Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
    Veritas liberabit vos
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    Nolite timere, pusillus grex. Ego vici mundum
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    Preghiere di difesa dal demonio





    Chiunque tu sia, che nel mare di questo mondo ti senti sballottare tra bufere e tempeste, non distogliere lo sguardo da questa Stella se non vuoi essere sommerso. Se si alzano i venti delle tentazioni, se ti scontri contro gli scogli delle sofferenze, guarda la Stella, invoca MARIA. Se sei turbato dalle tue colpe, confuso dal miserabile stato della tua coscienza, se stai per farti dominare dalla tristezza o cadere nel baratro della disperazione, pensa a MARIA. Nei pericoli, nelle angustie, nei dubbi, pensa a MARIA, invoca MARIA. Seguendo Lei non sbaglierai pensando a Lei, non peccherai; tenendoti stretto a Lei, non cadrai.
    Se L’avrai come protettrice, non avrai di che temere; sotto la Sua guida, ti sarà leggera ogni fatica; e avendoLa propizia, raggiungerai facilmente al Paradiso.



    Invocazione quotidiana per ottenere la protezione di Maria Regina degli Angeli e Vincitrice dell’Inferno.


    Sovrana Regina del cielo, potente Signora degli angeli, fin dal principio hai avuto da Dio il potere e la missione di schiacciare la testa di Satana. Ti preghiamo umilmente, manda le tue legioni celesti, affinché sotto il tuo comando e con la tua potenza, perseguitino i demoni e combattano ovunque gli spiriti infernali, rintuzzino la loro temerarietà e li ricaccino nell’abisso.
    Sublime Madre di Dio, manda il tuo esercito invincibile contro gli emissari dell’inferno tra gli uomini; distruggi i progetti dei senzadio e umilia tutti coloro che vogliono il male. Ottieni loro la grazia del ravvedimento e della conversione, perché diano gloria alla SS. Trinità e a te. Aiuta ovunque la vittoria della verità e della giustizia.
    Potente Patrona, con i tuoi spiriti fiammeggianti, proteggi su tutta la Terra i tuoi santuari e luoghi di grazia. Sorveglia attraverso di loro le chiese e tutti i luoghi sacri, oggetti e persone, soprattutto il tuo divin Figlio nel SS. Sacramento. Impedisci che vengano disonorati, profanati, derubati, distrutti o violati. Impediscilo Signora.
    Madre celeste, proteggi infine anche i nostri averi, le nostre abitazioni, le nostre famiglie, da tutte le insidie dei nemici, visibili ed invisibili. Fa governare in esse i tuoi Santi Angeli e regnare in esse la devozione, la pace ed il gaudio dello Spirito Santo.
    Chi è come Dio? Chi è come Te, Maria regina degli Angeli e vincitrice dell’inferno? O buona e tenera Madre Maria, sposa illibata del Re degli Spiriti celesti nel cui aspetto essi vogliono specchiarsi, Tu rimarrai per sempre il nostro amore, la nostra speranza, il nostro rifugio e vanto! S. Michele, santi Angeli e Arcangeli, difendeteci e proteggeteci! Amen


    Preghiera a S. Gabriele Arcangelo.


    O Angelo dell’umanità, o fedele messaggero di Dio, apri le orecchie del nostro cuore ai richiami sussurrati dal Cuore pieno d’amore di Gesù! Apri gli occhi del nostro cuore alla lettura corretta della Parola di Dio perché possiamo capire, obbedire ed eseguire ciò che Dio ci chiede. Aiutaci a rimanere desti quando verrà il Signore a chiamarci. Che Egli non ci colga nel sonno! Amen.

    S. Raffaele Arcangelo.

    Guidaci nel viaggio della vita: sii tu il nostro sostegno in ogni scelta, sventando gli inganni del demonio. Dio Onnipotente dia luce e pace alla nostra esistenza, al nostro focolare domestico e salute al nostro corpo. Tu, Arcangelo della speranza, con la potenza divina lega e ricaccia nell’abisso satana, asmodeo e tutti gli spiriti maligni, nemici del nostro bene temporale ed eterno. Amen
    Santi Arcangeli venite a noi con le vostre legioni e la vostra potenza, mostrate a noi e a tutti gli uomini il vostro aiuto e la vostra forza per la sola Gloria di Dio e di Maria vostra Regina e per la salvezza eterna delle nostre anime. Amen. Angelo di Dio…ecc..

    AFFIDAMENTO.


    O grande Principe del Cielo, custode fedelissimo della Chiesa, San Michele Arcangelo, io, benché molto indegno di comparire davanti a te, confidando tuttavia nella tua speciale bontà, ben conoscendo l'eccellenza delle tue mirabili preghiere e la moltitudine dei tuoi bene*fici, mi presento a te, accompagnato dal mio Angelo Custode, e, alla presenza di tutti gli Angeli del Cielo che prendo co*me testimoni della mia devozione verso di te, ti scelgo oggi a mio Protettore e mio Avvocato particolare, e propongo fermamente di onorarti sempre e di farti onorare con tutte le mie forze. Assistimi durante tutta la mia vita, affinché io non of*fenda mai gli occhi purissimi di Dio, né con le opere, né con le parole, né con i pensieri. Difendimi contro tutte le tentazioni del demonio, specialmente da quelle contro la fede e la purezza, e nel*l'ora della mia morte concedi la pace all'anima mia ed introducimi nella Patria eterna. Amen. (Indulgenza parziale).
    Angeli santissimi, vegliate su di noi, dovunque e sempre; Arcangeli nobilissimi presentate a Dio le nostre preghiere e sacrifici; Virtù celesti, donateci forza e coraggio nelle prove della vita. Potenze dell’alto, difendeteci contro i nemici visibili e invisibili; Principati sovrani, governate le nostre anime e i nostri corpi; Dominazioni altissime, regnate di più sulla nostra umanità. Troni supremi, otteneteci la pace; Cherubini pieni di zelo, dissipate tutte le nostre tenebre; Serafini pieni di amore, infiammateci di ardente amore per il Signore.

    COME DIFENDERCI DAL MALIGNO.


    Da molte persone oggi il demonio è ritenuto un mito, una fantasia di altri tempi, ma essi sono i primi ad essere illusi da lui. Il diavolo esiste, il Vangelo ne parla moltissime volte, ma egli è uno sconfitto. E’ stato sconfitto da Nostro Signore quindi il suo potere è limitato, egli può nuocerci solo se “gli apriamo la porta” tramite il peccato e rimanendo con il peccato nell’anima o anche venendo a contato con l’occulto tramite maghe, oroscopi giochi del bicchierino e lettura della mano (pericolosissimi per i disturbi malefici che ne possono derivare). “Tutto ciò che ci difende dal peccato ci difende da satana” (Paolo VI) per evitare che il demonio possa nuocerci e possa recare danno alle anime o alla società il Signore ci da alcune armi infallibili:

    1 La confessione mensile, con essa viene distrutto il potere del male sulla nostra anima e noi veniamo rigenerati dalla grazia e dalla misericordia del Padre.

    2 Partecipare con devozione alla S. Messa, oltre che la domenica, anche nei giorni feriali quando si riesce e fare la S. Comunione in grazia di Dio. Mai fare la S. Comunione con il peccato nell’anima, è un orribile sacrilegio!

    3 la Preghiera, specialmente il S. Rosario vero flagello dei demoni e arma che distrugge l’inferno, l’Adorazione Eucaristica, la preghiera a S. Michele Arcangelo agli Angeli Custodi e a S. Giuseppe e ai Santi.

    4 La penitenza, il digiuno, e le opere di bene verso il prossimo aiutano a difenderci noi e i nostri cari dalle insidie del maligno, si consiglia anche di portare con se un Crocifisso e la medaglia benedetta della Madonna, e utilizzare l’Acqua Santa o ricevere spesso le Benedizioni Sacerdotali, molto spesso si è sperimentata l’efficacia.

  2. #2
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  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Augustinus
    Grazie Augustinus, i tuoi riferimenti sono sempre puntuali e preziosi

  4. #4
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Dalle Scritture :


    Siracide 5,6

    Non dire: «La sua misericordia è grande;
    mi perdonerà i molti peccati»,

    perché presso di lui ci sono misericordia e ira,
    il suo sdegno si riverserà sui peccatori.

    Isaia 59,12

    Poiché sono molti davanti a te i nostri delitti,
    i nostri peccati testimoniano contro di noi;
    poiché i nostri delitti ci stanno davanti
    e noi conosciamo le nostre iniquità

    Ezechiele 33,10

    Tu, figlio dell'uomo, annunzia agli Israeliti: Voi dite: I nostri delitti e i nostri peccati sono sopra di noi e in essi noi ci consumiamo! In che modo potremo vivere?

    Siracide 15,17

    Davanti agli uomini stanno la vita e la morte;
    a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà


    (vita=eterna beatitudine; morte=dannazione eterna)

    Siracide 22,10

    Piangi meno tristemente per un morto, ché ora riposa,
    ma la vita dello stolto è peggiore della morte
    .


    Romani 6,23

    Perché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù nostro Signore

    1Giovanni 5,16

    Se uno vede il proprio fratello commettere un peccato che non conduce alla morte, preghi, e Dio gli darà la vita; s'intende a coloro che commettono un peccato che non conduce alla morte: c'è infatti un peccato che conduce alla morte; per questo dico di non pregare.


    L'INFERNO: FATTI STORICI DOCUMENTATI CHE FANNO RIFLETTERE UN GENERALE RUSSO

    Gaston De Sègur ha pubblicato un libretto che parla dell'esistenza dell'inferno, su cui sono narrate le apparizioni di alcune anime dannate. Riporto per intero l'episodio con le stesse parole dell'autore: "Il fatto accadde a Mosca nel 1812, quasi nella mia stessa famiglia. Mio nonno materno, il conte Rostopchine, era allora governatore militare a Mosca ed era in stretta amicizia col generale conte Orloff, uomo valoroso, ma empio. Una sera, dopo cena, il conte Orloff cominciò a scherzare con un suo amico volteriano, il generale V., burlandosi della religione e in particolare dell'inferno.

    - Ci sarà qualcosa - disse Orloff - dopo la morte? - Se ci sarà qualcosa - disse il generale V. - chi di noi morirà per primo verrà ad avvisare l'altro. Restiamo d'accordo? - Benissimo! - soggiunse Orloff, e si strinsero la mano in segno di promessa.

    Circa un mese dopo, il generale V. ricevette l'ordine di partire da Mosca e di prendere una posizione importante con l'esercito russo per fermare Napoleone. Tre settimane dopo, essendo uscito di mattina per esplorare la posizione del nemico, il generale V. fu colpito al ventre da una pallottola e cadde morto. Sull'istante si presentò a Dio.

    Il conte Orloff era a Mosca e non sapeva nulla della fine di quel suo amico. Quella stessa mattina, mentre stava tranquillamente riposando, ormai sveglio da un po' di tempo, si aprirono ad un tratto le tendine del letto e comparve a due passi il generale V. morto da poco, ritto sulla persona, pallido, con la destra sul petto e così parlò: 'L'inferno c'è e io ci sono dentro!' e disparve. Il conte si alzò dal letto e uscì di casa in veste da camera, con i capelli ancora spettinati, molto agitato, con gli occhi stralunati e pallido in volto. Corse in casa di mio nonno, sconvolto e ansimante, per raccontare l'accaduto. Mio nonno si era alzato da poco e, meravigliato nel vedere a quell'ora e vestito in quel modo il conte Orloff, disse: - Conte che cosa vi è capitato?. - Mi sembra di impazzire per lo spavento! Ho visto poco fa il generale V.! - Ma come? Il generale è già arrivato a Mosca? - No! - rispose il conte gettandosi sul divano e tenendosi la testa tra le mani. - No, non è tornato, ed è questo appunto che mi spaventa! E subito, trafelato, gli raccontò l'apparizione in tutti i particolari.

    Mio nonno cercò di calmarlo, dicendogli che poteva trattarsi di fantasia, o di un'allucinazione, o di un brutto sogno e aggiunse che non doveva considerare morto l'amico generale. Dodici giorni dopo, un messo dell'esercito annunziava a mio nonno la morte del generale; le date coincidevano: la morte era avvenuta la mattina di quello stesso giorno in cui il conte Orloff se l'era visto comparire in camera."

    *************************

    RAIMOND DIOCRÉ

    Ecco un fatto sconvolgente, avvenuto alla presenza di migliaia di testimoni ed esaminato in tutti i particolari dai dottissimi Bollandisti.

    Era morto a Parigi il professore della Sorbona Raimond Diocré. Nella chiesa di Nòtre Dame si svolgevano i solenni funerali. Oltre a molti semplici fedeli vi parteciparono numerosi professori e discepoli del defunto.

    La salma era collocata nel mezzo della navata centrale, coperta, secondo l'uso di quel tempo, da un semplice velo. Cominciate le esequie, allorché il sacerdote disse le parole del rito: "Rispondimi: quante iniquità e peccati hai...?", si udì una voce sepolcrale uscire da sotto il velo funebre: "Per giusto giudizio di Dio sono stato accusato!".

    Fu tolto subito il drappo mortuario, ma si trovò il defunto immobile e freddo. La funzione, improvvisamente interrotta, fu subito ripresa fra il turbamento generale. Poco dopo il cadavere si alzò davanti a tutti e gridò con voce ancora più forte di prima: "Per giusto giudizio di Dio sono stato giudicato!".

    Lo spavento dei presenti giunse al colmo. Alcuni medici si avvicinarono al defunto, ripiombato nella sua immobilità, e constatarono che era veramente morto. Non si ebbe però il coraggio, per quel giorno, di continuare il funerale e si rimandò al domani.

    Intanto le autorità ecclesiastiche non sapevano che cosa decidere. Alcuni dicevano: "E' dannato; non è degno delle preghiere della Chiesa!". Altri osservavano: "Non si può essere sicuri che Diocré sia dannato! Ha detto di essere stato accusato e giudicato, ma non condannato".

    Anche il Vescovo fu di questo parere. II giorno seguente fu ripetuto l'ufficio funebre, ma giunti alla stessa frase prevista dal rito: “Rispondimi...” il cadavere si alzò nuovamente da sotto il velo funebre e gridò: "Per giusto giudizio di Dio sono stato condannato all'inferno per sempre!".

    Davanti a questa terribile testimonianza, cessarono i funerali e si decise di non seppellire il cadavere nel cimitero comune.

    Il prodigio era evidentissimo e molti si convertirono.

    Tra i presenti c'era un certo Brunone, discepolo e ammiratore del Diocré; era già un buon cristiano, ma in quell'occasione decise di lasciare le attrattive del mondo e di darsi alla penitenza. Altri seguirono il suo esempio. Brunone divenne fondatore di un Ordine Religioso, il più rigoroso della Chiesa Cattolica: l'Ordine dei Certosini. In seguito morì da Santo.

    Chi va oggi a Serra San Bruno, in Calabria, può visitare il monastero fatto costruire dal Santo, ove sono sepolti, tra gli altri, non pochi uomini illustri che hanno lasciato tutto per dedicarsi interamente alla preghiera, al lavoro, all'aspra penitenza e al più rigoroso silenzio.


    ************************


    RACCONTA UN ARCIVESCOVO...

    Mons. Antonio Pierozzi, Arcivescovo di Firenze, famoso per la sua pietà e dottrina, nei suoi scritti narra un fatto, verificatosi ai suoi tempi, verso la metà del XV secolo, che seminò grande sgomento nell'Italia settentrionale. All'età di diciassette anni, un ragazzo aveva tenuto nascosto in Confessione un peccato grave che non osava confessare per vergogna. Nonostante questo si accostava alla Comunione, ovviamente in modo sacrilego.

    Tormentato sempre più dal rimorso, invece di mettersi in grazia di Dio, cercava di supplire facendo grandi penitenze. Alla fine decise di farsi frate. "Là - pensava - confesserò i miei sacrilegi e farò penitenza di tutte le mie colpe". Purtroppo, il demonio della vergogna riuscì anche là a non fargli confessare con sincerità i suoi peccati e così trascorsero tre anni in continui sacrilegi. Neanche sul letto di morte ebbe il coraggio di confessare le sue gravi colpe.

    I suoi confratelli credettero che fosse morto da santo, perciò il cadavere del giovane frate fu portato in processione nella chiesa del convento, dove rimase esposto fino al giorno dopo. AI mattino, uno dei frati, che era andato a suonare la campana, tutto a un tratto si vide comparire davanti il morto circondato da catene roventi e da fiamme.

    Quel povero frate cadde in ginocchio spaventato. II terrore raggiunse il culmine quando sentì: "Non pregate per me, perché sono all'inferno!"... e gli raccontò la triste storia dei sacrilegi. Poi sparì lasciando un odore ripugnante che si sparse per tutto il convento. I superiori fecero portare via il cadavere senza i funerali.


    **************************************


    UN PROFESSORE DI PARIGI

    Sant'Alfonso Maria De' Liguori, Vescovo e Dottore della Chiesa, e quindi particolarmente degno di fede, riporta il seguente episodio.

    Quando l'università di Parigi si trovava nel periodo di maggior splendore, uno dei suoi più celebri professori morì improvvisamente. Nessuno si sarebbe immaginato la sua terribile sorte, tanto meno il Vescovo di Parigi, suo intimo amico, che pregava ogni giorno in suffragio di quell'anima.

    Una notte, mentre pregava per il defunto, se lo vide apparire davanti in forma incandescente, col volto disperato. II Vescovo, compreso che l'amico era dannato, gli rivolse alcune domande; gli chiese tra l'altro: "All'inferno ti ricordi ancora delle scienze per le quali eri così famoso in vita?". "Che scienze... che scienze! In compagnia dei demoni abbiamo ben altro a cui pensare! Questi spiriti malvagi non ci danno un momento di tregua e ci impediscono di pensare a qualunque altra cosa che non siano le nostre colpe e le nostre pene. Queste sono già tremende e spaventose, ma i demoni ce le inaspriscono in modo da alimentare in noi una continua disperazione!"

    ********************



    LA SPERANZA CRISTIANA E' QUESTA VERITA':

    Apocalisse 2,10

    Non temere ciò che stai per soffrire: ecco, il diavolo sta per gettare alcuni di voi in carcere, per mettervi alla prova e avrete una tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita.

    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  5. #5
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    In tema, v. QUI

  6. #6
    VINCIT OMNIA VERITAS!
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    "O voi che avete gli intelletti sani, mirate la dottrina che s'asconde sotto'l velame de li versi strani."
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    ESORCISMO BREVE
    COMPOSTO DAL PAPA LEONE XIII°
    Leone decimo terzo, pregate per noi


    Quello che segue non è l’esorcismo solenne che puo’ farsi solo con l’autorizzazione del Vescovo. E’ quello semplice, composto dal papa Leone XIII, che puo’ essere recitato con frutto da ogni fedele. L’esistenza del demonio non e’ una favola. La Sacra Scrittura ce ne parla con abbondanza ammonendoci che il demonio e’ tutto occupato a danneggiare il genere umano, soprattutto sul piano spirituale, ma anche sul piano fisico e psichico. Persecuzioni, tentazioni, discordie, scandali ed anche disastri fisici, spesso vengono dal maligno. Solo la potenza di Dio ci libera dalle vessazioni di satana.

    N.B. al segno di + segnarsi.

    Anche se non fa parte del rito, molti esorcisti sono soliti cominciare con la lettura dell’inizio del Vangelo di S.Giovanni.

    “In principio era il Verbo, ed il Verbo era presso Dio, ed il Verbo era Dio. Egli era in principio con Dio. Tutto si fece per mezzo di lui; e senza di Lui nulla fu fatto di quanto si fece. In Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini. E la luce splende fra le tenebre, ma le tenebre non l’accolsero. Ci fu un uomo mandato da Dio, il cui nome era Giovanni. Questi venne per rendere testimonianza alla luce, affinché tutti credessero per mezzo di Lui. Egli non era la luce, ma venne per rendere testimonianza alla luce. Il Verbo era la luce vera che illumina ogni uomo che viene in questo mondo. Egli era nel mondo, ed il mondo per mezzo di Lui fu fatto, ma il mondo non Lo riconobbe. Venne tra i suoi, ma i suoi non Lo accolsero. Ma a quanti Lo accolsero, diede il potere di diventare figli di Dio: i quali non da sangue, nè da volere di carne, nè da volere di uomo, ma da Dio sono nati (Ci si inginocchia). Ed il verbo si fece carne (ci si alza) ed abitò fra noi. E noi abbiamo contemplato la Sua gloria: gloria che viene dal Padre al suo Unigenito pieno di grazia e di verita’.”

    _______________________

    L'esorcismo ha come prologo la preghiera a San Michele Arcangelo. La preghiera in questione può essere recitata anche da sola, ma è parte integrante dell'esorcismo medesimo.


    PREGHIERA A SAN MICHELE ARCANGELO


    ITALIANO



    Gloriosissimo Principe della Milizia Celeste, Arcangelo San Michele, difendeteci in questa ardente battaglia contro tutte le potenze delle tenebre e la loro spirituale malizia. Venite in soccorso degli uomini creati da Dio a sua immagine e somiglianza e riscattati a gran prezzo dalla tirannia del demonio. Combattete oggi le battaglie del Signore con tutta l’armata degli Angeli beati, come gia’ avete combattuto contro il principe dell’orgoglio lucifero ed i suoi angeli apostati; e questi ultimi non potettero trionfare e ormai non v’e’ piu’ posto per essi nei cieli. Ma e’ caduto questo grande dragone, questo antico serpente che si chiama lo spirito del mondo, che tende trappole a tutti. Si, e’ caduto sulla terra ed i suoi angeli sono stati respinti con lui. Ora ecco che, questo antico nemico, questo vecchio omicida, si erge di nuovo con una rinnovata rabbia. Trasfiguratosi in angelo di luce, egli nascostamente invase e circuì la terra con tutta l’orda degli spiriti maligni, per distruggere in essa il nome di Dio e del suo Cristo e per manovrare e rubarvi le anime destinate alla corona della gloria eterna, per trascinarle nell’ eterna morte.
    Il veleno delle sue perversioni, come un immenso fiume d’immondizia, cola da questo dragone malefico e si trasfonde in uomini di mente e spirito depravato e dal cuore corrotto; egli versa su di loro il suo spirito di menzogna, di empieta’ e di bestemmia ed invia loro il mortifero alito di lussuria, di tutti i vizi e di tutte le iniquità la Chiesa, questa Sposa dell’Agnello Immacolato, è ubriacata da nemici scaltrissimi che la colmano di amarezze e che posano le loro sacrileghe mani su tutte le sue cose più desiderabili. Laddove c’è la sede del beatissimo Pietro posta a cattedra di verità per illuminare i popoli, lì hanno stabilito il trono abominevole della loro empietà, affinché colpendo il pastore, si disperda il gregge(1).
    Pertanto, omai sconfitto Duce, venite incontro al popolo di Dio contro questa irruzione di perversità spirituali e sconfiggetele. Voi siete venerato dalla Santa Chiesa quale suo custode e patrono ed a Voi il Signore ha affidato le anime che un giorno occuperanno le sedi celesti. Pregate, dunque, il Dio della pace a tenere schiacciato satana sotto i nostri piedi, affinché non possa continuare a tenere schiavi gli uomini e a danneggiare la Chiesa. Presentate all’Altissimo, con le Vostre, le nostre preghiere, perché scendano presto su di noi le Sue Divine Misericordie e Voi possiate incatenare il dragone, il serpente antico satana ed incatenarlo negli abissi. Solo così non sedurrà più le anime.




    PRINCEPS gloriosissime caelestis militiae, sancte Michael Archangele, defende nos in proelio et colluctatione, quae nobis adversus principes et potestates, adversus mundi rectores tenebrarum harum, contra spiritualia nequitiae, in caelestibus. Veni in auxilium hominum, quos Deus creavit inexterminabiles, et ad imaginem similitudinis suae fecit, et a tyrannide diaboli emit pretio magno. Proeliare hodie cum beatorum Angelorum exercitu proelia Domini, sicut pugnasti contra ducem superbiae luciferum, et angelos eius apostaticos: et non valuerunt, neque locus inventus est eorum amplius in coelo. Sed proiectus est draco ille magnus, serpens antiquus, qui vocatur diabolus et satanas, qui seducit universum orbem; et proiectus est in terram, et angeli eius cum illo missi sunt.

    En antiquus inimicus et homicida vehementer erectus est. Transfiguratus in angelum lucis, cum tota malignorum spirituum caterva late circuit et invadit terram, ut in ea deleat nomen Dei et Christi eius, animasque ad aeternae gloriae coronam destinatas furetur, mactet ac perdat in sempiternum interitum. Virus nequitiae suae, tamquam flumen immundissimum, draco maleficus transfundit in homines depravatos mente et corruptos corde; spiritum mendacii, impietatis et blasphemiae; halitumque mortiferum luxuriae, vitiorum omnium et iniquitatum.

    Ecclesiam, Agni immaculati sponsam, faverrrimi hostes repleverunt amaritudinibus, inebriarunt absinthio; ad omnia desiderabilia eius impias miserunt manus. Ubi sedes beatissimi Petri et Cathedra veritatis ad lucem gentium constituta est, ibi thronum posuerunt abominationis et impietatis suae; ut percusso Pastore, et gregem disperdere valeant.

    Adesto itaque, Dux invictissime, populo Dei contra irrumpentes spirituales nequitias, et fac victoriam. Te custodem et patronum sancta veneratur Ecclesia; te gloriatur defensore adversus terrestrium et infernorum nefarias potestates; tibi tradidit Dominus animas redemptorum in superna felicitate locandas. Deprecare Deum pacis, ut conterat satanam sub pedibus nostris, ne ultra valeat captivos tenere homines, et Ecclesiae nocere. Offer nostras preces in conspectu Altissimi, ut cito anticipent nos misericordiae Domini, et apprehendas draconem, serpentem antiquum, qui est diabolus et satanas, ac ligatum mittas in abyssum, ut non seducat amplius gentes.


    ESORCISMO

    Confidando nel Vostro aiuto (si ci riferisce a San Michele Arcangelo) e nella Vostra protezione, pieni di fiducia e di sicurezza nella potenza del nome di Gesù, nostro Maestro e nostro Dio, noi avanziamo per respingere gli attacchi e le insidie del demonio e del mondo, per intercessione della Immacolata Sempre Vergine Maria, Madre di Dio e madre nostra, di Voi, o Arcangelo San Michele, dei Santi Apostoli e Cloriosi Martiri Pietro e Paolo e di tutti i Santi. Sorga IDDIO e si disperdano i suoi nemici + e fuggano davanti a Lui coloro che Lo odiano. Come si disperde il fumo, come fonde la cera di fronte al fuoco + periscano gli empi davanti a Dio.

    V) Ecco la Croce del Signore! Fuggite potenze nemiche
    R) Vinse il Leone della tribù di Giuda (Gesù Cristo), discendente di Davide.
    V) Sia sempre con noi la Sua misericordia.
    R) In Te abbiamo sperato.

    NOI TI IMPONIAMO di fuggire spirito immondo, potenza satanica, invasione del nemico infernale, con tutte le tue legioni, riunioni e sette diaboliche, in Nome ed in Potere di Nostro Signore Gesù Cristo + : sii sradicato dalla Santa Chiesa di DIO, allontanati dalle anime riscattate da Preziosissimo Sangue dell’Agnello Divino + . D’ora innanzi non ardire, perfido serpente, di ingannare il genere umano, di perseguitare la Chiesa di Dio e di scuotere e crivellare come frumento gli eletti di Dio. + te lo comanda l’Altissimo Dio, al quale nella tua grande superbia presumi essere simile. Te lo comanda Dio Padre +, te lo comanda Dio Figlio, + te lo comanda Dio Spirito Santo. + te lo comanda Cristo, Verbo eterno di Dio fatto Carne + che, per la salvezza della nostra razza perduta, si è umiliato e fatto obbediente fino alla morte ed alla morte di Croce. E che edificò la sua Chiesa sulla ferma pietra di Pietro, assicurando che le forze dell’inferno non avrebbero mai prevalso contro di essa e che con essa sarebbe rimasto fino alla consumazione dei secoli. + te lo comanda il segno sacro della Croce + ed il potere di tutti i misteri della nostra fede cristiana. Te lo comanda l’eccelsa Madre di Dio, la Vergine Maria + che dal primo istante della sua Immacolata Concezione, ha schiacciato la tua testa orgogliosa. Te lo comanda la fede dei santi apostoli Pietro e Paolo + e degli altri apostoli. te lo comanda il sangue dei martiri, + e la potente intercessione di tutti i santi e sante di Dio.
    Dunque, dragone maledetto, e tutta la legione diabolica, noi ti scongiuriamo per il Dio + Vivo, per il Dio + Vero, per il Dio + Santo; per il Dio che ha tanto amato il mondo da sacrificare per esso il suo Unigenito Figlio, affinché, chiunque creda in Lui non muoia, ma abbia la vita eterna, cessa d’ingannare le umane creature e di propinare loro il veleno della dannazione eterna; cessa di nuocere alla Chiesa e di mettere lacci alla sua libertà. Vattene satana, inventore e maestro di ogni inganno, nemico della salvezza umana. Cedi il posto a Cristo sul quale nessun potere hanno avuto le tue arti. Cedi il posto alla Chiesa; una, santa cattolica ed apostolica, che lo stesso Cristo conquistò col proprio sangue. Umiliati sotto la potente mano di Dio, trema e fuggi all’invocazione che noi ti facciamo del santo e terribile nome di GESU’ (ci si inginocchia) che fa tremare l’inferno a cui sono sottomesse le virtù, le potenze e le dominazioni dei cieli e che i cherubini ed i serafini lodano incessantemente dicendo: “Santo, Santo, Santo è il Signore Dio dell’universo”.

    V) O Signore ascolta la mia preghiera
    R) Ed il mio grido giunga sino a Te.


    ORAZIONE


    O Dio del cielo, Dio della terra, Dio degli angeli, Dio degli arcangeli. Dio dei patriarchi, Dio dei Pofeti, Dio degli apostoli, Dio dei martiri, Dio dei confessori, Dio dei Vergnini, Dio che hai il potere di donare la Vita dopo la morte ed il riposo dopo la fatica, giacché non vi è altro dio all’infuori di te, nè ve ne può essere se non Tu, Creatore di tutte le cose visibili ed invisibili il cui regno non avrà fine; umilmente supplichiamo la Tua gloriosa maestà di volerci liberare di volerci liberare da ogni influenza, inganno, laccio, trappola, infestazione e perversità degli spiriti infernali e custodiscici sempre sani e salvi da ogni male. Amen.

    Per Cristo nostro Signore. Amen.
    V) Liberaci o Signore dalle insidie del demonio.
    R) Noi Ti preghiamo, ascoltaci o Signore.
    V) Affinché la Tua Chiesa sia libera nel Tuo servizio.
    R) Noi Ti preghiamo, ascoltaci o Signore.
    V) Affinché Ti degni di umiliare i nemici della Santa Chiesa.
    R) Noi Ti preghiamo, ascoltaci o Signore.


    Si asperga il luogo con acqua benedetta, sia prima che dopo.

    Si tenga inoltre presente che l'esorcismo può essere compiuto SOLO SE SI E' IN GRAZIA DI DIO; ovvero se si ci è confessati e non si sia già caduti in peccato mortale.

    --------------------------------------------------------------------------

    NOTA: anche l'esorcismo andrebbe recitato in latino. Sul Rituale Romanum è infatti così riportato.
    "In girum imus nocte et consumimur igni"

  7. #7
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    THE LAST GOSPEL

    All stand as the Priest moves to the far Gospel side where he reads the Gospel of John 1: 1-14 from the Mass Card on the Gospel side. At his response of the GLORIA TIBI, DOMINE Priest, Mass Server and the Faithful all make the Sign of the Cross on their foreheads, lips and breasts before the Priest reads the Gospel.

    V. Dominus vobiscum.
    R. Et cum spiritu tuo.
    V. Initium † sancti Evangelii secundum Joannem.
    R. Gloria tibi, Domine

    In principio erat Verbum, et Verbum erat apud Deum, et Deus erat Verbum. Hoc erat in principio apud Deum. Omnia per ipsum facta sunt: et sine ipso factum est nihil quod factum est: in ipso vita erat, et vita erat lux hominem: et lux in tenebris lucet, et tenebrae eam non comprehenderunt. Fuit homo missus a Deo, cui nomen erat Ioannes. Hic venit in testimonium, ut testimonium perhiberet de lumine, ut omnes crederent per illum. Non erat ille lux, sed ut testimonium perhiberet de lumine. Erat lux vera quae illuminat omnem hominem venientem in hunc mundum. In mundo erat, et mundus per ipsum factus est et mundus eum non cognovit. In propria venit, et sui eum non receperunt. Quotquot autem receperunt eum, dedit eis potestatem filios Dei fieri, his, qui credunt in nomine eius: qui non ex sanguinibus, neque ex voluntate carnis, neque ex voluntate viri, sed ex Deo nati sunt.
    Here all kneel
    ET VERBUM CARO FACTUM EST,
    et habitavit in nobis: et vidimus gloriam eius, gloriam quasi Unigeniti a Patre, plenum gratiae et veritatis.

    R. Deo gratias.


    LEONINE PRAYERS AT THE END OF HOLY MASS

    V. Ave Maria, gratia plena Dominus tecum, benedicta tu in mulieribus et benedictus fructis ventris tui, Jesus. Repeated three times

    R. Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae. Amen. Repeated three times

    V. Salve Regina, Mater misericordiae, vita, dulcedo, et spes nostra, salve.
    Ad te clamamus, exsules filii Evae.
    Ad te suspiramus gementes et flentes in hac lacrymarum valle.
    Eia ergo, Advocata nostra, illos tuos misericordes oculos ad nos converte.
    Et Jesum, benedictum fructum ventris tui, nobis, post hoc exilium, ostende.
    O clemens, o pia, o dulcis Virgo Maria.
    V. Ora pro nobis, sancta Dei Genitrix.
    R. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.

    V. OREMUS
    Deus, refugium nostrum et virtus, populum ad te clamantem propitius respice; et intercedente gloriosa et immaculata Virgine Dei Genitrice Maria, cum beato Joseph, ejus Sponso, ac beatis Apostolis tuis Petro et Paulo, et omnibus Sanctis, quas pro conversione peccatorum, pro libertate et exaltatione sancta Matris Ecclesiae, preces effundimus, misericors et benignum exaudi. Per eumdem Christum Dominum nostrum.
    R. Amen.

    Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio, contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium. Imperet illi Deus, supplices deprecamur: tuque, Princeps Militiae Coelestis, satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, sdivina virtute, in infernum detrude.
    R. Amen.

    V. Cor Jesu Sacratissimum.
    R. Miserere nobis.
    V. Cor Jesu Sacratissimum.
    R. Miserere nobis.
    V. Cor Jesu Sacratissimum.
    R. Miserere nobis.

    R. In nomine Patris, et Filii, † et Spiritus Sancti. Amen.

    --------------------------------------------------------------------------


    Istituita da Leone XIII. Da recitarsi al termine di ogni S. Messa, purchè non sia solenne, non sia cantata, non vi sia la predica.
    Oggi non più usata può essere recitata privatamente (anche dal singolo fedele come atto di devozione personale) al termine della S. Messa.
    "In girum imus nocte et consumimur igni"

  8. #8
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    Esorcismo breve di Leone XIII
    contro Satana e gli Angeli ribelli


    Sancte Michaël Arcangele, defende nos in proelio!
    Ut non pereamus in tremendo iudicio!


    «Quando la Chiesa domanda pubblicamente e con autoritŕ, in nome di Gesů Cristo, che una persona o un oggetto sia protetto contro l'influenza del Maligno e sottratto al suo dominio, si parla di esorcismo. Gesů l'ha praticato piů volte (Mc 1,25s); č da lui che la Chiesa deriva il potere e il compito di esorcizzare. In una forma semplice, l'esorcismo č praticato durante la celebrazione del Battesimo. L'Esorcismo Solenne, chiamato “grande esorcismo”, puň essere praticato solo da un presbitero e con il permesso esplicito del vescovo. In ciň bisogna procedere con prudenza, osservando rigorosamente le norme stabilite dalla Chiesa. L'esorcismo mira a scacciare i demoni o a liberare dall'influenza demoniaca, e ciň mediante l'autoritŕ spirituale che Gesů ha affidato alla sua Chiesa. Molto diverso č il caso di malattie, soprattutto psichiche, la cui cura rientra nel campo della scienza medica. E importante, quindi, accertarsi, prima di celebrare l'esorcismo, che si tratti di una presenza del Maligno e non di una malattia» (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1673).

    L'esorcismo che segue, detto esorcismo breve, puň essere recitato dai fedeli laici solo come forma di Preghiera Privata. La Congregazione per la Dottrina della Fede ha richiamato all'osservanza di questa norma nella lettera Inde ab aliquot annis, del 29 settembre 1985. In essa č precisato anche che questo richiamo «non deve affatto allontanare i fedeli dal pregare affinché, come ci ha insegnato Gesů, siano liberati dal male (cfr. Mt 6,13)».

    Pregare l'esorcismo (in questa o in altra forma) č particolarmente consigliabile quando si percepisce che l'azione del demonio si fa piů intensa in noi (tentazioni molto forti), nelle famiglie (discordie); nella vita pubblica (quando sono calpestati i diritti di Dio e dell'uomo); nelle relazioni fra Stati (guerre); nelle persecuzioni contro la Chiesa. Č bene recitarlo anche nelle malattie.

    Ribadiamo: questa forma di esorcismo breve puň essere recitata e pregata da tutti i fedeli, purché venga recitata come una forma di Preghiera Privata, e ciň perché l'esorcismo pubblico e solenne in nome e con l'autoritŕ della Chiesa puň essere fatto solamente da un vescovo o da un presbitero autorizzato dal vescovo stesso.

    Ricorda: Per poter recitare l'esorcismo bisogna essere in Grazia di Dio: ossia bisogna essersi confessati e non esser giŕ caduti in peccato mortale.









    Esorcismo:



    (Al segno + si fa il segno di croce senza parole)



    + In nómine Patris, et Fílii, et Spíritus Sancti. Amen.




    Preghiera a San Michele Arcangelo

    Princeps gloriosissime cćléstis milítić, sancte Michaël Archángele, defénde nos in praélio advérsus príncipes et potestátes, advérsus mundi rectóres tenebrárum harum, contra spirituália nequitić, in cćléstibus. Veni in auxílium hóminum; quos Deus ad imáginem similitúdinis suć fecit, et a tyránnide diáboli emit prétio magno. Te custódem et patrónum sancta venerátur Ecclésia; tibi trádidit Dóminus ánimas redemptórum in supérna felicitáte locándas. Deprecáre Deum pacis, ut cónterat sátanam sub pédibus nostris, ne ultra váleat captívos tenére hómines, et Ecclésić nocére. Offer nostras preces in conspéctu Altissimi, ut cito antícipent nos misericórdić Dómini, et apprehéndas dracónem, serpéntem antíquum, qui est diábolus et sátanas, et ligátum mittas in abyssum, ut non sedúcat ámplius gentes. Amen.



    Esorcismo

    In nómine Iesu Christi Dei et Dómini nostri, intercedénte immaculáta Vírgine Dei Genitríce María, beáto Michaéle Archángelo, beátis Apóstolis Petro et Paulo et ómnibus Sanctis, ad infestatiónes diabólicć fraudis repelléndas secúri aggrédimur.




    Salmo 67

    Exsúrgat Deus, et dissipéntur inimici eius, * et fúgiant qui odérunt eum, a fácie eius.
    Sicut déficit fumus, defíciant: * sicut fluit cera a fácie ignis, sic péreant peccatóres a fácie Dei.




    Ecce Crucem Dómini, fúgite, partes advérsć;
    Vicit Leo de tribu Iuda, radix David.

    Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos.
    Quemádmodum sperávimus in te.

    Exorcizámus te, omnis immúnde spíritus, omnis satánica potéstas, omnis incúrsio infernális adversárii, omnis légio, omnis congregátio et secta diabólica, in nómine et virtúte Dómini nostri Iesu + Christi, eradicáre et effugáre a Dei Ecclésia, ab animábus ad imáginem Dei cónditis ac pretióso divini Agni sánguine redémptis +. Non ultra áudeas, serpens callidíssime, decípere humánum genus, Dei Ecclésiam pérsequi, ac Dei eléctos excútere et cribráre sicut triticum +.

    Ímperat tibi Deus altíssimus +, cui in magna tua supérbia te símilem habéri adhuc prćsúmis; qui omnes hómines vult salvos fieri, et ad agnitiónem veritátis venire.

    Ímperat tibi Deus Pater +; ímperat tibi Deus Fílius +; ímperat tibi Deus Spíritus Sanctus +.

    Ímperat tibi Christus, ćtérnum Dei Verbum caro factum +, qui pro salúte géneris nostri tua invídia pérditi, humiliávit semetípsum factus obédiens usque ad mortem; qui Ecclésiam suam ćdificávit supra firmam petram et portas inferi advérsus eam numquam esse prćvalitúras edixit, cum ea ipse permansúrus ómnibus diébus usque ad consummatiónem sćculi.

    Ímperat tibi sacraméntum Crucis +, omniúmque christiánć fídei Mysteriórum virtus +.

    Ímperat tibi excélsa Dei Génitrix Virgo María +, quć superbíssimum caput tuum a primo instánti immaculátć suć Conceptiónis in sua humilitáte contrivit.

    Ímperat tibi fides sanctórum Apostolórum Petri et Pauli ceterorúmque Apostolórum +.

    Ímperat tibi Mártyrum sanguis, ac pia Sanctórum et Sanctárum ómnium intercéssio +.

    Ergo, draco maledícte et omnis légio diabólica, adiurámus te per Deum + vivum, per Deum + verum, per Deum + sanctum, per Deum, qui sic diléxit mundum, ut Fílium suum unigénitum daret, ut omnis, qui credit in eum, non péreat, sed hábeat vitam ćtérnam: cessa decípere humánas creatúras, eisque ćtérnć perditiónis venénum propinare: désine Ecclésić nocére et eius libertáti láqueos iniícere.

    Vade, sátana, invéntor et magíster omnis fallácić, hostis humánć salútis. Da locum Christo, in quo nihil invenísti de opéribus tuis: da locum Ecclésić uni, sanctć, cathólicć et Apostólicć, quam Christus ipse acquisívit sánguine suo. Humiliáre sub poténti manu Dei; contremísce et éffuge, invocáto a nobis sancto et terríbili Nómine Iesu, quem ínferi tremunt, cui Virtútes cćlórum et Potestátes et Dominatiónes subiéctć sunt; quem Chérubim et Séraphim indeféssis vócibus laudant, dicéntes: Sanctus, Sanctus, Sanctus Dóminus Deus Sábaoth.

    Dómine, exaudi oratiónem meam.
    Et clámor meus ad te véniat. Santo, Santo, Santo č il Signore Dio dell'universo!



    [Orémus]

    Deus cćli, Deus terrć, Deus Angelórum, Deus Archangelórum, Deus Patriarchárum, Deus Prophetárum, Deus Apostolórum, Deus Mártyrum. Deus Confessórum, Deus Vírginum, Deus qui potestátem habes donáre vitam post mortem, réquiem post labórem: quia non est Deus prćter te, nec esse potest nisi tu, creátor ómnium visibiíium et invisibílium, cuius regni non erit finis: humíliter maiestáti glórić tuć supplicámus, ut ab omni infernálium spirítuum potestáte, láqueo, deceptióne et nequítia nos potenter liberáre, et incólumes custodíre dignéris. Per Christum Dóminum nostrum. Amen.



    Ab insídiis diáboli,
    líbera nos, Dómine.

    Ut Ecclésiam tuam secúra tibi fácias libertáte servíre,
    te rogámus, audi nos.

    Ut inimícos sanctć Ecclésić humiliáre dignéris,
    te rogámus, audi nos.

    Et inde aspergatur aqua benedicta.


    --------------------------------------------------------------------------

    Si prega di controllare l'esatta trascrizione e la corretta pronuncia da un Rituale Romanum pubblicato con approvazione.
    "In girum imus nocte et consumimur igni"

  9. #9
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    Predefinito La Medaglia Miracolosa Di San Benedetto.

    San Benedetto da Norcia (470 ca. - 547)





    San Benedetto da Norcia


    Benedetto nacque a Norcia (PG) intorno al 470. Compì i suoi studi letterari a Roma, dove rischiò di farsi coinvolgere dalla corrotta gioventù romana e per questo motivo si trasferì con la sua nutrice a Enfide (l'odierna Affile). Qui compì il suo primo miracolo aggiustando un vaglio in legno. Intorno al 500 si ritirò in una grotta nei pressi di Subiaco, dove inizio la vita eremitica. Un monaco di nome Romano gli portava il necessario per vivere. Fu presto seguito da numerosi discepoli per i quali fondò nella Valle dell'Aniene numerosi monasteri. Un prete di nome Fiorenzo, invidioso di Benedetto, ne attentò la vita. Scampatone, Benedetto si trasferì a Montecassino dove fondò la celebre abbazia. Poco più di un mese prima della morte Benedetto incontrò la sorella Scolastica con la quale ebbe un famoso colloquio. Si spense il 21 marzo 547. Il corpo è custodito insieme a quello della sorella a Montecassino. Il 24 Ottobre 1964 papa Papa Paolo VI lo proclamò "Patrono d'Europa". La sua Regola riassume la tradizione monastica orientale adattandola con saggezza e discrezione al mondo latino, aprendo così una via nuova alla civiltà europea dopo il declino di quella romana. In questa scuola di servizio del Signore hanno un ruolo determinante la lettura meditata della Parola di Dio e la lode liturgica, alternata con i ritmi del lavoro in un clima di carità fraterna e di servizio reciproco. Nel solco di San Benedetto sorsero nel continente europeo e nelle isole, centri di preghiera, di cultura, di promozione umana e di ospitalità per i poveri e i pellegrini. La sua memoria, a causa della Quaresima, è stata trasferita dalla data tradizionale del 21 marzo, ritenuto il giorno della sua morte, all'11 luglio, giorno in cui fin dall'alto Medioevo in alcuni luoghi si faceva un particolare ricordo del santo.





    La Medaglia di San Benedetto




    Fronte della Medaglia di San Benedetto





    Rovescio della Medaglia di San Benedetto



    Una delle devozioni più diffuse al santo di Norcia, e non solo per la notevole influenza dei monasteri benedettini, è la Croce di San Benedetto, specialmente nella forma più frequente di medaglia. Le sue origini sono antichissime, ma nono possono essere attribuite con certezza al Santo stesso. La devozione della Medaglia divenne popolare intorno al 1050, dopo la guarigione miracolosa del giovane Brunone, figlio del conte Ugo di Eginsheim in Alsazia. Brunone, secondo alcuni, fu guarito da una grave infermità, dopo che gli fu offerta la medaglia di San Benedetto. Dopo la guarigione, divenne monaco benedettino e poi papa: é san Leone IX, morto nel 1054. Tra i propagatori bisogna annoverare anche san Vincenzo de' Paoli. Sul dritto essa riporta generalmente un'immagine del Santo che regge nella mano destra una croce elevata verso il cielo e nella sinistra il libro aperto della santa Regola. Sull'altare é posto un calice dal quale esce una serpe per ricordare un episodio accaduto a San Benedetto: il Santo, con un segno di croce, avrebbe frantumato la coppa contenente il vino avvelenato datogli da monaci attentatori. Attorno alla medaglia, sono coniate queste parole: "EIUS IN OBITU NOSTRO PRESENTIA MUNIAMUR" (Possiamo essere protetti dalla sua presenza nell'ora della nostra morte).



    Croce di San Benedetto a Subiaco

    Sul rovescio della medaglia figura, invece, la Croce di San Benedetto. Attorno ad essa compaiono le iniziali di alcuni testi molto antichi, presenti in un manoscritto del XIV sec. a testimonianza della fede nella potenza di Dio e di San Benedetto. Gli acronimi, la loro interpretazione ed significato in italiano sono:



    C. S. P. B.

    Crux Sancti Patris Benedicti

    Croce del Santo Padre Benedetto

    C. S. S. M. L.

    Crux Sacra Sit Mihi Lux

    La Santa Croce sia la mia luce

    N. D. S. M. D.

    Non Draco Sit Mihi Dux

    Non sia il demonio mio condottiero

    V. R. S.

    Vade Retro Satana

    Fatti indietro, Satana

    N. S. M. V.

    Numquam Suade Mibi Vana

    Non mi attirare alle vanità

    S. M. Q. L.

    Sunt Mala Quae Libas

    Sono mali le tue bevande

    I. V. B.

    Ipse Venena Bibas

    Bevi tu stesso il tuo veleno


    La tradizione attribuisce a questo simbolo un elevato potere di esorcismo e di guarigione. Occorre portare la medaglia con devozione e recitare la seguente preghiera, ricavata dalle precedenti iscrizioni:



    Croce del Santo Padre Benedetto. Croce santa sii la mia luce e non sia mai il demonio mio capo. Va' indietro, Satana; non mi persuaderai mai di cose vane; sono cattive le bevande che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.



    Un'ultima curiosità riguarda le proporzioni dello schema della croce. Molti monasteri benedettini riportano nella loro struttura le medesime proporzioni, ad esempio nella progettazione del chiostro. L'utilizzo di queste proporzioni serviva, naturalmente, ad esorcizzare il luogo contro gli influssi malefici del Demonio. A volte, invece, bastava la sola presenza, come si può notare, ad esempio, all'interno del chiostro del monastero di Santa Scolastica, a Subiaco (RM).


    "In girum imus nocte et consumimur igni"

  10. #10
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    Padre del monachesimo d'occidente e patrono d'Europa, nacque a Norcia nel 480. A lui si deve la costruzione di un nuovo modello di civiltà europea, non più influenzata dal mito classico ma fondata sulla verità Cristiana.
    Per fondare il monastero di Montecassino, abbatté il tempio pagano dedicato al dio Apollo e distrusse l'idolo che lo simboleggiava.
    Morì il giovedì santo del 547 a 67 anni.


    La Croce-medaglia di S. Benedetto trae origine dagli episodi della sua vita in cui lottò contro il demonio e gli influssi malvagi, che lui, primo esorcista della storia scacciava nel nome della Croce, per questo su ogni croce-medaglia di S. Benedetto vi è il motto PAX. L'origine della Croce-medaglia di S. Benedetto è antichissima. Famoso l'episodio toccato a papa San Leone IX, quand'era ancora fanciullo e si chiamava Brunone: mentre dormiva venne attaccato e morso da un rospo velenoso, riducendolo in fin di vita, e alcuni mesi dopo, il giovane moribondo ebbe una visione: una scala luminosa dalla quale scendeva un vecchio venerando appoggiato ad un bastone su cui era impressa la Croce di Cristo. Con lo stesso, l'uomo toccò il ragazzo guarendolo miracolosamente all'istante, e nell'avvicinarsi, Brunone riconobbe nel vecchio venerando San Benedetto.

    La Croce di San Benedetto si diffuse nel 1600 in Baviera e da qui in tutta la Cristianità. Papa Benedetto XIV approvò la devozione alla Croce-medaglia di San Benedetto nel 1742.



    CONSIGLI IMPORTANTI
    SULL'EFFICACIA SPIRITUALE DELLA CROCE

    La Medaglia o la Croce di San Benedetto per avere efficacia spirituale, come previsto e approvato dalla Chiesa, deve avere una benedizione sacerdotale particolare, usando il testo approvato da Papa Benedetto XIV con il BREVE del 12 Marzo 1742 che inizia con le parole COELESTIBUS ECCLESIAE THESAURIS; tale testo si trova nel Rituale Romano delle benedizioni. Il sacerdote conclude benedicendo anche l'immagine di Gesù e la croce.

    Inoltre si ricordi che:

    Le medaglie che compongono la Croce, perché possano essere benedette nel modo appena descritto, devono essere coniate, complete di tutte le lettere e non fuse in un unico pezzo insieme alla Croce.

    La Medaglia e la Croce Medaglia di San Benedetto può essere appesa al collo o portata appresso in qualsiasi modo ma non a contatto della pelle per chi e' allergico ai metalli e si può
    collocare ai muri di casa.
    In caso di infermità può essere applicata sulla parte del corpo inferma.
    Qualora ci fossero animali ammalati si può immergerla nell' acqua dove essi devono.
    Ogni volta che si usa la Medaglia o la Croce Medaglia di San Benedetto per questi scopi particolari, la tradizione invita a recitare 5 Gloria al Padre alla Passione di Gesù, 3 Ave Maria alla Beata Vergine Maria e un Padre Nostro a San Benedetto. E' buona cosa recitare queste preghiere ogni giorno per entrare più profondamente nello spirito della devozione.

    "In girum imus nocte et consumimur igni"

 

 

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Permessi di Scrittura

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