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  1. #1
    Vedo la mano invisibile
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    Predefinito Reati d'opinione liberali o illeberali?

    Insomma è giusto liberalisticamente parlando mettere in galera chi si adopera in un saluto romano?
    Secondo me no, è illiberale.
    Lo stato di diritto compie una leggerezza a proibire un saluto romano o gli slogan del ventennio.
    I comportamenti da punire credo debbano essere gli attacchi violenti contro le istituzioni, che avvengano da parte rossa o nera non ha alcuna importanza, come già avviene, ma vietare slogan e braccia tese la trovo una sciocchezza, oltretutto illiberale.

  2. #2
    Liberale hayekiano
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    prima di tutto un rilievo pratico. Quando mai è stata applicata la legge scelba nel caso di chi avesse "semplicemente" fatto il saluto romano o detto "viva il duce"? E' difficile che si ritenga il fatto sufficientemente offensivo da integrare la fattispecie criminosa.
    Il liberalismo è la suprema generosità.

  3. #3
    Vedo la mano invisibile
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    Citazione Originariamente Scritto da Ortega
    prima di tutto un rilievo pratico. Quando mai è stata applicata la legge scelba nel caso di chi avesse "semplicemente" fatto il saluto romano o detto "viva il duce"? E' difficile che si ritenga il fatto sufficientemente offensivo da integrare la fattispecie criminosa.

    Fare il saluto romano in Italia è illegale, che sia difficilmente applicabile la conseguente sanzione è una leggitima constatazione che secondo me rende ancora più ridicola tale regola..
    Aggiungo che trovo ingiusta anche la XII ddt (è vietata la riocostruzione sotto qualsiasi forma del partito fascista), che dovrebbe piuttosto, a mio avviso, essere sostituita in caso dalla creazione di una norma che impedisca la creazione di movimenti politici atti a modificare al di fuori delle norme costituzionali l'ordine costituzionale.
    Ma non credo nemmeno serva una norma del genere vista l'esistenza dell'art. 270 bis del codice penale (quello contro le associazioni terroristiche e/o sovversive)

  4. #4
    Liberale hayekiano
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    Non è esattamente così. E vietato non il gesto in sè; è vietata tra le altre cose- l'apologia di fascismo, e precisamente:
    Chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità indicate nell'articolo 1 è punto con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da lire 400.000 a lire 1.000.000 (1). Alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche. Se il fatto riguarda idee o metodi razzisti, la pena è della reclusione da uno a tre anni e della multa da uno a due milioni .
    Non è giusto dire che la legge venga disapplicata. Il saluto romano, fuori da certi contesti, e soprattutto senza il particolare dolo della fattispecie (devo fare il saluto con l'intento come minimo di esaltare principi, fatti etc. del fascismo) non costituisce reato. In ogni caso il fatto naturale del braccio teso non è un reato in sè, può concorrere a determinarlo solo se vi sono gli altri requisiti della fattispecie.
    Data la particolare esperienza italiana, il riferimento speciale al fascismo e alle sue "finalità antidemocratiche" è ampliamente giustificato. Oltretutto non mi pare si parli di pene draconiane.
    Il liberalismo è la suprema generosità.

  5. #5
    Liberale hayekiano
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    Predefinito K. R. Popper, Toleration and intellectual responsability

    K. R. Popper, Toleration and intellectual responsability [Tolleranza e responsabilità intellettuale]


    Il titolo della mia lezione “Tolleranza e responsabilità intellettuale” allude ad una tesi di Voltaire, il padre dell’Illuminismo, un argomento a favore della tolleranza. Voltaire si chiede: “Che cos’è la tolleranza?” e risponde (traduco liberamente):

    “La Tolleranza è la necessaria conseguenza della comprensione della nostra imperfezione umana. Errare è umano e a noi questo capita continuamente. Perciò perdoniamoci gli uni gli altri le nostre follie. Questo è il primo principio del diritto naturale”.

    Qui Voltaire fa appello alla nostra onestà intellettuale: noi dobbiamo ammettere i nostri errori, la nostra imperfezione, la nostra ignoranza. Voltaire conosce benissimo che i fanatici esistono. Ma la loro convinzione è veramente onesta? Hanno essi onestamente esaminato se stessi, ciò in cui credono e le ragioni per sostenere ciò di cui sono convinti? E non è l’attitudine all’autocritica una parte dell’onestà intellettuale? E non ha il fanatismo spesso cercato di negare la nostra non ammessa incredulità, che abbiamo represso, e talvolta ne siamo solo parzialmente consci?

    Voltaire si appella alla nostra modestia intellettuale; e soprattutto il suo appello alla nostra onestà intellettuale fece una grande impressione sugli intellettuali del suo tempo. Mi piacerebbe riaffermare qui il suo appello.

    La motivazione data da Voltaire in favore della tolleranza è che noi dobbiamo perdonarci gli uni gli altri le nostre follie. Ma una follia comune come quella della intolleranza Voltaire trova giusto che sia difficile da tollerare. Invero è qui che la tolleranza ha i suoi limiti. Se noi concediamo all’intolleranza il diritto di essere tollerata, allora noi distruggiamo la tolleranza, e lo stato di diritto. Questo è stata la sorte della Repubblica di Weimar.
    Il liberalismo è la suprema generosità.

  6. #6
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    I reati di opinione e le limitazioni alla libertà di associazione determinate sulla base di motivazioni politiche sono una vergogna del diritto ed una piaga della nazione, ogni forma di limitazione di diritti che non sia direttamente e certamente connessa alla preservazione di diritti altrui (ed essere fascista NON significa non essere presunto innocente) è un colpo al cuore della Giustizia.

    Non c'è niente di più illiberale della limitazione alla libertà di espressione.

    La c.d. democrazia protetta è un insulto all'umanità e una arbitraria presunzione di stupidità e criminalità verso parte dei propri cittadini.

    Non si puo' accettare in nessuna via che il moderatismo della coazione ad escludere o la paura del ripetersi di eventi del passato trasformino l'uguaglianza in qualcosa di differente da se stessa. Tanto più che proprio l'intervento limitativo della libertà condotto nel presente si è sempre dimostrato causa e non certo prodotto della dittatura del futuro, in ogni tempo.

    Io non accetto che il mio Governo pensi -e faccia come se- che io stesso in quanto fascista o nazista sia un criminale, nè è lecito che esso possa permettersi di considerare irrilevante il mio comportamento ai fini penali ed anzi presupporre la sua criminalità in qualunque caso esso venga compiuto, anche senza lesione di diritti altrui, con un "animus" che esso dovrebbe saper giudicare.

    Il processo alle intenzioni non accetto lo si faccia, nè in alcun modo tollero che si violino i miei diritti, che mi pregio di considerare esistenti a precindere dalla carta igienica costituzionale con cui i ladroni del Governo vorrebbero prendersi l'unico merito della Giustizia e l'unico monopolio su di essa.

    Da liberale e per oggi fascista:

    Viva il Duce
    Eia Eia ALALA'
    _
    P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
    * * *

    Presidente di Progetto Liberale

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie
    I reati di opinione e le limitazioni alla libertà di associazione determinate sulla base di motivazioni politiche sono una vergogna del diritto ed una piaga della nazione, ogni forma di limitazione di diritti che non sia direttamente e certamente connessa alla preservazione di diritti altrui (ed essere fascista NON significa non essere presunto innocente) è un colpo al cuore della Giustizia.

    Non c'è niente di più illiberale della limitazione alla libertà di espressione.

    La c.d. democrazia protetta è un insulto all'umanità e una arbitraria presunzione di stupidità e criminalità verso parte dei propri cittadini.

    Non si puo' accettare in nessuna via che il moderatismo della coazione ad escludere o la paura del ripetersi di eventi del passato trasformino l'uguaglianza in qualcosa di differente da se stessa. Tanto più che proprio l'intervento limitativo della libertà condotto nel presente si è sempre dimostrato causa e non certo prodotto della dittatura del futuro, in ogni tempo.

    Io non accetto che il mio Governo pensi -e faccia come se- che io stesso in quanto fascista o nazista sia un criminale, nè è lecito che esso possa permettersi di considerare irrilevante il mio comportamento ai fini penali ed anzi presupporre la sua criminalità in qualunque caso esso venga compiuto, anche senza lesione di diritti altrui, con un "animus" che esso dovrebbe saper giudicare.

    Il processo alle intenzioni non accetto lo si faccia, nè in alcun modo tollero che si violino i miei diritti, che mi pregio di considerare esistenti a precindere dalla carta igienica costituzionale con cui i ladroni del Governo vorrebbero prendersi l'unico merito della Giustizia e l'unico monopolio su di essa.

    Da liberale e per oggi fascista:

    Viva il Duce
    Eia Eia ALALA'
    Quoto.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Ortega
    Non è esattamente così. E vietato non il gesto in sè; è vietata tra le altre cose- l'apologia di fascismo, e precisamente:
    Chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità indicate nell'articolo 1 è punto con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da lire 400.000 a lire 1.000.000 (1). Alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche. Se il fatto riguarda idee o metodi razzisti, la pena è della reclusione da uno a tre anni e della multa da uno a due milioni .
    Non è giusto dire che la legge venga disapplicata. Il saluto romano, fuori da certi contesti, e soprattutto senza il particolare dolo della fattispecie (devo fare il saluto con l'intento come minimo di esaltare principi, fatti etc. del fascismo) non costituisce reato. In ogni caso il fatto naturale del braccio teso non è un reato in sè, può concorrere a determinarlo solo se vi sono gli altri requisiti della fattispecie.
    Data la particolare esperienza italiana, il riferimento speciale al fascismo e alle sue "finalità antidemocratiche" è ampliamente giustificato. Oltretutto non mi pare si parli di pene draconiane.
    LA legge parla addirittuara di esaltazione pubblica di idee o fatti del fascismo...
    scondo me è follia.
    Per quanto riguarda il saluto romano insisto nel dire che è reato e che è disapplicato, infatti perchè avvenga il reato di apologia è necessario essere in 3 persone a compierlo (3 saluti romani=apologia=teorica galera), basta assistere ad un corteo di forza nuova per notare come tale legge sia disapplicata(fortunatamente, aggiungo).
    I reati d'opinione sono la cosa più odiosa che esista.
    W la Libertà.

  9. #9
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    Comunque la si voglia guardare, le norme che vietano l'apologia di fascismo sono un obbrobrio giuridico, giustificabile forse alla fine della guerra, ma non certo 60 anni dopo.
    E' disgustoso sentire gli apologeti di Hezbollah e di Fidel Castro starnazzare contro il diiritto di manifestare dei neo-fascisti in nome della loro contiguità con una tradizione non democratica.

  10. #10
    Vedo la mano invisibile
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    Specificatamente la trovo una norma decisamente illiberale, ergo ingiusta.

 

 
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