LA NUOVA Sardegna
DS - Cabras attacca: Psd’Az leghista Sanna vada via
CAGLIARI. Antonello Cabras, neo senatore e dirigente nazionale dei Ds, attacca la parte di Psd'Az vicino alla lega di Bossi, chiedendo le dimissioni del segretario sardista Giacomo Sanna, accusato
di essersi candidato nel centrodestra: «mentre i sardisti - dice Cabras in un'intervista - votano a sinistra».
Giacomo Sanna risponde affermando che quella di Cabras « una nuova velenosa interferenza».
F. PERETTI
Ds, ora Cabras sfida il Psd’Az leghista
«Sanna dovrebbe dimettersi subito»
«Noi non vinciamo solo per l’effetto Soru»
di Filippo Peretti
CAGLIARI. L’appuntamento con la stampa è per mettere in risalto il risultato dei Ds e dell’Unione in Sardegna.
Ma l’occasione è troppo ghiotta per rilanciare la sfida nei confronti di un Psd’Az più che deluso; e Antonello Cabras, protagonista delle polemiche preelettorali con il segretario sardista Giacomo Sanna, non se la fa certo sfuggire: «Lui si è alleato con la Lega ma gli elettori sardisti in maggioranza o quasi
hanno votato per il Centrosinistra. Sanna dovrebbe dimettersi per il bene del suo partito».
E’, di fatto, la condizione dei Ds per riprendere il dialogo.
— Senatore Cabras, perché ha chiesto le dimissioni del segretario del Psd’Az?
«Gli elettori sardisti in maggioranza o quasi hanno deciso di votare Centrosinistra».
— Ma il Psd’Az per la Camera aveva lasciato libertà di coscienza.
«Ma da un segretario che dovrebbe essere interprete degli umori dei suoi elettori non ho sentito autocritica».
— Per essersi candidato con la Lega?
«Un partito del Centrodestra mentre i sardisti votano a sinistra. In questi casi le dimissioni sono un atto dovuto».
— Ma quella della Lega era una scelta tecnica.
«Nel 2003 Sanna aveva dato l’appoggio alla giunta regionale di An, ora c’è questo».
— I rapporti con il Psd’Az sono compromessi?
«Auspichiamo un’autocritica e una ripresa del dialogo».
— Già alle elezioni comunali?
«Io ricordo che quando ci presentiamo uniti andiamo meglio sia noi che loro. Questo voto dimostra che conviene soprattutto a loro».
— Da dove nasce il suo scontro con Giacomo Sanna?
«Mai niente di personale».
— E allora?
«Ci siamo sempre divisi sulle scelte politiche. E anche stavolta non ho capito scelta persino poco utile».
— Lei è stato accusato di voler annientare il Psd’Az.
E’ così?
«Chiamerei il grande Mario Melis a testimoniare».
— Cosa direbbe?
«Ricorderebbe le mie posizioni politiche da quando ero segretario e lui presidente della Regione».
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LA REPLICA
«E’ una nuova velenosa interferenza»
La lunga rivalità fra il segretario sardista e il dirigente diessino
CAGLIARI. Immediata la replica di Giacomo Sanna alla richiesta di dimissioni fatta dal dirigente diessino Antonello Cabras.
«Il senatore Cabras - ha detto il leader sardista – nelle trattative per le elezioni politiche mi ha offerto la candidatura come capolista del partito di cui mi onoro essere segretario. Il giorno dopo le elezioni mi invita a dimettermi dalla guida del Psd’Az. Comprendo che l’esponente Ds sia abituato a influenzare alcuni dirigenti sardisti, ma stia certo che il destino del Psd’Az non lo deciderà lui, ma il mio partito».
Sanna ha proseguito: «Quanto all’analisi del voto, stupisce che nell’arco di ventiquattro ore l’autorevole esponente della Quercia, con un atteggiamento al limite della schizofrenia politica, abbia attribuito il successo dell’Ulivo, prima al governatore Soru e poi ai voti sardisti lasciati alla libera coscienza per il voto della Camera. Farebbe meglio a ringraziare i suoi elettori per il successo dell’Ulivo in Sardegna e godersi, fino a che ci sono, i ventiquattromila voti di differenza che lo separano dal baratro in Italia, piuttosto che instillare veleno, intromettendosi nelle questioni interne di partiti che non sono il suo e che godono, al momento, di ampia autonomia nelle scelte politiche ».
Cabras e Sanna si erano scontrati anche prima del voto. Il segretario sardista aveva accusato il diessino di aver fatto fallire l’accordo elettorale. Cabras aveva poi duramente contestato la scelta di Sanna di candidarsi in Lombardia con la Lega.