma con gli anni il "ruolo" dello stronzo è divenuto una sorta di "seconda pelle" per me e mi viene con assoluta naturalezza...certe volte basta solo non sforzarsi di capire i ragionamenti dietro a certe sfumature del linguaggio altrui e tirare avanti come un panzer per esserlo in modo pressochè perfetto...
...peraltro poi il fatto che naturalmente tendo ad essere molto persuaso delle mie idee e che abbia un atteggiamento "da inquisitore" rende tutto molto più naturale e certe volte persino "non-voluto"...
...ogni tanto però mi capita di eccedere, mi accorgo di essere andato troppo "dentro" con le mie 'rasoiate' e che probabilmente ho veramente ferito la sensibilità di un'altra persona...devo dire che è raro che ci tenga a qualcuno abbastanza da farci caso, ma certe volte è capitato e in qualche modo mi è dispiaciuto.
Ê mai capitato anche a voi o siete tutti "ragazzi/e bravi/e e buoni/e"?
In genere come vi regolate al riguardo?
A me l'esperienza ha insegnato che, quando si fa una cosa simile, la cosa migliore è tirare avanti fottendosene...il dispiacere ed eventuali rimorsi sono
affari miei personali, ma ciò che conta verso l'interlocutore è la totale e spietata "coerenza monolitica" dei modi...la gente (le donne soprattutto) in genere non si azzarda reagire con uno che è stronzo fatto e finito, ma con uno stronzo "debole" che si pente occasionalmente ci sono solo calci e pugni quando è a terra...
...per certi versi trovo "curioso" come in un uomo che viva nel ruolo dello "stronzo", o che comunque col tempo ci si sia trovato ficcato dentro, non siano concessi "ravvedimenti" che in fondo, in una persona meno carogna, sarebbero lodati (o che, a parole, vengono lodati)...è un pò come se, una volta scelto di "regnare all'inferno" uno si trovi ficcato su un vagone piombato con capolinea Caina...
Skarm





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