''Non esiste che la Lega voti un democristiano. Sara' dura convincere Bossi. La candidatura al Senato di Andreotti, nella quale non siamo coinvolti, non ci appassiona''. La bocciatura di Giulio Andreotti alla presidenza del Senato arriva dal ministro del Welfare Roberto Maroni, che in una intervista al Corriere della Sera di fatto blocca anche l'altro candidato, l'ex democristiano Franco Marini.
Il nome di Andreotti, spiega Maroni, ''e' stato fatto da
Casini, ma non e' stato concordato'' e in ogni caso sul
senatore a vita ''non c'e' nessun entusiamo''. Forse ''da
parte mia ci sarebbe stato piu' entusiasmo per Giorgio
Napolitano''. Comunque sul voto, assicura il ministro,
''decideremo giovedi' durante la riunione dei nostri gruppi
di Camera e Senato con Bossi presente''.
Sulla nomina di un leghista sullo scranno piu' alto di
Palazzo Madama, Maroni dice: ''Vedremo se candidare un
leghista, Calderoli o Castelli''.
Sul Quirinale infine Maroni la vede ''dura. E' difficile
che D'Alema possa aspirare a questa carica. E non credo che voglia esporsi a un tiro al piccione. C'e' ancora odore di
trappola''.




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