Mi rendo conto che è una semplice disquisizione ideologica e anche un po' provocatoria, ma parlando con amici, ho sentito la necessità di confrontarmi con voi su un tema centrale.
Premetto che sono un'innamorata di irs perchè vedo un movimento che ancora riesce a coinvolgermi, perchè ha orizzonti lontani, perchè lascia spazio a quell'ingrediente per me essenziale dell'agire politico, che è il sogno.
Quando siamo arrivati sotto elezioni, io, non votante alle politiche per scelta, mi sono trovata in forte crisi.
Nel vedere che irs si era candidata, ho avuto sensazioni discordanti: da un lato ho pensato bene, voto irs, e mi scarico la coscienza, dall'altro però ho percepito una frattura. Irs, nel candidarsi alle politiche non ha in qualche modo legittimato il parlamento? In un momento come quello che stiamo vivendo, in cui non c'e' una gran differenza tra i due schieramenti (dato che le politiche economiche vengono decise dai mercati), credo che le politiche siano veramente un fenomeno ripugnante, in cui due contendenti cercano di accalappiarsi l'osso a prescindere dalle nostre teste, a maggior ragione se sono pensanti (Violante durante una trasmissione ha detto che i dissidenti a lui non rappresentavano nulla). Allora perchè irs ha deciso di partecipare?
Ripeto, sono assolutamente consapevole del fatto che sia una posizione provocatoria, ma mi farebbe piacere discuterne con voi.




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