AHMADINEJAD ATTACCA ISRAELE: 'NON PUO' SOPRAVVIVERE'
TEHERAN - Il presidente iraniano Ahmadinejad è tornato ad attaccare Israele, già al centro di una serie di sue dichiarazioni che nei mesi scorsi hanno provocato reazioni di protesta di diversi Paesi occidentali e non. Lo Stato ebraico, ha affermato, "non può sopravvivere" perché è stato imposto al popolo palestinese a causa delle precedenti persecuzioni contro gli ebrei le cui responsabilità vanno addebitate solo agli occidentali. "Poniamo che quello che dite (l'Olocausto, ndr) sia vero - ha detto Ahmadinejad -. In tal caso chi deve pagare? Voi (gli europei) avete reso l'Europa insicura per gli ebrei, che hanno dovuto emigrare in Medio Oriente. Lasciate che tornino nei loro Paesi d'origine. Voi avete creato il problema, ora spetta a voi risolverlo".
L'Iran non ha più alcuna intenzione di discutere di un sospensione delle sue attività di arricchimento dell'uranio e continuerà sulla sua strada, anche in caso di sanzioni, con l'intenzione di arrivare a una produzione su scala industriale di materiale fissile.
Lo ha detto in una conferenza stampa il presidente Mahmud Ahmadinejad, riaffermando il rifiuto di Teheran di accettare la richiesta del Consiglio di Sicurezza dell'Onu di sospendere le sue attività di arricchimento entro venerdì 28 aprile. "Abbiamo ormai superato lo stadio della sospensione", ha aggiunto il presidente iraniano. E quanto alla possibilità che il Consiglio di Sicurezza risponda imponendo sanzioni alla Repubblica islamica, Ahmadinejad ha detto di ritenerla "altamente improbabile", perché anche i Paesi ostili, in primo luogo gli Usa e la Gran Bretagna, "sono abbastanza razionali da non commettere un simile errore", che avrebbe conseguenze più dannose per loro che per Teheran.
Inoltre, il presidente iraniano ha fatto capire che il suo Paese potrebbe uscire dal Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp) se non gli verrà riconosciuto il diritto di proseguire nel suo programma, che ha ribadito essere a scopi esclusivamente pacifici.
"Operiamo nell'ambito dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) e del Tnp - ha detto Ahmadinejad - e speriamo che il nostro lavoro possa continuare su questa via. Ma se non lo vogliono, riesamineremo la nostra politica". Nei 30 anni in cui l'Iran ha fatto parte del Tnp, ha aggiunto il presidente, ne ha ricavato "solo disturbi e problemi" e finora "la nazione è stata molto paziente".
Il presidente ha detto che l'Iran, lungi dall'accettare di sospendere i suoi esperimenti, vuole arrivare a produrre su scala industriale uranio "arricchito fra il 3,5 e il 5 per cento" per alimentare le proprie future centrali per la produzione di elettricità. Quanto al piano di compromesso di Mosca, che proponeva di trasferire l'arricchimento dell'uranio iraniano sul proprio territorio, Ahmadinejad ha fatto capire di considerarlo ormai sorpassato.
"Il piano russo? Appartiene ormai a sei mesi fa", ha detto Ahmadinejad rispondendo a una domanda in proposito. "I Russi hanno la tecnologia per l'arricchimento, e adesso anche noi ce l'abbiamo", ha aggiunto il presidente. Ahmadinejad ha accusato gli Stati Uniti e la Gran Bretagna di volere imporre le loro politiche egemoniche. "Ma quel tempo è finito", ha affermato. Così come ha messo in dubbio la credibilità del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, sotto la cui copertura, a suo dire, "due o tre Paesi decidono".
Il presidente iraniano ha infine parlato della notizia pubblicata giorni fa dal quotidiano israeliano 'Haaretz' secondo la quale i vertici degli apparati di intelligence di Israele avrebbero discusso un piano per assassinarlo. "Se pensano - ha detto - che con la mia uccisione tutto finisca, si sbagliano. Ci sono 70 milioni di Ahmadinejad in Iran (l'intera popolazione del Paese, ndr) e molti altri in altri Paesi".