se mi è consentito farò un'ultima breve considerazione
ho osservato con interesse gli interventi di alcuni di voi che si mostrano preoccupati per l'inquinamento che negli ultimi tempi affligge il popolo della lega.
peraltro, tra i miei studenti, ne ho tantissimi che si mostrano sinceramente appassionati alle tesi originarie della lega, volte a salvaguardare un patrimonio di tradizioni e elementi culturali che non hanno da invidiare nulla a nessuno, e ciò mi ha portato in numerose occasioni a cercare di comprendere le reali ragioni di un movimento, che trova certamente sacrosante ragioni di esistere nel secolare sistema politico italiano, accentratore e sperequatore.
il lavoro è ciò che rende liberi. il lavoro va rispettato. la gente che lavora ha bisogno di giustizia per sentirsi libera e continuare a lavorare con entusiasmo. io condivido queste tesi e, provenendo da realtà dove non esiste lo stato e pertanto da decenni si è smarrito totalmente il senso del lavoro e dell'onorabilità che da esso deriva, ho imparato ad apprezzare la gente veneta. ho intessuto amicizie ventennali con veneti intelligenti e tanto simili per sensibilità alle migliori genti meridionali.
ma l'osservazione che qui, dopo questa premessa necessaria, mi piace fare è che la lega, oltre l'autenticità di un uomo semplice, che è stato pronto a dare la sua stessa vita per un ideale, a livello di dirigenza esprime una goffaggine e una tracotanza (castelli docet) che ne inficia ogni tentativo di rendersi credibile e ne aliena le simpatie che in verità potrebbero esserci eccome.
saluti da uno che ama questa terra