L'uscente ministro della finanza creativa, Giulio Tremonti, quasi non aveva finito di parlare dalla riunione del Fondo monetario internazionale di Washington vantando i dubbi meriti del suo governo, che ci ha pensato Alessandro Leipold, capo missione del Fondo per l'Italia, a fargli (e farci) fare un a doccia gelata: i conti italiani vanno ale, il deficit è fuori controllo, e non si capisce quale sia lo stato dei conti perché non c'è trasparenza. Dunque: è urgente una nuova manovra. La prima, pesante eredità del malgoverno Berlusconi che Romano Prodi si troverà a gestire di qui a qualche settimana.
«Vorrei valutare la situazione con il governo entrate, ma a noi pare che una correzione dei conti sia necessaria», ha detto Alessandro Leipold parlando a conclusione dei lavori del Fondo, secondo il quale la fase di incertezza politica «nuoce», perchè «prima si conosce il nuovo governo e il suo programma e quali misure vuole prendere e meglio è». Per il Fondo è necessaria una manovra aggiuntiva in Italia alla luce degli andamenti negativi della finanza pubblica che vedono per quest'anno una previsione di deficit pubblico pari al 4% del Pil.
Una nuova manovra dunque? «A noi pare di sì», ha risposto Alessandro Leipold, capo-missione Fmi in Italia sottolineando che le prescrizioni di politica economica dell'istituzione di Washington non cambiano con l'avvicendarsi dei governi e restano le stesse formulate a novembre. Intanto, entro circa un mese, giungerà in Italia una nuova missione del Fondo per un primo contatto con il nuovo governo e per l'abituale ricognizione sui conti pubblici effettuata in quel periodo.
Perchè le previsioni sul deficit pubblico italiano del Fondo sono più alte di quelle stilate dal governo uscente? «Il Governo ha dato 3,8% e noi abbiamo dato il 4%. Effettivamente - spiega Leipold - alcune delle ipotesi che facevamo sulla efficacia o meno della manovra si sono riflesse anche nella Trimestrale di cassa. Perchè nella sanità e in altre categorie di spesa ci sarebbero state delle deviazioni dalla Finanziaria. E devo dire che la previsione del fabbisogno è estremamente difficile per il motivo di cui ci siamo lamentati a novembre e continuiamo a lamentarci: scarsa trasparenza dei conti pubblici. Vi sono nella trimestrale alcune riclassificazioni, alcune chiare e altre meno. Vi è una riduzione della spesa in conto capitale che non è che sia spiegata, vi è questo appello ad evitare che possano essere attivate operazioni finanziarie tali che possano coinvolgere poi l'amministrazione pubblica, che chiaramente denotano preoccupazione su questo fronte».




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