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  1. #1
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Predefinito Le ingerenze indebite di A. Cabras.

    L’UNIONE SARDA

    La polemica

    Affondo contro il leader Psd’Az
    Cabras: «Sanna ora si dimetta»
    C’è anche il voto sardista nel successo del centrosinistra in Sardegna.
    Lo dicono i vertici regionali dei Ds, che intendono riaprire il dialogo con i Quattro Mori dopo la rottura preelettorale.
    Ma Antonello Cabras avverte: «Il segretario del Psd’Az Giacomo Sanna dovrebbe dimettersi». Immediata la replica del diretto interessato: «Non decide lui il nostro destino».
    Insomma, tra i due leader le polemiche della campagna elettorale (scoppiate con fragore all’indomani della candidaturadi Sanna in Lombardia con la Lega Nord) non sono finite col voto.

    I DATI. In una conferenza stampa convocata dallo stato maggiore della Quercia per commentare il voto sardo, il neo senatore Cabras analizza il «massiccio spostamenti di voti dalla Cdl al centrosinistra ».
    La coalizione cresce di oltre 10 punti sul 2001. E avanzano i Ds, che si scoprono molto forti nelle città: a Cagliari, dove passano dai 7mila voti delle Regionali a circa 16mila, «per la prima volta - dice Cabras – superiamo la lista di An capeggiata dal mitico sindaco Delogu».
    Se in passato fenomeni simili si potevano giustificare con la forza di certi candidati, «in questo caso
    - prosegue il senatore – è uno spostamento tutto politico. E l’esperienza insegna che, quando questo
    accade, non c’è mai una sola ragione».
    I sardi hanno punito l’operato del centrodestra al Governo e alla Regione, e premiato il lavoro del centrosinistra sardo a tutti i livelli.
    «Chiunque volesse intestarsi, singolarmente, i meriti farebbe torto anzitutto agli elettori».

    I SARDISTI. Ma tra i motivi della crescita, a guardare le tabelle elaborate dai Ds, ce n’è uno - seppure
    non il più rilevante come consistenza - di altro genere: gli elettori sardisti che hanno tradito il simbolo dei Quattro Mori, delusi dalla scelta di Sanna di schierarsi col Carroccio, hanno scelto il centrosinistra. «E ora il segretario nazionale del Psd’Az - osserva Cabras - dovrebbe presentarsi dimissionario. La base del suo partito ha preferito sostenere noi».

    LE REAZIONI. Sanna non l’ha presa bene: «Capisco che Cabras sia abituato a influenzare alcuni
    Dirigenti sardisti – scrive in una nota - ma stia certo che il destino del Psd’Az non lo deciderà lui, ma il mio Partito. Quanto all’analisi del voto, stupisce che nell’arco di 24 ore l’autorevole esponente della
    Quercia, con un atteggiamento al limite della schizofrenia politica, abbia attribuito il successo dell’Ulivo, prima al governatore Soru e poi ai voti sardisti lasciati alla libera coscienza per il voto della Camera».
    Duro anche il commento di Giuseppe Atzeri, consigliere regionale dei Quattro Mori, che accusa i Ds di «cannibalismo politico»: «Le gravi dichiarazioni dell’onorevole Cabras confermano l’alto tasso di arroganza della sinistra, visceralmente interessata alle sorti del sardismo sino al punto da trattare il glorioso partito dei quattro mori come una sorta di protettorato. Ancora una volta la sinistra è venuta meno ad una delle regole non scritte del galateo politico secondo cui non è lecito intromettersi nelle vicende interne degli altri partiti». (g. m.)

  2. #2
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    Predefinito

    Il Sardegna

    Dopo il voto. Cabras attacca il segretario del Psd'Az Giacomo Sanna: si dimetta. La replica: non decidi tu
    I Ds: Soru non vince da solo ora ci prendiamo anche Cagliari
    Calvisi soddisfatto: risultato straordinario che premia lo sforzo di tutto il centrosinistra

    Claudia Mameli
    regione@epolis.sm

    «Il merito della vittoria è di tutta la squadra, non solo della punta».
    Una metafora calcistica quella usata da Antonello Cabras, braccio destro di Piero Fassino, per spiegare il ruolo determinante dell’isola , unita all’ombra dell’Ulivo, nella partita contro il centro destra, per le elezioni politiche 2006. Dunque, che la giunta regionale sia di centrosinistra, ha il suo peso, ma non significa che il presidente, Renato Soru, abbia vinto da solo.
    «Non era un voto per la Giunta regionale, ma per le politiche», dice Giulio Calvisi, segretario regionale dei Ds, e sottolinea, «anche se è vero che non tutte le regioni d’Italia, roccaforti di centrosinistra, hanno avuto i risultati della Sardegna, dove comunque c’è stato il contributo di tutti i partiti. L’esempio più eclatante è il Friuli. Dopo questo voto ci sentiamo ovviamente più forti».

    Sono scesi tutti in campo, dunque. Uniti con l’obiettivo della vittoria, con un solo assente: il Psd’Az e Cabras punta l'indice contro la decisione del suo segretario, Giacomo Sanna di candidarsi con la Lega.
    «Il problema sardista è grave: la gente vuole il partito alleato con il centro sinistra, e lo ha dimostrato esprimendo il suo voto», precisa Antonello Cabras, e poi aggiunge «Giacomo Sanna dovrebbe dimettersi. Questo è quello che chiede l’elettorato. La loro alleanza sarebbe naturale. È certamente un dialogo che andrà ripreso».
    Ma senza Sanna.
    Che replica con decisione a quelle che considera indebite ingerenze sulle posizioni del partito che rappresenta.
    «Il senatore Antonello Cabras, nelle trattative per le politiche, mi ha offerto la candidatura come capolista del partito di cui sono segretario. Il giorno dopo le elezioni mi invita a dimettermi dalla guida del Psd'Az. Capisco che l'esponente Ds sia abituato a influenzare alcuni dirigenti sardisti, ma può stare certo che il destino del Psd'Az non lo deciderà lui, ma il mio partito».

    POLEMICHE A PARTE dopo il sorpasso storico di Cagliari sul centrodestra, i Ds hanno un solo obiettivo: il Municipio di via Roma. «Adesso puntiamo a riprendere Cagliari. Abbiamo ottime
    possibilità di vincere le comunali - dice Calvisi – stiamo lavorando affinché Gianmario Selis, abbia le migliori liste».
    I numeri parlano chiaro: il centrosinistra sardo ha 7 punti percentuale in più alla Camera, e 5,6 al Senato rispetto agli avversari. Mentre la Cdl perde 55.000 voti.
    Unico neo: Quartu.
    Un risultato negativo e inatteso per il centro sinistra.

  3. #3
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    LA NUOVA Sardegna

    DS - Cabras attacca: Psd’Az leghista Sanna vada via

    CAGLIARI. Antonello Cabras, neo senatore e dirigente nazionale dei Ds, attacca la parte di Psd'Az vicino alla lega di Bossi, chiedendo le dimissioni del segretario sardista Giacomo Sanna, accusato
    di essersi candidato nel centrodestra: «mentre i sardisti - dice Cabras in un'intervista - votano a sinistra».
    Giacomo Sanna risponde affermando che quella di Cabras « una nuova velenosa interferenza».

    F. PERETTI


    Ds, ora Cabras sfida il Psd’Az leghista
    «Sanna dovrebbe dimettersi subito»
    «Noi non vinciamo solo per l’effetto Soru»

    di Filippo Peretti

    CAGLIARI. L’appuntamento con la stampa è per mettere in risalto il risultato dei Ds e dell’Unione in Sardegna.
    Ma l’occasione è troppo ghiotta per rilanciare la sfida nei confronti di un Psd’Az più che deluso; e Antonello Cabras, protagonista delle polemiche preelettorali con il segretario sardista Giacomo Sanna, non se la fa certo sfuggire: «Lui si è alleato con la Lega ma gli elettori sardisti in maggioranza o quasi
    hanno votato per il Centrosinistra. Sanna dovrebbe dimettersi per il bene del suo partito».
    E’, di fatto, la condizione dei Ds per riprendere il dialogo.

    — Senatore Cabras, perché ha chiesto le dimissioni del segretario del Psd’Az?
    «Gli elettori sardisti in maggioranza o quasi hanno deciso di votare Centrosinistra».
    — Ma il Psd’Az per la Camera aveva lasciato libertà di coscienza.
    «Ma da un segretario che dovrebbe essere interprete degli umori dei suoi elettori non ho sentito autocritica».
    — Per essersi candidato con la Lega?
    «Un partito del Centrodestra mentre i sardisti votano a sinistra. In questi casi le dimissioni sono un atto dovuto».
    — Ma quella della Lega era una scelta tecnica.
    «Nel 2003 Sanna aveva dato l’appoggio alla giunta regionale di An, ora c’è questo».
    — I rapporti con il Psd’Az sono compromessi?
    «Auspichiamo un’autocritica e una ripresa del dialogo».
    — Già alle elezioni comunali?
    «Io ricordo che quando ci presentiamo uniti andiamo meglio sia noi che loro. Questo voto dimostra che conviene soprattutto a loro».
    — Da dove nasce il suo scontro con Giacomo Sanna?
    «Mai niente di personale».
    — E allora?
    «Ci siamo sempre divisi sulle scelte politiche. E anche stavolta non ho capito scelta persino poco utile».
    — Lei è stato accusato di voler annientare il Psd’Az.
    E’ così?
    «Chiamerei il grande Mario Melis a testimoniare».
    — Cosa direbbe?
    «Ricorderebbe le mie posizioni politiche da quando ero segretario e lui presidente della Regione».
    ….
    ….
    ….


    LA REPLICA

    «E’ una nuova velenosa interferenza»
    La lunga rivalità fra il segretario sardista e il dirigente diessino

    CAGLIARI. Immediata la replica di Giacomo Sanna alla richiesta di dimissioni fatta dal dirigente diessino Antonello Cabras.

    «Il senatore Cabras - ha detto il leader sardista – nelle trattative per le elezioni politiche mi ha offerto la candidatura come capolista del partito di cui mi onoro essere segretario. Il giorno dopo le elezioni mi invita a dimettermi dalla guida del Psd’Az. Comprendo che l’esponente Ds sia abituato a influenzare alcuni dirigenti sardisti, ma stia certo che il destino del Psd’Az non lo deciderà lui, ma il mio partito».

    Sanna ha proseguito: «Quanto all’analisi del voto, stupisce che nell’arco di ventiquattro ore l’autorevole esponente della Quercia, con un atteggiamento al limite della schizofrenia politica, abbia attribuito il successo dell’Ulivo, prima al governatore Soru e poi ai voti sardisti lasciati alla libera coscienza per il voto della Camera. Farebbe meglio a ringraziare i suoi elettori per il successo dell’Ulivo in Sardegna e godersi, fino a che ci sono, i ventiquattromila voti di differenza che lo separano dal baratro in Italia, piuttosto che instillare veleno, intromettendosi nelle questioni interne di partiti che non sono il suo e che godono, al momento, di ampia autonomia nelle scelte politiche ».

    Cabras e Sanna si erano scontrati anche prima del voto. Il segretario sardista aveva accusato il diessino di aver fatto fallire l’accordo elettorale. Cabras aveva poi duramente contestato la scelta di Sanna di candidarsi in Lombardia con la Lega.

  4. #4
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    Predefinito

    beh, lui si è esposto a critiche del genere, pungenti per quanto interessate.
    Il liberalismo è la suprema generosità.

  5. #5
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Predefinito Proseguono le prese di posizione sulla stampa di oggi.

    LA NUOVA Sardegna

    DOPO IL VOTO
    “Il Psd’Az fatto fuori da Ds e Margherita”
    Palomba: inaccettabile interferenza di Cabras nelle questioni sardiste
    Di Augusto Ditel

    CAGLIARI. Cabras è sulla graticola. Il senatore diessino ha vincolato il dialogo con i sardisti feriti, alle dimissioni del segretario Giacomo Sanna, con il quale, difficilmente, andrà a cena nei prossimi giorni. La sua sortita è stata considerata un'ingerenza indebita, oltreché inopportuna, nelle questioni di un partito che dell'autonomia ha fatto storicamente una bandiera. Contro Antonello Cabras si scaglia senza peli sulla lingua l'ex presidente della Regione Federico Palomba.

    Ma Palomba, che estende la sua critica, a tratti feroce, a Ds e Margherita per il modo in cui hanno trattato i sardisti, non è il solo a esternare rabbia e indignazione. Gli strali contro Antonello Cabras arrivano anche da Giuseppe Atzeri, consigliere regionale del Psd'Az e numero due della lista dei quattro mori al Senato, e da Silvano Cadoni, presidente del partito.
    Di più. Anche i sardisti nuoresi, come si può leggere nel pezzo qui sotto, danno un pizzicotto al senatore dei Ds, ma allo stesso tempo non perdono l'occasione - loro che appartengono alla minoranza interna - per ribadire il giudizio fortemente critico nei confronti della scelta del loro segretario di candidarsi con la Lega di Umberto Bossi.

    Cominciamo da Federico Palomba. «Ho letto le dichiarazioni di Antonello Cabras attacca il neo deputato dell'ltalia dei Valori - e le giudico quantomeno singolari. E' stato Cabras, anzi sono stati i Ds, insieme con la Margherita, a sbattere la porta in faccia al Psd'Az. E questi due partiti sono pure recidivi. Anche cinque anni fa, la stessa discriminazione fece perdere cinque collegi al centrosinistra, e questa volta l'Unione ha rischiato grosso, visto che alla fine il distacco dalla Casa delle Libertà è stato di soli 24mila voti».

    Federico Palomba non vuole ergersi a difensore d'ufficio di Sanna, e ricorda che «anche noi abbiamo criticato la deriva leghista presa da un partito, la cui storia è lontanissima dai valori della Lega. Ai sardisti abbiamo offerto noi la candidatura, con la certezza dell'elezione. E non era una boutade perché come si è visto l'elezione, in Sardegna, c'è stata. Noi, in campagna elettorale, ci siamo rivolti all'elettorato sardista, alla parte di elettorato progressista che, per esempio, nel Sulcis ha generato buoni risultati».

    L'ex presidente della Regione sottolinea poi «gli errori tattici di Ds e Margherita, che hanno solo pensato ai loro interessi. Io stesso, in campagna elettorale, ho riscontrato più di una scorrettezza. Qualcuno si è comportato in maniera subdola, sostenendo che il voto per noi, era un voto inutile. Ora, questi signori prendano atto che siamo il quarto partito della coalizione, con venti deputati e cinque senatori. Insomma - conclude Palomba - non è accettabile il comportamento di chi interferisce nelle questioni di un altro partito».

    Non è tenero, nei confronti di Antonello Cabras, il presidente del Psd'Az: Silvano Cadoni. «Durante la rencentissima campagna elettorale per le Politiche - dice -, in tanti si sono affannati a dare consigli di voto disinteressati, ai sardisti, schiacciati dallo strapotere mediatico dei due poli. Qualcuno, come il senatore Antonello Cabras, si è spinto ad indicarci la retta via, il destino dei nostri dirigenti. Cabras si ritiene capace di poter violare il segreto dell'urna e si attribuisce oltre quarantamila voti sardisti. Questo è delirio da onnipotenza».

    A giudizio di Cadoni «sarebbe ora che si avesse maggior rispetto per il Partito sardo d'Azione e per l'intelligenza dei sardisti, che hanno sempre dimostrato grande rispetto e lealtà nei confronti sia dei loro alleati che dei loro numerosi avversari politici e in particolare sono stati capaci, senza aiuti esterni e consigli fraudolenti, di superare momenti ben più difficili di quelli attuali alla grande passione politica, alla profonda tradizione democratica ma soprattutto per lo smisurato amore per la Sardegna».

    E' il turno, ora, di Giuseppe Atzeri, uno dei due consiglieri regionali espressi dal Psd'Az che occupava il secondo posto nella lista per il Senato, dietro il collega Beniamino Scarpa. «Le recenti, gravi dichiarazioni di Antonello Cabras sulle questioni interne del Psd'Az - sostiene Atzeri - confermano l'alto tasso di arroganza della sinistra, visceralmente interessata alle sorti del sardismo sino al punto da trattare il glorioso partito dei quattro mori come una sorta di protettorato. Ancora una volta la sinistra è venuta meno a una delle regole non scritte del galateo politico secondo cui non è lecito intromettersi nelle vicende interne degli altri partiti. In questo lucido progetto di cannibalismo politico, in cui si scambia il Psd'Az per una banca d'organi a cui attingere senza pagare pegno, la sinistra ha scoperto le carte. Nessun partito come il Psd'Az - prosegue Atzeri - è infatti stato oggetto di tante penetranti attenzioni. Ma il Psd'Az non è subalterno e intende rispedire al mittente le ingerenze di una sinistra capeggiata da Cabras la quale sui temi sardisti si è dimostrata più che inaffidabile. I sardisti invece, senza imbeccate e in piena sovranità sapranno quale linea politica adottare secondo metodi democratici e senza cedere agli ignobili sciacallaggi politici a cui sono stati sottoposti per tutta la campagna elettorale. Ci auguriamo - conclude l'esponente dei quattro mori che in futuro ci sia meno arroganza e più rispetto, perché il Psd'Az non ha mai subito aggressioni di tale natura e non ha mai interferito con gli affari interni degli altri partiti».



    “Quello del segretario è alto tradimento”
    La minoranza riunita a Nuoro: ma il senatore avrebbe fatto meglio a tacere

    NUORO. Anche la minoranza sardista non fa mancare il suo punto di vista, dopo le dichiarazioni del senatore dei Ds Antonello Cabras, il quale, senza mezzi termini ha chiesto le dimissioni di Giacomo Sanna dalla segreteria dei Quattro Mori.

    A Nuoro, gli esponenti della componente "Azione Sardista" (quella di cui fa parte l'ex segretario Lorenzo Palermo, e l'ex assessore regionale comunista Gesuino Muledda, tutt'e due tenaci oppositori di Sanna) si sono riuniti per analizzare i risultati elettorali.

    «Abbiamo preso in esame la situazione interna al Partito e ora vogliamo stigmatizzare e deprecare le dichiarazioni dell'esponente dei Ds senatore Antonello Cabras, il quale ha chiesto le dimissioni di Giacomo Sanna, a seguito della sua personale scelta, non seguita né dai sardisti né dall'elettorato, di candidarsi con la Lega Nord in Lombardia».

    Secondo "Azione Sardista" «si tratta di affermazioni fuori luogo, su un argomento che non compete al senatore diessino, il quale avrebbe fatto molto meglio a tacere».

    Fin qui la condanna delle frasi usate da Cabras pronunciate l'altro ieri mattina durante la conferenza stampa del suo partito. La componente di minoranza, però, sottolinea anche «le gravissime responsabilità di Giacomo Sanna, il quale ha compiuto un atto di alto tradimento nei confronti del PSd'Az, addirittura candidandosi in un altro partito, e con ciò mettendosi fuori dal suo. Questa sua scelta è e sarà oggetto di dibattito e di conclusioni nelle sedi interne». I militanti di "Azione Sardista" non esitano ad affermare che «per noi Giacomo Sanna è già un ex segretario, che ha devastato il nostro partito, portandolo al peggior risultato elettorale della sua storia e compromettendo il tessuto politico ed umano sul quale un partito si deve reggere. Detto questo - concludono i sardisti che stanno all'opposizione nessun altro partito deve interferire in modo scorretto nel dibattito interno su quale sarà il nuovo gruppo dirigente del PSd'Az».


    POLITICA IN ROSA

    “Il Psd’Az? Merita rispetto”

    CAGLIARI. «Rispetto, solo rispetto». Certe donne, nella vita, sono uniche, e quando un legame è indistruttibile non c'è verso di opporsi al suo corso naturale. Per Caterina Pes, in politica, il rispetto per gli altri partiti è un valore da difendere. La "sparata" dì Antonello Cabras contro Giacomo Sanna, del quale il senatore dei Ds ha chiesto le dimissioni è liquidata in due battute. «Sono fatti loro commenta il coordinatore (lei preferisce definirsi in questo modo, non le piace "coordmatrice") regionale di Progetto Sardegna -. I sardisti sono impegnati a riflettere al loro interno, e il nostro dovere è quello di favorire questa riflessione. A me, casomai, interessa soffermarmi su conside
    razioni d'altro tipo, a una settimana dal voto».
    …...

  6. #6
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Predefinito E nosu drìnghidi…

    Il Sardegna

    Antonello Cabras, senatore Ds
    La vittoria nell’isola è merito della squadra

    Di Fabrizio meloni

    I Ds non si sognano di intromettersi negli affari interni del Psd'Az.
    Ma se il segretario, Giacomo Sanna, non si dimetterà, beh allora la Quercia e tutto il centrosinistra trarranno le conclusioni.
    Quella che sembrava inizialmente una retromarcia del braccio destro di Fassino sui sardisti si trasforma, invece, in un affondo deciso nei confronti dei Quattro mori. O meglio, del suo segretario. Antonello Cabras, neo senatore della Repubblica ne è più che mai convinto.

    La richiesta di dimissioni di Sanna ha innescato una polemica rovente. I sardisti vi chiedono di farvi i fatti vostri. Ve li farete?Forse mi sono spiegato male. Dunque, io non chiedo le dimissioni di Giacomo Sanna. Io faccio
    un ragionamento: il segretario del Psd'Az deve ammettere che la sua scelta di candidarsi con la Lega,
    quindi con un partito di centrodestra, è stata bocciata dagli elettori.

    Quindi?
    Quindi se esiste una regola politica Sanna dovrebbe trarne le conclusioni. E se il partito e lui non lo faranno, beh allora lo faremo noi. Non credo che i rapporti possano continuare a essere quelli di prima.
    ….
    ….
    ….

    Immoi kisionàt puru a nòmini de totu su centru manca.
    Ma kini dd’at ibestìu de custa autoridadi?

  7. #7
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    Predefinito

    L’UNIONE SARDA


    Cabras: porte spalancate al Psd’Az
    Il leader Ds rilancia il dialogo. “Complotto? Una barzelletta”

    Cabras rilancia il dialogo con i sardisti e replica a Giacomo Sanna: «Complotto controdi te? Una barzelletta»

    Da ulivista convinto, e in piena Pasqua, sventola il ramoscello d'ulivo.
    Verso il Partito sardo e «verso chiunque lo rappresenterà».
    Antonello Cabras indossa le vesti della colomba. Su tutti i fronti.
    Quello nazionale, nei riguardi di un centrodestra con cui dovrà «aprirsi uni dialogo ma solo dopo un abbassamento della tensione» (però bacchetta Calderoli a proposito dei voti delle liste coalizzate: «Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Calderoli non conosce la sua legge»).
    E sul versante sardo, nei confronti del segretario nazionale del Psd'Az Giacomo Sanna che ha accusato Cabras di essere «il mandante di un omicidio politico». Il suo.

    Senatore ha complottato contro Sanna?
    «Cosa è una barzelletta?».

    No, il leader sardista parla di mandante, killer, complotti politici. E lei è nei suoi pensieri.
    «Francamente questo linguaggio mi sembra improprio e fuori luogo . Mi occupo di politica da troppo tempo per non prenderla con ironia».

    Ma non è stato lei a dire che Sanna deve dimettersi?
    «Basta guardare il risultato elettorale: la scelta che hanno fatto i sardisti parla da sola».

    Perché ha parlato lei allora?
    «Era l'ipotesi di una presa d'atto, le dimissioni sono un fatto normale dopo quell'esito politico».

    Benzina sul fuoco se poi a chiederle è lo stesso leader politico diessino con cui è naufragata la trattativa.
    «Se ho dato l'impressione di infilarmi in casa altrui allora ometto di dire che Sanna si deve dimettere. Faccio allora un gire di parole per arrivare allo stesso concetto».

    Perché ce l'ha contro Sanna?
    «Sbagliato, non ho nulla contro Sanna».

    Quella "ingerenza" ha indispettito tutto il partito sardo.
    «Ho il massimo rispetto del dibattito che si svilupperà in piena autonomia nel Psd'Az, e attendo le conclusioni con fiducia. Resto convinto però che i militanti sardisti si battono per valori coerenti più con il centrosinistra che col centrodestra».

    Allora bastava sedersi davanti al fiume e aspettare il cadavere del proprio nemico...
    «Non c'è stato alcun gesto di avversione contro Sanna. E il partito sardo deciderà autonomamente. Attendiamo e chiudiamo questa inutile polemica».
    Sanna comunque la ringrazia: per merito suo ne esce rafforzato.
    «Forse, ma che senso ha che si rafforzi lui e si indebolisca il partito? Io continuo a dire che la proposta che avevamo fatto ai sardisti era validissima».

    Ridurre il Psd'Az servitore dei Ds?
    «Sanna l'ha banalizzata con la sua dichiarazione ma se l'avesse accolta, nella migliore delle ipotesi lui sarebbe stato senatore, nella peggiore sottosegretario nel governo Prodi».

    Un ingrato: l'ha definita intelligente e cinico.
    «Parlano la mia biografia politica e quella di Sanna. Mi sono sempre impegnato per costruire le condizioni affinché i sardisti fossero alleati al centrosinistra».

    Obiettivi spesso falliti.
    «Non dico che le responsabilità siano degli altri. Per quanto mi riguarda però continuo a considerare contro natura che i sardisti siano con il centrodestra».

    Il dialogo con i Quattro mori è ancora possibile?
    «Porte spalancate. Sono dell'idea che con i sardisti si deve riprendere la collaborazione e anche le vicende negative come questa possono essere utili per tutti. Bisogna pensare in termini più generali, sia io che Sanna siamo provvisori».
    ….
    ….
    Roberto Ripa


  8. #8
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    Predefinito Giacomo Sanna respinge al mittente le rappresaglie.

    Il Sardegna

    L’UNIONE SARDA
    «Cabras minaccia il Psd’Az»

    «Il Psd’Az resisterà anche agli ultimi attacchi, cui è sottoposto in queste ultime ore, da parte del capo dei Ds in Sardegna».
    La querelle fra il segretario sardista Giacomo Sanna e il senatore diessino Antonello Cabras non si placa neppure il giorno di Pasquetta.
    Sanna approfitta della ricorrenza degli 85 anni dalla fondazione del partito per rinfocolarla con una nota.
    «La nostra gloriosa storia», scrive il leader sardista, alle ultime politiche candidato con la Lega Nord in Lombardia al Senato e non eletto, «dimostra che siamo stati capaci di uscire indenni da ben altro tipo di rappresaglie e pertanto, le ultime in ordine di tempo, minacciate a mezzo stampa dal senatore Antonello Cabras, né ci intimoriscono. Le respingiamo integralmente al mittente. Fanno parte di una cultura politica che non ci appartiene e che, invece, è propria di chi le formula, all’indomani di una campagna elettorale dura e difficile e che, per ora, fa prevalere un polo su un altro per soli ventimila voti. Ma se a Cabras così piace, ne agevolo volentieri le conclusioni e - riguardo ai rapporti fra i Ds e il Psd’Az - lo invito a mettere in atto, entro ventriquattr’ore, la rappresaglia che da giorni promette e minaccia nei confronti dei sardisti e del loro segretario».

  9. #9
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    Prendete le distanze da tutti coloro che non si dichiarino indipendentisti.

    Solo così il P.s.d'Az. recupererà credibilità.

    L'equidistanza rispetto ai poli italianisti non è una strategia è ormai una scelta obbligata di coerenza per preservare la propria identità.

    Sono convinto che il P.s.d'Az. abbia un'anima di sinistra, ma non credo che il modo migliore per manifestarla sia l'intruppamento nell'Unione.

    L'Unione (Italianista) è la tomba del sardismo.

    Che tristezza ho provato parlando con un noto esonente oristanese del P.s.d'Az. mi ha detto che, quando gli ho chiesto il voto per sostenere alla Camera un Partito Sardo mi ha detto che avrebbe votato l'Ulivo per non far vincere Berlusconi e per punire il suo partito.

    Ecco la tomba del P.s.d'Az. è stata scavata ma non permetterò mai che in quella tomba finisca pure il sardismo e la sua anima più nobile.

    Forza Paris (non quelli dell'UDC)

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Davide Nurra

    Che tristezza ho provato parlando con un noto esonente oristanese del P.s.d'Az. mi ha detto che, quando gli ho chiesto il voto per sostenere alla Camera un Partito Sardo mi ha detto che avrebbe votato l'Ulivo per non far vincere Berlusconi e per punire il suo partito.

    Ecco la tomba del P.s.d'Az. è stata scavata ma non permetterò mai che in quella tomba finisca pure il sardismo e la sua anima più nobile.

    Forza Paris (non quelli dell'UDC)

    figurati che tristezza provo io che nel p.s.d'a. ci milito, tutto ciò era gia successo alle regionali di due anni fa.
    Si dichiarano (e probabilmente si sentono) sardisti, ma in realtà sono ormai (mentalmente) organici al centro sinistra italiano ( o se vogliamo sardo ma filoitaliano o italianista).
    E si. sono un po confusi..... o forse son solo destabilizzatori infiltrati?
    A me non stupisce più niente.
    Ho la sensazione che anche nei nostri forum, sopratutto fra le fila di i.r.s. di infiltrati, col compito di destabilizzare e disunire le forze indipendentiste ce ne siano più d'uno, mi auguro che se ne rendano conto.
    Rimango della convinzione che i due poli (centrodestra e centrosinistra) in quanto (come già affermato da Bustianu) funzionali fra loro debbano essere combattuti con decisione da un fronte unico di forze SARDE e dico SARDE e basta, visto che tra noi ormai facciamo gassosa discutendo per mesi sulla differenza tra forze autonomiste o indipendentiste o nazionaliste e intanto il colonizzatore di turno (per metà di centro destra e per metà di centro sinistra) opera e avanza indisturbato.
    saludos e a menzus biere

 

 
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