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    MONTINI
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    Predefinito La mattanza dei LIBERATORI

    La mattanza dei LIBERATORI

    La Mattanza...

    158 Preti uccisi dalla "resistenza" partigiana. Di nessuno risulta l'appartenenza al partito fascista.. Con questo articolo di Paolo Comastri si intuisce la gravità e l'orribile crudeltà di un massacro che non è mai finito sulle pagine dei giornali e per il quale non ci fu alcun processo credibile e veritiero.
    Preti la cui unica colpa era quella, talvolta, di non negare i sacramenti ai ragazzi della RSI, o di tentare mediazioni tra bande di partigiani ed appartenenti alle varie formazioni militari impegnate sui territori.Una vergogna nazionale a cui pochi vogliono restituire giustizia. Nessun processo, se non qualche farsa, e molte pavide e colpevoli omissioni hanno costellato gli anni successivi, sino al silenzio. Gli ultimi Preti sono stati uccisi tra la fine del 46 e l'inizio del 47. La guerra era finita da tempo, ma le bande di partigiani continuavano ad uccidere nell'indifferenza generale.

    Tra pochi giorni, inizia ufficialmente il processo di beatificazione del seminarista reggiano Rolando Rivi barbaramente ucciso dai partigiani il 13 Aprile del 1945. Sarà la chiesa di S.Agostino in Modena ad accogliere la cerimonia religiosa che segna l’inizio di questa causa di beatificazione il cui “percorso” ha peraltro già preso avvio presso la “Congregazione vaticana delle cause dei Santi” con l’acquisizione di numerosissime testimonianze e prove documentali sull’omicidio del giovanissimo seminarista Rolando.

    Nato il 7 Gennaio a San Valentino di Castellarano in provincia di reggio Emilia nell’Ottobre del 1942, spinto da una profonda fede, fa il suo ingresso in seminario. Alla chiusura dell’anno scolastico Rolando rientrò a S.Valentino dove divenne assiduo collaboratore del parroco Don Olinto e tale rimase anche quando questi, dopo aver dato conforto alla famiglia di un marò della X mas ucciso,fu aggredito e derubato da alcuni partigiani della zona, dovendo lasciare il paese.

    Nonostante gli inviti dei familiari e l’esempio di altri seminaristi pure loro in quei giorni rientrati presso le rispettive famiglie il giovane Rolando non volle abbandonare la veste talare che i seminaristi a quell’epoca portavano anche quando erano a casa o all’esterno del seminario.

    “Io studio da prete –rispondeva a chi gli consigliava, visti i tempi, di vestire abiti borghesi- e la veste è il segno che io sono di Gesù”. Era consapevole del rischio che correva portando quel segno esteriore che però per lui significava l’impegno di una vita.

    Il 10 Aprile del 1943, martedi dopo la domenica in Albis, conclusa la messa Rolando si recò a casa e prese i libri con i quali si recò a studiare in un boschetto poco lontano. Da quel momento non fu più visto. Tra i suoi libri venne ritrovato un foglietto che riportava la scritta “Non cercatelo, viene un momento con noi partigiani”.

    Il 13 Aprile l’infame e vigliacca esecuzione. Il corpo del 14enne seminarista venne rinvenuto due giorni più tardi da suo padre e dal curato di S.Valentino poco distante da dove si era fermato a studiare. Per questo omicidio è stata pronunciata nel 1952 una sentenza definitiva in Corte di Assise di Appello di Firenze.

    Nel dispositivo della sentenza si legge che la sua morte era derivata dalla sua professione religiosa. Una delle ragioni, questa, su cui si fonda la richiesta di beatificazione.
    Purtroppo Rolando Rivi non è stato l’unico sacerdote o seminarista che ha pagato con la vita la sua fede in quei tragici momenti.
    Ricordiamo i nomi dei sacerdoti dell’Emilia Romagna sacrificati in odio alla religione o per "liberare" il nostro paese.
    Bertinoro: Vincenzo Bruscoli, Giovanni Godoli.
    Bologna: Luigi Balestrazzi, Medardo Barbieri, Corrado Bartolini (parroco di S. Maria in Duno, prelevato dai partigiani il 1° 1945 e fatto sparire), Raffaele Bartolini (canonico della Pieve di Cento, ucciso dai partigiani la sera del 20 giugno 1945), Dogali Raffaele Busi, Ferdinando Casagrande, Enrico Donati (arciprete di Lorenzatico, ucciso il 13 maggio 1945 da elementi qualificatisi per partigiani, chiuso in un sacco e gettato in acqua), Achille Filippi (parroco di Moiola, ucciso dai comunisti il 25 luglio 1945 perché accusato di filofascismo), Mauro Fornasari, Giovanni Fornasini (ucciso da un capitano tedesco il 13 ottobre 1944), Domenico Gianni, Arturo Giovannini, Ilario Lazzeroni, Giuseppe Lodi (ucciso dai tedeschi il 29 settembre 1944), Ubaldo Marchioni (ucciso dalle SS il 29 settembre 1944), Ildebrando Mezzetti, Aggeo Montanari, Giuseppe Rasori, Alfonso Reggiani, Eligio Scanabissi, Giuseppe Tarozzi, Elia Comini, Martino Capelli, Mario Ruggeri, Tarcisio Collina.
    Carpi: Alberto Fedozzi, Amadio Po, Francesco Venturelli.
    Cesena: Lazzaro Urbini.
    Faenza: Angelo Cicognani, Antonio Lanzoni, Antonio Scarante.
    Ferrara: Mario Boschetti, Pietro Rizzo.
    Fidenza: Domenico Cavanna, Aldo Panni.
    Forlì: Livio Casadio.
    Guastalla: Gerrino Cavazzoli, Giacomo Davoli.
    lmola: Pietro Cardelli, Teobaldo Daporto (arciprete di Castel Ferrarese, ucciso da un comunista nel settembre 1945), Giovanni Ferruzzi (arciprete di Campanile, ucciso dai partigiani il 3 aprile 1945), Giuseppe Galassi, Tiso Galletti (parroco di Spazzate Passatelli, ucciso il 9 maggio 1945 perché aveva criticato il comunismo), Settimio Pattuelli, Luigi Pelliconi, Aristide Penazzi, Evaristo Venturini.
    Modena: Aldo Boni, Aristide Derni, Giuseppe Donini, Palmiro Ferrucci, Giovanni Guicciardi, Luigi Lendini (parroco di Crocette trucidato dopo inenarrabili torture il 20 luglio 1945), Elio Monari, Natale Monticelli, Giuseppe Muratori, Giuseppe Preci, Ernesto Talè.
    Parma: Amedeo Frattini, Pietro Picinotti, Italo Subacchi, Giuseppe Voli.
    Piacenza: Giuseppe Beotti, Giuseppe Borea, Alberto Carrozza, Francesco Delnevo, Francesco Mazzocchi, Alessandro Sozzi.
    Ravenna: Primo Mantovani, Luciano Missiroli, Santo Perin, Mario Domenico Turci.
    ReggiO Emilia: Sperindio Bolognesi (parroco di Nismozza, ucciso dai partigiani comunisti il 25 ottobre 1944), Pasquino Borghi, Aldemiro Corsi (parroco di Grassano, assassinato nella sua canonica, con la domestica Zeffirina Corbelli, da partigiani comunisti la notte del 21 settembre 1944), Giuseppe Donadelli, Luigi Ilariucci, Giuseppe Jemmi, Sveno Maioli, Luigi Manfredi (parroco di Budrio, ucciso il 14 dicembre 1944 perché aveva deplorato gli "eccessi partigiani"), Dante Mattioli, Umberto Pessina, Battista Pigozzi, Rolando Rivi, Carlo Terenziani.
    Rimini: Giuseppe Balducci, Federico Buda, Pietro Carabini, Giuliani, Pietro Maccagli.
    Sarsina: Ettore Barocci, Dino Foschi, Pietro Tonelli.

  2. #2
    Lupo ululà...castello ululi'..
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    davvero tutte queste barbarie sn vere? sn riportate in qualche sentenza per attestarne la veridicità?

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da filippo85
    davvero tutte queste barbarie sn vere? sn riportate in qualche sentenza per attestarne la veridicità?
    Tutto vero purtroppo. Si trovano varie liste in giro: da un minimo di 120 ad un massimo di oltre 170, complete di nome, cognome, città, età, ecc. ecc.
    Non so se sia possibile reperire sentenze, ma sono state pubblicate su numerosi libri (al di sopra di ogni sospetto) e mai smentite.

    vedi ad es. http://www.kattoliko.it/leggendanera...imenticati.htm

  4. #4
    Obama for president
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    ecco il vero volto di an dalla parte di salò e dei tedeschi comunque a fronte di pochi preti coraggiosi la maggior parte fiancheggiava i nazisti

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da benfy
    ecco il vero volto di an dalla parte di salò e dei tedeschi comunque a fronte di pochi preti coraggiosi la maggior parte fiancheggiava i nazisti
    Prima di sparare sentenze, prova a leggere qualcosa che non sia consigliato dai prof. dei licei italiani.

    Sacerdoti vittime del comunismo. Martiri nell'oblio

    Tra le tante pagine mai scritte della nostra storia recente vi è sicuramente quella che attiene alla vera e propria strage di sacerdoti operata da bande di partigiani comunisti, in particolare nel "triangolo rosso" emiliano, tra l'8 settembre 1943 (giorno dell'armistizio) e il 18 aprile 1948 (data delle elezioni politiche vinte dalla DC). Alcuni di questi religiosi furono uccisi per vendetta personale o perché avevano criticato ruberie, eccessi ed eccidi compiuti dalla "Resistenza rossa"; qualcuno era cappellano dei partigiani cattolici e si opponeva alle infiltrazioni comuniste. Quasi tutti furono "prelevati" di notte e mai più ritrovati; pochissimi hanno avuto giustizia in tribunale e molti sono stati diffamati. Si può certamente affermare che questi sacerdoti immolarono la vita per restare fedeli alla loro missione di apostoli di Cristo. A distanza di 60 anni il saggista Roberto Beretta prova a squarciare il velo di silenzio su queste efferatezze con il libro Storia dei preti uccisi dai partigiani (Piemme, Casale Monferrato 2005), volume che si consiglia a tutti i docenti di storia di buona volontà. Si propongono di seguito 120 nomi, ma certo i sacerdoti uccisi da componenti le bande partigiane, o presunti tali, sono di più.

    Don Giuseppe Amateis - parroco di Coassolo (Torino), ucciso a colpi di ascia dai partigiani comunisti il 15 marzo 1944, perché aveva deplorato gli eccessi dei guerriglieri rossi.
    Don Gennaro Amato - parroco di Locri (Reggio Calabria), ucciso nell'ottobre 1943 dai capi della repubblica comunista di Paulonia.
    Don Ernesto Bandelli - parroco di Bria, ucciso dai partigiani slavi a Bria il 30 aprile 1945.
    Don Medardo Barbieri - parroco di Qualto. Ucciso nell'inverno 1944 nel bolognese.
    Don Vittorio Barel - economo del seminario di Vittorio Veneto, ucciso il 26 ottobre 1944 dai partigiani comunisti.
    Don Stanislao Barthus - della Congregazione di Cristo Re (Imperia), ucciso il 17 agosto 1944 dai partigiani perché in una predica aveva deplorato le "violenze indiscriminate dei partigiani".
    Don Duilio Bastreghi - parroco di Cigliano e Capannone Pienza, ucciso la notte del 3 luglio 1944 dai partigiani comunisti che lo avevano chiamato con un pretesto.
    Don Carlo Beghè - parroco di Novegigola (Apuania), sottoposto il 2 marzo 1945 a finta fucilazione che gli produsse una ferita mortale.
    Don Giuseppe Beotti - arciprete di Sidolo (Piacenza). Ucciso il 20 luglio 1944.
    Don Francesco Bonifacio - curato di Villa Gardossi (Trieste), catturato dai miliziani comunisti iugoslavi l'11 settembre 1946 e gettato in una foiba.
    Don Luigi Bordet - parroco di Hone (Aosta), ucciso il 5 marzo 1946 perché aveva messo in guardia i suoi parrocchiani dalle insidie comuniste.
    Don Sperindio Bolognesi - parroco di Nismozza (Reggio Emilia), ucciso dai partigiani comunisti il 25 ottobre 1944.
    Don Giuseppe Borea- parroco di Obolo (Piacenza). Ucciso il 9 febbraio 1945.
    Don Pasquino Borghi - parroco di Corriano (Reggio Emilia). Fucilato il 30 gennaio 1944.
    Don Corrado Bortolini - parroco di S. Maria in Duno (Bologna), prelevato dai partigiani il 1° marzo 1945 e fatto sparire.
    Don Raffaele Bortolini - canonico della Pieve di Cento, ucciso dai partigiani la sera del 20 giugno 1945.
    Don Luigi Bovo - parroco di Bertipaglia (Padova), ucciso il 25 settembre 1944 da un partigiano comunista poi giustiziato.
    Don Umberto Bracchi. Congregaz. Preti della Missione di Piacenza. Ucciso il 19 luglio 1944.
    Don Miroslavo Bulleschi - parroco di Monpaderno (diocesi di Parenzo e Pola), ucciso il 23 agosto 1947 dai comunisti iugoslavi.
    Don Tullio Calcagno - Direttore di "Crociata Italica", fucilato dai partigiani comunisti a Milano il 29 aprile 1945.
    Padre Martino Capelli - missionario del Sacro Cuore. Ucciso il 1° ottobre 1944 nel bolognese.
    Don Ferdinando Casagrande - parroco a Gugliata. Ucciso il 9 ottobre 1944 nel bolognese.
    Don Sebastiano Caviglia - cappellano della Gnr, ucciso il 27 aprile 1945 ad Asti.
    Don Crisostomo Ceraiolo - o.f.m., cappellano militare decorato al valor militare, prelevato il 19 maggio 1944 da partigiani comunisti nel convento di Montefollonico e trovato cadavere in una buca con le mani legate dietro la schiena.
    Don Elia Comini - salesiano. Ucciso il 1° ottobre 1944 nel bolognese.
    Don Aldemiro Corsi - parroco di Grassano (Reggio Emilia), assassinato nella sua canonica, con la domestica Zeffirina Corbelli, da partigiani comunisti, la notte del 21 settembre 1944.
    Don Ferruccio Crecchi - parroco di Levigliani (Lucca), fucilato all'arrivo delle truppe di colore nella zona su false accuse dei comunisti del luogo.
    Don Antonio Curcio - cappellano dell'11° Btg. Bersaglieri, ucciso il 7 agosto 1941 a Dugaresa da comunisti croati.
    Don Sigismondo Damiani o.f.m. - ex cappellano militare, ucciso dai comunisti slavi a S. Genesio di Macerata l'11 marzo 1944.
    Don Teobaldo Dapporto - arciprete di Castel Ferrarese (Diocesi di Imola), ucciso da un comunista nel settembre 1945.
    Don Edmondo De Amicis - cappellano, pluridecorato della prima guerra mondiale, venne ucciso dai "gappisti" a Torino, sulla soglia della sua abitazione il 24 aprile 1945 e spirò dopo 48 ore di atroce agonia.
    Don Francesco Delnevo - parroco di Porcigatone (Piacenza). Ucciso il 20 luglio 1944.
    Don Aurelio Diaz - cappellano della Sezione Sanità della divisione "Ferrara", fucilato nelle carceri di Belgrado nel gennaio del '45 da partigiani "titini".
    Don Adolfo Dolfi - canonico della Cattedrale di Volterra, sottoposto il 28 maggio 1945 a torture che lo portarono alla morte l'8 ottobre successivo.
    Don Giuseppe Donadelli - parroco di Vallisnera (Reggio Emilia). Ucciso il 2 luglio 1944.
    Don Enrico Donati - arciprete di Lorenzatico (Bologna), massacrato il 23 maggio 1945 sulla strada di Zenerigolo.
    Don Giuseppe Donini - parroco di Castagneto (Modena). Trovato ucciso sulla soglia della sua casa la mattina del 20 aprile 1945.
    Don Giuseppe Dorfmann - fucilato nel bosco di Posina (Vicenza) il 27 aprile 1945.
    Don Vincenzo D'Ovidio - parroco di Poggio Umbricchio (Teramo), ucciso nel maggio '44 sotto accusa di filo-fascismo.
    Don Giovanni Errani - cappellano militare della G.N.R., decorato al valor militare, condannato a morte dal CNL di Forlì, salvato dagli americani e deceduto in seguito a causa delle sofferenze subite.
    Don Colombo Fasce - parroco di Cesino (Genova), ucciso nel maggio del '45 da partigiani comunisti.
    Don Giovanni Fausti - Superiore generale dei Gesuiti in Albania, fucilato il 5 marzo 1946 perché italiano. Con lui furono trucidati altri sacerdoti dei quali non si è mai potuto conoscere il nome.
    Don Fernando Ferrarotti - o.f.m. - cappellano militare reduce dalla Russia, ucciso nel giugno 1944 a Champorcher (Aosta) da partigiani comunisti.
    Don Gregorio Ferretti - parroco di Castelvecchio (Teramo), ucciso dai partigiani slavi ed italiani nel maggio 1944.
    Don Giovanni Ferruzzi - arciprete di Campanile (Imola), ucciso dai partigiani il 3 aprile 1945.
    Don Achille Filippi - parroco di Maiola (Bologna), ucciso la sera del 25 luglio 1945 perché accusato di filo-fascismo.
    Don Sante Fontana - parroco di Comano (Pontremoli), ucciso dai partigiani il 16 gennaio 1945.
    Don Giovanni Fornasini - viceparroco di Sperticano. Ucciso il 13 ottobre 1944 nel bolognese.
    Don Mauro Fornasari - diacono. Ucciso il 5 ottobre 1944 nel bolognese.
    Don Giuseppe Gabana - della diocesi di Brescia, cappellano della VI legione della guardia di Finanza, ucciso il 3 marzo 1944 da un partigiano comunista.
    Don Giuseppe Galassi - arciprete di S. Lorenzo in Selva (Imola), ucciso il 1° maggio 1945 perché sospettato di filo-fascismo.
    Don Tiso Galletti - parroco di Spazzate Passatelli (Imola), ucciso il 9 maggio 1945 perché aveva criticato il comunismo.
    Don Domenico Gianni -cappellano militare in Jugoslavia, prelevato la sera del 21 aprile 1945 e soppresso dopo 3 giorni.
    Don Giovanni Guicciardi - parroco di Mocogno (Modena), ucciso il 10 giugno 1945 nella sua canonica dopo sevizie atroci da chi aveva compiuto nella zona una lunga serie di rapine e delitti.
    Don Virginio Icardi - parroco di Squaneto (Aqui), ucciso il 4 luglio 1944 a Preto da partigiani comunisti.
    Don Luigi Ilariucci - parroco di Garfagnolo (Reggio Emilia), ucciso il 19 agosto 1944 da partigiani comunisti.
    Don Giuseppe Jemmi - cappellano di Felina (Reggio Emilia), ucciso il 19 aprile 1945 perché aveva denunciato "gli eccessi inumani di quanti disonoravano il movimento partigiano".
    Don Antonio Lanzoni - parroco di Montecchio (Faenza). Fucilato nel marzo 1944.
    Don Ilario Lazzeroni - Fu ucciso il 25 luglio 1944 a Montegranelli (Bologna).
    Don Serafino Lavezzari - seminarista di Robbio (Piacenza), ucciso il 25 febbraio 1945 dai partigiani, insieme alla mamma e a due fratelli.

    Don Luigi Lenzini - parroco di Crocette di Pavullo (Modena), trucidato il 20 luglio 1945. Nobile, autentica figura di martire della fede. Prelevato nottetempo da un'orda di criminali, strappato dalla sua chiesa, torturato, seviziato, fu ucciso dopo lunghissime ore di indescrivibile agonia, quale raramente si trova nella storia di tutte le persecuzioni.

    Don Giuseppe Lodi - suddiacono. Ucciso il 29 settembre 1944 nel bolognese.
    Don Giuseppe Lorenzelli - priore di Corvarola di Bagnone (Pontremoli), ucciso dai partigiani il 27 febbraio 1945, dopo essere stato obbligato a scavarsi la fossa.
    Don Luigi Manfredi - parroco di Budrio (Reggio Emilia), ucciso il 14 dicembre 1944 perché aveva deplorato gli eccessi partigiani.
    Don Ubaldo Marchioni - parroco di S. Martino di Caparra (Bologna). Ucciso il 29 settembre 1944.
    Don Dante Mattioli - parroco di Coruzzo (Reggio Emilia), prelevato dai partigiani rossi la notte dell'11 aprile 1945.
    Don Fernando Merli - mensionario della Cattedrale di Foligno, ucciso il 21 febbraio 1944 presso Assisi da iugoslavi istigati da comunisti italiani.
    Don Angelo Merlini - parroco di Fiamenga (Foligno), ucciso il 21 febbraio 1944 presso Foligno.
    Don Armando Messeri - cappellano delle suore della S. Famiglia in Marino, ucciso dai partigiani comunisti il 18 giugno 1944.
    Don Ildebrando Mezzetti - parroco di S. Martino in Pedriolo (Bologna). Ucciso il 20 settembre 1944.
    Don Elio Monari - assistente G. maschile. Ucciso dalla banda "Carità" nel modenese.
    Don Natale Monticelli - parroco di Monzone (Modena). Fucilato a Bologna.
    Don Giacomo Moro - cappellano militare in Jugoslavia, fucilato da comunisti titini a Micca di Montenegro.
    Don Adolfo Nannini - parroco di Cercina (Firenze), ucciso il 30 maggio 1944 da partigiani comunisti.
    Don Simone Nardin - dei benedettini olivetani, tenente cappellano dell'ospedale militare "Belvedere" in Abbazia di Fiume, prelevato dai partigiani iugoslavi nell'aprile 1945 e fatto morire tra orrende sevizie.
    Don Luigi Obid - economo di Podsabotino e San Mauro (Gorizia), ucciso il 15 gennaio 1945.
    Don Antonio Padoan - parroco di Castel Vittorio (Imperia), ucciso da partigiani l'8 maggio 1944 con un colpo di pistola al cuore e uno in bocca.
    Don Settimio Patuelli - parroco di Ostra (Imola). Ucciso il 25 settembre 1945.
    Don Attilio Pavese - parroco di Alpe di Gorreto (Tortona), ucciso il 6 dicembre 1944 da partigiani dei quali era cappellano perché confortava alcuni prigionieri tedeschi condannati a morte.
    Don Luigi Pelliconi - parroco di Poggiolo (Imola). Ucciso il 14 aprile 1945.
    Don Francesco Pellizzari - parroco di Tagliolo (Aqui), chiamato nella notte del 10 maggio 1945 e fatto sparire per sempre.
    Don Pombeo Perai - parroco dei Ss. Pietro e Paolo di Città della Pieve, ucciso per rappresaglia partigiana il 16 giugno 1944.
    Don Enrico Percivalle - parroco di Varriana (Tortona), prelevato dai partigiani e ucciso a colpi di pugnale il 14 febbraio 1944.
    Don Vittorio Perkan - parroco di Elsane (Fiume), ucciso il 9 maggio 1945 da partigiani mentre celebrava un funerale.
    Don Aladino Petri - pievano di Caprona (Pisa), ucciso il 2 giugno 1944 perché ritenuto filo-fascista.
    Don Nazzareno Pettinelli - parroco di S. Lucia di Ostra di Senigallia, fucilato per rappresaglia partigiana l'11 luglio 1944.
    Don Umberto Pessina - parroco di S. Martino di Carreggio, ucciso il 18 giugno 1946 da partigiani comunisti.
    Seminarista Giuseppe Pierami - studente di teologia della diocesi di Apuania, ucciso il 2 novembre 1944 sulla Linea Gotica da partigiani comunisti.
    Don Battista Pigozzi - parroco di Cervaiola (Reggio Emilia). Ucciso il 20 marzo 1944.
    Don Ladislao Pisacane - vicario di Circhina (Gorizia), ucciso da partigiani slavi il 5 febbraio 1945 con altre 12 persone.
    Don Antonio Pisk - curato di Canale d'Isonzo (Gorizia), prelevato da partigiani slavi il 28 ottobre 1944 e fatto sparire per sempre.
    Don Nicola Polidori - della diocesi di Nocera e Gualdo, fucilato il 9 giugno 1944 a sefro da partigiani comunisti.
    Don Giuseppe Preci - parroco di Montalto (Modena). Chiamato di notte col solito tranello, fu ucciso sul sagrato della chiesa il 24 maggio 1945.
    Don Giuseppe Rasori - parroco di S. Martino in Casola (Bologna), ucciso la notte del 2 luglio 1945 nella sua canonica, sotto accusa di filo-fascismo.
    Don Alfonso Reggiani - parroco di Amola di Piano (Bologna), ucciso da marxisti la sera del 5 dicembre 1945.
    Seminarista Rolando Rivi - di Piane di Monchio (Reggio Emilia), di 16 anni, ucciso il 10 aprile 1945 da partigiani comunisti solo perché indossava la veste talare.
    Don Pietro Rizzo - parroco di Jolanda di Savoia (Ferrara), fucilato il 28 marzo 1944.
    Don Giuseppe Rocco - parroco di Santa Maria, diocesi di S. Sepolcro, ucciso da slavi il 4 maggio 1945.
    Don Angelico Romiti o.f.m. - cappellano degli allievi ufficiali della Scuola di Fontanellato, decorato al valor militare, ucciso il 7 maggio 1945 da partigiani comunisti.
    Padre Mario Ruggeri - carmelitano. Ucciso l'8 ottobre 1944 nel bolognese.
    Don Leandro Sangiorgi - salesiano, cappellano militare decorato al valor militare, fucilato a Sordevolo Biellese il 30 aprile 1945.
    Don Alessandro Sanguanini - della congregazione della Missione, fucilato a Ranziano (Gorizia) il 12 ottobre 1944 da partigiani slavi.
    Don Lodovico Sluga - vicario di Circhina (Gorizia), ucciso insieme al confratello Don Pisacane il 5 febbraio 1944.
    Don Luigi Solaro - di Torino, ucciso il 4 aprile 1945 perché congiunto del federale di Torino Giuseppe Solaro anch'egli soppresso.
    Don Alessandro Sozzi - parroco di Strela (Piacenza). Ucciso il 19 luglio 1944.
    Don Emilio Spinelli - parroco di Campogialli (Arezzo), fucilato il 6 maggio 1944 dai partigiani sotto accusa di filo-fascismo.
    Don Eugenio Squizzato o.f.m. - cappellano partigiano ucciso dai suoi il 16 aprile 1944 fra Corio e Lanzo Torinese perché, impressionato dalle crudeltà che essi commettevano, voleva abbandonare la formazione.
    Chierico Italo Subacchi, delle missioni estere. Ucciso nel piacentino il 20 luglio 1944.
    Don Ernesto Talè - parroco di Castelluccio Formiche (Modena), ucciso insieme alla sorella l'11 dicembre 1944.
    Don Giuseppe Tarozzi - parroco di Riolo (Bologna), prelevato la notte del 26 maggio 1945 e fatto sparire. Il suo corpo fu bruciato in un forno di pane, in una casa colonica.
    Don Angelo Taticchio - parroco di Rovigno (Pola), ucciso dai partigiani iugoslavi nell'ottobre 1943 perché aiutava gli italiani.
    Don Carlo Terenziani - prevosto di Ventoso (Reggio Emilia), fucilato la sera del 29 aprile 1945 perché ex Cappellano della milizia.
    Don Alberto Terilli - arciprete di Esperia (Frosinone), morto in seguito a sevizie inflittegli dai marocchini, eccitati da partigiani, nel maggio 1944.
    Don Andrea Testa - parroco di Diano Borrello (Savona), ucciso il 16 luglio 1944 da una banda partigiana perché osteggiava il comunismo.
    Mons. Eugenio Corradino Torricella - della Diocesi di Bergamo, ucciso il 7 gennaio 1944 ad Agen (Francia) da partigiani comunisti per i suoi sentimenti d'italianità.
    Don Rodolfo Trcek - diacono della diocesi di Gorizia, ucciso il 1° settembre 1944 a Montenero d'Idria da partigiani comunisti.
    Don Mario Turci - parroco a Madonna dell'Albero (Ravenna). Strangolato nel settembre 1944.
    Don Francesco Venturelli - parroco di Fossoli (Modena), ucciso il 15 gennaio 1946 perché inviso ai partigiani.
    Don Gildo Vian - parroco di Bastia (Perugia), ucciso dai partigiani comunisti il 14 luglio 1944.
    Don Giuseppe Violi - parroco di S. Lucia di Madesano (Parma), ucciso il 31 novembre 1945 da partigiani comunisti.
    Don Antonio Zoli - parroco di Morra del Villar (Cuneo), ucciso da partigiani comunisti perché, durante la predica del Corpus Domini del 1944, aveva deplorato l'odio tra fratelli come una maledizione di Dio

  6. #6
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    io non leggo libri di storia mi basta quello che mi hanno raccontato i miei nonni ciò che molti preti con le loro delazioni hanno mandato gente nei campi di sterminio non tutti ovviamente ma abbastanza.

    comunque per me anche se hanno commesso degli eccessi i partigiani erano dalla parte giusta mentre i repubblichini se prevalevano eravamo tutti in un campo di sterminio

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da benfy
    io non leggo libri di storia mi basta quello che mi hanno raccontato i miei nonni ciò che molti preti con le loro delazioni hanno mandato gente nei campi di sterminio non tutti ovviamente ma abbastanza.

    comunque per me anche se hanno commesso degli eccessi i partigiani erano dalla parte giusta mentre i repubblichini se prevalevano eravamo tutti in un campo di sterminio

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da benfy
    io non leggo libri di storia mi basta quello che mi hanno raccontato i miei nonni ciò che molti preti con le loro delazioni hanno mandato gente nei campi di sterminio non tutti ovviamente ma abbastanza.

    comunque per me anche se hanno commesso degli eccessi i partigiani erano dalla parte giusta mentre i repubblichini se prevalevano eravamo tutti in un campo di sterminio
    quante cazzate

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da benfy
    dalla parte di salò
    dalla parte di coloro che difesero veramente l'onore della propria Patria

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da benfy
    io non leggo libri di storia mi basta quello che mi hanno raccontato i miei nonni ciò che molti preti con le loro delazioni hanno mandato gente nei campi di sterminio non tutti ovviamente ma abbastanza.

    comunque per me anche se hanno commesso degli eccessi i partigiani erano dalla parte giusta mentre i repubblichini se prevalevano eravamo tutti in un campo di sterminio
    Proprio perchè convinto dell'essere dalla parte giusta dei partigiani non ti dovrebbe restare troppo difficile ammettere i loro errori. Il problema è che non reputate semplicemente giusta la resistenza, l'avete divinizzata.

    P.S.: I miei di nonni m'hanno raccontato di come non avesse fatto assolutamente nulla uno dei preti presenti in quella lista.

 

 
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